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Finalmente…!

“In questi ultimi giorni mi sento sempre più porca”: così mi aveva sussurrato, con un genuino sorriso sulle labbra, nella penombra della sala cinematografica; e io non potei fare a meno di stringerla forte a me. La amo: i motivi sono tanti, ma tra questi non indifferente è questa sua piacevole inclinazione all’eccesso erotico, che ravviva la mia passione per lei. Stavamo vedendo Baise-moi, quel recente film francese sulla vita “movimentata” di due ragazze parigine che bruciano la loro esistenza tra sesso sfrenato, violenza gratuita e fiumi di droga. è inutile dire che alla mia Lory e a me piacevano solo le scene in cui le due amiche si applicavano al sesso sfrenato… Le avevo fatto i complimenti per l’abbigliamento; descrivo dal basso in su: stivali in pelle nera con tacchi altissimi; una mini molto mini nera, con spacchetto laterale che lasciava intravedere l’orlo delle autoreggenti nere; sopra un elegante twin-set grigio-perla, il tutto coperto da un caldo giaccone capace di proteggere persino dal freddo polare. In realtà, nella sala, non c’era freddo, anzi i termosifoni erano al massimo: Lory, perciò, nell’oscurità si era tolta la giacchetta del twin-set, rimanendo a braccia nude ed emanando quel suo bel profumo che ogni volta mi dà alla testa… Poi, in preda ad altro tipo di caloria, si era sfilato il reggiseno, riponendolo nella borsetta e lasciando che i capezzoli turgidi tentassero di perforare la maglietta… “Sei splendida”: era il minimo che potessi dirle, con cupida ammirazione. Ma lei aveva aggiunto maliziosa: “E non hai visto il resto…”; intuii che alludeva a uno dei suoi nuovi perizoma, piccolissimi e trasparenti, che ormai è solita comprare e indossare regolarmente…
Fuori dal cinema la serata era abbastanza mite: aveva cessato di piovere e le strade s’erano già asciugate. “Cerchiamo un posticino dove possa mostrarti le mutandine”, mi disse all’improvviso, lì, in mezzo alla strada. Le risposi scherzando: “Ma tu ti senti porca, o sei proprio porca? “. “Tu che dici? “, mi stuzzicò lei. “Io dico che non basta sentirsi, bisogna essere: io potrei sentirmi un genio, ma non lo sono; tu ti senti porca, ma lo sei veramente? “. Volevo provocarla, sfidarla a realizzare finalmente certe nostre condivise fantasie: lei al centro dell’attenzione di altri, sconosciuti, uomini… Lei aveva sempre distinto nettamente tra fantasie e realtà: temeva che la realtà non avesse poi quel fascino piccante e stimolante che hanno invece le fantasie. Io, al contrario, penso che le fantasie devono essere il più possibile verosimili e che si deve accettare il rischio misterioso di tradurle in realtà… Del resto, all’inizio del nostro rapporto, Lory era tanto casta da non voler neppure sentire parole spinte durante i nostri amplessi: eppure, segretamente, fantasticava di sentirsi rivolgere da me complimenti, diciamo, piccanti… La volta che, mentre si applicava con imbranata dedizione scolaresca a leccarmi il cazzo, osai dirle che era la mia troia afferrandola per i riccioli neri, fu per lei una sorta di liberazione e si scatenò talmente da spaventarmi con la sua foga pompinara. Ora, perdendo per strada le antiche inibizioni, ha imparato a potenziare la sua bellezza fisica e il suo fascino personale di colta studentessa universitaria con una buona dose di disinvoltura erotica: dichiarare apertamente la propria antipatia per gli odiosi collant, indossare autoreggenti e perizoma sexi, confessare felice la propria troiaggine (e quella di tutte le donne…), visitare insieme a me con caparbia non-chalance i sex-shop e dichiararsi pronta ad appartarsi all’aperto, provano questa sua maturazione… Eppure questa sua piacevole metamorfosi non ha raffreddato i nostri reciproci sentimenti, non ci impedisce di apprezzare anche (e di più) le semplici tenerezze, le lunghe discussioni sussurrate, lo stare distesi e abbracciati in silenzio, parlandoci solo col cuore delle cose che veramente contano…
Quella sera pensavo che non sarei certo riuscito a farle compiere l’ulteriore passetto verso la realizzazione della più audace delle nostre fantasie… Ma speravo almeno in un sostanziale progresso… Avevo visto in internet l’annuncio di un “fotografo” della nostra stessa città, che si prestava a eseguire, nella massima discrezione, sevizi fotografici hard per singole o coppie, con macchina digitale, adatta a scaricare le immagini fotografate su computer e ad evitare così l’imbarazzo dello sviluppo delle pellicole negative. Lo stesso fotografo, inoltre, si dichiarava disponibile, ma solo se invitato, a partecipare alle “pose”… Le proposi l’esperienza, quasi una sorta di giochino, senza pericoli di intrusioni estranee non desiderate, senza lo stress di dover fronteggiare degli sconosciuti: noi due davanti all’obbiettivo di un professionista per niente invadente, da coinvolgere solo se lo avessimo veramente desiderato…
La sorpresa fu immensa quando Lory disse sì! Non mi fidavo: tante volte ci eravamo messi alla prova, lei covando in silenzio una segreta stizza che puntualmente mi avrebbe scaricato addosso in forma di ceffone; io tremando sulle gambe, davanti all’incognita della sua reazione… Ma stavolta in entrambi c’era una determinazione nuova, diversa, finalmente risoluta… Volli comunque mettermi al sicuro: doveva essere lei a telefonare, col mio cellulare, al fotografo per fissare l’appuntamento con la sua stessa calda e intrigante voce. Così fu…
Ieri sera siamo andati insieme a casa del fotografo: una cordiale stretta di mani con quel bell’uomo quarantenne, alcune raccomandazioni tecniche, sorseggiando un po’ di sangria per distendere i nervi e poi… all’opera. Si è semplicemente trattato di fare l’amore, con estrema naturalezza, sul divano del suo salotto, denudandoci a poco a poco, toccandoci e leccandoci, scopando con la consueta foga… Lory ha ceduto un po’ alla tentazione di atteggiarsi in alcune pose con vezzo da vera attrice, e questo ha reso molto più belle le foto… Quando eravamo ormai completamente nudi, lei stessa mi ha chiesto sottovoce: “Vuoi? “; io ho capito e ho annuito… Lei si è avvicinata al fotografo e ha cominciato lascivamente a strusciarvisi addosso e a spogliarlo. La meraviglia di entrambi noi due è stata al vedere il suo “arnese”: un bastone di carne nodosa di non so quanti centimetri, certamente molti di più dei miei 19… L’abbiamo montata insieme, io nel culo, per esplicita richiesta di Lory, vogliosa di farsi tappare completamente la fica da quel cazzo enorme, più simile ad una grossa banana che ad un pene umano… L’ho vista gemere come mai aveva gemuto, con autentico disinibito trasporto mentre incassava i nostri colpi, quasi scomparendo tra il mio corpo a lei familiare e quello a lei ignoto dell’altro. E, infine, ho ammirato eccitato e felice il suo orgasmo, violento, totale, selvaggiamente scomposto… come mai lo avevo visto…!
Ora scrivo questo racconto e già passo in rassegna sul video del mio portatile le nostre foto, bellissime ed eccitantissime (a proposito: come avrà fatto quel diavolo del fotografo a riprenderci mentre eravamo tutti e tre impegnati a scopare…? , trucchi del mestiere e virtù dell’autoscatto…! ). Non vedo l’ora di commentarle insieme a Lory, mentre lei, rannicchiata dolcemente accanto a me, fa le fusa come una gattina, accarezzando e annusando i peli del mio petto…: innamorati come prima, più di prima. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie… a luci rosse!

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