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Daniela la voyer

I due uomini che si stavano facendo spompinare, erano entrambi 50enni, stavano apprezzando decisamente il lavoro di bocca di Marta, più le davano della troia, della vacca pompinara, della puttana, più questa accelerava il lavoro di bocca gemendo sempre più forte; il ragazzo di colore, stava per venire, iniziò a pompare sempre più forte quasi a volerle sfondare il culo, le spinte così vigorose fecero arrivare il cazzo di uno dei due 50enni in gola provocando così un urto di vomito mentre il ragazzo stava venendo nel culo.
MAR. CO 50 anni, ben portati, fisico atletico, capelli brizzolati, cazzo lungo 25 cm. ma soprattutto con il diametro simile a una lattina da 33 cl disse a Marta di spogliarsi completamente (indossava solo delle autoreggenti nere tutte smagliate e un brandello di reggiseno) e di lavarsi che il trattamento era appena iniziato. Queste ultime parole spaventarono ed eccitarono Marta allo stesso tempo, si diresse verso la doccia mentre Saib, il ragazzo di colore e Walter (l’atro 50enne, fisico tozzo, ma con un cazzo lungo più di 30 cm) si stavano rivestendo frettolosamente. Daniela stava sempre guardando dalla finestra, si sentiva strana, era tutta bagnata, si masturbava violentemente con una mano infilata dentro i pantaloni, ma nello stesso tempo era quasi ipnotizzata dalla scena, incapace di muoversi e di pensare ad altro oltre a guardare la scena di sesso. Marta uscì nuda dalla doccia, MAR. CO aprendo un armadietto le passo un accappatoio invitandola ad asciugarsi velocemente. Una volta asciugata Marta chiese cosa dovesse fare, MAR. CO fece un cenno a Saib che la bendò con una fascia di pelle nera; Marta iniziò a tremare provava paura, Walter accortosene in silenzio si inginocchiò davanti a lei leccandole la figa, dopo pochi istanti la paura svanì e l’eccitazione iniziò a impadronirsi del suo corpo. MAR. CO aprì un armadietto da dove prese un collare di pelle nera con anello, un body di lattice nero con allacciature anteriore a stringhe, inoltre la particolarità di quel body consisteva che non aveva ne bottoni o gancetti nella parte inferiore (chiuso come un costume da bagno intero) ma con due fessure verticali in corrispondenza di figa a culo e un paio di stivali, sempre di lattice neri, alti fino a metà coscia con dei tacchi a spillo alti 12 cm.
MAR. CO disse a Walter di spostarsi, iniziò a mettere della schiuma da barba sul pube di Marta, poi iniziò a depilarla lasciandole solo una sottile striscia di peli (alla moicana). Nella stanza c’era un silenzio assoluto, Marta era eccitata (la sua figa stava grondando) ma la paura stava tornado, MAR. CO se ne accorse e le disse che voleva diventare una femmina con la F maiuscola doveva seguire tutte le tappe, avrebbe potuto ritirarsi dall’iniziazione in quel momento. Marta restò in silenziò, MAR. CO uomo pragmatico, disse una sola frase “chi tace acconsente” e poi il silenziò. MAR. CO si posizionò dietro Marta, con lentezza misurata iniziò ad allacciarle il collare, poi il body infine gli stivali. MAR. CO fece un cenno a Saib, i due, sempre con studiata lentezza, ma con decisione, iniziarono a stringere i lacci anteriori comprimendo così tutto il busto e nello stesso tempo spingendo i seni di Marta verso l’alto quasi fuori dalle coppe a balconcino del body.
Marta era bellissima, la benda nera, risaltava con i capelli biondi, mentre la carnagione chiara era in perfetto contrasto con il lattice nero. MAR. CO fece un altro cenno, Saib e Walter fecero indossare a Marta un impermeabile nero, lungo; all’improvviso il lungo silenzio venne interrotto da MAR. CO che disse una sola parola “andiamo! “. Marta fece per bloccarsi ma Walter agganciò uno guinzaglio, sempre di lattice nero, ma all’estremità al posto dell’asola per la mano aveva una mini frusta del tipo gatta a 7 code.
Daniela sempre all’esterno della baracca, era indecisa sul da farsi, restare nei pressi della baracca correndo il rischio di essere scoperta o allontanarsi, prevalse la Daniela manager, la donna razionale, si avviò in tutta fretta, stando sempre attenta a non far rumore verso la propria autovettura.
Uscendo dal cantiere le sembrò di vedere altre ombre, non ci fece troppo caso, ma comunque accelerò il passo verso la propria autovettura. Una volta arrivata salì, chiuse immediatamente le sicure, ad un tratto la sessualità di Daniela riebbe il sopravvento sulla propria razionalità decidendo così di non partire ma di “spiare” ancora il vicolo. Dopo pochi minuti vide uscire dal perimetro del cantiere Walter, Saib e MAR. CO che teneva al guinzaglio Marta. All’improvviso dall’ombra uscirono una decina di persone, che si misero su un lato della strada; qualcuno si stava masturbando altri si muovevano in modo nervoso finché MAR. CO non tolse l’impermeabile a Marta. A quella vista tutti i dieci uomini iniziarono a masturbarsi, Saib e Walter si misero in posizione di copertura (come i bodygard) mentre MAR. CO tenendola sempre per il guinzaglio faceva sfilare Marta nella zona più buia del vicolo. Marta all’inizio fece resistenza ma dopo pochi istanti quella situazione la eccitò a tal punto da far sparire tutti i freni inibitori. MAR. CO, uomo con una cultura ed esperienza notevole di tutto la sfera della sessualità, se ne accorse immediatamente, tolse a Marta dapprima il guinzaglio poi la fascia; la ragazza restò immobile per qualche secondo, si guardò velocemente come era vestita, poi si accorse della presenza degli uomini allineati sul bordo del vicolo che si stavano masturbando guardandola. MAR. CO sussurrò in un orecchio a Marta se non si stesse eccitando sapendo che quegli uomini stavano godendo solo alla sua vista. La ragazza ormai bagnata sfilò sempre più vicino agli uomini fino a sfiorare i loro cazzi con le cosce, poi si fermò e iniziò a masturbarsi dapprima in piedi poi seduta su una panca arrivata nel vicolo chissà come. Marta iniziò ad ansimare come una cagna in calore, MAR. CO le disse se voleva vedere venire dieci cazzi di contemporanea, la ragazza annuì e all’improvviso si trovò sul volto dieci cazzi, ne spompinava due alla volta due in mano, gli altri sul volto. Lo spettacolo andò avanti per alcuni minuti, Daniela al riparo nella propria autovettura, si stava masturbando, ormai anche lei aveva perso ogni freno inibitore, pantaloni abbassati, tre dita all’interno della lebbra, mentre con l’altra mano si palpava i seni pizzicandosi i capezzoli, turgidi e duri.
MAR. CO fece un cenno i dieci uomini si allontanarono di qualche metro, Saib fece alzare Marta in piedi, le allargò le gambe e la prese in figa da dietro, nel frattempo MAR. CO si sdraiò sulla panca, Marta lasciò uscire dalla sua figa il cazzo di Saib per farsi impalare da MAR. CO, dopo alcuni secondi sentì delle mani che le stavano allargando il culo, non fece in tempo a capire cosa stesse succedendo che si trovò il cazzo di Walter in culo, dopo poco si trovò anche il cazzo di Saib in bocca.
Daniela alla vista di quella scena si eccitò ancora di più, si sfilò del tutto i pantaloni, si mise in posizione da prendere il pomello della leva del cambio all’interno della sua figa, nel frattempo con una mano si dilatava le chiappe e con le dita dell’atra faceva la spola tra bocca e buco del culo arrivandosi a penetrarsi con tre dita contemporaneamente.
Marta stava godendo sempre si di più, ogni volta che stava per venire i tre si fermavano bloccandole l’orgasmo, ma con suo stupore appena riiniziavano l’orgasmo tornava impetuoso ad impadronirsi del suo corpo. MAR. CO, una vecchia volpe, sapeva bene che con la cassa toracica così compressa dalle stringhe del body, Marta era ipoventilata, rendendola così schiava dell’orgasmo. Marta implorò MAR. CO di farla venire, avrebbe fatto ogni cosa; i tre uomini si fermarono di colpo per poi uscire da tutti i buchi, misero sulla panca un doppio vibratore (anale e vaginale) di dimensione notevoli, poi Marta ci si sedette sopra, nonostante le grandi dimensioni del vibratore non fece fatica a farsi impalare fino in fondo talmente ormai era bagnata e con i buchi sfondati.
MAR. CO rimise il guinzaglio, chiamo i dieci uomini che nel frattempo si erano continuati a masturbarsi dicendo loro se non era il caso si fare un trattamento estetico a forza di sborra al viso di una troia, vacca oltre a cagna in calore. Marta accennò un minimo di resistenza ma era legata, i dieci iniziarono a farsi spompinare, a sbatterle i loro cazzi sul viso e a insultarla pesantemente. MAR. CO accese il vibratore, Marta iniziò subito a godere, ora traeva immenso piacere sia dal vibratore che dai cazzi dei dieci uomini, quella vacca stava godendo troppo, allora MAR. CO iniziò a frustarle il culo con il gatto a sette code. Marta più era frustata più godeva, stava venendo in continuazione, MAR. CO fece un cenno ai dieci uomini di sbrigarsi a venire, in pochi secondi tutti e dieci la inondarono di sborra, in bocca, sul volto e sui seni; una volta venuti i dieci si ritirarono e scomparvero nel buio.
MAR. CO si accorse che Marta era troppo appagata, non andava bene per l’iniziazione correre troppo, doveva imparare a essere schiva delle voglie degli uomini, senza necessariamente trarne immediato godimento; allora insieme a Walter e Saib si mise davanti a Marta, spense il vibratore, e iniziò
dicendole che faceva schifo come era ridotta, che avrebbe dovuto essere lavata immediatamente, una sua allieva doveva essere presentabile sempre, la sborra dei 10 uomini avrebbe dovuto berla fino all’ultima goccia; poi i tre estrassero i loro cazzi e iniziarono a lavarla con la piscia, Saib contemporaneamente con la frusta i seni facendoli diventare rossi e duri.
Daniela stava assistendo anche a questa scena all’interno della sua auto, con ancora la leva del cambio infilata in mezzo alla figa, era in estasi, iniziò a gemere sempre più forte finché urlò, quasi in modo liberatorio, siiiii veglio essere troia!!!!!!!!!!!!!!!!! e poi ebbe l’ultimo orgasmo delle serata prima di svenire per il godimento. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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