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Gita in barca

È per me un piacere rendere edotti di questa fantastica avventura coloro che avranno la pazienza, l’interesse e – perché no – la voglia di leggere ed eccitarsi un po’ per una storia non vissuta da loro …

Premetto che non sono mai stato uno cui le donne sono corse dietro: le storie non mi sono mancate, ma non posso certo dire di essere un gigolò … ma stavolta è stata un’avventura veramente unica, e fra poco capirete perché.

Sono sposato, felice ma, sapete, dopo qualche anno credo che la voglia di qualcosa di più venga un po’ a tutti … e chi è senza peccato scagli pure la prima pietra…

Bè, tornando a noi sappiate che la mia famiglia possiede un’imbarcazione cabinata, che utilizziamo saltuariamente per brevi gite, pur essendo una barca capace di ospitare una vera e propria crociera: dotata peraltro di tutti i comfort, ovvero cucina, docce, letti, e così via.

Quel sabato di settembre mi chiama Fabrizio, un amico cui l’appeal sulle donne non è mai mancato, e mi propone una gita in barca: se vuoi venire con la tua ragazza non se ne fa nulla, ribatto io, perché la moglie è in visita a dei parenti e io sono solo.

Con un’aria strana mi dice che mi richiama a breve, innescando in me una certa curiosità: che cosa cavolo avrà in mente?

Torno stancamente alla TV, e dieci minuti dopo un trillo mi risveglia da un certo torpore: stai allegro, grida Fabrizio dall’altra parte della cornetta, oggi ci divertiremo da matti.

Cresce in me la curiosità per quel che ha in mente, ma lui mi liquida sbrigativamente con un “ci vediamo fra un’ora al porto! “, e chiude.

Che cazz.. , mi tocca prepararmi di corsa, recuperare chiavi e documenti e precipitarmi in macchina: che rompi… , ma penso comunque che una giornata all’aperto non può che farmi bene.

Prendo il cellulare – per avvisare la mogliettina dalla macchina – e via di corsa verso il porto, devo pure correre, sono quasi 60km.

Durante il tragitto la curiosità mi assale sempre più, cosa avrà voluto dire? L’importante, penso, è evitare guai, ma Fabrizio di solito è un tranquillo, non ci saranno rischi: così mi rilasso e mi godo la corsa in macchina.

Arrivo puntuale, entro nel porto, saluto il guardiano nella guardiola e mi avvio verso l’imbarcazione, certo di essere arrivato primo … ma quando arrivo davanti al posto barca vedo tre figure che scherzano allegramente, davanti … davanti alla mia barca: cosa vorranno? Parlano pure in inglese, ora ce li mando e mi metto a prendere un po’ di sole in attesa del mio amico.

Ma … è proprio Fabrizio che sta chiacchierando davanti alla barca in inglese, e sta simpaticamente (una dote che non gli manca) intrattenendo due gran bei pezzi di fi… gliole.

Devo aver sbagliato, dico fra me e me, questo non è il molo giusto, e quello non è Fabrizio, ma in quel momento mi sento chiamare, e la voce è sicuramente la sua … seguita da due veloci “hi”, per rispondere ai quali faccio ricorso a tutte le mie reminiscenze di lingua inglese.

Dopo i saluti di rito, inizio: “capiscono l’italiano? ” rivolto al mio amico
“Per nulla, puoi parlare tranquillamente, che c’è? Ti piace la sorpresa? ”
“Ma chi cazz… sono? ”
“Ho conosciuto la bionda in un viaggio di lavoro in USA, e lei è qui in vacanza con un’amica, mi ha contattato ed ho pensato di proporle una gita … ”
“Ma credi che ci stiano? ” esclamo io, con la mente che già mi turbina.
“Che cavolo ne so, comunque ci possiamo fare un giro e divertirci, e poi chissà … ”
“Va bene, ma partiamo e usciamo prima possibile da porto, non vorrei che qualcuno mi riconosca, poi avrei dei problemi a spiegarlo, mi capisci! ”
“Ok, dai, a bordo”

Saliamo di corsa, senza riuscire a spiegare chiaramente alle nostre due ospiti il perché della nostra fretta e, dopo aver velocemente fatto scaldare i motori, mi dirigo fuori dal porto e poi velocemente verso il largo.

Appena al largo, quasi gridando per superare il frastuono dei motori, facciamo le presentazioni con Jasmine e Melissa, e finalmente posso ammirarle da vicino: indossano entrambe T-shirt colorate e bermuda di jeans e, con la barca lanciata in velocità, tremano di freddo per il forte vento. Recupero un paio di felpe dalla cabina e gliele porgo, pensando che – abbastanza contrariato – a quel punto per vederle un po’ meglio avrei dovuto attendere una sosta. Da quel poco che ho già sbirciato, noto comunque che entrambe meriterebbero un esame più approfondito, molto più approfondito … ma tant’è, mi concentro sulla guida pensando ad un posto dove fare tappa. Le possibilità sono due, puntare decisamente verso il largo allontanandosi dalla vista di tutti, oppure puntare su qualche scoglio abbastanza vicino, dove la bellezza naturale si sarebbe ben conciliata con le bellezze a bordo.

Spingo al massimo i motori mentre sono immerso nelle mie riflessioni, e non mi accorgo che qualcuno sale sul divanetto della timoneria, accanto a me: penso che sia il mio amico, e mi preparo a scambiare le prime impressioni con lui quando sento che la coscia che sfiora la mia non è certamente di un maschio …. un po’ interdetto mi volto, e vedo Melissa che è scivolata al mio fianco, e guarda con fare curioso i miei gesti al comando dell’imbarcazione.

Iniziamo a scambiare amichevolmente quattro chiacchiere, e pian piano il mio inglese si scioglie, e la conversazione diventa più fluida: finalmente posso vederla bene, è mora con occhi chiari, alta quasi quanto me, molto abbronzata e con una pelle veramente fantastica. Spero tra me e me che il mio pisello non parta subito in quarta, vorrei giocarmela bene, senza sputtanarmi come il classico maschio super-arrapato: noto con soddisfazione che per ora rispondo abbastanza bene.

Cerco di indovinare le sue forme sotto i bermuda e la felpa blu, ma decido di rimandare a più tardi … siamo ormai al largo ed è il momento di rallentare un po’.
Con il vento che cala, diventa immediatamente caldo, e Mel – così la chiamo – toglie subito la felpa, facendomi intuire sotto la maglietta due bei seni grossi e sodi, proprio come piacciono a me.

Nel frattempo Fabrizio e la bionda sono saliti in coperta, e lì si sono sdraiati, rimbalzando ad ogni tonfo della barca che dopo l’onda atterra in acqua … peggio per loro, gli ho detto cento volte che lì davanti è scomodo, ma lui … d’altronde i sobbalzi non mi dispiacciono, in quanto fanno saltellare le tette della mia vicina, facendomi godere uno spettacolo splendido.

Torno a pensare a Mel, che mi chiede di provare a guidare: acconsento, ma le dico che dovrò restare accanto a lei, in quanto la legge italiana (che ringrazio calorosamente) è abbastanza rigida in fatto di guida di natanti. Lei accetta di buon grado, con un sorriso, e scambiamo velocemente il posto … mi passa davanti, e con il culo mi sfiora la patta, resa già particolarmente sensibile dalla sua visione.
Le mostro i comandi e poi la lascio fare, sembra vada tranquilla, finché non diventa necessario decelerare: allungo la mano verso la leva alla sua destra, e nel movimento sfioro le sue tette, e nel far ciò mi sembra di notare sul suo corpo un piccolo brivido, certamente non dovuto al freddo.

Improvvisamente mi dice di essere impaurita, e mi chiede di starle più vicino: acconsento di buon grado, e mi sposto verso di lei: quando le nostre gambe sono a contatto lei con un piccolo movimento si solleva e si siede sulla mia coscia. La sua natica percuote dolcemente la mia patta, e in pochi istanti nota la mia considerevole erezione: un po’ imbarazzato la guardo, farfugliando qualche parola, ma lei mi tranquillizza e mi invita a guardare la sua amica che è impegnata in un bacio con Fabrizio.

Mi rilasso quindi aspettando ulteriori eventi, e con mio sommo stupore Mel mette i motori in folle e prende in mano la situazione, facendomi girare su me stesso, inginocchiandosi davanti a me e iniziando ad abbassarmi i pantaloncini. Al colmo della lussuria, sento che libera dal costume il mio pisello, il quale con un saltello si distende verso il suo volto: lei spalanca la bocca, et voile, il mio uccello è sulla sua lingua, Mel serra la bocca e inizia dolcemente a succhiarmi. Provo una sensazione strana, come se un phon acceso al contrario fosse puntato sul mio cazzo: ma la prova migliore di ciò che sta accadendo sono i suoi capelli scuri che si avvicinano e si allontanano dal mio pube.

Appoggio la schiena ed inizio a godermi il pompino, mentre la coda dell’occhio mi conferma che anche gli altri due sono all’opera.

Improvvisamente Mel si stacca dal pisello e da una piccola distanza mi sputa proprio lì una abbondante quantità di saliva, iniziando subito con il movimento della mano a mò di sega a distribuirla uniformemente lungo l’asta: mi compiaccio delle sue capacità di pompinara, ma anche della mia erezione, e della mia resistenza, in quanto arrapato com’ero temevo di venire subito.

Chiarita ormai la situazione, mi sale il desiderio di vederla finalmente nuda, e lei mi accontenta subito togliendo maglietta, bermuda, reggiseno e slip: resto incantato nel vedere il suo favoloso corpo, integralmente abbronzato tranne una sottile striscia di pelle all’altezza della vita. Siamo nudi entrambi, e mentre mi smantella delicatamente il cazzo inizio a tastarle le tette poderose, che poi inizio subito a succhiare, spostando le mie mani sul suo culo splendido e sodo. Si sputa quindi su una mano, con la quale riprende a manovrarmi, e con l’occasione volgo lo sguardo verso gli altri due, che già stanno piuttosto avanti: infatti Fabrizio dopo una veloce leccate ha appena iniziato una pecorina sulla coperta, entrambi in piedi oscenamente nudi, con lui dietro che entra e esce velocemente dalla fica di lei.

È a quel punto che con una mossa strana esce da lei, la spinge a terra ordinandole con una certa forza di sollevare le gambe per porgergli i piedi: unisce poi i piedi di Jasmine, e, dopo avervi posizionato in mezzo l’uccello, inizia a chiavarglieli. Non lo immaginavo certo feticista, ma lo vedo arraparsi sempre più, fino a interrompere e a sedersi sopra di lei: inizia quindi a strofinare il cazzo sulle sue tette, senza però realizzare una spagnola (per mancanza di materiale, a differenza di Mel). Infine penetra con forza la bocca di Jasmine, e pochi istanti dopo inizia a riempirla di calda sborra, che lei, su preciso ordine di lui, ingoia in un sol colpo.

Hai capito il porcone, penso tra me e me, mentre i due si lanciano nudi in acqua per un bagno refrigerante: ma il mio pensiero torna prepotentemente da Mel, che ha ripreso a ciucciarmi con forza.

Mentre la sua testa va avanti e indietro, mi godo lo spettacolo dei suoi seni, elastici, grossi e sodi, che mi danno un’eccitazione supplementare: quando sto per venire la fermo, anche se mi pare che avrebbe gradito proseguire, la stendo a terra, la scoscio in maniera oscena, e inizio a leccare la sua fica già completamente inondata dai suoi liquidi. La troiona inizia a godere come una forsennata, emettendo dei piccoli gridi di lussuria, mentre – per tacitarla – le infilo profondamente il cazzo in bocca. L’eccitazione prende completamente il controllo sui nostro corpi, è uno stato splendido, sentiamo entrambi di non avere più alcuna remora, pronti a darci reciprocamente solo piacere.
Salgo sopra di lei, e realizzo il sogno che inseguo dall’inizio della scopata: la spagnola. Lei mi aiuta, spingendo dall’esterno le sue tette a stringere con forza il mio pisello, che non ho mai visto così grosso: un ulteriore paio di colpi e sento lo sperma risalire lungo l’asta, uscire con violenza e atterrare sul suo collo in una lunga strisciata. Preoccupata di perdere il resto della sborrata, dopo il primo schizzo infila l’uccello nella bocca e deglutisce voluttuosamente il frutto del suo “lavoro”.

Mentre mi godo un paio di istanti di riposo penso che anche lei ha il diritto di godere: controllo velocemente lo stato dell’uccello, ancora duro anche per la permanenza prolungata nella sua bocca, e – con un leggero movimento su me stesso – la penetro nella fica vogliosa. Al terzo colpo per lei è già orgasmo, seguito da numerosi altri, mentre gli altri due – appena risaliti dal bagno – ci osservano seduti sulla murata della barca. Senza più alcun ritegno chiamo a me Jasmine e la bacio nella bocca continuando a chiavare senza sosta Mel: giunto al momento dell’orgasmo le faccio sdraiare vicine, e con un paio di colpetti al pisello, è un diluvio bianco sui loro visi.

È il momento di un meritato riposo, salto in acqua con entrambe le “girl” mentre Fabrizio si sdraia al sole: l’acqua fredda rilassa il mio corpo, mentre a tenerlo in tiro pensano le due gattine, con battute e carezze varie. A turno infatti si immergono nell’acqua profonda, scendono all’altezza dei miei genitali e danno profonde succhiate, risalendo dopo poco per riprendere fiato. Dopo qualche minuto ci apprestiamo a risalire, sale prima Mel, poi si avvia alla scaletta Jasmine, ma a metà risalita la afferro per un piede e la ritiro in acqua. Nel far questo da sotto vedo il perfetto solco delle natiche, ed il forellino, che mi sembra di vedere un bel po’ allargato: non rammentando che il mio amico l’avesse inculata, le faccio la domanda, cui lei risponde evasivamente. Ripeto il giochetto di ritirarla giù una seconda volta per guardarla meglio, e mi balena in mente un piano: incularla.

Ho però bisogno prima di un’energica succhiata, così salgo prima di lei, ma invece di lasciarle la scaletta, mi ci siedo sopra, con il cazzo già mezzo in tiro: lei capisce subito, e – con un mugolio di soddisfazione – inizia una pompa degna di Mel. A lei però dico il contrario, con il risultato di farla scatenare in un bocchino pazzesco: l’asta, le palle, il glande, le mani e poi a iniziare di nuovo fino ad una erezione perfetta. A quel punto scendo in acqua, le giro dietro e con un colpo secco le sono nel culo per una buona metà del mio ragguardevole cazzo, ed inizio un pompaggio lento e profondo. La penetrazione la esalta, tanto che caccia un paio di urli che preoccupano gli occupanti della barca: nel frattempo, toccandole anche la fica, la porto all’orgasmo.

Decido poi che quel meraviglioso culo merita di essere sfondato completamente, così esco da lei, saliamo sul predellino (quello posteriore quasi a contatto con l’acqua), lì la faccio inginocchiare e proseguo l’inculata inserendo stavolta il cazzo fino al mio pube: le sue grida non mi impietosiscono – e alla fine anche lei mi ringrazierà – e la chiavo estraendo l’uccello e rinserendolo con un osceno colpo secco.

Forse preoccupato delle grida, Fabrizio scende, e nel vedere la scena, ammutolisce Jasmine mettendogli il cazzo in bocca.
In quel momento la mia unica preoccupazione è per Mel: non si sentirà abbandonata?
Passano altri minuti e il mio pisello inizia a riversare sperma bollente nel suo culo: quasi contemporaneamente con ottimo tempismo Fabrizio le allaga la bocca.

Rientriamo in acqua e, dopo un veloce bagno, risaliamo in barca ansiosi di conoscere come sarebbe proseguita quella gita al calor bianco.

Il proseguo dipende solo da noi quattro: il bello della situazione è che essendo stato ormai superato ogni limite, qualsiasi proposta sarà certamente stata accettata con “piacere”.

Prendo quindi posizione al timone, accendo i potenti motori e riprendo a navigare: vedo calare la sera, e non è prudente incrociare al largo a notte fonda. Punto decisamente sul porto approfittando della navigazione per un po’ di riposo: avvicinandomi a terra sono solo io a far caso che il nostro costume è solamente quello “adamitico”, e rientrando nella civiltà – da dove eravamo usciti nelle ultime ore – è necessario coprirsi, almeno succintamente.

I costumi sembravano veramente superflui, considerato quello che c’era stato fra noi, ma siamo costretti ad indossarli per ormeggiare e scendere a fare qualche spesa. Resto quindi in barca con Mel, mentre gli altri due procureranno viveri per la sopravvivenza … se infatti quello era il ritmo sarebbero servite razioni particolarmente abbondanti.

Al loro ritorno io e il mio amico ci diamo da fare sui fornelli della piccola cucina, mentre le nostre due amiche prendono una doccia calda nel bagnetto della barca. Le scene che vedemmo avrebbero fatto “arrapare” anche un cadavere, ma a noi due – dopo il pomeriggio – serviva ben altro: vedemmo Jasmine entrare per prima e lavarsi a porta aperta, mentre Mel aspettava anche lei già nuda. Improvvisamente entrò anche lei nel bagno ed iniziarono a lavarsi l’un l’altra: il passo successivo fu della bionda che voluttuosamente iniziò a succhiare – senza curarsi del fatto che noi vedevamo tutto – i capezzoli di Mel, facendoci in qualche modo capire che non era la prima volta che tra loro si scambiavano quel tipo di carezze. In me, che conoscevo bene quelle tette, nacque un sentimento misto di gelosia ed eccitazione, ed una voglia – più comprensibile – di saltare in mezzo a loro.

Quello spettacolo durò alcuni minuti, al termine dei quali le ragazze ci guardarono con aria innocente, come se quello che era appena successo fosse completamente normale: fu lì che capimmo che la serata ci avrebbe riservato ulteriori piacevoli sorprese. Le due ci fecero cenno di avvicinarci, e iniziarono a lavare anche noi; dato che non saremmo certo potuti entrare là dentro in quattro e che c’era la cena da preparare, ci dividemmo, entrai prima io e godetti di uno splendido massaggio di Mel. Dopo un po’ iniziò a leccare avidamente il mio culo, mentre con una mano smanettava il mio cazzo duro come una pietra: scelsi allora di venire nuovamente sulle sue tette, la sborra bianca sulla sua pelle abbronzata era uno spettacolo splendido, peccato si sarebbe dovuta rilavare. Dopo un paio di potenti succhiate il mio sperma iniziò a scorrere sulle sue grosse mammelle, mentre lei veniva con tre dita infilate nella figa.

Dopo una veloce sciacquata, uscimmo per lasciare il posto agli altri due, di cui non seppi mai le prestazioni poiché – con una certa sorpresa da parte nostra – chiusero la porta.

Verso le nove iniziammo a mangiare la cena seduti intorno al tavolo tutti e quattro completamente nudi, e lo spettacolo più normale fu quello di Jasmine che nel tentativo di arrotolare gli spaghetti, ne fece cadere alcuni sulla mia coscia, e si piegò velocemente per recuperarli con la bocca, aspirando rumorosamente anche quello che mi era caduto sull’uccello.

Terminata la cena, mentre le nostre amiche rassettavano alla bell’è meglio la zona cucina, ci riposammo cullando le nostre memorie nel ricordo di quello che ci era appena accaduto. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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