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Festa di laurea

Era il giorno di laurea di un mio caro amico e dopo essere stati alla cerimonia in facoltà, andammo tutti a festeggiare in un pub.
A sera tardi eravamo rientrati a casa tutti ubriachi.
In casa mia erano ospiti un po’ di amici che erano venuti a Milano per l’occasione e fra questi vi era anche Tiziana la sorella appena maggiorenne di Carlo (il laureato).
Tiziana era un vero pezzo di figa con due tette da capogiro e un corpo tondetto ma molto arrapante.
Tiziana aveva già da un po’ iniziato a deliziarmi con la visione di parti del suo corpo che si denudavano per complicità dei suoi movimenti.
Infatti conoscevo il colore delle sue mutandine (rosse), e sapevo che non portava il reggiseno, dato che aveva già fatto capolino un suo capezzolo.
Ma arrivati a casa, appunto, quel poco di freni inibitori che fino ad allora avevano resistito crollarono per la gioia dei miei occhi da vero porco.
Lorenzo, un nostro comune amico, riuscì a capire le mie fantasie e voglio precisare che non fu molto difficile.
Avendo egli più confidenza di me con la sorella di Carlo e mettendola sullo scherzo cominciò ad alzarle la gonna, ad abbassarle la spallina della camicia e tutto questo avveniva anche con la complicità mia poiché non mi facevo certo sfuggire un occasione così per poterle toccare le sue carni sode che tanto mi arrapavano.
Ad un certo punto Lorenzo la tirò forte a sé facendola cadere sulle sue gambe con il culo rivolto verso di me, e le disse:
“Sai Tiziana al caro amico di tuo fratello è sempre piaciuto il tuo culetto. Giuro che me lo ha confessato da un po’ ma non è riuscito ancora a chiederti di farglielo vedere, perché non sa come fare! “.
Lei scoppiò a ridere e in preda all’ubriacatura presa mi disse:
“Approfitta adesso che sono fuori di testa, domani non so se te lo permetterei”.
A quel punto colsi la palla al balzo e le alzai lentamente la gonna scoprendole così a poco a poco le sue chiappe sode.
Mi si presentava un panorama eccitantissimo: un culo grosso e morbido coperto da un paio di mutandine rosse di pizzo, che non essendo aderenti si appoggiavano sulla sua carne rendendola ancora più “soffice”.
A questo punto Lorenzo mi fece cenno di avvicinarmi a quel culo e io affondai la mia faccia tra le sue chiappe, l’odore del suo culo mi inebriò al massimo e cominciai, in preda ad una fortissima eccitazione a baciarglielo ed a morderglielo.
Le mie mani si avvinghiarono sulle carni dei suoi fianchi e dopo essersi inoltrate nelle mutande cominciai ad accarezzarle i morbidi peli della fica.
Quando le mie dita arrivarono a toccare le labbra di quella passera quasi implume sentii che era bagnata.
Ma mentre facevo tutto ciò non mi ero accorto che intanto la troia aveva iniziato a spompinare il mio amico-complice Lorenzo.
La vidi con il suo cazzo in bocca e con la lingua che le fuoriusciva per meglio permettere al pisello di entrare sempre più in fondo alla gola.
Capii che era il momento giusto per chiavarmela.
Mi sbottonai il pantalone abbassai gli slip e
dopo averle scostato le sua mutandine cominciai a strofinarle la cappella su entrambi i buchi, quello del culo e quello della fica.
Iniziai a penetrarla nella calda e morbida fica che mi si presentava tutta bagnata.
Ma ogni tanto tentavo di avvicinarmi con la cappella al buco del suo culo.
Davanti alla mia indecisione su quale buco penetrare fu la stessa Tiziana che sciolse i miei dubbi: mi scostò la mano e avvinghiato il mio pene con la sua, lo diresse verso la fica me lo lubrificò con il caldo umore della sua eccitazione e quando fu ben lubrificato se lo portò davanti al buco del culo e, lasciando per un attimo il pisello di Lorenzo, girandosi mi disse:
“Ora spingilo dentro porco! “, e così un po’ alla volta iniziai a spingere, a spingere finché glielo infilai tutto dentro.
Era stretto e profondo e mi faceva impazzire il vedermi mentre mi inculavo quella troietta della sorella di Carlo che intanto gemendo sempre più forte continuava a spompinare Lorenzo.
Intanto con le mani le maltrattavo le chiappe e continuavo a spingere sempre più forte da sotto a sopra.
Dopo un po’ Lorenzo non riuscì più a trattenersi e cominciò a sborrarle sulla
faccia, in bocca e lei, mentre raggiungeva il suo orgasmo, con la mano continuò a masturbare Lorenzo facendo in modo che dal suo cazzo fuoriuscisse tutto lo sperma presente nelle sue palle, fino all’ultima goccia.
Davanti a quello spettacolo anch’io arrivai al capolinea ed estratto il mio membro dalle sue chiappe mi avvicinai alla sua faccia e la finii di inondare di sperma.
Lei lasciato il cazzo di Lorenzo, ormai del tutto esausto, si dedicò al mio mettendoselo in bocca, strofinandoselo sulla faccia e soprattutto menandomelo sempre più forte non volendo riservare a me un diverso trattamento.
Quando esausti ci buttammo tutti e tre sul letto nella mia camera, Tiziana si raccomandò con noi di non far sapere nulla a nessuno tantomeno, ovviamente, al fratello.
Noi accettammo, ma con la promessa che quando ci saremmo rincontrati avremmo dovuto ricordare sempre i “bei vecchi tempi”.
Giuro, fu la “festa di laurea” di cui ho ancora il più bel ricordo! FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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