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Il dossier

Massimo è un brillante giornalista d’assalto, vive nell’interland torinese da solo, con una cameriera che l’accudisce in tutti i sensi. Alto, moro, con capelli un po’ lunghetti che gli arrivano sul collo, ha quarant’anni e da circa ventidue si occupa di reportage. È specializzato in dossier ad alto impatto sociale, ed è solito pubblicarli sui quotidiani locali, ma alcune volte è stato contattato anche da testate a livello nazionale. Nei suoi successi può annoverare la scoperta di un giro di tangenti tra la giunta comunale di un paese limitrofo al suo e un gruppo di imprenditori che pagando somme ingenti erano riusciti a vincere diverse gare d’appalto per la costruzione di strade e fogne. In un altro dossier aveva scoperto una casa d’appuntamento, frequentata da donne insospettabili e professionisti molto stimati. Era riuscito ad entrare in questa casa attraverso alcuni amici che gli avevano fornito l’indirizzo, ed era stato presentato alla direttrice. Prima di entrare in questa casa, aveva acquistato una micro-camera digitale attraverso la quale avrebbe potuto fare foto senza essere visto. Così accadde. All’interno della casa vide molte ragazze, di diverse età, casalinghe, operaie che desideravano aumentare i miseri guadagni, giovani studentesse universitarie che per mantenere l’alto tenore di vita si concedevano ad uomini ricchi, imprenditori, politici, ogni sorta di uomo che avesse molti soldi. Tra queste ragazze ce n’era una, Lucia, anch’ella studentessa universitaria di vent’anni, bella, mora, occhi castani, fisico slanciato, alta un metro e settantacinque, una terza di seno e un culo da sballo.

Massimo fotografò tutto, le ragazze, gli uomini, le varie camere da letto, senza essere notato, o meglio solo Lucia sembrò che avesse fiutato qualcosa di strano, ma poi non ci fece più caso. Dopo una settimana il dossier era pronto e aveva contattato alcuni quotidiani per la pubblicazione, cercando di strappare il prezzo più alto. Incurante della privacy aveva inserito nomi e cognomi di tutte le persone coinvolte e per maggiore trasparenza aveva inserito una postilla nella quale affermava che chi non ci credeva poteva fugare i suoi dubbi visto che aveva numerose fotografie compromettenti. Era un reportage scottante, visto che erano implicate anche persone note al pubblico e desiderava guadagnarci molto. La notizia dell’esistenza di questo dossier trapelò e arrivò anche alle orecchie di Lucia che subito capì cosa era accaduto e ad alcuni amici giornalisti, suo conoscenti, chiese ed ottenne l’indirizzo di Massimo.

Si presentò a casa sua supplicandolo di non pubblicare la notizia o quantomeno di salvaguardare la sua privacy visto che era una studentessa universitaria e tutti i suoi colleghi di studio, una volta appreso che anche lei era coinvolta, l’avrebbero messa alla berlina. Non ci furono versi per convincerlo, cercò anche di concedersi a lui, ma nulla, tutto vano.

Mentre Lucia piangeva disperata, a Massimo venne un’idea: se Lucia fosse diventata la sua schiava, non avrebbe rivelato il suo nome nel dossier. Lucia non sapeva cosa rispondere, ma visto che in questo modo avrebbe potuto evitare l’onta della vergogna, accettò.

Massimo disse:

“Domani ho una cena di lavoro alle 20: 30, qui a casa mia, e visto che la mia cameriera ha il suo giorno libero, verrai tu, alle 18: 30, così potrò istruirti su cosa dovrai fare…”.

Lucia accettò e pensò tra sé:

“Forse dovrò fare la cameriera…”.

La ragazza si presentò all’ora convenuta, come pattuito e Massimo che la stava aspettando:

“Pensavo che non saresti venuta… brava mi fa piacere, ora indossa quest’abito”.

Era un abito da cameriera, nero, molto succinto, con il bordo della gonna che terminava proprio sotto il suo culo ed una scollatura che lasciava intravedere tutto il suo florido seno.

“Ma è molto corto, ad ogni mio movimento si vedrà tutto! ” rispose, ma lui disse:

“Dimenticavo non indossare nulla sotto, niente slip, perizoma reggiseno o quant’altro, sotto devi essere nuda! “.

A queste parole Lucia sbiancò, ma aveva accettato e non poteva ritornare sui suoi passi, altrimenti già sapeva che il suo nome sarebbe comparso su tutti i giornali della zona se non anche in altri parti d’Italia.

Dopo aver indossato l’abito, Massimo disse:

“sei proprio fenomenale con quest’abitino, hai due tette stupende” e così entrò con le mani dentro la scollatura strizzando i capezzoli tra le sue dita.

Lucia emise un gemito di piacere.

“Ti piace, vero? Ma non è ancora arrivato il momento per divertirsi…, ora pulisci in po’ e prepara qualcosa di buono, ma non troppo sofisticato per i miei ospiti. ”

La ragazza si mise all’opera, mentre Massimo la guardava in ogni suo movimento. Appena si spostava, il vestito si alzava di quel tanto che lui potesse vedere il suo culo, la sua figa curata e depilata.

Intorno alle 20: 45, arrivarono gli ospiti, due colleghi, Lucio e Gino, entrambi sulla quarantina, molto abbronzati, capelli ed occhi castani, ai quali voleva parlare proprio del dossier. Dopo i soliti convenevoli, li invitò a tavole e presentò loro Lucia, come la sua cameriera. Alla vista della ragazza, i colleghi rimasero sbigottiti, sia per la bellezza della ragazza, sia per i suoi abiti succinti, che non lasciavano nulla all’immaginazione. Si accomodarono a tavola e la ragazza incominciò a portare alcune pietanze che aveva preparato, ogni volta che si abbassava dalla sua scollatura si vedeva tutto il suo seno, e colui che stava dietro poteva vedere il suo culo e sua figa. Quando portò la portata a Massimo, questi pose una mano sulle sue gambe e salì lentamente verso la sua figa, toccandole il clitoride. Lucia ebbe un sobbalzo, ma non disse niente. Massimo disse:

“Ragazzi potete anche voi toccare, non preoccupatevi non dirà nulla, le piace…” e la guardò negli occhi. Così anche gli altri due ragazzi, quando Lucia si avvicinò loro, ne approfittarono chi toccandole le gambe e la figa, chi più sfacciato le mise anche un dito nella figa.

La cena continuò così e sia Lucio che Gino si complimentarono con massimo per la sorpresa della ragazza e si domandavano dovesse avesse potuto trovarla.

“Ragazzi è un segreto, ma ci divertiremo insieme stasera”, così chiamò Lucia, che intanto aveva finito di pulire la cucina, e la fece accomodare tra loro. Erano tutti e quattro seduti nel salotto, Lucia e Massimo sulla poltrona centrale e Lucio e Gino su quelle laterali.

Massimo:

“Vero Lucia che stasera ci farai un po’ compagnia? “.

“Veramente non saprei, dovrei andarmene, si fatta ora.. “.

“Ma non faremo tardi.. “. così Massimo mise una mano sulle sue gambe e incominciò a salire fin verso la sua figa.

“Ragazzi, venite anche voi….. “, Lucia immobile non fiatava, doveva sopportare tutto ciò per salvare il suo onore. Si ritrovò così con sei mani che la rovistarono tutta, la spogliarono in un baleno e si ritrovò nuda in mezzo a tre uomini. Gino si tolse i pantaloni e le disse:

“Succhia puttana, fammi godere”, così prese il suo cazzo ed incominciò un bel pompino, mentre Lucio, anch’egli spogliatosi, mise il suo cazzo nelle sua mano destra e la invitò a cominciare una sega. Massimo, invece, era intento a leccare la sua figa e non disdegnava di inserire di volta in volta uno, due, tre dita, e diede anche una leccata al buco del culo. Si tolse il pantalone ed aveva ormai un cazzo durissimo e lo indirizzò nella sua figa ed in un colpo solo gielo infilò tutto dentro. Lucia emise un mugolio di piacere, aveva ancora in bocca il cazzo di Gino che dopo poco esausto svuotò tutto il contenuto delle palle nella sua bocca e volle che lei ingoiasse tutto. Così nella bocca entrò il cazzo di Lucio, mentre Massimo stava ancora stantuffando la sua figa, ma non ce la fece più così le arrivò nella figa ed anche Lucio entrò nella sua bocca.

Dopo circa dieci minuti, i ragazzi si ripresero e mAssimo disse:

“Adesso ti faremo il culo e poi te ne andrai, e così suggelleremo il nostro patto”. La ragazza supplicò di non farlo perché non era abituata e tutte le volte che aveva tentato aveva provato un dolore allucinante, ma Massimo non fu dello stesso avviso. Andò in cucina prese dell’olio e posizionò Lucia a novanta gradi sulla poltrona. Prese l’olio, lo cosparse sul buco del culo e cominciò a penetrarla con un dito, poi con due. Quando capì che era pronta estrasse il suo cazzo e glielo infilò lentamente dentro, un po’ per volta, fin quando non fu tutto dentro. La ragazza emise prima delle grida di dolore, poi incominciò a godere, tanto che dalla sua figa si vedevano scendere rivoli di piacere. Vedendo ciò Massimo velocizzò i colpi ed arrivò nel suo intestino inondandolo tutto. Poi fu la volta di Gino e di Lucio ed anche loro ebbero la loro parte di soddisfazione.

Terminato la serata, Gino e Lucio salutarono Massimo e Lucia e molto soddisfatti della serata trascorsa tornarono alle loro rispettive case. Massimo:

“Ti sei comportata molto bene, non inserirò il tuo nome del dossier…ma penso proprio che ci rivedremo ancora…. ” FINE

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