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Gioco d’azzardo

Non sono la sola al mondo ad odiare il gioco d’azzardo.
Molte persone si sono rovinate giocando e perdendo tutto quello che avevano conquistato con fatica.
Il gioco è una malattia tremenda, quando non se ne conoscono le conseguenze e non si ha la misura di dove si può arrivare.
Paolo era uno di questi.
Mi ero innamorata di lui dalla prima volta che lo avevo incontrato: quasi biondo, capelli lisci, occhi chiari, malinconico e triste, proprio il tipo che infonde affetto materno nelle donne romantiche come me.
Allora avevo ventitré anni e non sapevo niente del gioco delle carte.
Mi ero sposata con Paolo ed era stato lui ad insegnarmi a giocare a poker.
Il gioco in sè mi piaceva ma l’accanimento con cui giocava Paolo e la rabbia che manifestava quando perdeva, anche con me, mi mettevano quasi paura.
Poi, cominciò anche a portare amici per casa.
Erano tutti ragazzi giovani come lui, anche simpatici, ma così legati al gioco, che per poco non mi rivolgevano la parola.
Mi ero ritrovata ad andare a letto da sola e per tutta la notte non chiudevo occhio.
Ovviamente mio marito perdeva in continuazione e quando, al mattino presto, entrava nel letto si addormentava subito di un sonno profondo.
Adesso oltre a me trascurava anche il lavoro e io dovevo pur fare qualcosa per distoglierlo da quel vizio infame.
Adesso odiavo le carte come le mie peggiori nemiche.
Cercavo di studiare il punto debole di Paolo per poterlo colpire là, ma era cosi preso dal gioco delle carte, che su di lui non si poteva far niente.
Dovevo colpirlo nel suo amor proprio.
Quella sera rimasi al tavolo da gioco.
Erano soltanto in tre: mio marito e altri due giovani amici.
Mancava il quarto.
Mi ero offerta di giocare a poker e la posta era molto alta.
Dovevo tuttavia perdere anche se le carte mi passavano sfacciatamente buone.
Così perse tutto quello che aveva anche Paolo ed io lanciai l’idea:
“Adesso giochiamoci anche gli abiti”, dissi sorridendo
“giochiamo tutto quello che abbiamo indosso”.
L’idea piacque anche a Paolo, che per giocare avrebbe fatto qualsiasi cosa.
Perdevo continuamente e di li a un’ora, mi ero ritrovata anche senza mutandine.
“Adesso mi giocherò la figa con tutti e tre”. dissi perdendo ogni ritegno, anche nei confronti di Paolo.
“Se perderò questa mano mi farò fottere da tutti e tre”.
Come avrebbe potuto rifiutare mio marito?
A lui era sufficiente giocare… giocare… giocare.
Ovviamente persi la mano e il più giovane dei due amici si tolse i pantaloni sedendosi sul divano e scuotendo il cazzo duro fra le cosce.
Io mi alzai dal tavolo e lo raggiunsi osservando il suo sguardo da porco e il suo cazzo e mi sedetti senza indugi sul suo uccello di fuoco.
Era tanto che non ne sentivo uno così duro fra le cosce e mi scivolò dentro tutto in un solo botto, da quando mi ero bagnata.
Alla faccia di mio marito, in quel momento mi piaceva davvero sentirmelo di ferro in mezzo alla figa sprofondato fino ai coglioni nella vagina.
L’altro ragazzo si era calato i pantaloni per offrirmi anche lui, una sana dose di cazzo, offrendomelo in bocca per farselo succhiare.
Attendevo che mio marito se ne andasse arrabbiato o che almeno intervenisse, mio malgrado, invece stava lì.. mi fissava eccitato nel vedermi con 2 cazzi che mi sbattevano, ma non interveniva… poi, ad un certo punto, mi si presentò davanti sbattendomi il suo cazzo
in faccia…
Strano! Non mi sarei mai aspettata una reazione così consenziente da lui… ma avevo altro a cui pensare in quel momento…
Me li passavo in bocca alternativamente come una troia professionista, mentre cavalcavo l’uccello più duro del mondo.
Infine mi ero tolta da quella posizione per provocarne un’altra molto più interessante.
Avevo fatto distendere il più giovane sul divano, poi gli ero salita sopra per sprofondarmi il suo uccello nella figa, infine avevo cominciato a dimenare le chiappe nella direzione dell’altro.
Mio marito osservava muto, mentre qualcosa stava accadendo nel suo cervello di merda.
L’altro suo amico mi era venuto di dietro e dopo avermi aperto le chiappe mi aveva puntato il suo uccello duro sul buco del culo e spingeva forte per farmelo entrare.
Il suo amico si era fermato nella mia fica per lasciarlo passare e due secondi dopo li avevo tutti e due dentro che mi riempivano il deretano e la vagina.
Mio marito era rimasto impalato in mezzo alla stanza, con gli occhi fissi alla scena che gli si presentava davanti. Io non pensavo più a niente e godevo come una vacca in calore, gridando la mia gioia: “Aaaah… godoooo.. più forte.. così.. tutti e due insieme… uno nel culo e l’altro nella vagina… ooh… vengooo!!! “.
Mi stavo bagnando davvero e loro continuavano a sbattermi come ossessi mentre mio marito, sempre più sbigottito, diventava sempre più rosso in volto… poi scoppiò “Toglietevi di mezzo… cialtroni!! , andatevene dalla mia casa, presto… via di qua… maiali…
non vi voglio più vedere!!! “.
Mi sentii sfilare dal corpo quei due cazzi che mi stavano procurando un piacere mai pensato.
Vidi i due giovani rivestirsi in fretta, loro malgrado, e uscirono per sempre dalla nostra casa.
Mio marito mi aveva osservato a lungo, nuda sul divano, piena di sborra e accaldata.
Mi aveva preso fra le braccia per condurmi nel bagno, sotto la doccia tiepida.
Anche lui adesso stava facendo la doccia assieme a me, come se con un colpo di spugna, avesse potuto cancellare tutto quello che era accaduto.
Quella notte ci amammo come non mai e lui mi promise che non si sarebbe più avvicinato al gioco delle carte.
Siamo ritornati come prima e quell’episodio lo abbiamo dimenticato completamente.
Ogni tanto, io ripenso a quella strana situazione, devo dire, con un po’ di rimpianto nel cuore “o meglio, fra le cosce”.
Mi ero sentita veramente appagata con quei due cazzi fra le cosce e uno in bocca.
Adesso pensavo che fosse stato un sogno, che tutto ciò fosse accaduto nella mia fantasia, ma poi mi dico che è accaduto davvero e che mi piacerebbe anche riprovare.
Mio marito mi scopa quasi ogni sera, forse per farmi dimenticare che ne ho avuti tre a disposizione.
Solo quando Paolo mi prende alla pecorina nel buco del culo e mi infila due dita nella figa, mi sembra di rivivere per un attimo quella sera.
Mi ritrovo troppo spesso a pensare a quel delizioso momento e mi chiedo se mai potrò rifare un’esperienza del genere.
E difficile dimenticare certe cose una volta che si sono provate.
Quando una non le conosce sembra che non esistano nemmeno, o spesso ci si nasconde nell’ipocrisia… ma se per un momento ci si lascia andare e si prova… allora!!
Non sò che dire.. spesso penso a una scusa per rivedere quei due amici di mio marito…
Ho salvato Paolo dalla droga delle carte, e ora sono qua… con la passera in fiamme e tanti desideri perversi che mi invadono dalla mattina alla sera… forse anche io sono diventata drogata? FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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