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Il condominio

Abito da poco a Milano per motivi di lavoro, alloggio al 10 piano di un edificio di 15 piani.
In questo palazzo vivono tutte famiglie ed i mariti sono impiegati, nei vari uffici della città; io sono l’unico ad avere gli orari più strani poiché sono un poliziotto e faccio i turni.
Ho 30 anni sono un single convinto e modestamente sono belloccio.
Ieri mattina, martedì, avevo il mio giorno di riposo, e ne ho approfittato per fare un po’ di spesa, tornando a casa,
aspettando l’ascensore, incontro la signora (la chiamerò Rossi per ovvi motivi) che con alcune buste aspettava l’ascensore.
Dopo i soliti convenevoli, lei alzò gli occhi per guardare il display dell’ascensore ed io subito ne approfittai per squadrare la bella signora.
Una donna sui 40 anni fisico molto prosperoso ma sicuramente ancora sodo poiché spesso l’ho vista tornare dalla palestra che a notare dalle gambe ben tornite doveva frequentare molto.
Saliamo in ascensore e saliamo, io verso il 10 e lei per il 14; dopo pochi secondi, circa al quinto piano va via la corrente e l’ascensore si blocca.
Per nulla impaurita la signora Rossi mi spiega che i black-out nella zona sono sempre più frequenti, proviamo ad azionare la campana di emergenza ma non si ode nessun rumore.
Ormai consci del rimanere per un po’ in quel buco ci mettiamo a chiacchierare del più e del meno fumandoci una sigaretta per uno.
Dopo poco l’aria si comincia a fare pesante ed individuata una botola sul soffitto invito Maria (così mi ha chiesto di chiamarla) a farsi sollevare per tentare di aprirla.
La prendo per la vita e con un po’ di malizia la alzo strusciandomela lungo il corpo, dopo un po’ di insistenza la ricalò giù poichè non riusciamo ad aprire la botola.
L’aria pesante e calda comincia a farsi sentire, mi tolgo la camicia e invito anche Maria a farlo che per nulla in imbarazzo accetta sfoggiando due tettone da quarta misura tenute a stento da un reggiseno di pizzo: l’atmosfera si scalda sempre più.
per far circolare un po’ d’aria provo a forzare la porta che si apre di qualche centimetro, ed invito Maria a passarmi una scatoletta di tonno che avevo nella busta, per incastrarla nella fessura creata.
Finalmente si genera un passaggio d’aria che da un leggero solievo. dopo circa mezzora ci siamo seduti e Maria mi chiede dei il perché usavo i preservativi. Io cadendo dalle nuvole le chiedo di ripetere, e lei mi spiega che aveva visto la confezione mentre cercava la scatoletta.
La situazione mi eccitò molto e il discorso stava prendendo un buona strada e così cominciammo a scherzare con questa confezione che ben presto aprimmo e ne tirammo fuori uno, poiché erano quelli al sapore di fragola, di cui lei aveva sentito
parlare ma poiché prendeva la pillola non li aveva mai usati con l’espressione da gran troia se lo portò vicino le labbra e con la punta della lingua ne provò il sapore. Io visibilmente eccitato lo srotolai e infilandoci un dito glielo portai sulle labbra che sapientemente aprì e succhiò con gusto.
Feci scivolare la mia mano lungo le sue cosce coperte da dei collant velatissimi, appena mi avvicinai alla passera lei prese a farmi un bocchino al dito. preso dalla foga della situazione mi alzai in piedi e tirando fuori il cazzo dai pantaloni glielo piazzai in bocca dicendole di assaggiare la differenza tra la fragola e la ciccia. Inizio a spompinarmi con una voracità inaudita, mordendo alle volte anche la cappella che ormai era diventata violacea.
Le dissi di alzarsi e la girai con il viso contro la parete, le alzai la gonna e le tirai giù collant e mutandine, mi inginocchiai e presi a succhiare quella fregna già fracica di umori.
Mi rialzai e prendendola per i seni le piantai il mio cazzo su per la fica, la pompai per un po’ facendola venire poi lai mi incitò a sfondarla a fagli male così le piazzai anche un dito al culo, sicuramente ben allenato vista la facilità di penetrazione. lei rivenne e non ancora soddisfatta mi prese il cazzo e se lo puntò sul culo e mi disse di sborrargli nell’intestino.
Con l’aiuto di un po’ di saliva il mio bastone le scivolò dentro con facilità mentre co le dita le martoriavo la fica bollente. mentre ansimava dal piacere mi passò un cetriolo che aveva nella busta, era enorme molto più del mio cazzo, subito glielo spinsi il fica ma dovetti togliermi da culo, la vista di quella fica cosi slabbrata mi stava per far venire, così la girai e mentre lei da sola si scopava il cetriolo io gli rimisi il mio cazzo in bocca. tutto quel movimento non mi fece accorgere che era tornata la luce.
Realizzai tutto quando le sborrai in faccia , ma ormai era troppo tardi, e l’ascensore si aprì al terzo piano dove c’ era la signora Marzi ad aspettare.
La scena era molto imbarazzante e rimanemmo impietriti tutti e tre, per fortuna la porta si richiuse. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie… a luci rosse!

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