Home / Gang Bang / In treno, una notte
copertina racconto erotico

In treno, una notte

Un sabato sera eravamo in viaggio con mio marito e mio figlio di sei mesi per andare a Torino. In autostrada, ad un certo punto, sento la macchina andare a singhiozzo e vedo mio marito che, dopo aver tentato di riprendere la marcia regolarmente, rallenta ed accosta fermandosi in un’area di parcheggio.

Scende dicendo
“fortuna che c’era quest’area di servizio” e poi mi apostrofa
” scommetto che ieri non hai fatto benzina come ti avevo chiesto vero? “. In effetti mi ero dimenticata ed ora eravamo in panne nella Milano Torino.
” Vado a vedere se riesco a trovare un distributore” sentenziò lui. Nel frattempo io un po’ infreddolita era metà dicembre mi accovacciai sul sedile anteriore ed ogni tanto davo un’occhiata a mio figlio che dormiva placidamente, ed anch’io dopo poco mi addormentai. Il risveglio fu traumatico, mio marito non era ancora tornato ed uno sconosciuto aveva aperto lo sportello da me dimenticato aperto (la solita sbadata) ed aveva iniziato a tastare affannosamente il mio corpo. Cercai di divincolarmi e mi resi conto che all’interno dell’abitacolo c’erano altri due tipi che frugavano nel vano posteriore. Allora dissi con una voce impaurita e tremula
“prendete tutto quello che volete e andate via, vi prego”.
“Hei, qua dietro c’è un neonato cosa ne facciamo” a queste parole dette dai due balordi dietro l’abitacolo che sghignazzavano dissi:
“non fategli del male, è mio figlio, farò tutto quello che volete” ed iniziai silenziosamente a piangere. L’uomo d’avanti che intanto si era sistemato spingendomi verso la leva delle marce iniziò ad armeggiare con la mia gonna e ad una mia reazione, con calma disse
” vuoi che tuo figlio non si faccia male allora devi farci contenti vedrai che piacerà anche a te…. Ora mi avvicino di nuovo prova a reagire e vedrai” e questa volta senza nessuna resistenza l’uomo riuscì ad arrivare tra le mie cosce mi spostò le mutandine ed iniziò ad accarezzarmi la vulva:
” brava porca ti voglio docile così, ora datti da fare, cerca il malloppo…. ” io feci finta di non capire e rimasi immobile lui per tutta risposta inizio con l’indice a stuzzicarmi il buchetto posteriore, trovando una certa resistenza, e visto che non avevo obbedito disse:
” Su ragazzi facciamo vedere a questa troia che non scherziamo” a queste parole uno dei due nel retro prese mio figlio per un braccio lo sollevo ed iniziò a sculacciarlo energicamente e lui inizio a piangere allora mi mossi con la mano verso la patta dei pantaloni del mio assalitore ed iniziai ad abbassare la zip, mi ritrovai quindi con il suo membro in mano ed iniziai muovere su e giù la mano, ad una sua mossa finirono le botte e mio figlio si calmò
“brava” mi disse “vedo che impari presto”. Vidi armeggiare il mio aggressore con un tubetto e sentii subito dopo qualcosa di freddo tra le chiappe, capii che si trattava di vaselina quando, inserì il dito come prima ed ebbe libero accesso al mio sfintere ed inizio a simulare una sodomizzazione, i miei silenziosi singhiozzi di paura furono presi per mugolii di piacere infatti le sue parole furono:
” ti piace troietta, muovi questo culo fammi sentire che ti piace” io obbedii immediatamente ed iniziai a dimenare le anche e a simulare un orgasmo, gli uomini si erano infoiati in un modo assurdo e la macchina era completamente appannata. Mi sentii sollevare come un fuscello e posizionare pancia in giù sul sedile anteriore, lo sportello era aperto e le mie terghe erano esposte verso fuori e godevano delle attenzioni di quel maniaco che con movimenti fulminei mi strappò le mutandine e sostituì il dito con il suo membro ed iniziò ad incularmi, lo sentivo entrare fino alla radice ed uscire fino alla punta per poi rientrare di nuovo, a quel punto iniziai a sentirmi stordita e a capire sempre meno. Nel frattempo mi resi conto che era ritornato mio marito il quale tentò una reazione ma si ritrovò immobilizzato, legato e con un coltello alla gola, il mio sodomizzatore iniziò a dire “guardala questa troia come si fa impalare è tua mogli he……. ” vidi mio marito che cercava di divincolarsi e dissi
” vi prego non fategli del male avete già quello che volete” ed iniziai di nuovo ad ansimare, l’uomo sopra di me inizio a dare stoccate più decise e con atteggiamento di sfida si rivolse nuovamente a mio marito e disse ” ancora non sei convinto che tua moglie e una grande troia, guarda” ed a queste parole si avvicino al mio orecchio e sussurrò
“ora io mi fermo e voglio che tu prendi il ritmo e mi fai venire altrimenti…….. ” come promesso l’uomo fermo quel ritmo frenetico ed io piano piano iniziai a ruotare le chiappe fino ad iniziare un vero e proprio andirivieni che si concluse solo dopo che l’uomo inarcò la schiena e scaricò diversi fiotti del suo seme nel mio intestino, lo sentii afflosciarsi dentro di me poi tirò fuori l’arnese e mi ordinò di prenderlo in bocca e farglielo tornare duro, io ormai succube del mio carnefice feci tutto ciò che mi era stato ordinato.

Sentivo mio marito che diceva
“Paola ma dove hai imparato a fare queste cose”

Mentre cercavo di soddisfarlo con la bocca mi accorsi che stavano riprendendo tutto con una telecamera. Mio marito era scioccato gli occhi erano fissi e spalancati mi guardava mentre mi esibivo in quello che era il mio primo pompino, quell’uomo dopo alcune boccate mi fermò e disse
” si vede che sei alle prime armi, devi leccare il tuo gelatino e poi lo devi ingoiare ed ancora leccare….. capito!!! ” alla faccia del gelatino, in men che non si dica mi ritrovai con un chilo e mezzo in bocca, a quel punto l’uomo si staccò e lasciò il posto ad un altro, il quale iniziò a tirarmi i capelli per condurre il ritmo. In quel momento decisi di appagarli il più possibile nella speranza di uscire illesa da quella situazione assurda e quel che più contava salvare mio marito ed il bambino. E così iniziai non solo ad obbedire ai loro comandi ma anche a prendere l’iniziativa. Assecondai per una decina di volte il sali e scendi impostomi dal secondo uomo che si arrestò immediatamente e rimase immobile quando iniziai a fare dei mulinelli con la lingua intorno al glande e ad aiutarmi con le mani, la miscela di troiaggine ed inesperienza mandò in visibilio l’uomo che era convinto di avermi eccitato mugugnò rivolto a mio marito:
“guarda la tua dolce mogliettina come beve…. a te non l’ha mai fatto…. ” e mi scarico un abbondante quantità di sperma in bocca ordinandomi di ingoiare, io non soltanto bevvi tutto ma dopo gli ripulii il cazzo con delle voraci leccate.

Il buchetto posteriore mi faceva ancora male ma non potevo fermarmi e quando sentii nuovamente un pene che puntava li, mi girai e vidi il terzo dei miei assalitori che armeggiava affannosamente gli dissi:
” tesoro lascia fare me vedrai…” mi unsi da sola usando il tubetto lasciato sul sedile dal mio primo aggressore, me ne cosparsi un po’ anche sulla mano per ungere anche l’uomo, impugnai la sua verga e mi mossi con la mano su e giù un paio di volte, quindi me la puntai ed iniziai a spingere contro la sua asta mentre lui si dedicò ad i miei indumenti, mi tolse la gonna e la maglia, poi fu la volta del reggiseno, mi denudò completamente lasciandomi solo le calze. Ben presto mi fu dentro e li iniziai una danza lenta ed esasperante ed iniziai a mimare un orgasmo
” dai torello sfondami il culo…. questo impotente non l’ha mai fatto…. Impalami con il tuo bel cazzone fammi venire uuu siiiiiiii uuuuuuuuuu siiiiiiiiiiiiiiiiiiii” mio marito era incredulo e nel frattempo anche il terzo uomo stava raggiungendo l’orgasmo:
“ahhhhh siiiiiii sei proprio una bella gnocca.. che tette favolose…” io me ne resi conto, mi girai lo accolsi in bocca, aveva un uccello enorme, a fatica lo tenevo in bocca e pensare che due minuti fa era dentro di me… lo appagai cercando di rispettare le regole dettatemi dal mio primo assalitore ed in effetti in poco tempo riuscii ad avere ragione di quell’arnese e ad ogni colpo di lingua corrispondeva un fiotto di sperma, leccai e bevvi tutto per bene. Gli uomini non ancora soddisfatti mi fecero salire nel furgone insieme a loro ed aprirono le porte del vano posteriore per consentire a mio marito di non perdere nulla di quello che succedeva. Uno usci con il bambino prese mio marito per i capelli e lo diresse verso il finestrino, un altro si sdraiò sul materasso posto nel vano posteriore e mi ordinò di saltare in groppa, la sua verga era già dura e completamente eretta, io come ordinatomi mi ci accovacciai sopra ed iniziai a salire e scendere su di essa, l’uomo si era impossessato delle mie natiche e le tirava in modo da aprirmi il buco posteriore, ancora non avevo capito cosa stesse succedendo, sentii un movimento dietro di me e vidi il terzo uomo che scendeva tra le mie chiappe ed iniziò a sodomizzarmi. Ne avevo due dentro che si muovevano in modo sincronizzato facendomi impazzire. Era una situazione che avevo sempre sognato e che pudicamente non avevo mai raccontato a nessuno. Persa ogni inibizione stavo godendo come una matta, non era più simulazione ma un vero e proprio orgasmo. Assecondavo i movimenti dei due assalitori che inveivano contro di me mentre io facevo di tutto per assecondarli.
“brava, fai vedere al tuo maritino quanto sei troia…. ”
“pompinara, succhia cazzi, ti piace prenderlo in culo…. ”
“dillo che sei una troia, dillo…”
Mio marito era ormai al massimo della mortificazione e stava quasi per piangere ma qualcosa scattò in me ed iniziai:
“sono una vacca sfondatemi fatemi quello che volete sono la vostra troia”
“dai su toccami le tette sono tue…
” caro sentissi che uccellone ha il signore qui dietro…. altro che il tuo……. ”
“fagli vedere come mi sfondi su…. ”
Continuavano a scoparmi, toccarmi, io non capivo più nulla e mi lasciai andare completamente sebbene non prendessi alcun contraccettivo:
“Daiiii uuuuuu siiiiiiii, venitemi dentro!! Riempitemi, fatelo davanti a lui……. “, e mi scaricarono il loro seme caldo nelle intimità.
La giostra durò diverse ore a turno trai tre uomini.
Alla fine ci lasciarono lì e portarono via la tanica di benzina procurata da mio marito.
Io cercavo di ricompormi ero tutta sporca di sperma ed i vestiti erano tutti strappati.
Mentre mi ricomponevo vidi un biglietto lasciato da quei tre bruti lo mostrai a mio marito e ne leggemmo il contenuto.
” Tutto quello che abbiamo fatto è stato ripreso con una telecamera se non volete che venga divulgato dovrete sottostare alle nostre richieste…… ci faremo sentire”. FINE

About racconti hard

Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

Leggi anche

copertina racconto erotico

A casa di mio zio

Sono una ragazza di una famiglia ricca che viviamo in Istanbul. Quando avevo 16 anni …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.