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Il marito di Elena

Mi chiamo Mirko, e sono il marito di quell’Elena di cui avrete letto nel racconto di un nostro amico, pubblicato in questo sito. Il racconto, per gran parte molto veritiero, è però alquanto approssimativo nello spiegare come io ed Elena incominciammo il fantastico gioco che continuiamo a tutt’oggi. Ho quindi deciso di raccontarvi esattamente come andarono le cose.

Il sesso mi ha sempre attratto, ed ho passato almeno 20 anni a correr dietro ad ogni bella sottana che incontravo. Poi alla tenera età di 35 anni ho conosciuto Elena, una splendida bruna poco meno che trentenne. Elena non è molto alta, ha un fisico molto mediterraneo pieno di curve armoniose, capelli nerissimi occhi di un’azzurro incredibile carichi di sensualità.

Mi ha stregato, e le ho fatto una corte spietata, breve fidanzamento e poi ci siamo sposati, 3 anni fa. Il sangue di Elena non è caldo, è rovente, ed il primo anno di matrimonio è stato qualche cosa di indescrivibile, passavamo quasi tutto il tempo libero a letto, impegnati in un’attività sessuale intensa, fantasiosa ed estremamente gratificante. Mia moglie non mi ha negato nulla, la sua bocca, i suoi seni, la sua deliziosa fichetta erano sempre a mia totale disposizione, e non di rado anche il suo tenero forellino posteriore. Elena era una moglie perfetta, ma anche un’amante sfrenata, la deliziosa puttana che ognuno di noi sogna d’incontrare.

Eppure le cose, senza quasi ce ne accorgessimo sono gradatamente cambiate, non saprei dire se per colpa mia o di entrambi, e purtroppo siamo scivolati nella routine e nella noia. Il mio vecchio istinto di cacciatore si è risvegliato, ed incominciavo a pensare che il nostro matrimonio sarebbe ben presto naufragato come capita tante volte.
Mi stavo abbandonando all’ineluttabilità delle cose, quando Elena prese decisamente in mano la situazione, dando una violenta svolta alla nostra vita, e per questo le sarà per sempre grato.

Avevamo appena finito di fare all’amore, ed entrambi stavamo si abbracciati l’uno all’atra, ma persi nei nostri pensieri, come ormai ci capitava sempre più di frequente. Fu lei a rompere il silenzio “Non so cosa ci stia capitando Giorgio, e non capisco cosa ne pensi tu, ma devo dirti francamente che a me non sta bene” mi disse all’improvviso, sollevando la testa e guardandomi negli occhi.

Non me l’aspettavo, e rimasi a lungo in silenzio, non sapevo cosa dirle “Ma Elena, forse è normale, un naturale assestamento, vedrai che le cose si sistemeranno” tentai penosamente, ma lei scosse la testa con decisione “No Giorgio, non mentire, sai benissimo che non è così, credi che non mi sia accorta di come hai ripreso a guardare le altre donne, una volta era così che mi guardavi” disse calma ma decisa “Se ti dicessi che non è vero servirebbe a qualche cosa ? ” domandai scettico e lei scosse la testa negativamente.

“Va bene, forse è vero, ma posso assicurarti che non ti ho tradita” aggiunsi stando sulla difensiva, lei mi sorrise e disse “No, ne sono convinta, ma sono anche convinta che prima o poi lo farai, è solo una questione di tempo”. Ero curioso dal momento che lei aveva uno strano atteggiamento, quando aveva toccato l’argomento mi ero aspettato una scenata di gelosia, ed invece lei manteneva una calma incredibile.

“Su queste cose le parole non contano, quindi che ti posso dire? ” le domandai “Non certo fare promesse che non potrai mantenere, non è facile prendermi in giro sai” ridacchiò lei “Ed allora? ” la incalzai ero convinto che avesse qualche cosa in mente.

Lei mi guardò fisso negli occhi, con quel suo sguardo magnetico, che assunse i lampi sensuali che avevo ben conosciuto in passato. “Esistono solo due possibilità, ho decidiamo che non c’è nulla da fare e che il nostro matrimonio è finito” disse lei ed io m’irrigidii, non sapevo bene perché, ma non era questo che volevo “Ho ci comportiamo da persone mature, analizziamo seriamente il problema e le cause e proviamo a porvi rimedio” mi rispose.

La guardai un poco, poi risposi con decisione “Propendo fortemente per la seconda ipotesi, ma francamente non capisco cosa potremmo fare”, le dissi “Incominciamo a guardare negli occhi il problema, ad entrambi il sesso piace, tutti e due abbiamo trascorso molti anni senza impegni seri e ci siamo abituati a cambiare spesso partner, non è vero? ” mi domandò, io annui anche se non capivo dove volesse arrivare “Questo è esattamente il punto, per quanto io mi sforzi di essere fantasiosa, di assecondare anzi anticipare i tuoi desideri, non potrò mai soddisfare a pieno quella tua nascosta ansia di cose nuove” disse e fece una pausa.

Ero imbarazzato e nello stesso tempo colpito dalle sue intenzioni, non tentai di negare, ma mi limitai a guardarla e lei riprese “Forse vale la stessa cosa per me, non sono sicura, ho passato molto tempo ad analizzare te e mi è rimasto poco tempo per fare lo stesso con me. Comunque sono giunta alla conclusione che esiste un’unica via d’uscita, trasformare il nostro matrimonio. Se non faremo nulla, collasserà travolgendoci, soffocandoci” disse rimanendo enigmatica.

“Spiegati meglio, che cosa hai in mente”, lei fece uno dei suoi irresistibili sorrisi maliziosi “Reinventiamoci le regole, invece d’infrangerle, incontri una ragazza che ti piace, vorresti corteggiarla, andarci a letto, scopartela selvaggiamente ? Bene, puoi farlo, ad una condizione, ne devi parlare con me, mi devi raccontare tutto, dal corteggiamento ad ogni minimo dettaglio, magari perché no chiedermi dei consigli, ed io farò altrettanto con te”.

Rimasi stupefatto da quella sua proposta, per lunghi istanti, non seppi cosa dire e la fissai come uno stupido “Ma sarebbero comunque tradimenti” farfugliai indeciso “No” rispose seccamente lei “Saremmo complici, impegnati in un delizioso ed eccitante gioco, che risveglierà il nostro interesse reciproco. Negli altri troveremo il modo di rinnovarci continuamente e la noia sarà solo un lontano ricordo” aggiunse con decisione e sicurezza.

Io continuavo a fissarla perplesso, ed allora lei incominciò “Sai, da qualche settimana, nel bar dove faccio colazione la mattina prima di andare in ufficio, è comparso un ragazzo, poverino, vedessi come mi fissa, credo che la prima volta sia entrato per caso, ma ora ci venga tutti i giorni solo per vedere me. E` timido, mi guarda e basta ed ogni volta che volto lo sguardo a lui, imbarazzato finge di fare altro. Sembra che gli piacciano soprattutto le mie gambe e per questo ho iniziato a mettere quelle mini che ti piacevano tanto e sai sembra che piacciano anche a lui” mi raccontò

Avrei dovuto reagire infuriandomi, ma le sensazioni che provavo mentre l’ascoltavo erano tutt’altro che furiose. “Questa mattina, mentre guidavo, ci ho pensato e ti confesso mi sono bagnata, così all’improvviso ho deciso e mi sono tolta le mutandine, sono entrata nel bar ed ho scelto attentamente il posto dove sedermi, ho atteso che il suo sguardo si posasse sulle mie cosce e le ho dischiuse in modo che lui potesse vedermi la fica” fece una pausa, studiando il mio volto ” Poi mi sono voltata e lui come al solito a sfuggito il mio sguardo, ma era improvvisamente arrossito e spostando il mio sguardo ho potuto vedere il bozzo del suo cazzo eccitato sotto i pantaloni. C’è mancato poco che venissi lì sul posto, senza nemmeno toccarmi” concluse con voce roca.

La vidi voltarsi ed abbassare lo sguardo verso il mio pube, mi sentii imbarazzato dal momento che, senza che me ne accorgessi, il mio cazzo si era inturgidito sfoderando una seconda stupenda erezione. La sentii ridacchiare “Giorgio, questa è la sera dei miracoli, da quanto tempo non capitava un bis? ” mi domandò voltandosi nuovamente verso di me “Chissà cosa accadrebbe se ti dicessi che domani mattina ho deciso di abbordarlo io, fuori dal bar, quando lui arriva, di farlo salire sulla mia macchina, trascinarlo in un posto isolato e li fargli un lungo estenuante pompino sino a sentirlo godere nella mia bocca e bere il suo sperma? ” mi domandò rimanendo a fissarmi con gli occhi fiammeggianti di lussuria e quel suo sorriso malizioso.

Risposi di slancio “Direi che a domani mattina mancano ancora molte ore e che se hai tanta sete sarebbe meglio che tu ti dissetassi ora” e con la mano le spinsi in basso la testa. Elena ridacchiò sino a che il mio cazzo non le affondò in gola, poi mi leccò e succhiò come non faceva da mesi, mentre si accarezzava furiosamente il clitoride. Venne prima di me, scatenando con i suoi mugolii e le sue contrazioni il mio travolgente orgasmo. Sentii lo sperma gorgogliarle in gola mentre io godevo e lei beveva golosamente. Da mesi non avevo un’orgasmo tanto gratificante.

L’indomani sera, Elena come promesso, mi aggiornò su come era andato il suo incontro con il giovane del Bar, mi descrisse minuziosamente come l’aveva abbordato, come lui eccitatissimo l’avesse accarezzata per tutto il tragitto, come lei, che non portava mutandine, avesse persino bagnato il seggiolino dell’auto.

Quando incominciò a descrivermi come l’avesse accarezzato attraverso i pantaloni, per poi slacciarli per estrargli il cazzo già eccitatissimo e chinarsi a leccarlo come lei sapeva fare, non le lascia terminare il racconto, eccitatissimo la scopai ancora vestita sul divano. Stantufavo in lei con eccitazione e rabbia, e Elena rispondeva altrettanto eccitata, , e quando io le dissi che volevo vederla, che bramavo di spiarla mentre scopava con quel ragazzo, lei addirittura se ne venne con un’orgasmo travolgente ed io la segui poco dopo.

“Devi portarlo qui, voglio vedervi nel nostro letto” le dissi e lei accettò senza difficoltà ed incominciammmo a fare i preparativi.
Pochi giorni dopo la mia fantasia si realizzava, io attesi in casa e quando li sentii arrivare mi nascosi, li vidi arrivare di corsa in camera da letto, si baciavano furiosamente mentre si spogliavano a vicenda.
La gonna di Elena cadde velocemente a terra scoprendo le sue bellissime natiche, vidi le mani di lui raggiungerle e palparle voluttuosamente. I due erano ormai nudi, Elena lo condusse sul letto, si sdraiò mostrandogli il suo bellissimo corpo, lui si gettò su di lei ed incominciò a baciarle e leccarle ogni millimetro di pelle.

Poi si soffermò sulla sua vagina leccandola con avidità ed io vidi il volto di Elena mutare per la crescente eccitazione, ed essere poi stravolto dallo scatenarsi dell’orgasmo. Lei venne fissando il punto dove sapeva mi nascondevo, gemento a bocca spalancata mentre il suo corpo fremeva di piacere. Poco dopo quella bocca era stata riempita dal cazzo del giovane e lei mi dimostrava la sua abilità di pompinara sciorinando ogni trucco.

Vi assicuro che vedere la propria donna intenta a prodigarsi sul cazzo di un’altro, sapendo che lo fa, si per il suo piacere personale, ma anche e soprattutto per eccitarvi è una sensazione indescrivibile, quando la vidi succhiare avidamente le dure e pelose palle del giovane, non riuscii a trattenermi ed incominciai a toccarmi.
Lei continuò cavalcando il maschio e facendosi scopare mentre mi rivolgeva il suo bellissimo culo che ammiravo alzarsi ed abbassarsi ritmicamente, mentre le mani di lui la palpavano ovunque ed il cazzo scompariva e ricompariva dalla sua rosea vagina.

Si fece prendere carponi, rivolta verso di me, ed io la vedevo godere, sbattuta selvaggiamente dal giovane, con le belle tettine che sobbalzavano elastiche ad ogni colpo, e le sode chiappe che emettevano suoni acuti. La sua lingua compariva tra le labbra carnose, roteava come se io fossi lì davanti a lei ad offrirle il mio cazzo per un pompino.
Dopo un secondo e travolgente orgasmo, Elena si staccò dal maschio rovesciandosi sul letto, e lo implorò di sborrarle addosso ed io vidi il maschio avanzare masturbandosi e scaricarle un torrente di sperma sul volto e sul petto.

Elena oscenamente imbrattata dal bianco liquido, si rialzò e lo succhiò e leccò ripulendolo mentre mi fissava anche senza vedermi. Vi confesso che non appena il giovane se ne fu andato, io raggiunsi Elena, ed andammo a farcio una doccia insieme. E li, eccitatissimo la inculai in piedi sotto il caldo getto, stantufando selvaggiamente sino a riempirle il culo di sperma scaricandovi l’eccitazione accumulata.

Nei mesi successivi, venne anche il mio turno con Barbara, un’amica di Elena che da tanto tempo mi eccitava, e poi con Fulvia, una collega di Elena, lesbica ma disposta a tutto pur di condividere il letto con mia moglie, il nostro comune amico, ha descritto solo in piccola parte gli eccitanti gusti e la disponibilità di Elena, ma questo sarebbe degno da solo di un racconto e chissà che un giorno o l’altro non mi decida a parlarvene.

Proprio quel triangolo, scatenò il mio desiderio di dividere mia moglie con un’altro uomo, in seguito affinammo la tecnica sino al raffinato cerimoniale descritto dal nostro amico, ma quella volta tutto avvenne molto più spontaneamente.

Elena portò come al solito un maschio a casa ed iniziò a scopare selvaggiamente mentre io la guardavo, ed ad un certo punto io non riuscii più a trattenermi. Senza staccare lo sguardo dal suo corpo che si dibatteva a spegnimoccolo sul maschio di turno, mi spoglia, e nudo ed eccitato uscii dal mio nascondiglio e li raggiunsi. Il maschio tutto preso dallo scopare mia moglie non si accorse di nulla, ma Elena si, mi guardò con un lampo eccitato negli occhi, quasi anticipasse le mie intenzioni.

Io le feci cenno di non fiatare, li raggiunsi portandomi alle spalle di mia moglie e eccitatissimo le affondai il cazzo nel culo riempendola. Il maschio allora si accorse di quanto stava accadendo, sia per l’urlo selvaggio di piacere di Elena, sia per il fatto che i nostri cazzi si trovarono separati solo dalla sottile parete muscolare di Elena. Era un tipo pronto e sveglio e non fece storie, insieme stantufammo Elena sino a che, stravolta dagli orgasmi non si abbattè esanime su maschio sottostante.

Stravolto dall’eccitazione, io sfilai il cazzo dal suo bel culo ed andai ad immergerlo, nella sua bocca senza nemmeno ripulirlo. L’uomo si accorse di tutto ed eccitatissimo venne mugolando nel ventre di Elena, mentre io a mia volta iniziavo a pomparle litri di sborra direttamente in gola.

Da allora inventammo giorno dopo giorno il nostro personalissimo rituale, che l’amico Paolo ha cosi ben descritto nei suoi racconti……… FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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