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In ufficio

Mercoledì 15 maggio:
oggi sono rientrata al lavoro in ufficio dopo aver lavorato per due giorni nei panni di Desireè la puttana nella villetta al mare di Paola. In ufficio sono sola. Oggi e domani è Paola che si è presa due giorni di ferie e sta lavorando nei panni di Tamara la puttana nella sua villetta di S. Felice Circeo, mentre il capo è a Locarno, in Svizzera, per un congresso. Quando sono sola lavoro veramente in pace, faccio quello che voglio senza problemi.
Verso le undici arrivano in ufficio 4 periti agrari che devono consegnare delle relazioni tecniche su dei terreni al capo, e che non sapevano che lui fosse in Svizzera. Devo sbrigarmela io, risolvendo la questione con i quattro. Il mio abbigliamento però, li distrae molto. Ho un tailleur con gonna corta color crema, sotto la giacca soltanto un reggiseno bianco, calze a rete crema e sabot crema chiusi avanti col tacco a spillo da 12 cm. Noto che gli occhi di tutti e quattro cadono spesso sul mio decoltè, fissandosi spesso sul pezzetto di seno che si vede uscire dalla scollatura. Sono quattro bei tipi, uno sui trenta, due sui 35 mentre l’altro si avvicina più sui 40; distinti, eleganti ed a quanto vedo, un po’ eccitati! Li provoco per circa un’ora, accavallando e scavalcando le gambe, cercando di aprire il più possibile la giacca, inchinandomi a raccogliere qualcosa che ogni tanto faccio cadere, mettendo ben in evidenza il culetto, che mette in evidenza anche quando devo fare delle fotocopie, piegandomi un po’ sulla fotocopiatrice! Verso un quarto all’una, i quattro, rossi in volto, mi chiedono se in zona ci fosse un buon ristorante, ed una volta indicatoglielo, mi invitano a pranzo.
Accetto l’invito! Ci mettiamo in un tavolo un po’ appartato, rotondo, quindi sono in mezzo a due di loro. Si chiamano Fabio e Francesco, mentre gli altri due Mario e Silvano. Mangiamo degli antipastini di pesce e del pesce arrosto, senza primi, accompagnando tutto con del bianco frizzantino. Intanto l’atmosfera si è fatta rilassante, allegra e confidenziale, i nostri argomenti non riguardano più il lavoro e loro, ogni tanto, lanciano qualche battutina. Poi sento la mano di Fabio, che è alla mia destra, che mi tocca la mia coscia destra, carezzandola e andando sempre più su una volta visto il mio gradimento. Apro bene le gambe per farlo entrare nelle mie mutandine, proprio mentre anche Francesco, alla mia sinistra, inizia a toccarmi. Nessuno
dei due non si sono accorti che anche l’altro mi sta toccando, quindi, quando anche Francesco arriva ad infilare la sua mano nelle mie mutandine e trova la mano del suo collega, la risata è generale! Anche Silvano e Mario capiscono la cosa, quindi spostiamo l’argomento sul sesso, in modo chiaro ed esplicito. “Ragazzi, io sono una donna molto disinibita e che ha molta voglia di divertirsi, proprio come ne avete voi! Penso che non ci sia nulla di strano in questo, no? ” Così, mentre gustiamo i dolci del ristorante, faccio loro la proposta di tornare su in un ufficio e divertirci un bel po’, cosa che loro, ovviamente, accettano molto volentieri! Già in ascensore perdiamo il controllo: sono avvinghiata a Fabio, che mi infila la lingua in bocca mentre mi scopre una tetta, mentre Francesco mi scosta le mutandine infilandomi due dita dentro e Silvano mi lecca l’altra tetta. Il tutto mentre Mario si smanetta l’uccello. Ci ricomponiamo soltanto per uscire nel pianerottolo, ma una volta entrati in ufficio, ci mettiamo sul divano della sala d’attesa e diamo libero sfogo ai nostri istinti animaleschi! Rapidamente mi spogliano, lasciandomi in calze a rete e scarpe, mentre anche loro si denudano velocemente. Mi siedo sul divano, davanti a me ho tutti e 4 i cazzi duri e frementi. Ne spompino uno mentre con le mani ne smanetto altri due, alternandomi su tutti e 4. Loro mi toccano ovunque, mi palpano e mi strizzano le tette, mi infilano le dita nella mia passera inzuppata di umori. Poi, dopo almeno cinque minuti di questo sublime gioco, con l’eccitazione a livelli stratosferici, mi impalo la fica sull’asta dura di Fabio, che si è seduto sul divano. Cavalco questa mazza, dando le spalle agli altri tre; Francesco mi si mette di fianco alla mia destra, porgendomi in bocca il suo duro pisello, che io inizio di nuovo a pompare di gusto, mentre dietro di me, sento prima delle dita armeggiare con il mio buchino, poi, una volta infilate dentro, le sento uscire ed ecco che la cappella di un duro cazzo entra nel mio culetto. Vedendo Silvano alla mia sinistra che mi invita a smanettare il suo uccello, capisco che ad incularmi è Mario. Sono nella più piena e totale estasi, i miei urli di godimento sono però soffocati dal cazzo di Francesco che ho in bocca, mentre seguito a cavalcare il cazzo di Fabio e dietro di me, Silvano mi pistona il culo. Per circa mezz’ora, i quattro si alternano nella mia fica, nel mio culo e nella mia bocca, dandomi almeno una dozzina di orgasmi e sbattendomi come una vera maiala! Poi, mi risiedo sul divano, con loro quattro in piedi davanti a me che porgono i cazzi alla mia bocca, ed io che ad uno ad uno li pompo e li smanetto fino a farli schizzare sul mio viso e sulle mie labbra! Poi, ci ricomponiamo, io torno ad essere la brava segretaria e loro gli bravi periti agrari. Quando mi salutano, uno di loro se ne va dicendo: “Beh, speriamo che anche la prossima volta il capo non ci sia! ” FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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