Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Gang Bang / Incontro con imprevisto
copertina racconto erotico

Incontro con imprevisto

Ciao mi presento sono Alberto, un ragazzo di Roma, di bell’aspetto e particolarmente malato per il sesso, ma in fondo chi non lo è di noi uomini.
Fin dalla pubertà ho sempre coltivato l’interesse per le donne, che dalle nostre parti sono precoci. Ragazzine che incuranti dei problemi arrecatici, venivano a scuola con magliette aderenti, che faticavano a contenere seni prorompenti. Eh bei tempi.
Poi col passare del tempo i gusti si sono raffinati, passando da un’avventura all’altra, prima con donne sposate (e più grandi di me) e poi una volta accasatomi, con le varie amanti del momento.
Ho detto ragazzo perchè alla soglia dei 35 anni mi considero ancora super-giovane, per parafrasare un noto pezzo musicale (degli Articolo 31 mi sembra).
Giungendo al sodo è proprio bazzicando per le chat e annunci di sesso in internet, che venni a conoscenza di una single di colore, che voleva avere esperienze nuove.
Singola mica tanto dal momento che poi si parlava della sua “amica” (lesbica pensai io), che avrebbe solo assistito alle nostre effusioni.
La combine andò avanti per giorni, prima di fissare l’appuntamento con Selena (nome un po’ strano per una cubana).
Il grande momento venne finalmente in concomitanza con un viaggio della moglie, fatto per andare a trovare dei parenti lontani.
Quale occasione migliore? Chiamai dall’ufficio subito Selena, e le dissi che l’avrei portata a mangiare fuori.
Appena uscito dal lavoro, mi rimase giusto il tempo per passare da casa, una doccia (odio la sporcizia prima di un incontro galante) e via in direzione del luogo dell’appuntamento.
Mentre guidavo nel traffico della sera romana pensavo alle foto di lei. Una cosi non mi era mai capitata, alta e sinuosa come una brasiliana, ma altrettanto piena nei punti giusti. Un misto di dolcezza e sensualità, che la facevano sembrare al contempo una ragazzina timida e una tigre del sesso.
Finalmente la vidi di persona, all’angolo della strada concordata.
Si era vestita proprio in sintonia con quello che avevo appena pensato, un vestitino leggero e corto da Lolita, i capelli neri raccolti in una miriade di treccine, uno splendore. Nessuna traccia come concordato della compagna Alina.
La cena fù piacevole e eccitante in quanto non riuscivo a staccare gli occhi da lei, dalle sue labbra carnose, dai suoi seni pieni ed invitanti, una vera DisneyLand del piacere.
Prima di uscire dal locale gli chiesi di darmi le mutandine.
Per sfilarle dovette fare tutto con molta calma, per non farsi notare, ma visto la poca gente che frequentava il ristorante, la cosa non le fù troppo difficile. Le trovai già abbastanza fradice di umori, che assaporai portandomi al viso l’indumento.
Dopo questo piacevole intermezzo uscimmo e ci dirigemmo verso casa sua.
Il tragitto fu breve ma ebbi la possibilità di accarezzarla, risalendo dal ginocchio fino alla passera, che trovai calda e accogliente. Aveva avuto l’accortezza di depilarsi lasciando solo un piccolo cespuglio in prossimità del monte di Venere.
Selena si lascio sfuggire alcuni gemiti mentre le toccavo il grilletto già duro e sporgente dalle grandi labbra. Si metteva per il meglio…..
Arrivati a casa sua salimmo le scale, dove non persi l’occasione di ammirarla da dietro. Salendo la mia vista, aiutata anche dal vestito corto, pote vedere la linea del sedere sodo come il marmo, stagliarsi sulle due più belle gambe che avessi mai visto.
Muscolose e forti cosi come solo le nere possono avere.
Entrati in casa decisi di rilassarmi un attimo chiedendogli con tono deciso di servirmi un drink. Lo gustai mentre lei si toglieva i pochi abiti che aveva indosso. Rimase solo con le autoreggenti dal momento che il seno, una quarta, non necessitava di sostegno alcuno (non aveva secondo me più di 20 anni).
Mentre fini il drink le chiesi delle banalità, tanto per far finta di essere superiore alla sua vista, e per calmarmi un pochino. Le sarei zompato addosso istantaneamente, ma ho sempre creduto che una certa classe (o stile se preferite) faccia sempre la sua bella scena con una donna, anche se sconosciuta. Scopri di conseguenza che lei e la sua fidanzata (brasiliana) erano in Italia da poco meno di un anno. Lei lavorava come cameriera in un ristorante, cosi come Alena. Erano scappate dai rispettivi paesi pensando di poter cambiar vita, ma si erano dovute scontrare con l’altissimo costo della nostra società e presto sarebbero dovute partire per la Germania, per andare da parenti che le avrebbero aiutate.
Quindi non l’avrei più rivista, e dentro di me già sapevo che non l’avrei dimenticata tanto facilmente.
Selena in effetti sapeva muoversi bene ed inscenò una specie di danza afro-cubana, con movenze che avrebbero risvegliato il desiderio in un morto.
Con un ultimo movimento si liberò anche delle calze e rimase nuda davanti a me.
Vidi che aspettava un cenno per continuare e io le ordinai di venire verso di me muovendosi come una cagnolina.
Lei acconsenti immediatamente e scivolò sul pavimento fino ad arrivare con la testa all’altezza della mia patta, che slacciò mettendo a nudo la mia verga, lungamente provata dalla permanenza in quel posto angusto. Cominciò scappellandomela e subito si mise a suggere le prime goccie di piacere che imperlavano il glande infuocato.
Di colpo se lo infilò completamente in bocca facendolo scivolare lentamente fuori per poi rimboccarlo velocemente. Il contrasto tra i movimenti rapidi e lenti, oltre alla differenza di temperatura tra fuori e dentro mi provocò dei brividi di piacere intensi, e anche se nella stanza la temperatura non era elevata, provai una sensazione di caldo afoso.
Andò cosi per circa 10 minuti, ma alla fine decisi che doveva essere ricambiata e con un gesto deciso tolsi a malincuore la sua bocca dal mio arnese, la feci stendere sul divano, sollevandogli le gambe in modo da consentirmi di poter sondare sia la fica che il buchetto posteriore.
La sua fica emanava un forte aroma, con un nonsochè di selvaggio, un gusto forte ma al tempo stesso attraente. Tuffai il viso immergendomi nella sua femminilità, e sondando tutte le pieghe della pelle, trapanandola con la lingua come se fosse un cazzo. Selena cominciò ad emettere dei mugolii sempre più accentuati quando le infilai un dito nell’ano, tastando il terreno per una futura inculata.
Dopo il dito passai alla lingua, umettandole per bene il buchino che si slargo naturalmente. Di certo non era la prima volta che riceveva quelle attenzioni.
Tornai a concentrarmi sul suo clitoride e Selena mi ripagò con un orgasmo al limite del delirante. La cosa che mi lascio di stucco è che Selena venne praticamente come un uomo, inondandomi la bocca del suo miele, appena appena meno denso dello sperma.
Aveva appena smesso di godere che ecco vidi entrare Alena. Li per li rimasi di stucco in quanto mi aspettavo di vedere la solita lesbica maschiaccio con i capelli corti a zazzera. Invece chi mi si presentava davanti era la classica brasiliana da catalogo viaggi, mulatta tosta ed in carne con un sederino da urlo. Capi immediatamente dal vestiario inesistente di Alena, che la cosa era stata pensata a tavolino. Altro che lesbicona e guardona, questa quà voleva partecipare alla festa. Al solo pensiero mi venne ancora più duro, quasi da star male.
Subito Alena si buttò a capofitto su il mio povero amico bisognoso di attenzioni.
Vidi di sfuggita il piccolo perizoma che gli incorniciava quella meraviglia di culo e mi deliziai delle sue labbra. Alenia ne aveva succhiati di uccelli prima di diventare lesbica, era anche meglio di Selena, che comunque doveva aver imparato da lei, la tecnica era la medesima lunghe lappate lungo tutto l’asta fino alle palle e altrettanto rapidi affondi in gola.
Allungai una mano per cercare la passera di Alenia, visto che nel frattempo Selena le aveva tolto il tanga e sorpresa mi ritrovo in mano una verga durissima e molto più grossa della mia.
Per poco non mi si smoscio, la botta mi aveva lasciato senza fiato. Nulla lasciava presagire quella novità. Un culo stupendo, due tette naturali e sode e una voce flautata da vera dea del sesso.
Quindi altro che lesbicone, la mia cara Alenia era un viados, e per di più dotato di una mazza di tutto rispetto.
“Ma come fai tanto il macho e poi ti formalizzi se invece della topa ho il topone? ” mi rimbecco subito Alenia.
“Adesso facciamo un bel giochino, Selena te lo prende in bocca e tu lo succhi a me, ti sta bene? Se no puoi pure andartene senza scopare con lei, allora cosa dici ti sei imbambolato? ”
Ci misi un po’ a connettere ma la voglia di trombarle entrambe era ancora ai massimi livelli e il mio cazzo svettava imperioso “si va bene” risposi in un fiato.
Mi accomodai in una poltrona e Selena incominciò di nuovo il suo lavoro infernale, Alena si avvicino invitandomi a prenderglielo in bocca.
Lei era depilata e la sua verga era mostruosa, avvicinai le labbra timidamente e fu lei a forzarmi l’ingresso con foga spingendomi l’uccello in gola.
Mi sentii soffocare, non avevo mai fatto un pompino in vita mia e lei ci andava sul pesante, fortuna che capì questo mio stato d’animo e rallentò facendomi fare come volevo.
Lo assaporai, imitando Selena, con lunghe slinguate sulla cappella e sull’asta e dopo poco tempo nonostante l’inesperienza vidi un espressione di piacere dipinta sul volto di Ale (che come nome dopottutto era più azzeccato).
Selena mollo per un attimo il mio cazzo e discese ad umettarmi e lapparmi l’ano.
Provai un piacere animalesco nella cosa e compresi che quella sera avrei perso la verginità del culo.
Ale mi sborro senza ritegno in bocca lasciandomi a gustare il suo nettare come la più consumata delle mignotte.
“Ma guarda come gli piace la sborra a questa puttanella, dai che adesso ti rendo donna per la prima volta”, cosi dicendo mi girò sul divano a pecorina, mentre da sotto Selena continuava a leccare il mio arnese, alternando la sua bocca su di esso e sulla verga di Ale.
Egli mi spalmo un gel fresco e lubrificante sul culo e con un dito sondò l’apertura, poi con due, girandomele dentro per benino per allargarla un pochino.
Bruciava un poco ma Selena riusciva a placare il dolore con la sua bocca.
Quando si ritenne soddisfatto del suo lavoro di preparazione Ale si unse l’arnese col gel. Un po’ per queste attenzioni, un po’ perchè ci sapeva davvero fare, quando Ale entrò non mi provocò un dolore pazzesco, almeno all’inizio, muovendosi con calma e aspettando che il mio intestino si abituasse all’intruso.
Quando però cominciò a muoversi più guidato dalla foga che dalla ragione, un dolore abbastanza intenso mi colpi come un cazzotto allo stomaco.
Mi sentivo pieno e squartato allo stesso tempo, e in virtù della sborrata di poco prima, questo “limaggio” duro almeno 15 minuti.
In più quella bastarda di Selena, si era sicronizzata al suo Ale e appena mi vedeva arrivare alla soglia del piacere si fermava lasciandomi solo e senza distrazioni dal maglio che mi scardinava le viscere.
Finalmente Ale venne inondandomi di un torrente di sborra tutto il retto, liquido che placo solo parzialmente il fuoco che mi bruciava dentro.
Venni anche io rantolando come un animale ferito.
Ale aspettò un po’ prima di uscire dal mio culo, si fece pulire la verga da Selena, e potei notare un po’ di sangue.
Era giunto il momento di scopare Selena, cosi la feci mettere nella mia precedente posizione e mi lanciai in una sublime scopata alla pecora mentre Ale si riprendeva.
Tanto per rendergli la pariglia glielo schiaffai subito anche in culo, bello stretto e caldo, e dopo molti colpi, sferrati con cattiveria gli venni nel retto con somma goduria.
Appena uscito Selena si giro e si mise subito a ripulirmelo per benino, succhiando in resti del mio e suo piacere.
La cosa mi riportò in poco tempo in una superba forma al che mi venne l’idea di fare il culo anche ad Alenia, cosi gli ordinai di sbocchinarmi, mentre Selena preparava il suo culo abituato a questi assalti, con lunghe leccate.
Alenia traeva piacere da queste pratiche e non era sicuramente la prima volta che lo pigliava in culo.
Ale abbe un’idea geniale, fece rimettere a pecora Selena e in un sol colpo la inculò a fondo, dopotutto era rimasta dilatata dalla mia precedente inculata.
In seguito mi invitò ad entrare (a lei/lui non necessitava come già detto il jel lubrificante), cosi glielo buttai di colpo fino in fondo ai coglioni.
Ale ebbe un sussulto e per reazione si infilò profondamente dentro Selena che emise un gemito strozzato.
Alla donna sembrava di essere inculata da un cavallo e più io spingevo più lei gemeva come se la stessero squartando.
Ale godeva anch’egli della mi mazza, che se pur più modesta della sua è pur sempre un bel cazzo.
La limata durò molto dal momento che sia io che Ale avevamo già goduto diverse volte e questo fece raggiungere a Selena diversi orgasmi.
Per gli ultimi colpi mi avvinghiai alle tette di Ale, palpandole e strizzandole a più non posso. Gli tirai anche i lunghi capelli neri, tanto per constringerlo/la a spingersi con più vigore verso di me.
Selena distrutta dal piacere ci implorò di godergli in bocca a turno e sia io che Ale le inondammo le tonsille con il nosto godimento.
Mi feci una doccia prima di salutarle e di uscire, e me ne andai non senza aver chiesto ed ottenuto di rivederle, prima o poi.
Scesi in macchina e anche se un po’ dolorante ammisi che il tutto mi era piaciuto enormemente, anche se la serata aveva preso un “piega” strana. FINE

About Sexy stories

Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.