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Giuliana

Giuliana

Quella sera Giuliana si sentiva decisamente strana.
Aveva già dimenticato il motivo della lite avuta con suo marito e si preparava ad fare un salto in discoteca con i suoi amici.
Aveva indossato una gonna corta con un top chiuso dalla zip e la giacca.
Si sentiva a posto ed era pronta ad una notte di follia, così avrebbe imparato quello “stupido”.
La serata in discoteca si preannunciò subito interessante, aveva, infatti, conosciuto già alcuni ragazzi carini.
In particolare una coppia di amici sembravano davvero interessanti.
Giovanni e Luca, difatti, sembravano complementari: uno più scherzoso e simpatico, l’altro un po’ più serio (non serioso, però) e più carino.
Dopo un po’, Giovanni propone di lasciare quel mortorio e di andare a casa di certi loro amici lì vicino (normalmente, le spiegano, loro sono un gruppo di 4 ragazzi quasi inseparabili) dove c’è una festa privata.
Giuliana cerca di coinvolgere il resto del suo gruppo con cui era andata in discoteca, ma nessuno sembra intenzionato a muoversi da lì, per cui, dopo qualche tentennamento, Giuliana decide di andare comunque con i due amici – sono grande abbastanza per saper badare a me stessa – pensò.
Giunti alla festa, Giuliana si rilassa, l’ambiente è quello giusto e le persone sembrano tutte a modo.
Le vengono presentati gli altri 2 amici che formano il loro gruppo di inseparabili ed Luca le porta da bere un paio di volte: a Giuliana inizia a girare un po’ la testa, e quando Luca ballando la stringe in modo inequivocabile, lei non si sottrae, in fondo è un bel ragazzo.
Poi balla con Giovanni, il quale va un po’ più dritto al sodo, mettendo direttamente una mano sotto la corta gonna di Giuliana, la quale, però, per quanto le giri sempre di più la testa, è ancora presente a se stessa, per cui si sottrae immediatamente: anche Giovanni le piace, è vero, ma mica può fare la figura della troia davanti a tutti e poi c’è Luca che non smette di osservarla, non sarebbe carino nei suoi confronti, visto che anche lui le piace e non sa, quindi, chi scegliere.
Mentre fa questi ragionamenti continua a bere, finché ad un certo punto non vede più nulla.
Quando riapre gli occhi, Giuliana si ritrova stesa su un letto, ci mette un po’ a riordinare le idee ed a ricordare tutto.
Poi prova a muoversi, ma non vi riesce.
Solo allora si rende conto che le mani sono legate alla spalliera.
Cerca con lo sguardo qualcuno in stanza, ma è sola. Per fortuna si accorge di essere ancora vestita, le è stata tolta solo la giacca.
Prova a chiamare aiuto, ma nessuno risponde.
Solo dopo un quarto d’ora sente dei passi e vede entrare Giovanni e subito lo assale insultandolo, ma lui sorridente le dice di calmarsi.
Poi va a chiamare Luca.
Quando ritornano, la voce di Giuliana è più supplichevole, ma i due amici non sembrano muoversi a pietà.
Poi ad un cenno d’intesa, Luca e Giovanni, si avvicinano a Giuliana la quale intuisce le intenzioni dei due ragazzi ed inizia a pregarli di lasciarla andare.
Giovanni, però, si avvicina al top, apre la zip e glielo sfila.
Le splendide tette di Giuliana, sinora compresse sotto il top, vengono fuori prepotenti e meravigliose.
Luca, nel frattempo, alzata la gonna, le accarezza l’interno della coscia.
è terribile, un profondo brivido di piacere attraversa la schiena di Giuliana.
Anche per questa ragione tenta di divincolarsi con forza, pur se inutilmente, quando lui inizia a toglierle la gonna ed a sfilarle le mutandine.
Adesso è lì, completamente nuda ed in una posa forzatamente lasciva.
Contrariamente a quanto si aspettava, Giovanni ed Luca, dopo averla spogliata, si fermano.
Rimangono a lungo a guardare la sua bellezza, ma senza toccarla.
Lei si sente, per un attimo, forse delusa e ancora una volta maledice dentro di sé quella sensazione di piacere che provava in una situazione oggettivamente ripugnante.
Eppure, ad esempio, le dava fastidio ed eccitazione insieme, essere lì esposta senza difese alla vista di quei due.
Quando quella situazione diventa insopportabile e sempre più imbarazzante, chiede ai due ragazzi cosa avessero intenzione di fare con lei.
“Lo vedrai – rispose Luca – lo vedrai presto”.
Giuliana inizia ad aver paura sul serio, per cui li tenta di provocarli dicendo “Siete stati stupidi mi piacevate entrambi, se volevate farlo, potevate dirmelo: adesso se volete sfogarmi su di me, fatelo, basta che dopo mi lasciate in pace”.
“Non avere fretta” risponde Luca.
Poi la lasciano di nuovo sola.
Quando tornano, dopo più di mezzora che a Giuliana è parsa un’eternità, non sono più soli, ma in 4: a loro due, infatti, si sono aggiunti gli altri loro amici del gruppo “inseparabili”.
“Te lo avevo detto che siamo inseparabili: noi, facciamo tutte le cose assieme. Sono certo che ti piacerà, ma se te lo avessimo proposto prima, non avresti mai accettato di soddisfare tutti insieme”.
“Voi siete pazzi – urlò Giuliana – ma per chi mi avete preso, non potete farmi questo”.
Non aveva ancora finito di parlare che già le mani di quei ragazzi si erano posate su di lei.
Adesso Giuliana si sente violata completamente: le mani la toccano dappertutto, senza alcun rispetto e senza che lei possa opporsi.
Mai avrebbe immaginato di vivere una situazione come quella.
Inspiegabilmente, comunque, la ripugnanza inizia a lasciare il posto ad una sorta di eccitazione: essere lì in balìa di quei balordi, senza potersi opporre e addirittura legata ad un letto, passato il disgusto iniziale, le stava provocando una incontenibile eccitazione.
Due dei ragazzi iniziano a spogliarsi e le piazzano gli uccelli in bocca.
Giuliana si sente quasi soffocare, ma non può fare assolutamente nulla per evitare tutto ciò.
Capisce che l’unica cosa da fare è quella di assecondarli, per cui inizia a leccare quegli uccelli, così prepotentemente posti davanti alla sua faccia e nella sua bocca.
Luca e Giovanni, invece, dopo averle strapazzato le tette, iniziano ad infilare le dite nella passera, trovandola completamente ed incredibilmente bagnata.
Giovanni lo dice a Giuliana, che maledice se stessa, perché in quella aberrante situazione, si sta veramente eccitando ed arrossisce pensando che adesso anche loro lo sanno.
Così, mentre Luca si china a baciarle la passerina, a Giuliana scappa un gridolino di piacere e, senza preavviso sente montare l’orgasmo che non prova più neanche a trattenere.
Subito dopo, uno dei due ragazzi, al massimo dell’eccitazione viene anche lui direttamene nella bocca di Giuliana che, senza potersi opporre, riceve tutto il suo sperma caldo fin dentro la gola.
Luca, che sembra sempre guardarla con più comprensione, propone agli altri di slegare le mani di Giuliana, i due nuovi inizialmente si oppongono (che bisogno c’è, va benissimo così), ma, dopo un po’, spinti dalle supplichevoli preghiere di Giuliana che promette di stare buona, si convincono e lo slegano non senza minacciarla abbondantemente prima.
Così finalmente Giuliana può muovere le mani e, con la scusa di aiutarsi con le stesse mani, allontanare un po’ dalla sua bocca i due uccelli, uno già un po’ moscio dopo l’esplosione, ma l’altro ancora decisamente ingombrante.
Adesso che è libera, Luca la fa voltare: “Dio che splendido buco di culo che hai, è fantastico, irresistibile, così aperto, invitante: ti piace prenderlo in culo, vero? Non preoccuparti che tra un po’ te lo infilerò anche lì”.
Quindi, dopo essersi sistemato, fa scivolare l’uccello nella sua passera che, in verità, ormai non aspettava altro.
Giovanni le si mette davanti e, sostituendo il suo amico, le piazza l’uccello in bocca.
Poi Franco, l’altro loro amico, si stende sotto Giuliana e spodestando Luca le entra dentro.
Luca a quel punto, senza scomporsi, tenendo fede a quanto preannunciato, indirizza il suo uccello verso il buchetto del culo di Giuliana che maestosamente si alzava al ritmo dei colpi di Franco.
Per la prima volta Giuliana cerca di opporsi a quella serie di violenze, ma Giovanni, minaccia di rilegarla, così Luca riprende a spingere il suo uccello verso quel buco che, dopo qualche strenua resistenza, si apre completamente per il piacere di Luca, il quale inizia a spingere con forza, poi si uniforma ai colpi di Franco.
Giuliana adesso, si gode quelle attenzioni, senza trascurare l’uccello di Giovanni che, sotto i colpi della sua lingua, ha uno spasmo violento e subito dopo libera il suo seme nella bocca di Giuliana che, ancora una volta si trova costretta, non potendolo impedire, a ingoiare lo sperma dell’uomo.
In compenso, però, sulla spinta della doppia penetrazione, Giuliana viene ancora e stavolta grida tutto il suo piacere senza alcun ritegno.
Franco si sfila da sotto e, piazzando il suo uccello nella bocca di Giuliana, viene, schizzandole il suo piacere dappertutto, sulla faccia e sui capelli.
Anche Luca, che continua imperterrito a scopare il culo di Giuliana, non riesce più a trattenersi, inondandola e riempiendola tutta fin dentro le viscere.
Quando si riprende Giovanni le dice “Hai visto che avevamo ragione noi e che ti è piaciuto? “.
“Siete dei gran bastardi – risponde Giuliana – non vi mando in galera perché… ”
“…perché ti è piaciuto – la interrompe Giovanni – ma anche a noi è piaciuto, quindi che ne dici di continuare a restare qui per tutto il week end? Naturalmente tu sei libera di andare quando vuoi: adesso che hai scoperto cosa vuol dire davvero essere scopata, puoi decidere da sola cosa fare”. Giuliana, naturalmente accettò.
Le sensazioni e le emozioni che aveva provato in quella situazione l’avevano segnata forse per sempre.
Forse non sarebbe più stato possibile avere dei rapporto normali, dopo l’intensità e la scarica di quegli orgasmi frutto di una violenza.
Forse era proprio questo il punto: il contrasto fra l’aberrazione che avvertiva per la violenza subita e il piacere che ha provato nell’essere indifesa nelle mani di quei balordi, rendeva il tutto unico.
Per cui, quando le chiedono cosa volesse fare, Giuliana non risponde, ma abbassa semplicemente la testa.
“Bene – dice Giovanni – però, se rimani, per questo week end, accetti di restare a nostra completa disposizione e potremo fare con te tutto quanto vorremo. Se accetti di restare e poi ti rifiuti, sappi che ti costringeremo”.
Ancora una volta Giuliana non risponde, ma fa un impercettibile cenno col capo.
Quindi la legano di nuovo al letto.
“Perché? Vi ho detto che va bene” chiede Giuliana.
“Altra regola, non devi fare domande; mai. “.
Quando nel corso della mattinata i quattro riprendono il “gioco”, in questa occasione a Giuliana sembrano meno violenti, anche se continuano ad abusare di lei e la prendono in ogni modo, curando particolarmente il suo culo che sembra divenuto il centro dell’interesse di tutti..
Ma Giuliana, pur venendo un paio di volte, questa volta non sembra percepire la violenza degli orgasmi avuti precedentemente.
Era sempre prigioniera, è vero, però questa volta aveva acconsentito, per cui forse era venuto meno uno degli aspetti principali del piacere provato la prima volta.
Poi la lasciano con le mani legate lì, sempre nuda e le danno un piatto con del prosciutto e della mozzarella tagliata a pezzetti.
Giuliana allora chiede “Ma se non mi slegate, come faccio a mangiare? “, ma loro se ne escono senza risponderle e lasciandola sola.
Dopo essersi arrabbiata un bel po’, Giuliana si ritrova, spinta dalla fame, a provare, con varie acrobazie, a mangiare come un animale solo con la bocca e, con ancora in bocca il sapore dello sperma che abbondantemente i ragazzi le avevano “regalato” (l’ultima volta le erano venuti tutti in bocca), lei addenta il prosciutto e la mozzarella che sono nel piatto.
Non succede più nulla per diverse ore, il week-end si stava rivelando molto meno “interessante” di quando aveva sperato e, quando Giovanni torna da solo, ormai doveva essere sera.
Giovanni prova a fare lo spiritoso, ma Giuliana, non ha alcuna voglia di scherzare, anche perché da diverso tempo, ormai, ha dei bisogni davvero impellenti, quindi chiede a Giovanni di farla andare in bagno.
“Aspetta” le dice Giovanni e riesce.
Torna dopo pochi minuti in compagnia degli altri amici, con in mano una bacinella.
“Ecco – dice sistemandola sul letto vicino a Giuliana – puoi farla qui”.
Quindi si piazzano tutti davanti a lei, che risponde con evidente imbarazzo:
“Ma almeno uscite fuori, come faccio a farla con voi davanti che guardate! “.
“Dobbiamo controllarti sempre – dice Franco – e poi abbiamo detto niente domande: se davvero devi farla, falla e basta”.
Giuliana, senza argomenti per poter replicare e giunta allo stremo della resistenza per i bisogni che stava da troppo tempo trattenendo, prova ad alzarsi sulle gambe e Luca la aiuta a sistemarsi la bacinella sotto.
Vorrebbe evitare di dar loro la soddisfazione di assistere a quello spettacolo sconcio, ma non ce la fa più, per cui la pipì inizia a scenderle quasi da sola; ma, purtroppo, non era solo pipì che doveva fare, per cui aggiungendo umiliazione ad umiliazione e, piangendo, si lascia andare a tutti i suoi bisogni, davanti a quei depravati che continuano a sorridere ed a fare battute che Giuliana ormai non sente neanche più.
Poi Luca le porta un’altra bacinella con l’acqua e, dopo averle slegato una mano la fa lavare, costringendola anche ad un bidet pubblico.
Dopo qualche tempo, i ragazzi tornano ed iniziano a spogliarsi davanti a lei, quando sono nudi, piazzano tutti e quattro i loro uccelli contemporaneamente davanti alla sua bocca, che, ovviamente, non può ospitarli tutti.
Ecco ci risiamo, pensa Giuliana che ha perso parecchio piacere a fare queste cose già fatte più volte.
Poi Giovanni tira fuori un foulard, con cui, malgrado le vibrate protesta di Giuliana, provvede a bendarla.
Stesa sul letto, costretta all’immobilità ed ora anche al buio, Giuliana si sente di nuovo completamente in balìa di quei ragazzi che continuano a strusciare gli uccelli sulla sua faccia.
A turno la sua bocca è costretta ad ingoiarne e a leccarle qualcuno, mentre gli altri non smettono di strusciare i loro cazzi sulla sua faccia.
Poi si staccano tutti e, dai rumori che sente, Giuliana non riesce a capire cosa succede.
Segue un periodo di silenzio, durante il quale Giuliana cerca di immaginare, senza riuscirvi, cosa stia succedendo.
Dopo qualche minuto avverte che qualcuno sale sul letto, sente che si abbassa su di lei e che si piazza davanti alla sua faccia; già sente i peli, ma l’odore è strano, è diverso da quegli uccelli che l’hanno violata finora.
Prima che si appoggi sulla sua bocca, Giuliana capisce subito che l’odore e tutto il resto è quello di una figa.
Disgustata gira subito la testa di lato: non lo ha mai fatto, le fa schifo, ribrezzo e non ha nessuna intenzione di diventare lesbica adesso.
Ma qualcuno la costringe a voltarsi e quella figa pelosa, con quell’odore così forte le si piazza proprio sulla sua bocca.
Poi sente la voce di Giovanni “Tira fuori la lingua”.
Lei si rifiuta, ma la voce di Giovanni, che adesso ha un tono più deciso e che questa volta mette davvero paura, ripete secca “abbiamo fatto venire fin qua questa nostra amica, per cui tu ora tirerai fuori la lingua e la leccherai; avanti tirala fuori, ti assicuro è davvero meglio per te se la tiri fuori da sola…”.
Impaurita Giuliana, vincendo il disgusto, inizia a tirare fuori la lingua che così entra nelle grandi labbra della sconosciuta, la quale dimostra subito di provare un enorme piacere.
Inizialmente a Giuliana quell’operazione provoca solo disgusto poi rassegnata indifferenza
Infine, però, il percepire l’eccitazione che riusciva a dare alla ragazza (chissà com’era: bella, brutta, giovane, vecchia…), il sentire i suoi umori che coglieva con la lingua, ed il forzato buio che stimola la sua fantasia, le iniziano a provocare un’eccitazione strana, inedita: non era un’eccitazione fisica (in quel momento nessuno la toccava), ma un’eccitazione che partiva dalla testa e piano piano si ripercuoteva su tutto il corpo, per cui si rende conto che la sua passera inizia a bagnarsi da sola e vorrebbe che qualcuno se ne occupasse, ma i ragazzi (chissà se sono ancora lì) non si muovono.
Sente la mano della ragazza che, unendosi alla sua lingua, inizia a toccarsi alla ricerca di un piacere ancora più intenso.
L’eccitazione adesso la assale violentemente, vorrebbe toccarsi anche lei, ma legata com’è non può farlo, quindi inizia a dimenarsi tutta.
Non sa che i ragazzi, godendo di quello spettacolo da lei offerto, iniziano a toccarsi gli uccelli.
Dopo un po’ Luca le toglie la benda, così che lei può vedere bene la fica che sta leccando: è molto meno pelosa di quanto immaginava ed è completamente aperta dalle dita della ragazza.
Ha subito di nuovo un’istintiva reazione di ribrezzo per quello che sta facendo, ma le sensazioni che prova, le fanno superare immediatamente quella fase, per cui riprende con la lingua a stimolarle il clitoride.
La ragazza, un po’ in carne, sembra abbastanza giovane, ma da quella posizione non è possibile vederla bene.
Poi girando gli occhi vede che i ragazzi sono lì con le mani sui loro uccelli e si chiede com’è che non li stiano infilando a turno nella sua passera.
Solo allora si rende conto che, alla ricerca del piacere, si sta contorcendo tutta davanti a loro, offrendo loro una visione davvero oscena ed eccitante allo stesso tempo.
Il pudore la fa fermare per qualche istante, ma l’eccitazione è così forte che chiude gli occhi e riprende a muoversi.
Ha capito che i ragazzi vogliono che lei arrivi al punto di umiliarsi pregandoli affinché la scopino.
Difatti, quando l’eccitazione ha raggiunto limiti impensabili, Giuliana si rivolge ai suoi carnefici: “Luca, Giovanni, dai fate qualcosa, mettimelo dentro, scopatemi, non ce la faccio più, – poi aggiunge – per favore…. ”
Luca si avvicina, le apre le gambe, avvicina l’uccello alla passera, senza però toccarla, poi la solleva un po’ sui fianchi e punta deciso ad entrare nel buchetto del suo culo.
“Non lì – fa Giuliana, – mettimelo nella figa, per favore non resisto”.
Ma Luca, non ascoltandola, riesce a far entrare l’uccello nel suo culo, facendole anche un po’ male.
Poi inizia ad andare su e giù con colpi secchi e ritmati.
Intanto la ragazza, proprio in quel momento con un grido soffocato viene, e lei sente i suoi umori che le riempiono la lingua.
Poi la vede spostarsi, così Giuliana, finalmente, può vederla bene: è una ragazza abbastanza giovane, non una top model, anzi decisamente cicciotta, ma molto carina.
Guarda Giuliana, le sorride, si avvicina e la bacia.
Giuliana resta sorpresa, non se lo aspettava, prova a tenere la bocca chiusa (anche questo un po’ le fa senso), ma la lingua di Michela (questo il nome della ragazza) si fa strada, entrando nella sua bocca e baciandola con impeto.
A questo punto Giuliana, mentre Luca gridando viene dentro il suo culo, decide di rispondere al bacio (in fondo le aveva già leccato la fica, mica poteva farle schifo la lingua adesso).
è un bacio pieno ed appassionato: Michela ci sapeva davvero fare, così Giuliana neanche prova a protestare quando, anche Franco, sostituendosi a Luca, infila l’uccello nel suo culo, anzi, dopo qualche istante sente un orgasmo violento e forte salirle dentro.
Viene tanto, pienamente ed a lungo, con spasmi che forse non aveva mai provato.
è la prima volta forse che le capita di avere un orgasmo senza che la sua passera fosse stata toccata.
A questo punto vorrebbe ardentemente che qualcuno se ne occupasse, ma è quasi rassegnata quando uno dopo l’altro, i ragazzi le sborrano tutti dentro il culo.
Poi Giovanni le presenta Michela “è una nostra amica lesbica, lo sapevo che ti sarebbe piaciuto fare anche questa esperienza”.
“Però qualcuno poteva occuparsi un po’ anche della mia passera” protesta Giuliana con il culetto ancora un po’ dolorante ed il buco oscenamente slabbrato e aperto.
Allora Giovanni le slega una mano e dice “hai ragione, però, se vuoi, puoi rimediare da sola…”.
Giuliana, però, non ha nessuna voglia di dare ancora spettacolo di sé, per cui è decisa a non toccarsi.
Poi, però, Michela si abbassa su di lei ed inizia a baciarle le tette, mordicchiandole i capezzoli e sfiorandole con delicatezza l’interno delle cosce, portandola di nuovo ad una eccitazione solo momentaneamente repressa.
Poi, senza toccarle la figa, prende a baciarle il culo raccogliendo anche lo sperma che ancora cola da dentro.
Quindi, sistemandosi su di lei, fa in modo che la sua figa sia di nuovo a portata della sua bocca.
Giuliana questa volta non si fa pregare e riprende a leccarla.
Poi, non resistendo più, fa scendere la sua mano fino alla passera ed inizia a toccarsi.
La scopre bagnata come nelle migliori occasioni ed infila due dita dentro, mentre vede che i ragazzi si sono piazzati in modo da vederla meglio.
Senza ritegno lei inizia a godere, eccitata anche dal fatto di doversi esibire davanti a loro.
Viene di nuovo ed assieme a lei, quasi all’unisono, viene di nuovo anche Michela.
Poi sembra essere tutto finito, i ragazzi intorno con i loro uccelli mosci, Michela sfinita stesa accanto a lei, con la fica ancora vicino alla sua faccia.
Quando Giuliana si convince che è tutto finito e sembra rilassarsi, Giovanni dà una voce, e dall’altra stanza entrano due armadi viventi: due ragazzi di colore alti ed aitanti, nudi con indosso solo le mutande.
“Sono due senegalesi che vendevano oggettini qui fuori, gli ho detto se volevano scoparsi una ragazza bianca e non hanno saputo resistere. Hanno aspettato pazientemente sinora: mica vorrai deluderli, vero? ”
Mentre Franco provvede a legarle di nuovo la mano, Giuliana sembra rassegnata a quest’ultima richiesta.
I due ragazzi si avvicinano, si tolgono le mutande e Giuliana non crede ai suoi occhi e quasi si impressione nel vedere i loro uccelli, pur ancora completamente mosci, avere già dimensioni ragguardevoli.
Uno le piazza l’uccello in bocca che, nel giro di pochi istanti, si gonfia a dismisura: è lungo, ma quello che più spaventa Giuliana e che è grosso, davvero grosso, come non ne aveva mai visto.
Anche l’altro si stava gonfiando sotto l’azione della mano dello stesso nero che se lo mena e Giuliana riesce a vedere che le dimensioni erano pressoché analoghe.
Era spaventata, ma contemporaneamente eccitata dall’idea di avere un uccello così grosso dentro.
I due alternano gli uccelli nella bocca di Giuliana che, per paura di strozzarsi, con la lingua cerca di non farli entrare troppo.
Poi, uno dei due si sposta e, alzandole i fianchi, cerca di farle entrare l’uccello nella passera.
è davvero molto grosso, ma lei è così bagnata e la sua passera era così vogliosa, che tuttavia entra con relativa facilità.
Finalmente dentro…!
Giuliana lo sente tutto dentro, ha paura di farsi male, ma le piace enormemente quella sensazione di pienezza.
Poi Franco le slega le mani, così lei, che ha sempre l’altro uccello in bocca, può aiutarsi con le mani.
Sente la voce di Giovanni che dice al nero che era dentro di lei, di spostarsi.
“No perché? ” fa lei, mordendosi le labbra.
“Non preoccuparti, lo riavrai subito il tuo cazzo extralarge – fa Giovanni – volevo solo farti sistemare meglio, così ti puoi occupare anche dei nostri uccelli”.
Così Giuliana si accorge che i quattro amici hanno di nuovo gli uccelli ben in tiro: ma, pur essendo normalmente dotati, quanta differenza con gli altri due.
Il nero si sdraia sulla schiena e invita Giuliana a sedersi su quell’enorme scettro.
Lei lo prende tra le mani, lo posiziona al meglio, lo fa entrare scendendo lentamente su quell’uccello gigante.
Se lo sente entrare piano piano e così fa ancora più impressione e il piacere la prende completamente.
I quattro ragazzi, intanto, piazzano i loro uccelli davanti alla sua bocca e le dicono di succhiarglieli, cosa che lei fa.
Anche Michela si dà da fare e, inginocchiatasi, inizia a mordicchiarle i capezzoli ed a baciarle il corpo.
Un brivido di piacere percorre la schiena di Giuliana che a stento si accorge che l’altro nero da dietro le sta baciando il buchetto del culo, infilandovi anche le dita.
è un piacere assoluto, pieno.
Poi, tolte le dita, quello appoggia il suo enorme arnese sul buchetto.
A questo punto Giuliana grida terrorizzata: “NO! Luca, Giovanni, per favore, no! Se mi incula lui con quel cazzo che si ritrova mi romperà tutta! ” e prova ad alzarsi per togliersi da quella posizione.
Ma le forti braccia dei due ragazzi di colore, assieme a quelle dei quattro amici non le consentono di muoversi.
Il nero ci riprova fra il pianto sconsolato di Giuliana, allarga il buchetto con le mani e prova ad infilare il suo enorme uccello dentro.
Sembra un’operazione quasi impossibile senza spaccare letteralmente il pur ormai allenato culo di Giuliana.
Ma Michela lo ferma quasi subito, infatti, spinta da solidarietà femminile, era andata a prendere del burro per facilitare l’operazione.
Michela provvede a baciare il culo di Giuliana, provando a calmarla, di tanto in tanto dà anche una bella leccata a quel cazzo spaventoso che staziona là davanti.
Quindi dopo essersi divertita un po’, spalma abbondante burro sull’uccello del nero con una lenta sega, poi, con le dita mette del burro anche tutt’intorno e dentro il culetto di Giuliana, operazione nella quale indugia con evidente piacere, mentre l’altro senegalese si è quasi fermato con l’uccello nella sua figa, limitandosi a qualche colpetto ogni tanto.
è un tocco quello di Michela che rilassa e quasi eccita Giuliana (per la quale, evidentemente, quell’esperienza omosessuale non rimarrà isolata).
Quindi spostata Michela, il nero avvicina di nuovo il suo enorme uccello.
Prova a spingere, Giuliana sente dolore, ma quello insiste e, aiutato dall’abbondante lubrificazione, l’uccello riesce, comunque a scivolare dentro per un pezzo.
Poi, trovata la strada, il senegalese lo spinge sempre più dentro facendolo entrare completamente..
Giuliana lo sente grosso, enorme dentro di sé, vorrebbe urlare per il male, ma anche per il piacere.
Il nero inizialmente prova a spingere quasi con delicatezza, ma il dolore non sembra diminuire affatto.
Anzi quel coso enorme nel culo le fa sempre più male.
Poi però, pian piano, sotto la spinta dei due uccelli dentro di sé, dei quattro davanti la sua bocca e delle sapienti carezze di Michela, Giuliana si rilassa e trasforma la rabbia, la paura ed il dolore in piacere.
Dentro di sé sente una soddisfazione mai provata e dice a se stessa: ma ci pensi, sono una donna che riesce a soddisfare 7 persone contemporaneamente; ho fatto l’amore con un’altra donna, le ho leccato la fica; poi per tutto il pomeriggio ho concesso abbondantemente il mio culetto; e, infine, non credevo di poter essere inculata anche da un aggeggio così grande e grosso…
Così, lasciandosi trasportare dai pensieri e da ciò che stava provando, Giuliana sente di nuovo salire un calore che precede un’ondata di brividi ed ha un ultimo orgasmo forte, violento anche questo.
Subito dopo, sotto la spinta della sua lingua e delle sue mani, i quattro ragazzi vengono uno dopo l’altro dentro la sua bocca, sulla sua faccia, fra i suoi capelli.
Anche i due ragazzi di colore le riempiono la figa ed il culo di sborra.
Michela rapida si posiziona in un classico sessantanove offrendo la sua figa alla bocca di Giuliana e leccandogliela a sua volta.
Michela inizia a dimenarsi per l’orgasmo ormai vicino, senza smettere, però di succhiare la sua passera, risucchiando e ripulendola dallo sperma appena versato e dopo pochi istanti viene anche lei.
Finalmente Giuliana si accascia sul letto sporca, esausta, ma anche intimamente soddisfatta per le sensazioni provate.
Poi riguarda gli uccelli dei due ragazzi neri.
“Certo – pensa – che quei due cazzi neri, anche così mosci fanno davvero impressione: come avrà fatto ad entrare dentro il mio culo? “.
Quasi avesse letto nel suo pensiero, Franco va a prendere uno specchio e lo piazza sotto il suo culo, facendole ammirare quanto è aperto adesso il buco.
Giuliana quasi si impressiona e si domanda se tornerà mai normale, lei che già aveva il buchetto bello aperto.
Persa dietro questi pensieri, neanche si accorge quasi che, ad un cenno di Giovanni (sempre lui), tutti e sei i maschietti si sono messi in cerchio intorno a lei.
Lei si gira e li guarda stupita lì fermi con i loro uccelli completamente mosci.
“Beh? ” fa con aria interrogativa.
Giovanni dice agli altri “ragazzi, questa volta abbiamo proprio esagerato, è tutta sporca e non è giusto: la laviamo? ” e tutti si preparano ad urinarle addosso.
“NO!!! – grida Giuliana – questo no, vi prego…”
Allora Giovanni, ridendo di gusto per lo scherzo le dice “eccoti l’asciugamano, di là c’è la doccia ed i tuoi vestiti sono sulla sedia: stavolta il week end è finito davvero. Puoi andartene quando vuoi”.
Dopo la doccia, durante la quale il dolore al culo torna a farsi sentire, mentre non sembra esservi acqua sufficiente a ripulirla da quella sensazione di schifo che le è rimasta addosso, Giuliana trova la sola Michela ad aspettarla che si offre di accompagnarla a casa.
Lei rifiuta e le dice di non preoccuparsi, perché preferiva restare da sola.
Quando anche Michela va via, Giuliana ormai sola si veste ed esce nella notte per tornare a casa, ossessionata da un pensiero.
Non li denuncerà ha deciso (anche se lo meriterebbero), però, grazie a quella bravata, da ora in poi per lei niente sarà più uguale.
Come potrà poi, tornare alla solita scopata rapida con il suo uomo, sempre veloce e sbrigativo?
Come potrà accontentarsi di sensazioni meno forti di quelle provate in questi due giorni?
Come farà a pensare di scopare con un uomo, senza interrogarsi se quello sarà mai in grado di ridarle sensazioni solo simili a quelle che ha conosciuto?
Come farà, adesso che sa di cosa è capace di provare il suo corpo, ad accontentarsi di meno?
Come potrà cercare di riprovarle, evitando di diventare un vecchia ninfomane, per cui non ci sono cazzi sufficienti a garantirla un orgasmo come si deve?
L’aria fresca della notte la fa sentire un po’ meglio, ma lei è consapevole che quelle sensazioni e quelle eccitazioni probabilmente non le proverà mai più.
E questo, a quei ragazzi, non lo perdonerà mai. FINE

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