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Incontro con sorpresa

Incontro con sorpresa

Ero al volante della macchina, ma avevo difficoltà a concentrarmi nella guida. Stavo finalmente per incontrare Sandra.
Era già parecchio tempo che ci frequentavamo via e-mail.
Quella mattina avevo consultato la posta elettronica con la speranza di trovare un suo messaggio.
Con sorpresa leggo il suo invito a prendere un caffè insieme.
Ero ubriaco dall’eccitazione.
Sarebbe stata come avevo immaginato?
Le nostre e-mail sarebbero state un preludio di quello che sarebbe accaduto?
Era pronta a tradire il marito?
Non sapevo cosa aspettarmi da quell’incontro.
Era ormai parecchio tempo che condividevamo le nostre fantasie ed i nostri desideri più intimi, ed una volta avevamo persino conversato al telefono.
Ricordo di essere stato incantato dalla sua voce dolce e sensuale mentre mi raccontava i suoi desideri più intimi.
Il mio cuore batteva talmente forte che temevo scoppiasse.
Ero riuscito ad arrivare al luogo previsto per il nostro appuntamento.
L’avrei già trovata ad aspettarmi?
Avrebbe cambiato idea all’ultimo minuto?
Sono arrivato con qualche minuto d’anticipo.
Davanti al bar dell’appuntamento scorgo una donna che aspetta… è lei?
Mi guarda arrivare con aria distratta.
I miei dubbi scompaiono quando un magnifico sorriso ne illumina il volto.
Era come la immaginavo: occhi grandi e vivi, sguardo innocente che la facevano sembrare più giovane dei suoi venticinque anni.
Affrettai il passo, le strinsi la mano e la baciai nervosamente sulla guancia sfiorandole il viso.
– Sandra?
– Si, come va?
– Molto bene… hmmm… sono contento di incontrarti… uhh… scusa se non so cosa dire… sei veramente splendida.
– Grazie… sono un po’ nervosa…
– Entriamo? Ci potremmo conoscere meglio davanti ad un caffè.
– Non è necessario. Ho come l’impressione di conoscerti già da molto tempo, come un vecchio amico. Vieni a casa mia, lì saremo lontani da occhi indiscreti.
Non ho esitato un solo secondo prima di accettare, ma avevo solamente un dubbio:
– Tuo marito non è a casa?
– è in ufficio. Non rientrerà prima delle sette… allora vieni? Hai la macchina? Io sono a piedi, abito a dieci minuti da qui.
Ha iniziato a piovere e siamo corsi a ripararci in macchina.
All’interno, l’impermeabile che indossava si è aperto, ed ho potuto intravedere un paio di gambe superbe.
Portava una gonna molto corta e non capivo se lo facesse a posta a mostrarmi il più possibile le sue gambe.
Mentre mi indicava la strada da percorrere, gettavo uno sguardo furtivo alle sue cosce.
Intanto, un imponente rigonfiamento stava prendendo forma sotto la patta del mio pantalone.
Sandra sembrava non essersi accorta di nulla, ma, d’un tratto, mi guardò lascivamente negli occhi passandosi la lingua tra le labbra.
Abbiamo parcheggiato davanti la sua abitazione e siamo entrati velocemente in casa.
L’interno era arredato con gusto.
Mi sono seduto sul divano in salone mentre Sandra, abbassate le tapparelle, preparava da bere.
Seduta su una sedia, mi ha fatto segno di avvicinarmi.
Abbiamo iniziato a parlare dei nostri interessi, ed io, bevendo lentamente, le ho fatto i complimenti per la sua stupenda abitazione.
Solo qualche istante dopo, ho sentito la sua mano sfiorarmi la coscia che era vicino alla sua.
Prese il bicchiere che avevo ancora in mano e lo posò sul tavolo.
è indescrivibile la sensazione del nostro primo bacio.
Ho sentito le sue labbra appoggiarsi sulle mie, le nostre lingue si congiunsero.
La sua lingua, nel penetrarmi la bocca, aveva un inconfondibile sapore di miele.
Accarezzai l’interno della sua bocca con un va e vieni furtivo della lingua.
Lei pose una gamba ad ogni lato del mio corpo e si sedette sulle mie ginocchia.
Poi prese ognuna delle mie mani posandosele sui fianchi voluttuosi.
Ho accarezzato febbrilmente ogni centimetro della sua pelle.
Il sedere ed il seno erano di una dolcezza infinita.
Molto abilmente, Sandra ha iniziato a sbottonare la sua e la mia camicia senza interrompere il nostro bacio.
Mi ha slacciato il pantalone con la stessa abilità, poi ho visto le sue mani liberarsi della gonna.
La camicia era completamente sbottonata ed i capelli in disordine.
Mi ha aiutato ad abbassare leggermente il pantalone e si è incollata ancora una volta al mio corpo.
Questa volta baciandomi il collo ed il petto, è riuscita a far uscire dai pantaloni il mio sesso già super eccitato.
Facendo uscire dei piccoli gemiti, ha iniziato lentamente a masturbarmi.
Con la mano ha massaggiato l’asta del mio rigido membro, ha sollevato i testicoli facendo leva sui boxer e li ha stretti fermamente.
è scivolata lentamente sul mio corpo per mettersi in ginocchio tra le mie gambe, tracciandomi sul collo, sul petto e sulla pancia il segno del suo passaggio con la lingua umida.
Ho sentito la sua bocca stringersi come un fodero intorno al cazzo.
Alzando gli occhi verso di me, ha iniziato a succhiare con lena. Il suo viso era come illuminato mentre si sforzava di ingoiare il più possibile il cazzo nella bocca affamata.
Era una esperta fellatrice, e faceva attenzione a non ricevere troppo presto un’abbondante esplosione di sperma, che avrebbe poi ingoiato.
Il suo sguardo era perso, sembrava completamente concentrata a sbocchinarmi, come se il cazzo che le riempiva la bocca fosse la sua sola preoccupazione al mondo.
Ogni tanto lo faceva uscire dalla bocca e lo leccava con ampi colpi di lingua.
Ciò mi permise di rallentare l’arrivo dell’orgasmo, che quando giunse, mi diede delle piacevolissime sensazioni.
Poi mi ha sussurrato all’orecchio:
– Dai… mi puoi sborrare in bocca… mi piace bere.
Ha iniziato un bocchino indiavolato.
Mi tirava una sega con la mano destra, mentre con l’altra mi strofinava i coglioni.
Era quasi violenta.
Ho inarcato la schiena, ho disteso le gambe ed ho sentito come una scarica elettrica.
Ho schizzato con incredibile impeto un’abbondante quantità di liquido vischioso e caldo.
Lei non si è fermata ed ha continuato a spompinarmi finché il cazzo non è diventato talmente sensibile da farmi male.
Poi è risalita verso di me. Il suo volto era radioso.
– Non ne hai perso una sola goccia.
– Meglio così… non amo gli sprechi.
– Grazie. è stato magnifico…. ma non ho ancora accarezzato il tuo sesso. Vorrei regalarti tanto piacere quanto tu me ne hai dato.
– Lo hai già fatto. Ho goduto senza toccarmi… ma se vuoi toccarmi sono tutta tua.
Dicendo ciò ha scostato le mutandine mostrandomi il sesso in tutto il suo splendore.
La sua foresta era completamente fradicia.
Riluceva da quanto era bagnata.
Potevo vedere dei lunghi rivoli di piacere scenderle lungo le gambe.
Sono stato subito scosso da un’incredibile voglia di tuffarmi tra le sue gambe.
Volevo esplorare ogni minimo dettaglio della sua fica con la lingua.
Gustare le sue generose secrezioni.
L’ho presa quasi violentemente per la vita e l’ho fatta distendere sul divano. Ho cominciato a baciarle le labbra come un affamato, conservava ancora il gusto del precedente pompino.
Le ho succhiato e leccato il collo e le spalle, attardandomi in particolare modo sui seni, che ho tastato e mordicchiato.
I suoi capezzoli erano come chiodi e gemeva ad ogni mia carezza.
Ho aperto il mio cammino lungo il suo ventre, il suo odore di femmina iniziava a riempirmi le narici.
Che piacere immenso nello scoprire l’oggetto della mia bramosia!
Con le gambe completamente divaricate, offriva il sesso alle mie carezze orali.
Le ho messo un cuscino, che si trovava sul divano, sotto al sedere.
La fica era bavosa e grondante, e le secrezioni le inumidivano il suo roseo forellino anale.
Il corpo di Sandra ha tremato al contatto della mia lingua con il suo sesso.
Ho aperto con le dita la sua fessura, trovandovi senza difficoltà il clitoride turgido come un piccolo cazzo.
L’ho avvolto con la lingua e massaggiato con le dita.
L’ho leccata tutta, come un gatto, senza trascurare nessun dettaglio.
E lei mi gratificava con il suo liquido dolce-amaro.
Ho insinuato la lingua nella vagina, sentendo le sue contrazioni.
Poi ho fatto scivolare la lingua verso il basso.
L’ano si è aperto senza indugio ai miei colpi di lingua, mentre stavo ancora tintillenando con la mano il clitoride.
Il suo orgasmo mi ha stupito per la violenza e la durata.
Sentendola fremere, ho fatto uscire la lingua dalle pieghe del culo per attaccarmi alla sua fica fumante.
Le gambe mi hanno imprigionato la testa, impedendomi quasi di respirare. Lunghi fiotti di liquido salato mi hanno riempito la bocca obbligandomi ad inghiottire.
Non so quanto abbia gridato perché avevo le orecchie tappate dalle sue cosce, ma il suo orgasmo sembrava durare lunghi minuti.
Mi sono seduto al suo fianco per riprendere fiato.
Intanto, mentre mi occupavo di lei, il cazzo mi era ritornato duro, ma ormai Sandra sembrava sfinita.
– Grazie. Tu lecchi sempre così una donna?
– Ti ho raccontato che sono molto orale. Lo potrei fare per ore intere…
– Anch’io mi farei leccare per ore intere.
– Peccato… tuo marito arriverà tra non molto. Non abbiamo molto tempo.
– Sai una cosa? – mi dice con aria canzonatoria –
– Cosa?
– Ti ricordi… una volta… mi hai raccontato di avere un desiderio… che ti sarebbe piaciuto avere una relazione a tre… con un uomo bisex?
– Si… ma è difficile trovare una coppia simile.
– Hai sempre voglia di farlo?
– Certo… se si presentasse l’occasione.
– Ok. Sai una cosa? Non scandalizzarti? Mio marito non è in ufficio… è dietro la porta dell’armadio ed ha visto tutto.
– heu? !!
Ho avuto un soprassalto.
Non mi sarei mai aspettato una notizia simile.
Lei al contrario non riusciva a contenersi dal ridere quando ha visto la mia espressione stupefatta.
Mi sono girato in direzione dell’armadio a muro ed ho visto la porta aprirsi.
Ne è uscito il marito come se nulla fosse accaduto e si è diretto nella nostra direzione.
Non aveva assolutamente l’aria di un marito tradito.
Era piuttosto sorridente. Indossava una semplice magliette e dei boxer… dava l’impressione di uno che approfitta di una giornata di ferie per stare a casa, riposarsi e… guardare la propria moglie scopare con un altro uomo!
– Ciao… come stai? Mi chiamo Claudio.
– Euhh… bene… sono solo un po’ sorpreso.
– Non ti preoccupare… Tu non lo sai, ma quando Sandra leggeva le tue e-mail, io ero al suo fianco.
Avremmo dovuto dirti subito che saremmo stati in tre, ma lei ha preferito farti una sorpresa. Io ne sono stato molto contento perché ho trovato molto eccitante guardavi di nascosto.
Spero che tu non sia rimasto troppo scosso.
– No, non proprio. Ma se me lo fate un’altra volta, potrei avere un infarto. Siete sicuri che non ci sia più nessuno nascosto in casa?
– Sicurissimi!
Il clima cominciò a distendersi.
Davano l’impressione di essere una coppia molto affiatata.
Anche lui aveva un aspetto molto giovanile.
Era un bell’uomo sui venticinque anni, ma i suoi capelli ricci gli conferivano l’aspetto di un ragazzino.
Di colpo, l’erezione che avevo perso per la sorpresa, ritornò con nuovo vigore.
Il cazzo prese ad inturgidirsi nuovamente.
Le possibilità che si stavano presentando erano molto eccitanti.
Fu Sandra la prima a parlare:
– E se andassimo in camera da letto? Staremmo molto più comodi.
Non ha finito di parlare che eravamo già in cammino.
L’abbiamo seguita in camera da letto senza perdere tempo.
Era come se l’avessimo sempre fatto.
Sandra mi è saltata addosso spogliandomi degli ultimi vestiti che ancora indossavo.
Suo marito, nel frattempo, le tolse quei pochi indumenti intimi che aveva conservato.
Io e Sandra eravamo completamente nudi.
Rimaneva Claudio.
L’ho aiutato a togliersi la maglietta e Sandra, sempre ridendo, si è inginocchiata davanti a lui per sfilargli i boxer.
Claudio aveva un cazzo semi-rigido.
I testicoli erano stati rasati, così come il resto dell’inguine.
Mi sono sentito quasi invidioso.
Il suo cazzo non solo era più grosso del mio (in ogni modo non sono così insicuro), ma era veramente ben fatto.
Sandra ha iniziato ad accarezzare le gambe del marito.
Non rideva più ed aveva assunto un aria molto seria.
Gli ha preso il cazzo tra le mani ed ha iniziato a masturbarlo.
Vedevo quel cazzo inturgidirsi a vista d’occhio.
Lei accarezzava tutto intorno a quel magnifico pene che adesso puntava verso il soffitto.
Sandra mi fece cenno di avvicinarmi.
Ero in piedi davanti a lei, come
il marito. Sandra aveva afferrato un cazzo per mano.
Ci masturbava lentamente, quasi affascinata da questi due membri duri solo per lei.
Ci accarezzava i coglioni come se volesse vedere quali fossero i più duri.
Tirandoci per il batacchio, ha fatto avvicinare le nostre facce.
La mia asta è stata la prima che ha messo in bocca.
La saliva le colava giù per il mento cadendole sul seno.
Poi ha sostituito il mio pene con quello di Claudio, ma senza mai smettere di tirarci simultaneamente una sega con ritmo costante.
Dopo essere passata più volte da un cazzo all’altro, ha indugiato la sua bocca sul mio pene.
Con la mano destra a tirato il marito spingendolo ad inginocchiarsi.
Ho immediatamente immaginato cosa sarebbe successo.
Ben presto ho avuto ai miei piedi questa affascinante coppia libertina impegnata a spompinarmi in tandem.
Claudio non era esperto come la moglie nella fellazione, ma sentivo che non era comunque alle prime armi.
Si impegnava moltissimo a succhiarmi il cazzo, spingendoselo in gola davanti gli occhi della moglie, che di tanto in tanto lo sostituiva o mi dava qualche colpo di lingua sui coglioni.
Poi Sandra ha fatto mettere Claudio in piedi, ed ha ripetuto con me ciò che aveva fatto fare al marito.
Mi ha fatto mettere in ginocchio affianco a lei.
Dritto dinanzi al viso, il pene di Claudio mi sembrava più grosso di prima.
Senza esitazione, l’ho affondato in gola in un colpo solo.
Sandra osservava, aiutandomi ogni tanto nello spompinare il marito.
Con la coda dell’occhio la vedevo strizzarsi il seno ed accarezzarsi tra le gambe con insistenza.
Lo spettacolo le piaceva, ed in viso le si poteva leggere il godimento che provava nell’osservarci.
Poi Sandra si è avvicinata al mio orecchio, bisbigliando una frase che mi ha fatto fremere:
– Voglio che t’inculi!
Mi ha preso per le mani facendomi avvicinare al letto.
Da un lato ero terribilmente eccitato, dall’altro avevo terribilmente paura. Sandra mi ha fatto poggiare la testa sul letto.
Ero quasi a quattro zampe.
Ho sentito un paio di mani che mi scostavano le due metà del culo ed una lingua che mi esplorava l’ano.
Ho guardato Claudio affianco al letto ed ho capito che era Sandra a penetrarmi con la lingua.
Mi accarezzava delicatamente, passandola dappertutto: sui coglioni, sul sedere, ma soprattutto nel buco del culo.
Sandra ha fatto mettere Claudio dietro di me, aiutandolo a porre la cappella all’entrata del mio culo vergine.
Ho trattenuto il respiro quando ho capito che il batacchio di Claudio mi avrebbe penetrato.
Mi aspettavo una sensazione maggiormente dolorosa, ma Sandra si era assicurata che Claudio non fosse troppo impetuoso e che il mio culo fosse veramente ben lubrificato.
Dopo un po’, Claudio ha iniziato il classico va e vieni nel mio buco.
All’inizio Sandra mi faceva una sega, poi prese la mano di Claudio e la sostituì alla sua.
Adesso era Claudio che si occupava anche della mia verga. Sandra, invece, mi si è messa di fronte, seduta sul letto, con le gambe ben divaricate.
Claudio mi fotteva sempre più forte e più veloce, mentre io leccavo Sandra con la stessa forza, se non di più.
Ad un certo punto Sandra mi ha tirato verso di lei, ed ho capito subito le sue intenzioni.
Muovendomi in ginocchio, e senza impedire a Claudio di incularmi, la ho raggiunta sul letto.
Disteso su di lei, non ho perso tempo ed ho iniziato a chiavarla, aiutato dagli affondi del cazzo di Claudio, che instancabile continuava a fottermi nel culo.
Sandra era completamente fuori di sé.
Mi baciava e mi parlava all’orecchio:
– Chiavami…. ahhh… hmmm… lo sento in te… hmmm vai, incula e fotti sempre più forte.
La sua vagina mi accarezzava ogni nervo del cazzo, e sentivo il culo dolorante.
Claudio continuava a sfondarmi ed io sapevo che ben presto avrebbe goduto dentro di me.
Tutta la stanza era invasa dai nostri gemiti.
Sandra fu la prima a venire.
Le contrazioni della vagina sul mio cazzo mi provocavano un sensazione incredibile.
Col culo ben pieno, ebbi un orgasmo devastante.
Molto lungo.
Ho stretto il sedere mentre Claudio veniva schizzando abbondantemente il suo sperma nelle mie budella.
Spossati, siamo rimasti così per alcuni minuti.
Ho sentito diminuire l’erezione di Claudio, che infine ha estratto il suo batacchio dal mio culo dolorante facendo uscire un rivolo di sperma.
Col cazzo ancora duro sono rimasto nel caldo buco di Sandra finché non mi si è sgonfiato.
Sudati, dopo un breve riposo, abbiamo fatto una doccia.
Sandra e Claudio, molto simpaticamente, mi hanno invitato a cena.
Mentre mangiavamo, Sandra mi ha confidato:
– Sai? Adoro la sodomia, e mi piacerebbe possedere due uomini nello stesso tempo…………. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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