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Grazie Titti

La mia è una storia vera accadutami alla gita dell’ultimo anno delle superiori, sulla costiera Amalfitana alcuni anni fa. La mia ragazza non era venuta perché non frequentava il mio stesso istituto. Il programma prevedeva il soggiorno per 4 giorni su una splendida località della costa Amalfitana e per me rappresentava la prima occasione di pernottamento fuori casa, per cui l’eccitazione era tanta.

In effetti le mie aspettative non furono deluse, non ricordo delle giornate più divertenti di quelle. Tra gavettoni, scampagnate, visite a posti stupendi e professori che controllavano che la notte fosse tutto tranquillo, quei giorni volarono. Delle ragazze della mia classe non parteciparono in molte, e le poche che vennero non suscitavano il mio interesse, mentre c’era una creatura del di un’altra classe che mi provocava incontrollabili erezioni anche il solo fatto di rivolgergli la parola. Lei non era particolarmente bella, ma aveva un particolare che per me rappresentava la trasgressione: era di colore. Si una nera, etiope per la precisione. Avevo un desiderio di fotterla che non immaginate. E avevo intuito che le mie attenzioni erano anche ricambiate, forse perchè io ero tra quelli, che più spesso di altri, gli rivolgevano la parola, senza alcun pregiudizio.

La seconda sera della gita, dopo che i professori avevano dato il coprifuoco, riuscì ad eludere la sorveglianza e andai al terzo piano, 2 piani sopra il mio, per recarmi in camera di due amici per decidere cosa fare quella notte. Dopo circa 5 minuti, bussa alla porta la ronda dei proff. e per me fu il panico, perchè non volevo beccarmi il rapporto che avevano minacciato di fare a chi trovavano in giro. Fortuna volle che quella stanza dava su un terrazzino, quindi uscì dalla finestra in attesa che fosse passata la ronda.

Fuori era buio e la serata era stupenda. Mi accorsi che la stanza da cui ero uscito non era l’unica che dava sul terrazzo e così con la complicità dell’oscurità mi avvicinai ad una finestra dalla quale usciva una luce, per sbirciare e vidi che si trattava di un bagno all’interno del quale, indovinate chi si stava facendo la doccia. Si proprio la ragazza di colore. Incredibilmente il vetro del bagno non era opaco e lei non aveva provveduto a chiudere le tendine trattandosi dell’ultimo piano e quindi non credendo di essere vista, o magari era il contrario sperava di essere vista, chissà. Io restai impietrito, Titti (così si faceva chiamare) nuda era molto più attraente che vestita, era alta circa 1, 60 di corporatura esile ma non troppo, un culetto rotondo a forma di cuoricino due tette di dimensioni medie a coppa di champagne e due capezzoli turgidi, il nero del pelo si confondeva con quello della pelle. Il cuore mi batteva a mille, non sapevo cosa fare quando lei si girò di scatto verso la finestra e mi vide, coprendosi istintivamente la fica e le tette, con un’espressione di paura stampata sul suo volto.

Adesso sono fottuto pensai. Ma appena mi riconobbe la sua espressione si rasserenò uscì dalla doccia avvolta, dal petto in giù, in una minuscola asciugamano bianco latte che a stento copriva il pelo e si avvicinò alla finestra. L’aprì e mi chiese, con aria invitante, cosa stessi facendo lì. Io balbettando cercai di spiegarle il motivo e lei mi invitò ad aspettare dentro che la ronda fosse passata. Stentavo a crederci. Avevo il cazzo più duro del granito e sentivo delle vampate di calore salirmi in faccia e credo che lei lo notò. Io le dissi: “Scusa ma non ho potuto fare a meno di guardarti prima e devo dire che sei molto carina”. Lei ringraziò e con la scusa di raccogliere qualcosa a terra, si abbassò mostrandomi il culo.

A quel punto non resistetti e le appoggiai la mano sul culo, mentre era ancora curvata verso terra, e lei non reagì per niente, allora mi abbassai fino ad inginocchiarmi e la cominciai a baciare sulle natiche, scorrendo fino alla fica che già era umida leccandole e succhiandole tutti gli umori. Poi ci alzammo mi aprì la cerniera agguantò l’uccello e disse: “Non sai da quanto tempo aspettavo questo momento”. Cominciò a farmi un pompino che avevo visto solo nelle riviste o film porno e l’eccitazione era tale che dopo qualche secondo sborrai accompagnando il tutto con un urlo di piacere. Lei leccò avidamente il mio miele. A quel punto sentimmo bussare alla porta del bagno e una voce femminile le chiese: “Titti, tutto bene? ” Lei in camera non era sola, la sua compagna di camera era una ragazza della mia classe, veramente bruttina. “Si Maria tutto bene” rispose Titti. A quel punto lei iniziò a spogliarmi e mi invitò sotto la doccia con lei. Si abbassò nuovamente e riprese il cazzo in bocca per riportarlo alla durezza di prima, cosa che non tardò ad arrivare. Continuò un bel po’ a spompinarlo, leccandomi alternativamente i coglioni e la cappella, mentre una mano teneva il cazzo, l’altra in mezzo alle gambe mi accarezzava il buco del culo, provocandomi una particolare eccitazione. La fermai e spingendola con le spalle al muro la impalai e lei mi mise le gambe attorno ai fianchi e le braccia attorno al collo. La sua fica era molto comoda, si vede che era molto usata, soprattutto da cazzi neri, pensai. Io avevo, in questo senso, una certa soggezione, visto che non mi considero un superdotato, però lei godeva in maniera inequivocabile e copiosamente e quando capì che anch’io stavo per venire, mi sussurrò: “Vienimi dentro perchè ho avuto le mestruazioni da pochi giorni” e così feci, la inondai godendo come un matto ma trattenendomi dall’urlare, per non farmi sentire.
Lei mi diede un bacio che aveva il sapore del ringraziamento e mi fece una proposta: “Ti va di fare una cosa a tre? “………………………

Io non avevo nessuna intenzione di fare sesso con Maria, però non l’avevo mai fatto con 2 donne e poi in quel momento mi avrebbe potuto chiedere anche di farlo con un maschio, le avrei detto di si e quindi acconsentì. Mi portò in camera e Maria quasi senza sorpresa mi salutò.

Lei aveva una camicia da notte trasparente e sotto era completamente nuda e senza i suoi soliti occhiali a fondo di bottiglia mi sembrò un’altra. Titti in men che non si dica illustrò il progetto a Maria che fu entusiasta della proposta, tra l’altro, da come s’intendevano capì che la prima notte avevano sicuramente lesbicato un po’. La stanza era una matrimoniale. A quel punto, mentre io ancora cercavo di riprendermi dalla novità della situazione, Titti cominciò a baciarmi sul collo e fece cadere l’asciugamano che mi ero avvolto per coprirmi il cazzo. Maria sdraiata sul letto si toccava con la mano destra la fica e con la sinistra il capezzolo destro, ero al culmine di una nuova erezione.
Con Titti raggiungemmo Maria sul letto. Titti, presa di nuovo l’iniziativa, si sdraiò su di me e cominciò a baciarmi mentre accarezzava l’amica sul seno. Alternava effusioni e carezze ora all’uno ora all’altra senza il minimo imbarazzo. Afferrava qualsiasi cosa le capitasse a portata di bocca per succhiarla. Passava dal cazzo, spingendoselo in gola quanto più possibile, ai capezzoli di Maria che invece tratteneva delicatamente tra le labbra sollecitandoli con la punta della lingua. Ero al centro del letto e non potevo sottrarmi in alcun modo alle sue attenzioni, e Maria la incitava ad andare oltre. Chiusi gli occhi quando entrambe cominciarono a leccarmi. Riuscivo a distinguerle, Maria opponeva una lieve resistenza alla penetrazione ed estraeva la lingua per percorrere l’asta a raggiungerne la parte più lontana, mentre Titti, lasciava affondare la bocca semiaperta ad ingoiarla completamente.

Quando implorandomi con gli occhi Maria si inginocchiò sul letto spalancandosi la fica con le mani ed abbassandosi fino a schiacciare i seni sul letto, capii che stava morendo dalla voglia di essere penetrata. Mi posizionai dietro di lei, le spinsi con forza la schiena a terra e con molta delicatezza mi apprestai a scoparla. Superai a stento la resistenza delle labbra esterne ancora non avvezze alle deflorazioni e mi spinsi lentamente in profondità fino a poggiare il pube alle sue natiche. Rimasi immobile per qualche secondo. Le contrazioni vaginali che percepivo mi ritrasmettevano le sensazioni che stava provando. La sentii pulsare ai primi movimenti. Immobilità e movimento erano sapientemente dosati. Approfittavo delle soste per controllarla. Quando percepii con sicurezza che stava per godere, accelerai i movimenti rendendoli costanti. Qualche colpo ben vibrato per affondare il cazzo ancora più in profondità e cominciò a godere. Era impossibile trattenerla. Si dimenava come un’ossessa e Titti, che fino a quel momento si era limitata a masturbarsi osservandoci, si avvicinò a Maria a gambe spalancate scivolando sul letto fino a poggiare la fica alla bocca di Maria che cominciò a succhiarla avidamente. Ne leccava l’interno tenendola aperta a tal punto da riuscire a vederne il colore rossastro e continuava ad affondarci l’indice ed il medio della mano destra anche quando ne mordicchiava i lembi. Non ci volle molto perché l’eccitazione salisse al massimo. Titti ed io raggiungemmo l’orgasmo contemporaneamente, e Maria, la cui fica non aveva mai smesso di pulsare, sentendoci gemere ci raggiunse immediatamente. Nell’attimo in cui sfilai il cazzo da Maria, Titti si precipitò a succhiarmelo. Estrasse quasi a forza le ultime gocce di sperma rimaste e, non ancora contenta, leccò quello che Maria aveva nella fica con gran soddisfazione per entrambe.

Continuammo per altre due ore in cui Titti mi concesse anche il suo culetto. Io sfinito ma soddisfatto ritornai in camera senza passare dal terrazzino, per non svegliare i miei amici che a quell’ora stavano dormendo, e l’indomani, anche se avevo solo tre ore di sonno, trascorsi una giornata fantastica ricordando la notte precedente. Grazie Titti FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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