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Festa di capodanno con finale a sorpresa

L’episodio che sto per raccontarvi ha come protagonisti la mia fidanzata Alice, 22 anni, e il sottoscritto, Daniele, 27 anni. Tutto ha avuto inizio con l’organizzazione del cenone di capodanno 2002. Inizialmente abbiamo pensato alla grande: abbiamo invitato tutte le coppie di nostri amici presso la mia cascina, da poco ristrutturata, posta in una bellissima zona appartata e soprattutto con vista sul lago. Giorni e giorni di preparativi: il sottoscritto a spalar neve, preparare la legna e Alice a fare compere per il cenone. Ma poi, man mano che i giorni passavano e la fatidica data si avvicinava, ecco le prime defezioni arrivare. Dapprincipio solo alcune ma a breve siamo rimasti in quattro gatti.
Così ci siamo ritrovati a discutere se ne valesse ancora la pena o convenisse lasciare perdere tutto.
Alla fine però è prevalsa la voglia di fare qualcosa di diverso e così ci siamo dati appuntamento, nonostante tutto, alla mia cascina: io e Alice, Luigi e Rossana e Massi (cugino di Alice) con Monica.
Certo, festeggiare capodanno in sei persone non era il massimo… Il rischio era quello di ritrovarsi a dormire sul divano prima ancora della mezzanotte.
Così abbiamo preparato una bella e lunga cena, Alice infatti è una gran cuoca e appassionata di cucina, e poi vari giochi tra cui il KaraoKe. Ho preso lo stereo da casa con tutta la mia collezione di CD, mi sono procurato qualche effetto luce da un mio amico e…. abbiamo incrociato le dita!
Infine, per assicurarmi in caso di fiasco della serata, almeno una nottata coi fiocchi, sono passato in un negozio di intimo e ho acquistato un completino per Alice, da lasciare senza fiato: perizoma e reggiseno ridottissimo, rossi in pizzo, che non lasciavano nulla all’immaginazione.
L’intenzione infatti era quella di, terminata la festa verso le 3, ferrmarsi a dormire: la cascina è strutturata su due piani, a piano terra l’ingresso, il salone con il grande camino e la scala a chiocciola che sale al piano superiore, al secondo piano due camere e il bagno.
Ci saremmo fermati io e Alice e Massi con Monica. Mentre Luigi e Rossana ci avevano già anticipato che sarebbero tornati a casa dato che la mattina successiva Luigi avrebbe dovuto recarsi di buon ora in banca per esplicare delle pratiche noiosissime a causa dell’introduzione dell’euro.
La mattina del 31 ho consegnato ad Ali il mio regalo per il capodanno. Quando ha visto il contenuto del pacchetto, la prima reazione è stata quella di rifiutarsi di indossarlo. Dovete infatti sapere che Ali proviene da una famiglia tradizionale dove certi vestiti, certi modi di essere sono da sempre etichettati come propri delle donne di strada.
Ma Ali è fatta così, ormai ci sono abituato: prima rifiuta ma poi l’eccitazione per le novità e la voglia di evadere hanno il sopravvento e si lascia coinvolgere.
E così è stato. Appuntamento alle 19 a casa sua, mi si presenta non solo confermandomi di aver indossato il mio “omaggio” ma mostrandomi di averci abbinato uno stupendo abito rosso fuoco, un completino intero, attillato, scollato con gonna abbastanza corta e spacco da urlo, che io naturalmente non avevo mai ammirato dato che ammette di esserselo fatto prestare dalla cugina.
L’appuntamento con gli altri è per le 21.
Noi andiamo in cascina, accendo il fuoco nel grande camino del salone, anche se il riscaldamento accesso dal giorno prima ha già portato gli ambienti a temperatura ideale e in poco tempo tutto è pronto per la serata.
Verso le 20 arriva una telefonata da Massi, cugino e coetaneo di Maria, che ci chiede se può venire anche un suo amico, Simone, che per sua sfortuna la fidanzata ha scelto proprio il giorno di capodanno per mollarlo, e lui non se la sente di lasciarlo solo in un momento così delicato. Beh, come fare a rifiutarsi? Siamo in pochi e uno in più non da certo problemi. L’unica preoccupazione è che di certo Simone si sentirà un po’ il “candelino” della situazione…. Uno solo in mezzo a tre coppie.
Così partono decine di telefonate ad amiche e conoscenti per invitarle ad aggregarsi a noi ma come logico sono già tutte impegnate. Così ci rassegniamo. Se a lui sta bene non vedo perché a noi non dovrebbe.
Alle 21 puntuali i primi a presentarsi sono Luigi e Rossana. Entrambi eleganti come se dovessero andare alla prima della scala. Ci scherziamo un po’ e nel frattempo arrivano anche Massi e Monica.
Di Massi vi ho già dato qualche notizia: è cugino di Alice e sono coetanei, hanno praticamente trascorso insieme ogni minuto della loro vita. Sono andati tutte le estati insieme, con le rispettive famiglie, allo stesso posto al mare; hanno trascorso gli anni degli studi, fino alla terza media, insieme in casa della nonna. Insomma per farla breve sono molto affiatati.
Spesso, nei nostri momenti di intimità, io provoco Ali lanciandogli sfrecciatine su come giocavano al “dottore” e altri giochetti erotici che tutti, almeno una volta da ragazzini, abbiamo fatto con le nostre cuginette….. Ali dal canto suo ha sempre negato tutto anche se in alcune situazioni spinte, l’ho portata a raccontarmi delle storielle erotiche su come si divertivano lei e il cuginetto. Non ho mai capito se fossero puramente frutto della sua fantasia erotica o ci fosse un fondo di verità, comunque mi eccito sempre nel sentirmele raccontare.
Veniamo alla fidanzata di Massi. Monica è la più giovane della compagnia, ha da poco compiuto i 18, ha ancora i modi di fare e i discorsi ingenui della sua età, ma si ostina a voler apparire molto più grande, così finisce per vestirsi in modo provocante o in situazioni particolari ad assumere atteggiamenti provocatori.
Verso le 21: 30, quando ormai pensavamo che ci avrebbe dato buca, è arrivato anche Simone. 23 anni, timido ma non troppo ( e capirete il perché) e con la faccia sbattuta di chi si è visto crollare il mondo addosso.
Così la cena ha potuto avere inizio.
Tra quattro risate, la musica ad alto volume e il vitellino bianco fresco…. La cena è volata e ci siamo ritrovati a brindare e sparare i fuochi d’artificio per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
Dopo la mezzanotte, aiutati dal vino che scorreva abbondante nei nostri bicchieri, e che ci aveva già resi un po’ brilli, abbiamo inscenato un karaoke famigliare.
Non vi sto a raccontare le risate che ci siamo fatti con le canzoni che, storpiate dalle nostre voci, sono divenute oscene.
E il tempo è volato. Senza nemmeno accorgercene sono arrivate le 3 passate. Così, se pur a malincuore, la coppia di nostri amici hanno dovuto salutarci e se ne sono tornati a casa.
A quel punto la festa è un po’ scesa di tono. Come era naturale, rimasti in cinque e soprattutto senza Luigi che è il pagliaccio della compagnia, ci siamo tutti lasciati andare e la festa è andata spegnendosi.
Ma nessuno voleva rassegnarsi a chiudere la serata, era ancora troppo presto. Nessuno a parte Monica che se ne stava seduta sul divano con gli occhi di chi, avendo bevuto forse troppo, non vede l’ora di farsi una bella dormita. Naturalmente Massi ne era contrariato, mi aveva infatti confidato ad inizio festa che anche lui, come me, aveva in mente di, conclusa la festa, iniziare il nuovo anno con dei fuochi d’artificio a letto. E chiaramente la sbornia di Monica mandava all’aria tutti i suoi programmi.
Come previsto infatti pochi minuti dopo Monica si è alzata e barcollando ha preso la strada per la camera da letto. Massi, incazzato nero, l’ha accompagnata ed io a mia volta ho accompagnato Ali verso la nostra camera da letto. Abbiamo lasciato così Simone da solo nel salone a piano terra.
Il problema infatti era capire quanto Simone aveva intenzione di restare ancora alla festa. Luigi mi aveva assicurato che il suo amico al termine della festa se ne sarebbe tornato a casa, ma non mi aveva specificato a che ora e naturalmente ne io ne Luigi ce la sentivamo di dirgli chiaramente di togliere il disturbo.
Giunti in camera da letto ho proposto ad Ali, di mettersi comoda che io l’avrei raggiunta di li a non molto, ma lei con fare scomposto si è rifiutata di lasciarmi andare, solo allora ho capito che i bicchieri di vino erano stati troppi anche per lei.
Alice ha iniziato ad abbracciarmi e baciarmi con molta foga, mentre io cercavo di spiegargli che sarei tornato a breve. Poi mi ha abbassato la cerniera dei pantaloni e mi ha infilato la sua mano andando a giocare con il mio uccello. A quel punto non ciò più visto e facendola girare l’ho presa a pecorina sollevandogli la gonna quanto bastava e scostandogli il perizoma ho iniziato a penetrarla in quella posizione.
Quando ho capito che era arrivata all’orgasmo, sono uscito e convinto di averla momentaneamente soddisfatta le ho sussurrato all’orecchio che il bello sarebbe arrivato di li a poco se avesse portato pazienza e mi avesse lasciato scendere al piano di sotto.
Ho così lasciato Alice sdraiata sul letto e sono sceso di sotto. Lì ho trovato Simone e Luigi che stavano chiacchierando sul divano. Mi sono seduto accanto a loro e presa una bottiglia di vodka abbiamo brindato (più di una volta) al nuovo anno.
Il tempo è passato ed io ho iniziato ha guardare nervosamente l’orologio, un po’ perché mi immaginavo Alice che mi aspettava in camera e un po’ perché avevo lasciato il lavoro a metà e la mia eccitazione mi chiedeva di chiudere al più presto quello che avevo iniziato.
Ma Simone non ne voleva sapere di andarsene.
Poi, senza preavviso, due piedi nudi sono sbucati dalla scala a chiocciola e man mano che scendevano ho capito dall’abito rosso scargante, che si trattava di Alice.
Mi sono preparato al peggio, Ali incazzata che mi faceva una scenata, ed invece si è avvicinata a noi, mi si è seduta sulle gambe ed ha ricominciato a baciarmi dicendomi che aveva voglia di me. Era proprio ubriaca, io ero un po’ a disagio perché Ali da sobria non si sarebbe mai comportata così.
Poi, all’improvviso, blaterando qualcosa sulla festa che sembrava un mortorio, si è alzata e barcollando ha raggiunto lo stereo, ha attivato il primo cd che c’era, e con in mano il microfono si è messa a cantare scompostamente.
Noi tre, seduti sul divano, la guardavamo sorridendo. Massi aveva appena finito di dirmi che ero fortunato e che avrei passato una notte infuocata, quando Alice mi ha chiamato perché voleva che andassi con lei a cantare.
Io mi sono rifiutato e dopo una breve insistenza ha chiesto a suo cugino di fare lo stesso. Massi mi ha guardato ed io l’ho incoraggiato ad andare.
Allora si è alzato e l’ha raggiunta. Io e Simone ce ne stavamo a 5-6 metri di distanza e guardavamo i due che rivolti verso di noi intonavano (se così si può dire…) una canzone degli 883.
Alice nel frattempo si appoggiava a Massi per non perdere l’equilibrio e si muoveva scomposta, ormai senza alcun ritegno. Terminata la prima il cd è passato alla seconda canzone e qui Ali ha preso il cugino e se pur sempre scompostamente ha accennato ad un lento, nel frattempo Massi mi lanciava delle occhiate interrogative, insomma voleva sapere se aveva il mio permesso o meno per andare avanti. Ed io, volendo vedere fin dove Alice si sarebbe spinta, lo incitavo applaudendo insieme a Simone.
Più i minuti trascorrevano più il contatto diventava più intimo, i due corpi aderivano perfettamente e Alice sembrava non dare peso al bozzo che si era nel frattempo ingrossato la fra le gambe del cugino. Non so se Simone se ne era accorto ma il sottoscritto osservava con occhio clinico ogni movimento, ogni espressione.
Terminata la seconda il lettore cd ha proseguito la carrellata di canzoni e a quel punto ho incitato Simone a dare il cambio a Massi, e così è stato. Stessa modalità, stessa scena. Alice ormai sembrava aver perso qualsiasi freno inibitore e si era lasciata andare con la stessa intimità anche con l’amico del cugino. E anche il bozzo di Simone aveva risposto come quello di Massi.
Beh devo ammettere che a questo punto anch’io ho iniziato ad eccitarmi.
Massi nel frattempo, consapevole dell’eccitazione provata prima, sentendosi in colpa, non osava guardarmi per paura di qualche mia reazione.
Così ho deciso di prendere l’iniziativa. Mi sono alzato, mi sono avvicinato ad Alice e Simone, che nel frattempo ballavano sempre più stretti, e cingendo da dietro Alice le ho morso delicatamente l’orecchio e le ho sussurrato che mi stava eccitando da morire. Infine scostandomi ho preso la mano di Simone, che cingeva i fianchi e l’ho abbassata lasciandola cadere sul sedere della mia ragazza.
Fatto questo, ho guardato Simone e con cenno di complicità gli ho schiacciato l’occhio, poi mi sono allontanato dalla parte opposta come se nulla fosse accaduto e dando le spalle mi sono avvicinato al tavolo ed ho stappato molto lentamente una bottiglia di spumante.
Voltandomi mi si è parata davanti agli occhi l’immagine più sbalorditiva che mi potessi immaginare: Alice e Simone si stavano baciando con molto trasporto, le loro lingue si intrecciavano quasi fosse impazzite e la mano di Simone era ormai arrivata a destinazione: aveva sollevato il vestitino di Alice e il dito medio si muoveva alla ricerca del buchetto della mia fidanzata.
A quel punto ho provato sensazioni confuse, dapprima un senso di eccitazione mai provata prima e subito dopo ha preso il sopravvento la gelosia. D’altra parte era la prima volta che vedevo la mia fidanzata farsela con un altro.
Ma poi l’eccitazione e l’ubriachezza sono stati più forti e ancora con in mano la bottiglia di spumante mi sono avvicinato a Massi, mi sono seduto accanto e gli ho offerto di berne un sorso.
Lui, come se fosse in trance, ha preso la bottiglia, se ne è scolata una buona metà tutta d’un sorso, e me l’ha restituita.
A quel punto, vedendo i due piccioncini che proseguivano nelle loro effusioni senza sosta, mi sono rivolto a Massi e gli ho proposto di andare a dare una mano all’amico.
Il cuginetto non se lo è fatto ripetere. Si è alzato dal divano e si è precipitato dai due. Si è posizionato dietro Alice ed ha iniziato a muovere convulsamente le mani dappertutto.
A quel punto Simone si è staccato da Alice, l’ha osservata da capo a piede un paio di volte e poi, dopo un cenno a Massi, ha iniziato a sollevarle il vestitino rosso.
Ormai io non esistevo più. Mi sentivo un po’ come uno spettatore di un film porno. Le sole differenze erano che il film si svolgeva in tempo reale e che la protagonista era la mia ragazza.
In pochi secondi Alice si è ritrovata con indosso il solo intimo, che io le avevo regalato, che le stava a perfezione.
I due l’hanno guardata e mangiata con gl’occhi per alcuni secondi, dopo di che le sono saltati addosso come degli animali affamati. Simone ha iniziato a spogliarsi mentre Massi si lasciava spogliare da Alice. Quando entrambi si sono trovati completamente nudi, si sono avvicinati ancora di più alla mia ragazza gli hanno tolto gli ultimi esili fili di stoffa in dosso e quel punto i contatti fisici non li ho più contati.
Alice ha iniziato a baciare Simone sul petto scendendo sempre più giù, fino a che si è trovata a pochi centimetri dal suo pene, a quel punto si è fermata per una frazione di secondo ma Simone prontamente prendendogli la testa l’ha spinta ad ingoiare il suo pisello.
Così facendo Alice si è ritrovata a culo in aria e a quella vista Massi non ha perso l’occasione e l’ha penetrata molto agevolmente. Quella troia godeva come una matta! Il cugino si muoveva aritmicamente nella fica fradicia di Ali e Simone la incitava a farlo venire con frasi oscene.
Quella posizione è durata fino a che Simone urlando di piacere non le è venuto in bocca. Alice istintivamente si è ritratta ma il ragazzo le ha ordinato di berselo tutto e lei schiava di quel momento di piacere ha obbedito senza obbiettare. E pensare che con me aveva sempre fatto la schizzinosa.
A quel punto Massi, che non aveva ancora finito il suo servizietto si è seduto sul tappeto davanti al camino con il pisello che pulsava dal desiderio e ha chiamato a se Alice che gli si è seduta sopra, facendosi impalare all’istante. La porca, tenendosi in posizione verticale, ha iniziato a muoversi su e giù con l’espressione di quella che aveva tutta l’intenzione di godersi ogni centimetro dell’erezione del cuginetto.
Nel frattempo Simone stava armameggiando con il frigorifero, ed io che non capivo bene cosa stesse facendo, lo seguivo curioso, fino a che, vedendolo sfregarsi il pisello con qualcosa di bianco, ho capito le sue intenzioni: quello era burro e Alice stava per ritrovarsi non più vergine neppure di culo.
Probabilmente Simone non avrebbe trovato grande resistenza visto che in alcuni dei nostri giochi erotici Ali si era esercitata con vari oggetti, ma mai aveva ricevuto un pisello in carne ed ossa e mai nessun oggetto così grande.
Lei, ignara di quello che le sarebbe capitato di li a poco, continuava nel frattempo a muoversi su e giù, fino a che Massi ha avvicinato la testa di Ali alla sua ed ha iniziato a baciarla appassionatamente. A quel punto, pur proseguendo la penetrazione, è stato il cugino a dettare il ritmo e lei si è ritrovata a gambe aperte e con il buchetto vergine a portata di pisello.
Simone si è inginocchiato dietro ai due, ha unto un po’ il buchetto di Ali, che non ha dato alcun segno di reazione, ha appoggiato la cappella al buco e forzando un poco, ha dato un colpo preciso e netto sfondandole il culo.
In quel momento Ali, colta come di sorpresa, ha alzato di scatto la testa con una smorfia di dolore, ma Simone non si è ritratto e anzi, gli si è appoggiato di peso sulla schiena ed ha iniziato ha pompare con forza, mordendogli il lobo dell’orecchio. Massi intanto gli mordeva i capezzoli fino a che, ripiegando la testa all’indietro con gli occhi socchiusi, è finalmente venuto.
Le posizioni sono comunque rimaste invariate, Massi sdraiato a terra sfinito, Ali che urlava frasi oscene che incitavano Simone a sfondarla tutta e quest’ultimo tutto concentrato a godersi quel anfratto ancora stretto, fino a che in pochi minuti non è venuto lasciandosi a sua volta cadere, uscendo da Ali, a fianco dell’amico.
Dopo tutto quel casino di urla di piacere, dolore e godimenti, nel salone è calato un silenzio surreale. A quel punto, con il pisello che mi doleva dal desiderio di essere soddisfatto, e a disagio ora che il mio ruolo di spettatore si era esaurito, mi sono alzato e senza dire una parola mi sono incamminato verso la scala a chiocciola, ho salito rapidamente le scale e mi sono portato nella camera di Massi, dove angelicamente dormiva ignara di tutto Monica. Ho chiuso la porta alle mie spalle e mi sono avvicinato alla fidanzata di Massi, avrei voluto approfittare di lei, ma dopo un primo tentativo di svegliarla, vedendo che il sonno e la sbornia le avevano dato il classico effetto sonnifero, ho rinunciato all’idea. D’altra parte ora avevo un ottimo motivo per far si che il caro cuginetto ora facesse di tutto per contraccambiare il grandissimo favore che gli avevo appena fatto, e quindi perché sprecare il mio tempo con un’ubriaca quando a breve avrei potuto averla da sobria?
Così mi sono spogliato restando in mutande, ho tirato fuori il mio pisello e mi sono fatto credo la sega più bella e più distensiva che non mi fossi mai fatto.
Nei minuti successivi ho sentito i tre salire le scale, Ali che blaterava scompostamente qualcosa, evidentemente la sbornia non le era ancora passata, la porta della camera aprirsi e richiudersi. Immagino che gli amplessi fra i tre non si siano esauriti con lo spettacolo visto dal sottoscritto.
La notte è stata molto lunga e i due non si saranno di certo lasciati sfuggire l’occasione.
Non glielo mai chiesto, non me lo hanno mai detto e non l’ho mai voluto sapere.
Ho chiuso gli occhi e mi sono lasciato catturare dalla notte. FINE

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