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Da zia Fuffi

Come mi aveva detto zia Fuffi dopo il nostro primo rapporto due giorni dopo mi recai a casa sua speranzoso di approfondire la conoscenza con la zia.
Venne ad aprirmi zio Lino suo padre e le mie speranze naufragarono, mi porto in cucina e ricordando di quando ero bambino ci mettemmo a cantare stonati come due campane la Canzone del Piave con in mano due bicchieri di grappa, al nostro “.. . non passa lo straniero” finale accorse mia zia in sottoveste nera e rivolgendosi a suo padre
“ma non la finisci mai di trovare una scusa per farti un’ombra di grappa, non dovevi andare alla bocciofila” lui facendo buon viso prese la giacca e uscendo mi disse
“te la lascio, altro che un’ombra mi farò alla bocciofila”.
Mi senti chiamare dalla zia che mi diceva di raggiungerla in laboratorio, una stanza dove aveva i manichini e la macchina da cucire che dava come vista su una collina ancora sbruciacchiata dall’ultimo incendio, lei era seduta alla macchina e stava rifinendo l’orlo dei miei pantaloni,
“togliti le braghe mimi che ho finito” e tagliando i fili con i denti si girò verso di me con le gambe accavallate mostrandomi le cosce, le obbedì e rimasi in mutande le mie speranze crescevano e anche il mio pene, mi si avvicinò e capii dal leggero sobbalzare dei seni che non aveva reggiseno allungo un braccio per tendermi i pantaloni ma poso l’altra mano sul pacco strofinandolo
“allora Mimi vuoi proprio questi o qualcos’altro” disse sorridendomi e leccandosi le labbra.
“zia se me lo chiedi così” e poi tutto di un fiato “voglio vederti nuda”.
“ma bravo ci stiamo svegliando” e prese i lembi della sottoveste facendosela passare sulla testa rimanendo nuda perché non portava neanche le mutandine
“zia sei proprio una bel pezzo di fica”
“sono solo complimenti, dimostralo”
mi inginocchiai davanti a lei che allargò le gambe e inizia a vellicarle con la lingua il pelo pubico abbrancando con entrambe le mani glutei e strizzandoglieli
“impari presto però, ti piace proprio leccare la fica e pensare che tuo zio non ne vuol sapere”
“non sa cosa si perde zia cè l’hai così dolce”
“ma allora sei un golosone, mangiamela! ”
io mi immersi completamente stavolta volevo esplorarla centimetro per centimetro ed anche l’interno delle sue cosce, salivo e scendevo da una gamba all’altra soffermandomi sempre di più sulla sua fica.
Lei si appoggio alla macchina da cucire
” ma sei matto vuoi farmi impazzire sembri un formichereeee” avevo raggiunto il clitoride e glielo stavo spremendo tra le labbra
” santo cieloooo Mimi mi faiiii già venireeeee” e mi strinse la testa contro il pube io continuai a leccarla le infilai dentro due dita che entrarono facilmente tanto era aperta comincia a muoverle a spirale lentamente, lei mi prese l’altra mano e se la portò sulle tetta che inizia a impastare e spremere alternativamente Dopo dieci minuti di questo lavorio venne
“seiiii bravissimo oh mammaaaaaaaaa” e si accasciò sedendosi sulla macchina io risalii e ne approfittare per leccargli prima il solco tra i seni poi il collo e ridiscesi verso i suoi capezzoli
“dammi un attimo di tregua, voglio sciacquarmi un po’ mi sento un lago” e così dicendo usci dal laboratorio.
Io ero in condizioni pietose il cazzo mi faceva male premendo contro gli slip che mi tolsi e mi sedetti aspettando la zia, saranno passati dieci minuti in cui mi preoccupavo sempre di più quando mia zia mi chiamò
“Mimi puoi venire un’attimo in camera mia, come sei” la cosa mi sembrava strana da dato ciò che aveva detto uscii nel corridoio nudo dalla cintola in giù e la raggiunsi in camera, era sdraiata sul letto a gambe larghe e mi invito a entrare sentii chiudersi la porta dietro di me e mi girai, appoggiata alla porta c’era una donna di una quarantina d’anni rossa naturale come potei constatare subito visto che era nuda a parte un paio di autoreggenti viola che non contrastavano con la pelle bianchissima, sentii la zia dire
“Mimi ti presento Peppa è la mia vicina di sopra mi ha sentito gridare prima ed è scesa a vedere se avevo bisogno di aiuto”
“sai siamo molto amiche e lei è vedova da dieci anni ma non si è ricostruita una vita per sua figlia” io non riuscivo a staccare gli occhi da quella peluria rossa e dalle tette ancora più abbondanti di quelle di mia zia, una quinta leggermente a pera con due capezzoli larghi un dito, la zia prosegui
“così ho pensato di non essere egoista, tu sei mio nipote e me lo farai un piacere, vero” io no avevo ancora detto una parola ma il mio cazzo era ansioso di mettersi all’opera e la mia lingua di assaggiare la fica rossa che avevo davanti.
“Certo zia non posso negarti un piacere” e rivolgendomi all’altra
“si stenda di fianco a mia zia” Peppa parlò per la prima volta
“dammi del tu e leccami la prugnetta” aveva uno sguardo incendiario e prese posto sul letto, era uno spettacolo stupendo una bionda e una rossa aperte ginocchio contro ginocchio
“prima gli ospiti” disse la zia e io mi coricai con il viso in mezzo alle cosce di Peppa le accarezzai e vellicai l’interno cosce e il perineo spingendomi verso la fica che colava già un rivolo biancastro, lo assaggiai era più dolce di quello di mia zia mi tuffai per assaggiare il nettare dalla fonte mentre lei mugolava e stringeva la mano di mia zia che si era messa seduta per godersi la scena, il clitoride di Peppa era di un rosa acceso e molto sporgente lo rollai tra le dita lentamente mentre leccavo le sue labbra esterne che erano lunghissime a paragone delle uniche altre che conoscevo quelle di mia zia,
“Fuffiii che bellooo, mi ero quasi dimenticataaaa” le si ruppe la voce “lecca ragazzo lecca” disse mia zia io alzai un’attimo la testa
” leccagli le tette zia”
“ma.. .. Mimi cosa dici
” o gli lecchi le tette, oppure me ne vado” mi sentivo forte e avevo voglia di vedere mia zia fare qualcosa di estremamente libidinoso e per lei sporco.
Le si oscuto il viso ma poi prese le tette di Peppa tra le mani
“Fuffii noo, cosa fai”
“lo hai sentito Peppa vuoi che si fermi”
” non vuoi godere e poi prenderti una bella dose di cazzo” e cominciò a leccare a tutto i capezzoli dell’amica
“Fuuuufffiii siiii, sei braaavvaa”
“i tuoi capezzoli sembrano piccoli cazzi, e a me piace leccare il cazzo, vero Mimi” io intanto introdussi un dito nella vagina di Peppa che era strettissima lei non resistette più prese la testa di mia zia e soffoco il suo grido tra le sue labbra, che l’abbraccio.
Ero contento di me ma il mio cazzo voleva essere soddisfatto mi distesi e dissi
“Peppa cavalcami, e tu zia infilagli il mio cazzo nella fica” Peppa si pose su di me ed io presi a massaggiarle le tette intanto sentivo una mano di mia zia che impugnava l’asta e l’altra che mi massaggiava le palle
“sono belle piene, ce ne sarà per tutte e due” esclamò rivolta alla rossa che si stava sedendo sul mio uccello infilandoselo poco alla volta
“hai una fica stupenda Mimi molto gustosa ed è la mia prima volta” mia zia trasalì “brutta porca mi svergini il nipote, era mio”
“zia tu sei stata il mio primo pompino e la mia prima leccata e me lo ricorderò sempre, me stai tranquilla tra un po’ ti scopo”
“a proposito” e mise la fessura in faccia girandosi verso l’amica
“ora tocca a te leccarmele, dato che mi hai tolto la primizia” compresi dai mugolii della zia che Peppa stava obbedendo.
La situazione era al calor bianco Peppa ora mi cavalcava alla grande e la zia mi sfregava fica e culo sulla bocca, venne per prima Peppa sussurrando trai denti
” che cazzoooo, che zia troiaaa” la zia la disarcionò e si impalò sopra al mio uccello
“hai ragione è proprio un gran cazzo” continuo ad accelerare il ritmo fino a che l’avvisai
“zia sto per venire” la mia voce era stravolta e le orecchie mi rombavano la sentii appena rispondere
“prendoooo la pillolaaaa vienimiiiii dentrooooo” godemmo insieme mentre la riempivo di sborra che colava anche all’esterno insieme ai suoi umori.
Peppa presa da un raptus lecco sia le mie palle che la fica della zia bevendo i nostri umori.
Ci ritrovammo tutti e tre sul letto stanchi morti ma abbracciati
“zia sei stupenda e la tua mica e sensazionale è stato bellissimo diventare uomo con voi, sarò sempre pronto per voi” e loro due stringendomi il cazzo “ti prendiamo in parola” poi zia sbuffando tristemente ora rivestitevi che sta per rientrare mio padre”. FINE

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