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Fobie

C’era cascata anche questa volta. Si era ripromessa di non passare più da quella strada dopo la chiusura dei negozi; le dava sempre un senso di angoscia essere lì, eppure è la strada più veloce per arrivare a casa e lei non anelava che entrare in casa e liberarsi dei vestiti per gettarsi sotto la doccia. Il rumore dei suoi passi echeggiavano tra quelli ampi spazi, creando un ritmo che la faceva compagnia. Pian piano questo rumore venne prima disturbato e poi ricoperto da un sordo borbottio; Lei mentre affrettava il passo notò questo cambiamento e si concentrò su questo rumore intruso; sembrava il sordo scoppiettio di una moto, le ricordava lo scappamento di una Harley-Davinson. Il rombo era sempre più vicino, stava ora cercando di nascondersi nelle zone più buie per non farsi vedere da chi sopraggiungeva.

Tutto inutile, il cono di luce sembrava frugare l’oscurità alla ricerca di qualcosa o qualcuno, come se chi guidava cercasse proprio Lei. Accelerava il passo per uscire il prima possibile da quella zona quando si ritrovo illuminata dal faro come se fosse al centro di un palcoscenico. Come paralizzata si fermò addossandosi al muro quasi volesse penetrarlo per scomparire, le gambe sembravano di pezza, non avevano più la forza di sostenerla. La moto puntò diritta verso di Lei che accecata dalla luce non riusciva a vedere chi ne fosse alla guida, delle risa sguaiate le giungevano ora alle orecchie; le sembrò di rivivere un incubo che spesso la tormentava nelle notti solitarie. Il rombo cessò, la luce si spense, tutto di nuovo inghiottito dall’oscurità, solo una presenza fisica opprimente aleggiava nell’aria, finalmente i suoi occhi riabituatisi al buio le permisero di vedere due rozzi energumeni vestiti di cuoio e borchie in sella alla moto. Geme sommessamente, il suo incubo si sta trasformando in realtà, infatti i due scendono dalla moto e spavaldi le si avvicinano. Uno biondo alto con il fisico palestrato, il collo taurino, i bracci ricoperti di tatuaggi, l’ampio torace ricoperto di una fitta ed ispida peluria, l’altro scuro di capelli e carnagione più basso ma se possibile ancora più massiccio dell’amico. Le si fanno addosso, il biondo le solleva il viso per fissarla negli occhi e leggerne il terrore, ride e le mostra la lingua che passa ripassa sulle labbra per inumidirle; con l’altra mano inizia a toccarla sotto la gola scendendo sui seni, massaggiandoli prima uno e poi l’altro finché non percepisce che sotto la stoffa il corpo della ragazza inizia ad avere delle reazioni, i capezzoli iniziavano ad inturgidirsi disegnandosi netti sotto la leggera stoffa che li imprigionavano.

Quella mano non le da tregua, continua la sua corsa verso il basso, le artiglia la gonna, si insinua sotto e inverta la sua corsa, ora torna a salire cerca di farle aprire quelle gambe paralizzate dallo spavento, tocca il bordo delle sue calze autoreggenti, carezza il lembo di pelle lasciato scoperto, si insinua ancora più su arrivando a toccare la stoffa degli slip. L’altro intanto cerca in qualche modo di staccarla dal muro, si incunea dietro di lei, cerca e ci riesce ad aprirle la gonna. Terrorizzata sente che l’indumento sta scivolando in terra, lasciandola esposta agli sguardi e alle voglie dei suoi aguzzini, viene spinta e strattonata verso la moto. Brutalmente viene messa di traverso sulla sella ed i due energumeni si sono posizionati ai due lati, il biondo si trovava alle sue spalle mentre il bassetto era di fronte a lei. Sa cosa le succederà, avendolo vissuto nei suoi incubi, difatti sente il rumore delle cerniere che si aprono, una mano si posa sulla testa tirandole i capelli; solleva il capo e si trova di fronte il cazzo in piena erezione del piccoletto, sa che deve aprire la bocca ma cerca di resistere finché un acuto dolore, provocato da uno strattone più forte dei capelli, non la costringe al urlare. Il grido rimane soffocato dalla pronta azione del bastardo che le riempie la bocca con la propria erezione.

“Succhia, puttana, e guai a te se usi i denti” la apostrofò il piccoletto iniziando a scoparla in bocca; ad ogni affondo si ritrovava con il naso sepolto tra i peli dell’uomo, ed il cazzo sempre più spinto in profondità nella sua gola. Il biondo intanto inizia a sfilarle quell’inutile indumento intimo che le copriva il sesso, facendolo scendere sulle sue gambe, accorgendosi che era bagnato.

“Alla troia comincia a piacergli il trattamento che gli stiamo riservando” comunica all’amico e schiaffeggia ripetutamente a piene mani quello splendido culo che si trova davanti facendolo incendiare. Massaggia quei globi di carne divaricandoli e mettendo in luce il buchetto serrato; con il dito cerca di forzare lo stretto anello senza riuscirci, sente che è necessario lubrificare ed ammorbidire il forellino se vuole sfondarlo. Con il dito scende verso la figa, la trova umida delle secrezioni, la penetra prima con uno, poi con due ed infine con tre dita, sente che il corpo della donna sta rispondendo agli stimoli, i succhi ormai sono sempre più copiosi e stanno impiastricciando i bordi della fica. Sguaina intanto il suo randello ed inizia a fotterla in modo lento e ritmato, con le dita impiastricciate dei suoi succhi intanto inizia a lubrificarle il buchetto, forza lo sfintere ed inizia con un dito a simulare una inculata, quando sente che il buchetto non offre più resistenza aggiunge un secondo dito e ripete l’operazione.

Essere presa in quel modo la faceva sentire un oggetto senza volontà, si sentiva usata, l’asta che la stava soffocando le arrivava sempre più frequentemente nel palato facendole mancare il respiro, cercò di prendere il ritmo per respirare quando ritraeva il cazzo dalla bocca; senza rendersi conto iniziò a partecipare a questo folle amplesso, dapprima cominciò a massaggiare le palle del piccoletto poi comincio a succhiare sempre con maggiore convinzione quel cazzo che si ritrovava nella sua bocca. Intanto il biodo continuava a fotterla in modo lento e metodico; fintanto che decise che era giunto il momento di rompergli il culo; si sfilò dalla figa con il cazzo lucido di umori e lo puntò sul fiorellino che dopo il precedente trattamento si apriva come una piccola bocca.

“Rilassati e non ti farò troppo male” le disse il biondo

“ormai ho deciso che devo fotterti il culo, quindi collabora e non sentirai male”; dopo queste parole iniziò a spingerle il cazzo dentro l’intestino. Questo trattamento continuava ad avere i suoi effetti, come per il piccoletto a cui stava facendo un pompino da oscar, ora per il biondo stava cooperando per ricevere tutto il randello dentro di se, si dimenò e si posizionò in modo di giungere a toccare con il culo le palle del suo torturatore; solo a questo punto si sentì piena ed appagata. Vista la collaborazione offerta dalla vittima i due non esitarono a cavalcarla con foga riempiendola in bocca e in culo di sperma quasi contemporaneamente; lei ingoio fino all’ultima goccia lappando fino a lustrarlo il cazzo del piccoletto. Dal culo usciva un filamento di sperma striato di rosso che restava attaccato al cazzo del biondo per poi posarsi sulla chiappa. I due non ancora sazi si scambiarono di posto ed il biondo offrì a quella bocca vorace il cazzo carico dei sapori dei loro piaceri. Il piccoletto ora prese a fotterla in figa allargandola più di quanto non avesse fatto il biondo; presto sotto i tocchi e gli stimoli della donna i due vennero nuovamente imbrattandole il viso ed il culo. Svuotati da ogni energia i due lasciarono che la donna si sollevasse da quella scomoda posizione, recuperasse gli abiti e si ricomponesse. Prima di andare via la donna porse al biondo alcune banconote e gli disse

“La prossima volta che ripeteremo questa scena mi raccomando di renderla più realistica, oggi siete stati poco credibili”; voltò le spalle al duo e si diresse verso casa appagata per aver, anche stavolta, esorcizzato quell’incubo che viene a disturbarla nella notte. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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