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In barca

La tarda primavera è il periodo migliore per risalire il Ticino con la motobarca, sempre che ci sia acqua a sufficienza per evitare di finire in secca; se poi è un giorno feriale, si evita di trovare troppa gente e si gode veramente di piccoli angoli di paradiso che hanno ben poco da invidiare ai paesi tropicali.
Io mi chiamo Elsa, ho ventidue anni, e sono sposata a Luigi da due anni.
Luigi di anni ne ha ventotto ed è un bellissimo ragazzo, io ne sono veramente innamorata e non so mai dirgli di no,
così nei nostri rapporti sessuali siamo molto disinibiti e io, che all’inizio ero molto timida, ho ben presto imparato,
assecondandolo, a godere immensamente in tanti modi diversi, utilizzando ogni buco e ogni protuberanza del nostro corpo
Quella splendida giornata di fine maggio stavamo proprio risalendo il fiume con il nostro barcé, come chiamiamo qui a Pavia le caratteristiche barche da fiume lunghe e strette. Solo i più abili sanno utilizzarle remando, mentre la maggior parte usa il motore, come noi, del resto, che filavamo controcorrente, rilassati e felici, soprattutto io che ero come al solito sdraiata sul fondo del barcé , per rosolarmi al sole sfruttando il movimento della barca per non sentire il caldo.
Come faccio sempre in barca mi ero sfilata il reggiseno del bikini (a proposito, non vi ho detto niente di come sono fatta, pensate solo al fatto che se incrocio un uomo per strada difficilmente non si gira a guardarmi, per il resto immaginatemi come preferite! ), sono in tante sul fiume a prendere il sole in tanga o anche nude, evitando magari i sabbioni più frequentati, infatti Luigi mi disse
“Togliti pure tutto, ci infiliamo in quel braccio morto dietro l’isola, così non ci vede nessuno”
Io mi sfilai tranquilla gli slip, e il fatto che a malapena si distinguesse il segno del costume stava a dimostrare quanto fosse radicata l’ abitudine di prendere la tintarella integrale.
Raggiungemmo in pochi minuti il posto indicato da Luigi: un piccolo paradiso, acqua cristallina, salici e pioppi che creavano zone d’ombra e di frescura dove rifugiarsi se il sole picchiava troppo e una comoda riva di sabbia e ghiaia dove attraccare con la barca.
Come previsto non c’era nessuno, era un martedì mattina, e il clima era veramente ideale!
Presi un grande asciugamano di spugna e lo stesi sulla striscia di morbida sabbia che spesso si forma tra le distese di grossi ciotoli. Mi ci sdraiai sopra e chiesi a Luigi, che dopo aver legato la barca ad un ramo si era a sua volta sfilato il costume, di spalmarmi sul corpo la crema solare. Era un giochino che facevamo spesso, di solito finiva in una gran scopata, naturalmente dove questo era possibile, non certo in una spiaggia affollata.
Resta il fatto che per entrambi era molto eccitante, e mentre spremevo la crema sui palmi di mio marito, pregustavo le piacevoli sensazioni che avrei goduto da lì a poco!
Mi sdraiai sulla schiena, e Luigi cominciò lentamente a spalmare, dapprima le spalle e le braccia, poi il seno, sul quale insistette a lungo, i miei capezzoli si inturgidirono rapidamente, poi scese sul ventre, risalendo ogni tanto a dare una strizzatina ad un capezzolo, quindi passò al bacino e alle gambe, evitando accuratamente di toccarmi la passera, cosciente del fatto che l’attesa poteva solo accrescere il piacere finale
Arrivato ai piedi mi disse di girarmi, e io subito lo accontentai. Una delle cose che preferisco è essere accarezzata e massaggiata su schiena e culo, con carezze sempre più intime ed eccitanti.
Questa volta cominciò dai piedi per risalire lungo i polpacci e le cosce, poi le sue forti mani spalmarono di crema le mie natiche, per risalire poi a schiena e spalle. Poi si fermarono.
Io rimasi un po’ delusa, ero bella rilassata, dispostissima a proseguire il discorso ! Così borbottai un
“Già fatto? “.
Per fortuna non ci fu bisogno d’altro, sentii subito una mano scivolare lungo una coscia, risalire pericolosamente dall’interno e arrivare alla mia passerina che non aspettava altro per cominciare a bagnarsi!
Le dita giocherellarono un po’ con le grandi labbra, poi già unte di crema solare e quindi inumidite dallo sgorgare dei miei primi umori si spostarono nel solco delle natiche a stuzzicare il mio forellino, scivolavano lentamente e delicatamente avanti e indietro, senza tentare di forzarne l’entrata. Di solito Luigi era più brusco, più possessivo,
andava rapidamente al sodo, questa volta invece sembrava divertirsi a portare la mia eccitazione al massimo.
Io cominciavo a mugolare e appena sentivo le dita appoggiarsi all’apertura della mia fighetta o al centro dell’ano
inarcavo il bacino cercando di costringerlo a penetrarmi!
La cosa andò avanti così per alcuni minuti, che mi sembrarono interminabili, poi finalmente due dita furono risucchiate dalla mia affamatissima passera, e quasi contemporaneamente un altro dito si fece strada nella ancora stretta, anche se non più vergine, apertura posteriore. Anche questa doppia penetrazione con le dita era una piacevolissima novità, e io, sempre più eccitata, mi beavo ad occhi chiusi della situazione e mi agitavo sul giaciglio precario fornito dall’asciugamano.
Ad un tratto aprii gli occhi , guardando alla mia destra.
Vidi Luigi, nudo, appoggiato ad un albero, che si masturbava lentamente.
Ma allora chi c’era alle mie spalle?
Mi voltai e vidi.
Uno sconosciuto, sulla quarantina, che mi rivolgeva un affascinante sorriso, e che, inginocchiato al mio fianco esibiva una splendida erezione.
Capii subito che era stato tutto organizzato da mio marito, maestro nel creare situazioni eccitanti, mi voltai di nuovo verso di lui e vidi che non sorrideva, anzi il suo viso teso dimostrava l’estrema eccitazione, e il suo cazzo aveva raggiunto dimensioni mai viste!
Io ero alla soglia dell’orgasmo, e a questo punto disposta a tutto.
Lo sconosciuto smise i suoi giochetti con le dita, si sdraiò su di me e senza violenza , aiutato dalla crema solare, penetrò il mio buchetto posteriore, già dilatato dai giochetti precedenti.
Prese a muoversi lentamente, per pochi minuti mi donò splendide sensazioni, poi si immobilizzò e mi fece ruotare sopra di lui, così mi trovai impalata sul suo cazzo, sdraiata su di lui e obbligata a tenere le gambe oscenamente spalancate e i piedi appoggiati a terra per mantenere l’equilibrio. Non mi sembrava una posizione ideale, anche se le su mani si stavano dando da fare sul mio ventre e sulle mie tette, poi intervenne Luigi, che smise il ruolo di spettatore, si inginocchiò fra le mie gambe ed iniziò a leccarmi la figa già grondante di umori. La sua lingua esperta mi regalava sensazioni meravigliose, insinuandosi fra le grandi labbra, risalendo fino al clitoride, mentre mi sentivo riempita nel retto dal magnifico uccello dello sconosciuto. Sentirmi risucchiare il clitoride dalla bocca avida di Luigi mentre con due dita penetrava e massaggiava l’interno della mia passerina mi portò ad un tale livello di piacere che non capivo letteralmente più niente, quasi non mi accorsi che smise di succhiare e che sostituì alle dita il suo bel cazzone.
In perfetta sincronia ci girammo una seconda volta, con Luigi sotto , io in mezzo e l’amico misterioso sopra che riprese un ruolo attivo cominciando a pompare senza tregua. Il suo cazzo scivolava su e giù nel mio buchetto che si dilatava al massimo, sentendo contemporaneamente nella passera il beneamato uccello del mio uomo che, irrigidito, a sua volta godeva dei movimenti dell’altro.
Godevo , godevo come una pazza, come non avevo mai goduto in vita mia.
Venimmo tutti e tre contemporaneamente, quando sentii gli schizzi di sperma dentro di me i miei mugolii si trasformarono in urla di piacere, imitata dai miei due partner.
Finito tutto, stravolti, appiccicati di crema solare, sudore e altre cose, ci buttammo nell’acqua ancora gelida del fiume.
Ne uscii rigenerata, e felice che mio marito avesse dimostrato tanta fantasia, pronta a seguirlo e assecondarlo nei suoi desideri, sicura di poter così godere sempre di più! FINE

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