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Due giorni e due notti

Sono appena tornato a casa dal lavoro verso le 18, 00 dopo una lunga settimana impegnativa.

Faccio la doccia e con un asciugamano intorno alla vita vado in camera da letto per vestirmi.

Dopo pochi minuti entra in camera mia moglie Monica spalancando la porta. Appena la vedo mi si rizza, in un istante. È vestita come piace a me: un corpetto molto sexy e un perizoma in tinta, di colore verde, calze a rete bianche autoreggenti e stivaletti rossi a metà gamba con un tacco altissimo. Da un po’ di tempo abbiamo ripreso a fare sesso molto spesso, con continuità, soprattutto dopo l’ultima avventura del piercing (vedi racconto) dove ancora una volta avevamo portato all’estremo le nostre esperienze trasgressive. In questo periodo invece avevo ripreso a scoparla e giocare in prima persona con mia moglie, la quale, dopo le numerose esperienze, era diventata una vera esperta delle pratiche sessuali. Ormai mi permetteva di tutto, anche di essere trattata da troia, come spesso faceva quando erano gli altri a scoparla. Le piaceva farsi trovare in abbigliamenti molto sexy ed essere scopata fino allo sfinimento. Adesso è qui vestita da troietta pronta a soddisfarmi ed a soddisfarsi. Arriva di fronte a me, sposta il perizoma, mi mostra il piercing e mi tocca l’uccello per sentirlo diventare duro nella sua mano. Lo scappella un paio di volte, poi quando le sembra pronto si siede sopra con la sua fighetta bella bagnata. Che troia che è diventata, ma mi piace, mi fa godere e godere e godere…

È lei a tenere il ritmo della scopata, si impala per trovare prima il suo piacimento, poi quando viene si stacca e comincia a leccarmelo per farmi godere nella sua bocca. Le scarico un mare di sborra accumulata dopo una faticossima giornata di lavoro direttamente in gola e la sento ingoiare a ripetizione. Proprio in quel momento squilla il telefono, non mi sembra il caso di far rispondere Monica con la bocca impastata di sborra, così mi pulisco il cazzo sul suo viso e mi alzo a rispondere.

“Pronto Diego, sono Paolo come va? ” Era il nostro amico proprietario dell’albergo in Sardegna dove avevamo trascorso le vacanze in estate. “Mi spiace per questa estate però io e Gianni eravamo negli stati uniti e non abbiamo potuto vederci. Ci piacerebbe rimediare se vi va… ”

“Si, certo che ci va, è passato molto tempo. ”

“Perfetto, mi passi tua moglie così ci accordiamo? ”

Poi Monica risponde al telefono, ci parla senza farsi sentire e dopo qualche minuto ritorna da me tutta sorridente.

“Perché così felice? ”

“Paolo a detto che questa sera è con Gianni in un agriturismo qui vicino e avrebbe piacere di cenare insieme a noi. Io gli ho già detto di sì, avrei proprio piacere a rivederli… ”

“Sì anche a me andrebbe una cena. ”

” E poi dobbiamo sdebitarci per la bella vacanza di questa estate. ”

“Immaginavo che sarebbe finita così, ti ha detto altro al telefono amore? ”

“In effetti mi ha detto che avrebbe piacere se mi vestissi molto sexy per vedere se sono ancora bella e eccitante. ”

Mi limito a sorridere e accenno un sì con la testa approvando il piano per la serata, poi iniziano i preparativi.

Io mi vesto sportivo, jeans e camicia; Monica invece esce dalla camera vestita da vera porcellina: vestitino intero nero aderente molto corto con la schiena scoperta e una scollatura generosa, calze nere con la riga dietro e scarpe chiuse col cinturino alla caviglia e tacco da 12 cm. Non so ancora nulla del suo intimo, ma avrei sicuramente avuto modo di scoprirlo nel proseguio della serata.

Arriviamo al locale dopo circa un’ oretta ed entriamo. Chiediamo al cameriere che ci indica la strada, passiamo per alcune sale piene di gente, poi un breve corridoio e arriviamo in una saletta a noi riservata. Paolo e Gianni si alzano e ci vengono incontro per salutarci e baciare Monica sulle guance senza azzardare altro. Al tavolo però ci sono altre quattro persone, tutti maschi sulla cinquantina. Paolo ci fa avvicinare al tavolo e ci presenta:

“Allora vi avevo detto che era stupenda o no? “. E un coro di approvazione si leva dalla stanza.

“Scusa Paolo, ma che succede? ” Chiedo un po’ imbarazzato.

“Avete ragione, vi dobbiamo una spiegazione, loro sono dei proprietari di una squadra di basket dilettante in cerca di uno sponsor e siamo qui per trattare. Visto che eravamo vicino a voi abbiamo deciso di invitarvi. ”

Poi Monica interviene: ” Oh quante storie, ho una fame perché non ci sediamo e continuimo mentre ceniamo? ”

Così incomincia la cena, Monica si siede tra Paolo e Gianni e facciamo conoscenza. Scorre tutto liscio fino al dolce anche se ogni tanto Monica diventava rossa in viso probabilmente per qualche palpatina dei due vicini di posto (cosa che mi ha confermato in seguito).

Prima che al tavolo venga servita la macedonia di frutta, Gianni entra nel discorso vacanze e ne approfitta per far vedere ai suoi ospiti le foto scattate negli stati uniti. Le guardano tutti ridendo e scherzando senza farci vedere nulla, poi le passano a me e a Monica.

Non sono le foto delle vacanze, ma quelle che ritraggono mia moglie nuda con un vibratore nel culo mentre bendata viene scopata in una camera d’albergo da Gianni e Paolo (vedi racconti precedenti).

Io rimango di sasso, mentre Monica sempre più rossa: “Allora vi sono piaciute almeno? ”

Non fa in tempo ad avere risposta, che Paolo la fa alzare in piedi chiedendo di girare intorno al tavolo. Durante il giro tutti le palpano il culo e le tette, mostrando che le parti intime di mia moglie sono coperte solo dai collant. Quando si avvicina a me mi fa segno col dito di restare in silenzio e avvicinandosi all’orecchio mi dice di guardarla quanto l’abbia fatta diventare zoccola. Poi si inginocchia e sparisce sotto al tavolo, io vedo dalle facce degli uomini che li sta passando tutti in rassegna, uno per uno. “Questa troia è bravissima ad usare la lingua”, “Ma dove hai imparato a succhiarlo così bene, chissà quanti ne sono passati di lì… “, “Dai puttana fammi sborrare, sei bravissima, che bocchinara”. Arriva il cameriere a servire le macedonie, Gianni dice di aspettare che la signora ritorni dal bagno, tra le risate generali dei presenti. Dopo un a decina di minuti mia moglie esce da sotto il tavolo, mi bacia con la lingua facendomi quasi sborrare nei pantaloni e si appoggia al tavolo alzando il vestitino sopra la vita. Tutti i presenti si alzano, mostrando i loro cannoni, nessuno è ancora venuto, sono tutti in tiro, poi uno di quelli del basket si avvicina con un coltello, le taglia i collant in mezzo alle gambe, le scopra la figa e il buco del culo e fa qualche passo indietro per ammirarla meglio dicendole di tenere le chiappe bene allargate. “La puttana ha il piercing sulla figa, adesso la riempiamo per bene”, “Solo le cagne in calore sono così belle depilate”. Poi si avvicina di nuovo, le sputa sul buco del culo, mi guarda e ci mette dentro il manico del coltello con cui aveva tagliato il collant. “Oh, ma questa troia è già bella aperta, guardate le è entrato tutto; mi sa che hai bisogna di qualcosa di più grosso… ”

“Dai cornutone, ti piace guardarla fare la troia è.. viene tenerle le chiappe bene aperte che adesso la inculiamo per bene”. Io mi avvicino come un automa, ho il cazzo durissimo, e allargo le natiche di mia moglie. Quindi il solito punta il cazzo e la incula spingendola in avanti ad ogni colpo e tenendola per i capelli. Monica inizia subito a godere come un vacca, si fa sputare in bocca e si lascia inculare fino alla radice. Io lì vicino sento le palle sbattere contro la figa di mia moglie e guardo la scena carico di eccitazione.

“Adesso voglia provare anche la figa di questa vacca……… anche qui bella larga immagino”.

E immagina giusto, entra in un sol colpo facendola gridare. Dopo poco ritorna a pompare il culo, poi al limite si dimena velocemente, si stacca e sborra riempiendo un bicchiere lì vicino.

Monica rimane forse delusa, si aspettava di essere riempita, poi anche gli altri ospiti e i nostri due amici le riservano lo stesso trattamento scopandola a novanta piegata sul tavolo o a facendola impalare sul cazzone mentre sono seduti su una sedia. Tutti sborrano riempiendo i calici da spumante, ne hanno riempiti uno e mezzo. Monica è stravolta, spettinata, col rossetto sbavato, le calze rotte quasi completamente e la figa e il culo arrossati per i colpi subiti. Da brava troia si avvicina al tavolo, sa cosa le aspetta ora, la sborra è stata conservata per il gran finale.

Paolo prende la sua coppa di macedonia, vi versa sopra il contenuto dei calici e la porge a mia moglie. Monica prende il cucchiaio e comincia a divorare la macedonia come la più succulente delle prelibatezze. , fino alla fine. Un applauso finale, poi il padrone del locale, che aveva nel frattempo servito le macedonie vedendo parte della scopata, si avvicina da dietro per palpare le tette di mia moglie, gliele bacia e le porge un altro cazzo da succhiare: “Adesso è il mio turno puttana”. Questa volta le viene in bocca; è in totale l’ottava razione di sborra che ingoia oggi la mia mogliettina. Tutti si ricompongono rimango io col cazzo in tiro, ma ho troppa vergogna per tirarlo fuori e scopare Monica, o ancora peggio a menarlo da solo.

“Che ne dici Monica di continuare nel nostro appartamento? Non penserai mica di averci svuotato a sufficienza. ” Dice Paolo. Tutti aderiscono all’idea pregustando di scopare ancora la mia mogliettina.

Poi interviene Gianni: “Io ho in idea migliore, perché non ti fermi da noi per tutto il week-end, così ti chiediamo anche gli arretrati? ” “Vero, Diego che ti piacerebbe sapere la tua mogliettina tutta sola con noi per due giorni, mentre tu a casa ti riempi di seghe? ”

Monica prende la parola: ” Si penso che ti piacerebbe amore”. Monica aveva appena accettato umiliandomi davanti a tutti, ma in fondo il gioco piaceva ad entrambi.

Così ci rivestiamo, usciamo dal locale e ci dirigiamo verso l’appartamento di Paolo, io in macchina con uno dei quattro del basket, mentre Monica in macchina con altri quattro. Ogni tanto vedevo la sua testa scomparire e sicuramente la palpavano ovunque. Io in macchina non apro bocca, quando arrivo davanti a casa di Paolo, il tipo con me prima di scendere mi dice: “Dai vedrai che te la riempiamo per bene in tutti buchi e te la rimandiamo bella aperta e sfondata, non ammazzarti dalle seghe”. Poi Paolo si avvicina al finestrino, e mi da appuntamento a domenica pomeriggio alle 18, 00. Monica sulla soglia del portone mi manda un bacio con la mano e entra. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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