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Il nipotino

Marisa entrò nel salotto portando il vassoio con i bicchieri e le birre camminando con disinvoltura sugli altissimi tacchi che facevano risaltare le sue lunghe e bellissime gambe, allungando leggermente il passo poteva persino lasciar intravvedere il bordo delle calze autoreggenti al di sotto della corta gonna, i seni di medie dimensioni ed ancora sodi, sobbalzavano morbidamente sotto la sottile stoffa della camicetta.
Cercò di non far caso agli sguardi eccitati dei cinque ragazzi e con la coda dell’occhio vide uno chinarsi e sussurrare qualche cosa nell’orecchio di suo nipote Marcello.

Paolo si chinò verso Marcello e gli sussurrò
“Tua zia è proprio un gran fica.. .. se veste sempre così come fai a resistere e non saltargli addosso ? ? ? ? “, Marcello ridacchiò, poi alzò la voce, rompendo il silenzio carico di tensione che aveva accompagnato l’ingresso di Marisa.
“Ragazzi, Paolo mi ha appena confessato che pensa che mia zia sia una gran fica e che se la scoperebbe volentieri, voi cosa ne pensate ? ? ? ? ”
Dapprima paralizzato per la sorpresa, Paolo reagì con violenza
“Ma che cazzo dici Marcello, sai che sei proprio stronzo.. .. . ” Marcello si voltò verso Paolo e gli arruffò scherzosamente i capelli
“Non ti preoccupare.. .. . a lei piaccioni i complimenti.. .. anche quelli un po’ forti.. .. ”

Marisa finì tranquillamente di sistemare i bicchieri e le bottiglie sul tavolino, ascoltando senza apparente imbarazzo le parole del nipote, ma non poté fare a meno di meravigliarsi di essere giunta a quel punto e di ricordare come tutto era iniziato molti mesi prima.. .. .. .

Quando sua sorella le aveva chiesto di accogliere in casa sua Marcello, Marisa non aveva esitato nemmeno un attimo.
Da sempre Marcello era stato il suo nipote preferito e per giunta, dopo la morte del marito si sentiva molto sola ed avere qualcuno per casa, qualcuno di cui occuparsi l’avrebbe sicuramente aiutata.
Non aveva nemmeno fatto caso alle parole della sorella quando le aveva detto
“Sai sapendolo a casa tua sarei più tranquilla, ormai è grande e dovrebbe avere la testa sulle spalle ed invece.. .. non mi fiderei di lasciarlo solo in uno di quei pensionati universitari o peggio in qualche appartamento.. .. ”

All’inizio dell’anno scolastico, Marcello si era trasferito da Marisa e lei si era sentita rinascere ed era tornata con entusiasmo alla cucina, cercando di preparare ogni sera nuove leccornie per l’amato nipote.
Vedova, senza figli e con un buon impiego, ben presto Marisa aveva iniziato a viziare il nipote come avrebbe fatto con il figlio che non aveva mai avuto.
Il ragazzo amava vestirsi alla moda, curare molto il suo aspetto, ed era talmente bello che Marisa era felice di aiutarlo in queste sue aspirazioni.

Ogni qualvolta i soldi di Marcello finivano, lei era pronta ad aiutarlo. Il ragazzo ne approfittava, ma a lei non importava, gli bastava vederlo felice per essere felice a sua volta.
Di tanto in tanto, Marcello tornava a casa durante i fine settimana, e Marisa si sentiva tristissima in quei giorni.
Ma per fortuna la maggior parte delle volte, Marcello restava da lei anche se ogni sera usciva andando in discoteca e ritornando la notte molto tardi.
Marisa, quasi come una madre, lo attendeva sveglia, spegnendo la luce non appena lo sentiva armeggiare con la porta.

A vent’anni, con un fisico atletico coltivato in lunghe ore di palestra, capelli biondissimi ed un viso aggraziato ma molto mascolino, Marcello doveva risultare irresistibile per le ragazzine e ben presto Marisa se ne accorse, trovando spesso camice macchiate di rossetto.
Con indulgenza, Marisa non diceva mai nulla al nipote, limitandosi a qualche battuta scherzosa quando lui usciva di casa.
Poi un giorno, controllando nelle tasche di un paio di Jeans che stava per mettere in lavatrice, trovò una confezione di preservativi e ne rimase molto turbata.

Fino a quel momento aveva continuato a pensare al nipote come ad un’adolescente ed ai suoi amori come a “Cose da ragazzi”
ma era più che chiaro ormai che il nipote non si limitava certo ad innocenti bacetti.
Il pensiero la sconvolse più di quanto si sarebbe aspettata, forse come sconvolge ogni madre che alla fine si rende conto di quanto il figlio sia cresciuto.

Cercò di superare lo shock e la sera quando lui rientrò, dopo cena si decise a parlargli come pensava avrebbe fatto qualsiasi mamma moderna, cercando di usare un po di tatto ed umorismo.
“Sai Marcello.. . ” iniziò “.. .. . non voglio impicciarmi dei fatti tuoi.. .. ma se ci tieni alla tua privacy dovresti vedere di stare più attendo e non dimenticare questi nelle tasche dei pantaloni da lavare.. .. . ” ridacchiò, porgendo al nipote la confezione di preservativi.

Si era aspettata che il nipote si mostrasse imbarazzato, ma Marcello prese i preservativi mettendoseli in tasca e sorridendo rispose
“Hai ragione.. .. . ma se la scoperta non ti ha provocato troppi traumi.. .. io non ci tengo poi tanto a questa privacy.. .. o vent’anni ed è naturale che faccia certe cose.. .. non trovi ? ? ? anche tu e lo zio alla mia età.. .. . ” Marisa troncò la frese del nipote, mentre si accorgeva con dispetto di arrossire leggermente
“Naturalmente.. .. . “, si sforzò di mostrarsi aperta e moderna
“.. .. anzi so quanto sia scomodo non avere un posto dove andare.. .. e so anche che questo non impedisce di farlo per cui.. .. .. se vuoi portare qui la tua ragazza.. .. io non ho nulla in contrario.. .. purché sia fatto con discrezione.. .. . ”

Marcello sorrise nuovamente
“Grazie zia.. .. sei molto comprensiva ma.. .. non so come dire.. .. io non ho una ragazza fissa.. .. non so se mi capisci.. .. .. ”
Marisa capiva benissimo e nuovamente arrossì, questa volta in modo più deciso, sperando che il nipote non se ne fosse accorto, si voltò allontanandosi verso la cucina e dicendo
“Queste sono cose che riguardano solo te.. .. se sarai discreto potrai portare chi vuoi.. ..

Non tornarono più sull’argomento, ma dopo poco, da piccoli dettagli, si accorse che Marcello aveva accettato la sua proposta e che in sua assenza s’incontrava con ragazze.
Senza nemmeno rendersene conto, iniziò a cercare gli indizi ogni volta che sbrigava le faccende domestiche o era in casa da sola.

Ben presto si rese conto che la cerchia di “amiche” di Marcello doveva essere molto ampia, la curiosità la spinse ad intensificare i controlli e Marisa si accorse che praticamente ogni giorno Marcello portava a casa qualche ragazza.
Non aveva mai approvato i play boy, ma ancora una volta fu molto indulgente con suo nipote e non disse nulla.
Poi un pomeriggio, rientrando a casa prima del solito, sentì dei rumori provenire dalla camera di Marcello e non seppe trattenersi.

Si avvicinò cercando di non far rumore con la sola intenzione di ascoltare, ma ben presto si accorse che la porta era socchiusa.
Il rumore inequivocabile di una bocca intenta a succhiare avidamente la fece sussultare ancor prima che potesse intravedere la testa della ragazza china sul ventre di Marcello muoversi ritmicamente avanti ed in dietro.

Poi all’improvviso la testa si sollevò, ed alla vista di Marisa comparve il membro eretto del nipote, sollecitato ritmicamente dalla piccola mano della ragazza
“Sono stata brava ? ? ? ti è piaciuto ? ? ? ” domandò ansiosa la ragazza, poi la voce di Marcello
“Sei stata fantastica piccola.. . meriti un premio.. .. ”
Marisa vide il nipote, rovesciare sul letto la giovane, divaricarle oscenamente le cosce e chinarsi a leccarle la rosea vagina.
Sentì il gemito di piacere della giovane.

Era inorridita, ma incapace di muoversi e continuava a fissare la scena, vide il corpo della ragazza sussultare in preda all’orgasmo ed una fitta lancinante di desiderio le si propagò dal ventre a tutto il corpo, e si accentuò quando vide Marcello scivolare sul corpo della giovane e penetrarla, nuovamente riconobbe l’osceno rumore del membro di Marcello che scorreva nel ventre madido di umori, ma il suo sguardo si concentrò sul volto di Marcello, affondato tra i piccoli e sodissimi seni della ragazza.

Dopo lunghissimo minuti, sentì nuovamente la ragazza godere e poi ancora, mentre i due continuavano a cambiare posizione e Marcello instancabile continuava a stantufare veloce e potente.
Poi senza capire che cosa stesse accadendo, vide Marcello staccarsi s salire a cavallo de volto della giovane.
Vide la piccola bocca dilatarsi ed accogliere il membro che premeva contro le sue labbra e poco dopo sentì Marcello gemere e fremere in preda all’orgasmo.
Il membro rimase saldamente affondato nella bocca della ragazza che mugolò mentre lo sperma le riempiva la bocca.
Quando Marcello si accasciò sul letto e sentì la ragazza ridacchiare
“Per poco non mi anneghi.. .. ” Marisa capì che aveva ingoiato tutto il piacere del nipote.

Lentamente arretrò ed uscì nuovamente di casa sperando che nessuno si accorgesse di quanto era sconvolta, ed era veramente sconvolta, più sconvolta di quanto non lo fosse mai stato in vita sua.
Ancora non riusciva a capacitarsi di essere potuta restar li a guardare per tanto tempo, di aver spiato il nipote in un momento tanto intimo.. .. ma la cosa che più la sconvolgeva era la consapevolezza di aver fissato il giovane corpo di suo nipote.. . con desiderio.

Rapide immagini le scorrevano nella mente e tutte riguardavano Marcello. Della giovane non ricordava nemmeno il colore dei capelli, ma del corpo di Marcello le sembrava di ricordare ogni minimo dettaglio.
Non riusciva a distogliere la memoria dall’immagine del membro eretto, immagine emblematica della giovanile vitalità e della forza maschile, ma ricordava anche perfettamente il ritmico contrarsi della natiche muscolose mentre Marcello affondava ritmicamente il membro nel ventre della giovane che giaceva sotto di lui.

Non riuscì a riacquistare la calma necessaria per tornare a casa ed impulsivamente prese una stanza in un albergo, e da li telefonò al nipote avvisandola che non sarebbe tornata
“Motivi di lavoro.. .. ” disse e quasi subito riattaccò.
La notte, non riuscì a prendere sonno, e nella stanza solitaria, giunse, per la prima volta da tantissimi anni, a masturbarsi per cercare un poco di pace.

Alla fine riuscì a riacquistare un po’ di controllo e la sera successiva tornò a casa facendo finta che nulla fosse accaduto, ma per lei ormai era un’ossessione.
Più volte fu tentata di tornare ancora una volta a casa all’improvviso, nella speranza di poter spiare ancora una volta Marcello, ma sempre desisteva temendo di essere scoperta.
Ogni giorno si sentiva più insoddisfatta e nervosa ed alla fine ebbe un’idea.

Subito inorridì di averla anche solo avuta, ma alla fine dopo alcuni giorni si arrese e si diede da fare per metterla in pratica.
Un pomeriggio, uscì dal lavoro prima del solito e dopo alcune esitazioni, si recò ad un’agenzia d’investigazioni private che aveva scoperto sfogliando le pagine gialle.
Raccontò la storiella che si era preparata.
Sospettava che il marito la tradisse e, cosa ancor più terribile che lo facesse proprio in casa sua.
“Ho letto che avete le attrezzature migliori.. .. forse potreste predisporre il necessario per riprendere tutto e fornirmi le prove del tradimento.. .. ” disse piena di speranza.

Quando lasciò l’agenzia si sentiva euforica, alla prima occasione, quando fosse stata certa che Marcello sarebbe stato lontano da casa per un tempo sufficiente, li avrebbe richiamati e loro avrebbero predisposto l’attrezzatura.
Non dovette attendere molto alcune settimane più tardi Marcello tornò a casa per il week-end e Marisa ne approfittò.
L’uomo che venne ad installare la telecamera ed il videoregistratore si meravigliò un poco quando lei gli chiese d’installarlo nella camera di Marcello e non in quella matrimoniale, ma lei tranquilla rispose
“Quel porco sa che se lo facesse nel mio letto me ne accorgerei subito.. .. . “.

Non appena l’uomo se ne fu andato, Marisa volle provare il funzionamento. Entrò nella stanza, salì sul letto e poco dopo tornò in camera sua verificando che il sistema aveva funzionato e che la registrazione si era avviata.
Ora lei non doveva fare altro che predisporre il tutto prima di uscire di casa ed avrebbe potuto spiare senza rischi.

Ogni sera, attendeva che Marcello se ne fosse andato a letto, poi nel silenzio della sua camera, accendeva la televisione ed il videoregistratore e rivedeva le imprese amatorie del nipote e, molto spesso al termine si masturbava furiosamente.
Sembrava che Marcello non avesse particolari preferenze dal momento che in breve davanti agli occhi stupiti di Marisa, passò praticamente tutto il possibile.
Bionde, brune, magre e formose, giovani e meno giovani. Marisa, rabbrividì nel vedere il nipote a letto con una donna che poteva avere la sua stessa etâ.
Ma rabbrividì anche nello scoprire che il sesso per Marcello non aveva limiti.

Non aveva mai nemmeno pensato che tre donne potessero dividersi lo stesso maschio, ma Marcello dimostrò che era possibile e fu stupefatta di che cosa quelle scatenate ragazzine potessero concedergli.
Le vide giocare tra di loro o dedicarsi interamente a lui, le vide urlare di piacere mentre lui a turno le sodomizzava, ed alla fine contendersi voracemente lo sperma che lui riversò copiosamente sui loro visi.

Un’altra volta svolgersi davanti ai suoi occhi una vera e propria orgia con più coppie impegnate e ragazze intente a soddisfare più di un maschio alla volta.
Il desiderio di Marisa cresceva di giorno in giorno, ed ormai nemmeno masturbarsi serviva a placarlo.
Non riusciva a pensare ad altro se non a Marcello, a quel suo corpo statuario, alla sua abilità nel fare all’amore.. .. ..

Ed all’improvviso in lei scattò anche la fiamma della gelosia quando vide comparire sullo schermo il famigliare viso di Enrica, una delle sue vicine di casa e la vide stravolta dal piacere mentre Marcello la scopava con foga.
Come impazzita, Marisa spense il televisore, e senza darsi la pena di mettersi qualche cosa sopra la leggera camicia da notte, si precipitò senza riflettere in camera di Marcello.

Lui dormiva ed il suo ingresso lo risvegliò bruscamente e la fissò attonito, mentre Marisa scaricava tutta la sua rabbia e la sua frustrazione
“Maledetto figlio di puttana.. .. . ” sbraitava lei
“hai superato ogni limite.. .. devi immediatamente smettere di portare in questa casa le tue puttane.. .. questa casa non è un bordello anche se tu sembri non averlo capito.. .. ”
Marcello si riprese e si alzò afferrandola per le spalle.

“Calmati zia.. .. che ti succede.. .. . sui dai rilassati.. .. respira con calma.. .. . ” iniziò a dirle, mentre con forza, la costringeva a sedersi sul letto.
Il contatto delle sue dita, la sua voce e la consapevolezza della presenza di quel corpo prestante e quasi nudo accanto a lei, riportarono alla realtà Marisa.
Confusa cercò di sottrarsi e di andarsene.

“Scusa.. .. non so che cosa mi sia successo.. .. scusami.. .. ” iniziò a dire gemendo, ma lui la trattenne
“Calmati.. .. non è successo nulla di grave .. .. rilassati”, continuò lui e prese ad accarezzarle i capelli e la schiena.
Marisa rabbrividì al contatto, ma non trovò più la forza di cercare di sfuggire.
Vedendola apparentemente più calma, Marcello incominciò a cercare di capire che cosa fosse accaduto.
“Adesso per favore spiegami che cosa intendevi.. .. . sei stata tu a dirmi che potevo portare qui le mie amiche.. . qualcuno nel palazzo si è lamentato ? ? ” domandò.

“No.. .. scusa è tutta colpa mia.. .. . ” disse con disperazione Marisa e cercò ancora una volta di sottrarsi
“Ho sempre lasciato tutto in ordine.. .. che cosa c’è che non va allora.. .. ” insistette lui.
Nuovamente la rabbia e la frustrazione
ebbero il sopravvento e Marisa urlò in faccia al nipote
“Io ti avevo detto che potevi portare qui le tue ragazze, non che potevi organizzare orge compiere atti contro natura o scoparti le vicine di casa.. .. .. . ” ma si pentì subito di averlo detto.

Il volto di Marcello si fece scuro
“E tu come fai a sapere queste cose ? ? ? Mi hai spiato ? ? ? “, Marisa cercò una disperata difesa
“No.. . ma la gente parla .. .. . ” Marcello scosse la testa
“La gente certe cose non le può sapere.. .. .. tu mi hai spiato.. .. come hai fatto ti sei nascosta in casa.. .. . ” poi all’improvviso si alzò lasciandola e con furia si mise a cercare nella stanza.

Marisa con disperazione cercò di fermarlo
“Ma che fai.. . sei impazzito.. .. che cosa cerchi.. .. . ” ma lui non le rispose nemmeno, poi Marisa cercò ancora di fermarlo alzandosi ed abbracciandolo, ma lui la allontanò in malo modo.
Non gli ci volle molto per individuare la telecamera, con rabbia la strappò gettandola a Marisa
Poi si mosse verso di lei e dall’atteggiamento minaccioso Marisa ebbe paura che la picchiasse.

Invece Marcello l’afferrò per un braccio, e la trascinò in camera sua, Marisa scoppiò a piangere mentre lui la gettava sul letto e si avvicinava al videoregistratore ancora acceso.
Nel cassetto sottostante, ancora aperto, vi erano tutte le cassette che Marisa aveva registrato, sulle etichette le date delle registrazioni.
Marcello lo richiuse e prese il telecomando, accendendo il televisore.
Sullo schermo ricomparvero lui ed Enrica.

Fissò per qualche istante le immagini poi tornò a voltarsi verso Marisa.
Lei singhiozzava distesa sul letto, la corta camicia da notte era risalita lasciando scoperte le natiche carnose ma ancora sode e ben modellate.
Un sorriso comparve sul viso di Marcello, ma Marisa non lo vide.
Poi il giovane si sfilò le mutande e la raggiunse sul letto.

“Povera zia.. .. . mi spiavi dunque.. .. . e ti piaceva vero.. .. .. .. . ” Marisa nascose il volto tra le mani vergognandosi come mai in vita sua
“Magari mi spiavi e ti masturbavi anche.. .. .. da quanto tempo non ti fai una scopata come si deve zia ? ? ? ” continuò Marcello.
Poi Marisa lanciò un gemito disperato, mentre la mano di lui penetrava tra le sue cosce premendole con decisione sulla vagina.

Marisa si tolse le mani dal volto fissando il nipote e si accorse che era nudo
“No ti prego Marcello.. . non farmi questo.. .. ” lo implorò, ma dalla gola le sfuggì un gemito di piacere quando lui scostate le mutandine le affondò un dito nella vagina che involontariamente si contrasse.
Lui la afferrò per i capelli e la costrinse a fissare il video. In quel mentre passavano le immagini di Enrica intenta a succhiare avidamente il cazzo di Marcello.

“Guarda la tua amica.. .. . chissà se sei altrettanto brava.. .. .. ” disse Marcello, poi si alzò in piedi sul letto e spinse prepotentemente il cazzo contro le labbra di Marisa.
Lei cercò di sottrarsi ma lui la tratteneva e poco dopo con un gemito lei si arrese e dischiuse le labbra lasciando che il membro le affondasse profondamente in bocca per poi iniziare a leccare e succhiare.

Ben presto Marcello non dovette nemmeno più trattenerla e Marisa continuò a lavorarlo di bocca, gettando di tanto in tanto veloci occhiate al televisore e rivaleggiando con Enrica.
Marcello la fermò e la fece spogliare, poi la rovesciò sul letto e si gettò tra le sue cosce.
Il tocco della sua lingua sul clitoride eccitato diede a Marisa una fortissima fitta di piacere.
Per un po’ Marcello la leccò, poi si voltò in modo da porgerle nuovamente il cazzo da succhiare mentre lui continuava a leccarla.

E ben presto Marisa iniziò a gemere ed a sussultare freneticamente scossa da un fortissimo orgasmo, Marcello allora si staccò da lei e la fece mettere carponi sul letto penetrandola con decisione la afferrò per i capelli costringendola a sollevare il viso rivolto verso lo schermo e Marisa vide le immagini dell’amica alla quale Marcello aveva riservato lo stesso trattamento.

Il membro scorreva veloce e potente nel suo ventre madido di piacere, il pube di Marcello le percuoteva sonoramente le natiche facendola sobbalzare e gemere ad ogni affondo le dita di lui le solleticavano i capezzoli ormai duri come il marmo e sensibilissimi, o si spostavano a stimolare il clitoride ed a Marisa sembrava di impazzire di piacere.
Stravolta e distrutta dagli orgasmo si accasciò sul letto, mentre Marcello sopra di lei continuava a scoparla a ritmo sempre crescente.

Poi Marcello si arresto e si portò davanti a lei
“Succhialo.. .. voglio godere nella tua bocca.. .. ” e Marisa non si rifiutò, avvolse il glande con le morbide labbra, iniziò a vellicarlo con la lingua, mentre la mano scorreva sempre più veloce sull’asta.
Un attimo prima di godere, Marcello le pose una mano dietro la nuca trattenendola e contemporaneamente le affondò il cazzo in gola.
Lo sperma eruttò in copiose ondate successive e Marisa fu costretta a berlo per non soffocare.

Subito dopo lui se ne andò, lasciandola sola in una totale confusione e combattuta tra l’orrore per l’incesto perpetrato e il totale appagamento che Marcello le aveva regalato.
L’indomani, Marisa uscì di casa molto prima che Marcello si svegliasse e la sera esitò molto prima di rincasare, non riuscendo a trovare il coraggio di affrontarlo.

Quando finalmente rientrò, lui aveva già mangiato, saccheggiando quanto aveva trovato nel frigorifero.
Marisa lo salutò senza guardarlo, e si mise a riordinare sperando che lui se ne andasse dalla cucina, ma Marcello rimase li giocherellando sul tavolo, quando le domandò
“Tu non mangi ? ? ” Marisa rabbrividì, e si affrettò a rispondere
“NO.. . non ho fame.. .. “, lo sentì alzarsi e con terrore sentì i suoi passi che si avvicinavano.

Quando la mano di lui si appoggiò sulle sue natiche ebbe un sussulto irrigidendosi ma allo stesso tempo provò una fitta d’eccitazione e seppe che se lui avesse continuato lei gli avrebbe ceduto nuovamente.
E Marcello sembrava non avere intenzione di fermarsi
“Sei così tesa.. .. hai bisogno di rilassarti, poi vedrai che ti verrà fame.. .. ” subitò dopo Marisa percepì distintamente il rumore della zip che si abbassava.
Lui la costrinse a voltarsi e poi esercitando una forte pressione sulle sue spalle ad inginocchiarsi e Marisa si ritrovò il membro semi eccitato a pochi millimetri dal viso.
Lui lo impugnò ed iniziò a strofinarglielo sul viso e sulle labbra e quando spinse con decisione, Marisa lo accolse in bocca ed iniziò a succhiarlo.

Mentre lei lo succhiava, Marcello si calò i pantaloni e si sfilò le mutande, poi la guidò nel gioco, facendosi leccare l’asta e succhiare i coglioni.
La fece rialzare e la spinse ad appoggiarsi al piano della cucina, poi le sue mani armeggiarono con la gonna sollevandogliela al di sopra dei fianchi e le strapparono le mutandine.
Marisa era già bagnata ed il membro scivolò dolcemente nel suo ventre accolto da un fremito e da un gemito.

Mentre iniziava a scoparla, le sue mani slacciarono la camicetta, scodellarono i seni dalle coppe del reggiseno ed iniziarono a giocare con i turgidi capezzoli.
Marisa chiuse gli occhi e si abbandonò al piacere che ormai cresceva inarrestabile quindi esplose nel gemito prolungato dell’orgasmo.
Marcello instancabile ed inarrestabile continuò a scoparla, Marisa lo sentì muoversi leggermente, assumere una strana posizione, poi sentì la porta del frigorifero aprirsi e voltò la testa per vedere che cosa stesse facendo.

Marcello aveva in mano il panetto del burro e le sorrideva, Marisa non capì che intenzioni avesse fino a che lui non prese a strofinarglielo nel solco delle natiche.
“No Marcello.. . non voglio.. .. . ” gemette ma non si sottrasse
“Lo sai che mi piace farlo.. .. l’hai certamente visto.. .. e chissà probabilmente ti sei masturbata guardandomi inculare le altre.. .. . ” ridacchiò Marcello, continuando a scoparla ed a passarle il burro tra le natiche.

Il burro con il calore del corpo di Marisa prese ad ammorbidirsi e poi a scioglieri colando nel profondo solco delle natiche e raggiungendo l’ano.
Marcello senza smettere di strofinare il burro, iniziò a giocare con le dita sull’ano di Marisa quando il primo dito penetrò lei ebbe un sussulto, ma lui insistette e le diete tempi di abituarsi e rilassarsi, poi ve ne introdusse un secondo ed iniziò a dilatarla facendo colare il burro nello stretto budello.

Quando fu soddisfatto, smise di scoparla, si cosparse di burro il membro quindi lo guidò con decisione sul culo di Marisa, solo allora lei terrorizzata cercò di sottrarsi, ma lui la trattenne ed allo stesso tempo spinse con decisione.
Il dolore era fortissimo e Marisa si contrasse “Non fare così, rilassati spingi anziché contrarti.. .. . ” le sussurrò lui, ma non arrestò la spinta.
Marisa dapprima continuò a contrarsi, poi nel disperato tentativo di sottrarsi al dolore, iniziò a seguire le istruzioni di Marcello.

Ben presto il membro passò la stretta soglia affondando in lei sempre più profondamente il dolore smise di aumentare e poi lentamente iniziò a diminuire.
Quando fu completamente affondato in lei lui si arrestò, e prese ad accarezzarla ed a baciarla.
Le sue mani erano, come al solito abilissime e malgrado il dolore, Marisa iniziò a rispondere alle sue sollecitazioni, quando la sentì ansimare e fremere sotto i suoi tocchi, Marcello iniziò lentamente a muoversi
“Hai un culo fantastico zietta.. .. . ” le sussurrò mentre accentuava il movimento “Sei la migliore di tutte.. .. ” continuò Marcello.

E lentamente le sue parole iniziarono ad eccitare Marisa che andava abituandosi all’innaturale penetrazione, sotto gli abili tocchi delle dita di lui, Marisa iniziò a bagnarsi e lui la penetrò con le dita, il gemito di Marisa lo incitò a continuare e lei provò la strana sensazione di essere scopata, mentre Marcello la inculava ed iniziò ad ansimare sino a che l’orgasmo non esplose e si rafforzò quando sentì Marcello accelerare e quindi iniziare a scaricare il suo piacere nel suo intestino.

Lui la costrinse a voltare la testa e la baciò, Marisa rispose con slancio
“Sei una fantastica troia zia.. .. la mia troia.. .. ” le sussurrò Marcello e lei annuì sapendo che da quel giorno non gli avrebbe più negato nulla.. .. ..
Ben presto Marisa abbandonò ogni paura ed ogni vergogna e con entusiasmo si dedicò alla scoperta del piacere che Marcello sapeva regalarle, non tirandosi mai indietro.

Come quella volta che lui le telefonò in ufficio e le sussurrò
“Sono eccitatissimo.. .. ho una gran voglia di te.. .. vieni subito.. .. ” con una scusa qualunque Marisa lasciò l’ufficio e ritornò a casa, corse alla camera di Marcello, e non trovandolo, andò in camera sua ritrovando Marcello nudo sul letto, in compagnia della sua amica e vicina Enrica che china sul suo ventre lo spompinava.

Marisa si arrestò impietrita, ma quando lui le disse “In fondo è stata lei che ci ti ha spinta tra le mie braccia.. .. .. mi eccitava da morire l’idea di scoparvi assieme” e dopo una breve pausa le aveva intimato
“Spogliati e raggiungici.. .. ” Marisa si era spogliata e li aveva raggiunti ed insieme le due donne avevano incominciato a leccargli e succhiargli il cazzo.

Impacciatissime le due donne si erano baciate, accarezzate mentre lui le scopava e Marisa aveva leccato Enrica assaggiando per la prima volta il sapore del piacere di una donna mentre la bruna succhiava nuovamente Marcello.
Poi era stata la volta di Enrica leccare Marisa mentre lei cavalcava oscenamente Marcello con il cazzo durissimo profondamente affondato nel culo.

Ed alla fine Marisa si era arresa ed abbandonato ogni ritegno aveva apertamente goduto degli abili tocchi della lingua dell’amica e nel momento dell’orgasmo aveva trattenuto a se la testa di Enrica e se l’era strofinata sulla vulva madida d’umori, poi le due donne si baciarono appassionatamente mentre Marcello si masturbava e faceva piovere loro addosso un diluvio di bianco e caldo sperma.

Ogni giorno le sembrava di essersi spinta troppo in la, di aver superato ogni limite immaginabile, ma la fantasia perversa di Marcello sembrava non avere limiti ed il giorno dopo Marisa infrangeva un nuovo tabù.
Una sera avevano appena finito di mangiare quando Marcello quasi distrattamente le disse
“Quasi dimenticavo questa sera vengono a trovarmi alcuni amici.. .. .. voglio che tu sia bellissima.. .. ” poi si alzò e la prese per mano
“Vieni andiamo a scegliere che cosa metterai.. .. ”

Marcello la condusse in camera, aprì il suo armadio, scelse lui quello che doveva indossare quindi la fece spogliare completamente e poi l’aiutò a rivestirsi ma non le fece indossare ne il reggiseno ne le mutandine.
Senza bisogno che lui parlasse, Marisa guardandosi allo specchio capì che cosa lui si aspettava da lei quella sera.. .. ..

“Cazzo Franco, ce l’hai così duro che tra poco ti scoppieranno i pantaloni.. .. . ” la voce di Marcello distolse Marisa dai suoi pensieri, poco dopo Marcello si alzò e giuntole a fianco la spinse ad andare ad inginocchiarsi tra le gambe di Franco
“Adesso la mia zietta ti farà un pompino come mai hai provato in vita tua.. .. ” disse Marcello e spinse Marisa a chinarsi verso il giovane.

Marisa poggiò le mani sul pube del ragazzo, slacciò i pantaloni e infilata una mano nelle mutande ne estrasse il cazzo, poi si chinò e lo accolse in bocca. Franco emise un gemito a contatto con le morbide labbra e con la calda lingua.
Marisa iniziò a succhiare con decisione, mentre sentiva le mani di Marcello che le sollevavano la gonna ed immaginava le sue candide natiche ormai liberamente offerte alla vista degli altri giovani, poi la mano di Marcello la toccò tra le cosce
“Ummmmm.. .. è bagnatissima.. .. se non ci credete venite a toccare.. .. ” li invitò Marcello.

Poco dopo mani sconosciute incominciarono ad accarezzarla sulle natiche, sulle cosce.. .. ovunque mentre lei continuava a succhiare il cazzo del giovane Franco, diventato ormai durissimo.
“Avete sentito com’è bagnata ? ? ? ? Ragazzi ha voglia di essere scopata.. .. non l’avete ancora capito ? ? ? ” li stuzzicò Marcello e le mani si fecero più audaci iniziando a spogliarla.

Poi la trascinarono via ed ormai nuda, con le sole calze auto reggenti, Marisa si ritrovò circondata da 5 eccitatissimi cazzi iniziando ad accarezzarli ed a succhiarli alternativamente in preda ad un’eccitazione mai provata e che aumentava ogni istante di più.
Seguendo l’esempio di Marcello tutti si stavano spogliando, e quando furono nudi, trascinarono Marisa sul divano e mentre alcuni continuavano a farsi succhiare, altri la leccavano o palpavano e baciavano i suoi seni.

Poi iniziarono a penetrarla alternandosi in affondo impazienti, Marisa non capiva più nulla, leccava succhiava, accarezzava e gemeva in continuazione eccitata dal respiro affannoso dei giovani dai loro commenti
“Che troia.. .. ” diceva uno
“Senti come succhia.. .. me lo mangia tutto.. .. . ” faceva eco un’altro questo è niente ragazzi.. .. guardate qua.. .. ”
doveva esser Marcello, subito dopo riconobbe la spinta prepotente del suo cazzo contro lo sfintere ed emise un gemito soffocato dal cazzo che le affondava in gola.

Al pensiero di essere inculata dal nipote davanti a tutti i suoi amici, Marisa venne travolta dall’orgasmo, altri presero il posto di Marcello che li incitava a sfondarla, ben presto fu costretta a succhiare e leccare cazzi che poco prima erano affondati nel suo culo, ma ormai a Marisa non importava più nulla, sembrava impazzita e venne una seconda volta quando Marcello la penetrò mentre un’altro amico ancora la stava inculando.

Marisa fu sconvolta nel sentire i due cazzi che la riempivano e la scuotevano stantufando all’unisono separati solo da una sottilissima parete di carne.
Le mani robuste dei giovani maneggiavano il suo corpo come quello di una bambola, piegandola facilmente ad ogni desiderio si ritrovò con due cazzi contemporaneamente affondati in bocca e si sforzò di farli penetrare il più possibile, urlò ma venne per la terza volta quando due cazzi le entrarono contemporaneamente nella figa dilatandogliela oltre ogni ragionevole limite.
Poi incitati da Marcello la portarono in bagno, adagiandola nella vasca ed iniziarono a masturbarsi davanti a lei ed a scaricare su di lei il proprio piacere.
Marisa bevve quanto le fu possibile, e per il resto si spalmò oscenamente il bianco e vischioso liquido su tutto il corpo.

Non si sottrasse nemmeno quando con un ultimo ed estremo oltraggio, Marcello iniziò a pisciarle addosso immediatamente imitato dagli altri amici, la lasciarono li sola, distrutta ed umiliata.. . ma felice.. . felice come mai lo era stata in vita sua.. .. FINE

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