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Helga e Maria

Mi chiamo Maria, ho 23 anni, sono una colf e, normalmente, lavoro a tempo pieno presso una famiglia molto ricca di Roma. Pur essendo una ragazza molto carina (così dicono) non ho il tempo di frequentare ragazzi per cui sono libera. I miei datori di lavoro sono abbastanza giovani (lui 40 e lei 32) e molto affiatati. Lui, Roberto, è un grosso manager aziendale, un bel quarantenne alto 1. 80 di carnagione mediterranea e bellissimi occhi neri; lei, Helga, una insegnante di scuola superiore di educazione fisica, anche lei alta, un bellissimo corpo, bionda e con gli occhi chiari. Helga è di origine tedesca, è arrivata in Italia circa 20 anni fa e non riesce ancora a parlare la nostra lingua perfettamente. In effetti io, ora, faccio parte della famiglia perchè sono stata quasi adottata da loro. Entro nei loro giochi amorosi che, inizialmente, mi erano sembrati molto strani, ma che ora gradisco molto, anzi spesso sono io a condurli. Ma non vi voglio togliere nulla e passo a raccontare la mia esperienza in questa casa.
Quando arrivai rimasi molto colpita dalla durezza e crudezza del signor Roberto, un uomo molto autoritario, la moglie mi disse che il suo comportamento era condizionato dalla sua attività, lei, invece, era abbastanza gentile. Mi sembrava strano che una donna così dolce come Helga potesse sopportare un simile orso.
Una sera verso le 23. 00 mi alzai dal letto per recarmi in cucina: avevo un forte bruciore di stomaco e volevo prepararmi del bicarbonato. Passando vicino alla scala che porta al piano superiore sentii delle voci, come di forte discussione. Mi fermai ad ascoltare: Helga gridava, ma, stranamente, non sentivo la voce di Roberto. Piano piano salii al piano superiore e mi accorsi che la porta della loro camera da letto era socchiusa. Le voci si facevano più forti e sentivo anche dei colpi come di frusta. Mi avvicinai all’uscio e , stando attenta a non farmi notare, sbirciai. I miei occhi stavano per uscire fuori dalle orbite, la scena che mi si presentò era impressionante: Helga era in piedi vicino al letto vestita di un corpetto nero, slip, calze nere e scarpe con tacchi alti, con i seni solo retti dal corpetto, con una specie di spatola di gomma in mano che diceva delle cose a suo marito che invece era completamente nudo, inginocciato davanti al letto, con il tronco riversato sul letto e le ginocchia a terra, che mostrava il sedere rosso (forse dalle percosse) alla voluttà della moglie. Roberto era legato con le mani verso le due sponde opposte del letto e non poteva muoversi. Notai pure che aveva la bocca tappata con un foular. Helga gridava e continuava a battere il culo del marito che emetteva solo dei gemiti. “Sporco schiavo, come ti sei permesso … ” gridava Helga e batteva con forza. Era una cosa inimmaginabile. Non ci avrei mai creduto se non lo avessi visto con i miei occhi. Paurosa di essere scoperta scappai via con un grosso senso di nausea. Durante la notte non dormii, non potevo far a meno di pensare a quello che avevo visto. Era una cosa schifosa. Che strane persone ci sono al mondo! Il giorno dopo a colazione tutto era tornato normale: Roberto era in perfetta forma, allegro, ma duro, Helga sempre bella e pimpante. I due si scambiavano effusioni d’amore come se la notte prima non fosse successo nulla! Quando tornai in cucina mi fermai a pensare: “forse l’avevo sognato! “. Più tardi Roberto andò via e rimanemmo io ed Helga che quel giorno era libera da scuola. Lei era seduta in salotto a leggere mentre io spolveravo. “Maria” disse lei con accento tedesco “ieri sera abbiamo mangiato pesante, vero? “. “Si, signora, infatti io ho dovuto prendere il bicarbonato per digerire”. “Ti sei alzata stanotte? ” chiese lei, “si, signora, sono andata in cucina” risposi io arrossendo. Lei sorrise, si alzò, mi prese per mano e mi disse di sedermi un attimo. “Hai sentito qualcosa, Maria? ” chiese, ed io imbarazzata risposi di si. “Allora ti voglio spiegare, tu devi rimanere quì a lavorare e non voglio crearti problemi: vedi mio marito ama farsi sottomettere dalle donne, ed io amo, invece, sottomettere gli uomini. La nostra unione è felice perchè noi ci completiamo” spiegò Helga. “Ma … veramente io… non avevo mai assistito a cose del genere”. “Cosa vuoi che sia” disse Helga “agli uomini piace farsi gingillare da una donna, tutti lo farebbero, è nel loro istinto. In Germania tutti fanno così. Le donne da noi sono molto forti e dure, proprio per questo. Vedi io sono la sua padroncina e lui il mio tenero cagnolino che, quando commette un errore, viene punito”. La discussione mi sembrava sciocca, ma mi affascinava molto ascoltare Helga che aveva una voce bellissima. “Sai che facciamo? ti voglio far provare il gusto della dominazione, stasera, durante la fustigazione ti farò provare”. Durante tutta la giornata pensai di scappare via. Non mi andava quella cosa, non volevo farla. A casa mia erano gli uomini che comandavano…. o no? E se invece era diverso e nessuno me l’aveva mai datto. Alla fine decisi di provare. La sera Helga mi chiamò ed iniziò il rito di iniziazione. Mi fece segno di non fare rumore, probabilmente era una sorpresa per il marito che era legato ed imbavagliato, mi avvicinai al letto, avevo le mani sudate e mi tremavano le gambe, Helga mi diede un frustino e mi disse nell’orecchio “dai, colpisci forte sul culo, a lui piace” . Mi feci forza e diedi una forte sferzata sul culo di Roberto che emise un gemito. Quella situazione , stranamente, mi eccitò, vedevo quell’essere totalmente sottoposto a me, potevo farne quello che volevo, stavo forse capendo la mia vera indole? Helga si accorse della mia eccitazione, si avvicinò a me, era bellissima, sui suoi seni bianchi spiccavano i capezzoli piccoli e dritti, il suo corpo era favoloso: era una vera dea! Mi alzò la gonna e la sua mano scivolò nei miei slip facendo arrivare il dito nella mia fessura che era grondante. “Ti piace, vero Maria” disse a voce alta. Roberto ebbe un gesto di stizza e tentò di divincolarsi. “Si, Roberto, quì c’è Maria, la nostra cameriera, la tua nuova padroncina. Dovrai sopportare anche questa umiliazione perchè lo voglio io. “. Da quella sera iniziarono tutta una serie di cose piccanti ed esaltanti per la mia personalità. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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