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Francia 98

L’ingegner Franco Rossi (50), come era sua abitudine, si era alzato molto presto in quella calda mattina di giugno. Gli piaceva fare le cose con calma. Preparato il caffè, ne portò una tazzina in camera da letto, dove lo aspettava la sua bellissima moglie, la signora Luisa (45). I due erano felicemente sposati da oltre vent’anni.
Franco, dopo aver sorseggiato il caffè, si spostò in salotto dove accese la tv e prese a sfogliare le pagine del televideo Rai, soffermandosi attentamente su quelle riguardanti le notizie sportive. L’ingegnere era del resto un grande appassionato di calcio e voleva sapere le ultimissime sulla nazionale italiana impegnata nel mondiale francese.
Quella stessa sera l’Italia avrebbe dovuto affrontare il Camerun per completare il primo girone di qualificazione.
“Finalmente -commentò rivolgendosi a sua moglie- il buon Cesarone farà giocare Baggio questa sera, vedrai cara cosa combinerà il codino! ”
Prima di uscire per andare a lavoro telefonò come al solito alla sua piccola Letizia (19), che il giorno dopo avrebbe dovuto affrontare un difficilissimo esame all’università e che era lontana da casa.
Dopo aver salutato sua moglie, Franco uscito da casa, si fermò davanti all’ingresso principale del suo palazzo per scherzare un po’ con Pierre (55), il portinaio camerunense dello stabile. Naturalmente l’argomento principale della loro conversazione fu la partita del mondiale. Proprio in quel momento dal mini appartamento del portinaio uscirono due giovanotti che Franco non aveva mai visto, con in braccio una vecchia televisione. I due salutarono senza fermarsi.
Pierre spiegò all’ingegnere che erano suoi nipoti, figli di sua sorella, di passaggio in Italia. Quella che trasportavano, era la vecchia “Mivar” di Pierre che non funzionava più.
I due ragazzi, spiegò lo zio, erano disperati: temevano di non poter vedere la partita del mondiale! Si stavano quindi recando da un tecnico, sperando che riuscisse nell’impresa di rimettere in sesto il vecchio elettrodomestico, prima di sera.
Franco che conosceva da molto tempo Pierre ed aveva avuto modo di apprezzarne le sue qualità umane e di gran lavoratore, tranquillizzò quello che oramai considerava quasi un amico e lo invitò insieme ai suoi nipoti ad assistere alla partita nella sua abitazione.
Pierre disse che era costretto a declinare il suo invito per problemi di lavoro (per arrotondare lo stipendio molte volte la sera lavorava come cameriere in un ristorante), ma era ben contento di accettare l’invito per i suoi due nipoti Rigobert (21) e Tomas (23).
Pierre non voleva che i suoi due nipoti vedessero la partita in un bar qualsiasi della zona, temeva potessero succedere degli incidenti se il risultato non fosse stato favorevole all’Italia.
Una volta in ufficio il programma serale dell’ingegner Rossi subì un notevole cambiamento.
Venne infatti invitato ad assistere alla partita da un gruppo di suoi colleghi, nella splendida casa di campagna di uno di questi. Franco affascinato dall’idea del megaschermo che avrebbe trovato nella casa del dott. Ghiotti, accettò di buon grado l’invito. Inoltre c’era poi la questione scaramantica. I cinque colleghi avevano visto insieme le altre partite della nazionale e poiché i risultati erano stati positivi occorreva continuare così. Verso le sedici telefonò a Luisa per comunicargli che non sarebbe tornato a casa per cena e che sarebbe stato ospite del Ghiotti.
Luisa si raccomandò di non tornare, come era solito fare dopo le partite vinte dall’Italia, troppo tardi.
Franco aveva dimenticato completamente l’invito rivolto ai nipoti di Pierre.
Era quasi ora di cena. Luisa, malgrado il suo splendido fisico, temendo la prova bikini, che di là a poco avrebbe dovuto affrontare in vista delle vacanze al mare, aveva deciso di approfittare dell’assenza di suo marito per non cucinare.
A causa del gran caldo si era fatta una rinfrescante doccia gelata. Si era quindi messa in libertà indossando un cortissimo prendisole rosso, che metteva bene in risalto il suo grosso seno e le sue splendide cosce, ancora belle sode, tanto da far invidia a sua figlia.
A Franco, intanto, mentre era a cena, tornò in mente che avrebbe dovuto ricevere a casa sua i nipoti di Pierre. Si affrettò a telefonare per l’ennesima volta a Luisa.
Luisa, dall’altro capo del telefono, lo gelò affermando che non aveva alcuna intenzione di assistere alla partita e per lo più con due perfetti sconosciuti, anche se questi erano i nipoti di Pierre, che a lei aveva fatto numerosissimi favori in passato.
Franco cercò di insistere, ma alla fine fu costretto a cedere davanti alla fermezza della moglie.
Iniziavano a suonare gli inni nazionali, così l’ingegner Rossi salutò la sua consorte, dicendogli di fare come meglio credeva.
Proprio mentre metteva giù la cornetta del telefono, suonò il campanello del portone di casa.
Luisa aveva preso la sua decisione, si sarebbe scusata con i ragazzi per la dimenticanza del marito, ma di vedere la partita non aveva alcuna voglia.
Quando aprì la porta di casa fu costretta però a tornare sulla sua decisione.
I due ragazzi si erano presentati con in mano la bandiera nazionale del loro paese, inoltre avevano portato anche il dolce. Dopo un attimo d’incertezza, Luisa non se la sentì di lasciarli fuori la porta.
Li fece così accomodare in salotto.
I ragazzi chiesero del marito. Luisa spiegò quello che era successo.
Scherzarono insieme sullo smemorato ingegnere. La signora trovò subito molto simpatici i due africani.
Da brava padrona di casa tirò fuori dal frigo delle birre ghiacciate per offrirle ai suoi due giovani ospiti, mentre proprio in quel momento l’Italia passava in vantaggio con un gol di Di Biagio.
La delusione per i ragazzi fu grande. Nel frattempo, a causa del gran caldo, Luisa aveva bevuto alcuni bicchieri di birra, ma essendo a stomaco vuoto per la mancata cena, inevitabilmente, visto che era quasi completamente astemia, non si era accorta di essere piuttosto “allegra”. La signora era seduta al centro del divano disposto ad elle, con Rigobert vicino alla sua destra, mentre Tomas gli dava quasi le spalle seduto sulla parte esterna sinistra del divano. Quest’ultimo era quello che tra i due sembrava esser più preso dall’esito della partita e chiese di poter spegnere la luce per concentrarsi maggiormente sullo schermo.
Rigobert, invece, sembrava esser decisamente più interessato alle lunghe gambe della donna ed alla sua generosa scollatura. Era come ipnotizzato da lei, che, vestita in modo succinto, gli stava offrendo uno spettacolo fantastico.
Luisa si rese conto di tutto. Con la coda dell’occhio aveva visto che il più giovane dei due in realtà non aveva seguito nemmeno una sola azione di gioco.
La signora Rossi, complice l’alcool, non si sentiva affatto a disagio in quella situazione che in altri tempi l’avrebbe quantomeno sconcertata. Anzi, era elettrizzata dall’idea di poter ancora suscitare l’interesse di un giovane che avrebbe potuto essere suo figlio.
Prese così ad accavallare continuamente le sue gambe, lasciando inevitabilmente che il suo prendisole salisse ulteriormente, lasciando intravedere fino su all’inguine.
Intanto il primo tempo dell’incontro era terminato, ma nessuno dei tre abbandonò il divano. Tomas continuava a rivedere le azioni salienti dei primi quarantacinque minuti di gioco, arrabbiatissimo per l’espulsione del camerunese Kalla Nkongo.
Mentre l’arbitro austriaco Lennie fischiava l’inizio del secondo tempo, Luisa sentì sulla sua coscia destra la calda mano di Rigobert, che, vinto dall’eccitazione, aveva deciso di rischiare il tutto per tutto.
La signora rimase immobile, mentre la mano del giovane ragazzo continuava a salire lungo la gamba. Chiuse gli occhi quando si sentì scostare le mutandine ed un attimo dopo entrare nella sua fica bagnatissima il dito medio del giovane.
Rigobert prese a masturbare lentamente Luisa che per non attirare l’attenzione di Tomas rimase immobile, mordendosi le labbra.
Non riusciva a pensare più a nulla, voleva solamente godere. Mentre Tomas continuava a sbraitare contro l’arbitro, Rigobert continuava con il suo sapiente tocco. Istintivamente Luisa intanto aveva allungato la sua mano destra, posizionandola tra le gambe del ragazzo. In un attimo ebbe tra le mani il suo uccello durissimo.
I due presero a masturbarsi vicendevolmente. Luisa continuava a restare con gli occhi chiusi.
Dopo un tempo indeterminato tornò ad aprire gli occhi, quello che vide per poco non la fece venire.
Sentendo il respiro sempre più affannoso della donna, Tomas si era voltato e aveva capito subito quello che stava succedendo tra suo fratello e la matura signora italiana.
Si alzò così dal suo posto e si avvicinò ai due. Una volta in piedi abbassò la cerniera dei pantaloni, lasciando libero il suo gigantesco cazzo. Prese a masturbarsi a pochi centimetri dal volto della donna.
Luisa non aveva mai visto un attrezzo di quelle proporzioni.
Tomas a quel punto si avvicinò ulteriormente. Adesso il suo cazzo toccava le labbra della donna.
Luisa iniziò a spompinare Tomas, mentre Rigobert si era accosciato in ginocchio tra le sue gambe ed aveva iniziato a leccarla con foga.
La lingua del ragazzo le procurò il primo orgasmo, che non bastò a saziarla. Voleva fortissimamente dentro di lei quei durissimi cazzi.
Il primo a violarla fu Tomas. Lo fece stendendola sul grande tappeto che si trovava ai piedi del divano, mentre Rigobert gli aveva dato il cambio nella bocca. Luisa urlò al momento di quella che sembrò una penetrazione infinita. Il grosso cazzo del giovane, infatti, si fece strada lentamente nella calda fica della signora.
La moglie dell’ingegner Rossi non si era mai sentita così tanto aperta, era una sensazione sconvolgente! Dopo una pompata interminabile che la portò ad un nuovo orgasmo, Tomas lo tirò fuori per venirle sul seno. Ma non era ancora finita: c’era da soddisfare ancora Rigobert!
Questa volta fu Luisa a cavalcare il giovane.
La donna aveva perso completamente la ragione, urlava a più non posso mentre continuava ad impalarsi sempre più velocemente.
Rigobert le venne dentro, facendola esplodere nell’ennesimo orgasmo.
A riportare alla realtà la donna fu lo squillo del telefono.
Luisa si alzò in fretta e corse a rispondere al telefono che aveva sul comodino della sua stanza da letto. Era Franco, tutto contento per la vittoria degli azzurri, che, appena salito in auto, voleva fare il primo tratto di strada accompagnato dalla dolce voce della moglie.
Franco non faceva che parlare della splendida prestazione della squadra italiana, mentre Luisa era in seria difficoltà.
I due ragazzi l’avevano seguita in camera. Avevano capito chi fosse all’altro capo del telefono ed eccitati dalla situazione presero a toccare di nuovo la signora sul lungo corpo nudo.
Luisa a questo punto si distese sul letto facendo chiaramente intendere ai due ragazzi di restare nel massimo silenzio. Allargò le gambe sollevando leggermente il bacino mentre continuava a parlare con il marito. Tomas ancora una volta fu dentro di lei.
Questa volta fu una chiavata lentissima.
Franco non capì nulla, continuò a parlare da solo.
Ebbe una sola risposta dalla moglie, quando gli chiese se nella mattinata del giorno dopo poteva accompagnarlo in visita da sua madre e Luisa rispose:
“SI VENGOOOOOO, SI VENGOOOOOO!!! ” FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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