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Italia-Brasile 3-2

Otto luglio 1982, pomeriggio: malgrado le finestre aperte e un ventilatore al soffitto che gira pigramente, non si respira nel grande scantinato della villetta di periferia degli zii, pomposamente ribattezzato “sala hobby” da zia Grazia che, grande tifosa della nazionale come il marito, ha invitato tutto il parentame e il vicinato a vedere sulla loro nuova tivvù a schermo panoramico (comprata apposta per i mondiali di calcio) la “partita del secolo”, Italia-Brasile. Il risultato è che accalcate nello stanzone saremo almeno una quarantina di persone, sudate e vocianti con trombette e tricolori, tutte con lo sguardo fisso al grande schermo su cui scorrono le prime immagini dalla Spagna commentate dalla familiare voce di Martellini. Non tutte, veramente, perché il sottoscritto – seduto nell’unico angolo rimasto vuoto semplicemente perché da lì non si vede una mazza! – preferisce godersi un altro spettacolo, quello offerto da zia Grazia in versione “tifosa”.
Fascia tricolore intorno alla fronte, la zietta si è “messa in libertà”, con disappunto delle altre signore che non mancheranno di malignare su “quella svergognata” ma per la gioia dei maschi presenti, tra i quali non sono il solo a lanciarle occhiate poco sportive: indossa – si fa per dire – la classica T-shirt di cotone bianca con il simbolo di Spagna ’82 e le scritte dell’Italia, abbigliamento apparentemente innocente se non fosse per la notevole aderenza della maglietta che risalta con innegabile oscenità le forme notoriamente prosperose della zia (corpo snello e asciutto con enormi tette dai capezzoli prominenti e un bel culone pesante ma sodo) e per il fatto che sotto è praticamente nuda, a parte un minuscolo slip tanga vestita unicamente del quale la mia adorata zietta ha la sana e benedetta abitudine di prendere il sole in topless sul terrazzo di casa. Abitudine che ben conosco e che mi ha fatto arrivare con ben due ore di anticipo sulla partita, precedendo di molto i miei genitori grazie al motorino ricevuto per la promozione, senza il quale avrei dovuto dipendere dall’auto di mio padre per attraversare tutta la città perdendomi così lo spettacolo della zia con le tettone al sole (decisamente più interessante della partita! ), che mi sono goduto di nascosto sparandomi un bel segone mentre mio zio e i miei cuginetti, dabbasso, mi credevano occupato in una lunga e dolorosa “seduta” al cesso dovuta a indigestione di gelato… Incredibile a dirsi, malgrado abbia goduto con piena soddisfazione venendo con negli occhi le sontuose poppe capezzolute e unte d’olio della zia, sono ancora arrapato e non posso fare a meno di toccarmi di nascosto il pisello di nuovo duro mentre la guardo con la coda dell’occhio, soffermandomi sui fantastici capezzoli che sembrano sul punto di bucare il sottile tessuto e sulle cosce abbronzate, perfettamente depilate, che accavalla e scavalla nervosamente ad ogni azione pericolosa della partita. Incontrastata regina delle mie seghe di adolescente contemplativo, zia Grazia ha il potere di farmelo diventare duro sempre e dovunque, come una droga afrodisiaca…
Letteralmente appiccicatole addosso, Carlo – il giovane e muscoloso figlio di amici di famiglia degli zii, anch’essi presenti – ha scelto “casualmente” di dividere la poltrona con lei con la scusa della mancanza di spazio. Vero è che tutte le sedie e poltrone sono occupate e il pavimento davanti alla tv è invaso da ragazzini schiamazzanti, ma la scusa potrà reggere forse con quel povero cornuto dello zio, non certo con me: so bene infatti che Carlo, stallone superdotato ed esperto chiavatore malgrado la giovane età, si scopa mia zia praticamente sotto gli occhi del marito che, incredibile ma vero, non sospetta nulla, grazie anche alla inesauribile inventiva di zia Grazia che, quando si tratta di farsi trombare dal suo vigoroso amante e dai suoi amici (spesso invitati da Carlo per aiutarlo a soddisfare i variegati appetiti sessuali della troia), una ne fa e cento ne pensa! La presenza di Carlo e i suoi discreti palpeggiamenti (di cui la zia finge di non accorgersi ma che la eccitano sicuramente da quella gran porca che è) fanno suonare un piccolo campanello d’allarme nella mia testolina di guardone, certo la situazione è tale – sembra di essere allo stadio per la calca! – da rendere quantomeno improbabile anche una semplice “sveltina” fra i due, ma con zia Grazia non si può mai sapere…
Intanto, Paolo Rossi ha segnato il primo gol e il pubblico di casa esplode, tutti si abbracciano compresi Carlo e zia Grazia, nella concitazione nessuno sembra accorgersi – men che mai l’ingenuo zione – della possessiva palpata di culo che zia Grazia subisce di buon grado dal suo ganzo. L’entusiasmo dura poco, neanche 7 minuti e Socrates pareggia, sono momenti di tensione e sofferenza (la zia si mordicchia nervosamente le labbra carnose, Carlo ne approfitta per carezzarle di soppiatto una coscia), cancellati dal secondo gol di Rossi! Altra apoteosi, altra veloce pomiciata “in diretta” (mentre tutti si abbracciano) tra Carlo e mia zia che promette addirittura uno spogliarello in caso di vittoria, suscitando il divertito imbarazzo del marito, ululati da parte degli altri maschi e occhiatacce riprorevoli delle donne. Finisce il primo tempo e ci si rifocilla, si formano capannelli e si commenta la partita, intanto zia Grazia fa il giro con pizzette e bevande aiutata da mia madre e da altre signore. La seguo con discrezione, non solo per godermi la vista delle sue forme generose (ogni volta che si china la maglietta scopre il culo abbronzato con le chiappe messe a nudo dal ridottissimo tanga! ), ma soprattutto per seguirla in caso di “sveltina” con Carlo, anche se francamente il poco tempo disponibile e la tanta gente presente rendono la cosa assai diffcile. Difatti la zia si riaccomoda in poltrona per il secondo tempo senza mai aver lasciato la stanza al pari di Carlo, i due hanno parlottato un po’ tra loro ma non sono riuscito a sentire cosa si dicevano…
Alla metà della ripresa la doccia fredda, il pareggio di Falcao: zia Grazia si dispera e Carlo con lei, sinceramente non li facevo così tifosi ma ben presto scoprirò il perché di tanta partecipazione, e sarà una piacevole scoperta! Pochi minuti e Rossi, sempre lui, fissa definitivamente il risultato sul 3 a 2: è l’apoteosi, tutti si abbracciano e stavolta ne approfitto anch’io per palpare il bel culone della zia mentre la stringo urlando “Forza Italia!! “, ne ricevo in cambia un’occhiataccia della serie “non provarci più, ciccione brufoloso! ” che mi respinge a coda bassa nel mio angoletto, sotto lo sguardo ironico di Carlo che si riappropria della sua matura amante.
Pazienza, evidentemente il mio destino è “guardare e non toccare”! Finalmente l’arbitro fischia la fine, tutti urlano di gioia e si dirigono urlando e saltellando verso ogni mezzo di locomozione disponibile per raggiungere il centro, dove sta convergendo una vera marea umana per i festeggiamenti che dureranno fino a notte. Mi accorgo distrattamente che zia Grazia, sventolando un bandierone tricolore, è montata – mostrando generosamente le cosce – sul sedile posteriore della potente moto di Carlo, che strombazza sguaiatamente scambiando battute proprio con lo zione che, felice come una pasqua, è alla guida del suo furgone tutto imbandierato e invaso di ragazzini urlanti. Penso con una punta di invidia che certamente Carlo profitterà della confusione per palpare di gusto le cosce della sua passeggera, che magari lo ripagherà con qualche carezzina proibita lì davanti… Ma basta, non mi importa, per oggi ho goduto abbastanza e poi mi brucia ancora l’umiliazione subita (avrei tanta voglia di dire due paroline allo zio…), ora voglio solo festeggiare con tutta la città. I miei mi chiedono se voglio andare con loro ma rifiuto sdegnosamente, cosa ce l’ho a fare il motorino? ! ? Salgo sul mio bolide a due ruote (in realtà un modesto ciclomotore) e provo a partire: nulla! Riprovo, una volta, due, tre… Scendo sudato e incazzato, smadonnando come un turco: ora ricordo, ero in riserva e, per la fretta di arrivare e godermi zia Grazia in topless prima della partita, non ho fatto rifornimento!! Mi guardo intorno, sono rimasto solo! Do un calcio rabbioso al motorino maledicendo il mio vizio, cara mi è costata ‘sta sega! Fra tanta sfortuna, una botta di culo: l’ultimo a uscire ha lasciato la porta aperta e così, almeno, posso rientrare nella casa deserta, mentre alle orecchie mi giungono i clacson e le urla dei tifosi che si dirigono in centro. Chiudo la porta e torno nello scantinato – pardon, sala hobby -, dove almeno potrò seguire i festeggiamenti in tv. Sto per accenderla, quando sento aprire la porta di casa.
“Qualcuno ha dimenticato qualcosa”, penso subito, sperando di rimediare un passaggio. Mi affaccio guardando verso le scale che portano all’ingresso, apro la bocca ma subito la richiudo, immobilizzandomi. Sulla porta ci sono Carlo e zia Grazia, si abbracciano e si baciano con passione, le lingue allacciate, convinti evidentemente di essere soli!
“Te l’avevo promesso, caro: se vince l’Italia festeggiamo a modo nostro! ” sussurra la troia con voce roca per l’eccitazione.
“Quel gol di Falcao m’ha fatto cagare in mano, meno male che poi c’ha pensato Paolo Rossi, ormai c’avevo fatto la bocca!! ” Carlo se la palpeggia smanioso, su di giri per lo scampato pericolo che l’avrebbe mandato in bianco. “E pensare” aggiunge maligno “che quel cornuto di tuo marito sudava come un porco per la strizza dello spogliarello che avevi promesso!! “.
Risata di gusto dei due sporcaccioni.
“Sì, non si immagina neppure quanto gli sarebbe convenuto il cambio, a quell’impotente! ” ride la porca, inginocchiandosi davanti all’amante. Seduta sui talloni, gli apre la patta dei jeans da dove schizzano fuori trenta centimetri di cazzo già duro e vibrante, un bastone intarsiato di vene bluastre con un enorme glande scappucciato turgido e congestionato: lo guardo affascinato e quasi impaurito, pur conoscendolo bene continua a sorprendermi, non ne ho mai visti di così grossi e ogni volta lo paragono impietosamente al mio acerbo cazzetto da adolescente pipparolo. Anche zia Grazia lo conosce bene, non di vista ma per contatto diretto e prolungato!
“Che cazzo fa-vo-lo-so!! Mmmhhh, che spettacolo, mi manda il sangue al cervello, me lo voglio gustare tutto!!! ”
Detto fatto, la troia comincia a leccarlo tutto, dalla punta scappellata ai grossi coglioni gonfi e pelosi, poi torna al punto di partenza e, sussiegosa, lo prende in bocca, ingoiando lentamente tutto il glande che, da solo, le arriva quasi in gola. L’ingorda si accontenterebbe pure di ciucciare la voluminosa cappella ma Carlo, dopo averla lasciata succhiare per un po’, vuole di più e, afferratala per la fascia tricolore che ancora le circonda la testa, glielo spinge energicamente dentro, deformandole le guance ad ogni pompata. Zia Grazia ce la mette tutta per soddisfare il suo stallone, intanto la fascia elastica si è sfilata e i capelli biondo cenere le cadono sciolti sulle spalle, Carlo glieli afferra e la spinge con più forza sul suo cazzo, facendola tossire e lacrimare, evidentemente deciso a venirle in bocca. Poi sembra ripensarci, si stacca e fa rialzare mia zia, che ha lo sguardo stravolto e gli occhi umidi.
“Aspettami nella camera dei pupi che devo fare una telefonata, tanto stiamo tranquilli: col traffico che c’è in centro, il cornutone e i bambini staranno imbottigliati almeno per un’oretta” le ordina con tono brusco e autoritario accompagnato da un sonoro ceffone sulle chiappe. Zia Grazia obbedisce, a testa bassa. La sua remissività, così stridente con la disinvolta spregiudicatezza di cui fa continuamente sfoggio in pubblico e la sprezzante autorità con cui tratta il marito, ormai non mi stupisce più: so da tempo che Carlo la domina e che lei gode a farsi maltrattare e insultare, così come le piace snocciolare davanti al suo amante scurrilità davvero sorprendenti per una madre di famiglia che, con i miei occhi, ho visto più di una volta prendere a schiaffoni i figli rei di aver pronunciato una semplice parolaccia o di essere stati sorpresi a leggere un giornaletto “zozzo”… Una doppia vita, insomma: moglie autoritaria e madre integerrima in pubblico, troia vogliosa di cazzi giovani e vigorosi in privato, un privato che solo io conosco…
Con cautela salgo le scale, cercando di origliare. Carlo, rimasto solo, parla a bassa voce al telefono dell’ingresso:
“Ci siete tutti e due? … Bene, qui tutto ok! … Sì, siamo soli… No, sono tutti in centro, compreso il cervo… Certo, lascio la porta aperta ma ricordatevi di richiuderla lasciando la chiave inserita, così se qualcuno rientra prima che abbiamo finito è costretto a suonare e ci dà tempo… Certo, no problem! Ci sta, ci sta… Sbrigatevi! “. Nel riattaccare, Carlo apre silenziosamente la porta di casa lasciandola accostata, con la chiave inserita, poi si avvia fischiettando in cucina, per scolarsi una birra fredda. Ne approfitto per sgattaiolare al piano superiore e quindi di fuori, in giardino, profittando proprio della porta aperta. Faccio il giro del villino e arrivo sotto la finestra della camera dei miei cugini, scelta sicuramente dai due sporcaccioni per non insospettire il cornuto con “tracce compromettenti” che perfino un coglione come mio zio potrebbe rilevare.
Come pensavo, la finestra è aperta e la serranda alzata a metà, permettendomi una comoda visione: del resto non c’è motivo per chiudersi dentro, visto il caldo e l’alto muro di cinta su cui dà la finestra. Sbircio dentro: fa un certo effetto vedere zia Grazia nuda, stesa sul letto a fumare una sigaretta con le gambe accavallate leggendo una rivista scandalistica mentre aspetta di farsi sfondare dal suo amante, in una cameretta di adolescenti piena di manifesti di Gentile, Cabrini e Duran Duran, pile di fumetti e modellini di aerei di plastica. La spio in silenzio mentre strofina vogliosa le cosce e si accarezza il pube villoso (un triangolo scuro e riccioluto che spicca sull’inguine perfettamente depilato) leccandosi voluttuosamente le labbra tumide: ha voglia di cazzo e si vede, l’antipasto di poco fa l’ha eccitata allo spasmo. Vederla in quelle condizioni, per giunta nella camera dei miei cari cuginetti, me lo fa diventare incredibilmente duro. L’ho appena tirato fuori per spararmi la seconda sega della giornata che Carlo fa la sua comparsa, già nudo e con il portentoso cazzo in resta: zia Grazia posa la rivista e spegne nervosamente la sigaretta, avanzando a 4 zampe ai bordi del letto verso il suo ganzo.
“Dove eravamo rimasti…? ” la sento chiedere con voce arrochita, prima di prenderlo in bocca e cominciare a pomparlo con foga. Carlo la guarda dall’alto, accompagnandone la testa avanti e indietro con una mano posata sulla nuca e incitandola a darsi da fare.
“Brava, succhialo bene, così… Che pompinara che sei! Mi sa che invece del ciuccio da piccola succhiavi cazzi, vero? Aaahh che bello, sì, pompa troiona, senti com’è duro…”
Zia Grazia succhia di lena e sembra intenzionata a farsi sborrare in bocca, con una mano si masturba a cosce spalancate e con l’altra brandisce il cazzone che le riempie le fauci. Ancora una volta, però, Carlo cambia programma: si stacca dalla bocca ingorda della matura ciucciacazzi e si distende ai bordi del letto, le gambe in fuori e i piedi poggiati in terra, ordinando a zia Grazia di venirgli sopra a 69. La troia obbedisce subito, ben lieta di sostituire il proprio dito con la lingua esperta e tosta del suo amichetto. Raccoglie la rivista che stava leggendo e la stende aperta sotto il cazzo di Carlo, “Così non sporchiamo le lenzuola del pupo” spiega col tono pratico della casalinga. Nella posizione in cui sono me la trovo proprio davanti e posso ammirarla mentre ingoia il poderoso cazzone del suo stallone andando su e giù con la testa e brandendolo con entrambe le mani, intanto gli osceni risucchi e gli sciabordii della lingua non lasciano alcun dubbio su ciò che Carlo le sta facendo con la faccia affondata nella fica riccioluta.
Tutti e 3 infoiatissimi (loro impegnati nel 69, io a godermi una sega coi fiocchi), non ci accorgiamo della comparsa, sulla soglia, di due ragazzotti palestrati e tatuati, uno biondino e uno bruno, evidentemente gli amici con cui Carlo parlava al telefono: hanno indosso solo le magliette ed esibiscono cazzi di tutto rispetto, duri ed eretti grazie allo spettacolo che certamente si stavano godendo da qualche tempo di nascosto. Silenziosi, si avvicinano al letto giungendo alla fine uno di fronte all’altro, ai lati del bordo dove zia Grazia si agita smaniosa su e giù ingoiando il cazzo di Carlo, ancora ignara dei nuovi arrivi. Leccandosi le labbra, il bruno allunga una mano e carezza il culone fremente della zoccola, masturbandosi con l’altra: il biondo lo segue, infilando una mano sotto le poppe di mia zia e mungendole di gusto. Di scatto, zia Grazia si drizza in ginocchio, a cosce divaricate tra le quali Carlo continua, imperterrito, a leccare il suo nettare.
“Chi cazzo siete? ! ? ” urla la zietta rivolta ai due intrusi, mentre tenta comicamente e senza molto successo di coprirsi le tette ballonzolanti con le mani a coppa, “Che volete? ! ? Fuori di qui!! Carlo, hai visto… chi sono? ! ? Oddio, che vergogna… Aiuto, aiutooo!! “.
Quando alla sonora risata dei due cazzuti si unisce quella di Carlo, zia Grazia comincia a realizzare… A fugarle ogni dubbio ci pensano i 3 porcellini che, afferratala senza tanti complimenti per i capelli, la costringono ad inginocchiarsi per terra, disponendosi a semicerchio intorno a lei e ordinandole brutalmente di succhiarli a turno: se la passano l’un l’altro, sghignazzando e insultandola. Mentre la zia spompina uno dei 3 gli altri 2 se lo fanno segare e le strofinano vogliosi i cazzi sulla faccia e sui capelli, giocando con le sue tette e tormentandole i lunghi capezzoli scuri. Uno dopo l’altro le vengono in bocca, in faccia e sul seno lentigginoso, imbrattandola di sborra che luccica oscena e biancastra sulla pelle liscia e abbronzata della troia: il biondino le piscia perfino addosso, bagnandola tra l’ilarità degli altri 2. Godo anch’io e ce l’ho subito ancora duro, sono sbalordito, non ho mai visto fare cose simili e ho idea che stavolta anche la troiaggine della zietta sarà messa a dura prova dai suoi viziosi stalloni. Intanto i 3 l’hanno trascinata sul letto, sporca e bagnata (la rivista aperta e spiegazzata che doveva servire “a non sporcare le lenzuola del pupo” sembra quasi comica! ), obbligandola a ripulirgli i cazzi con la lingua e a masturbarli per farli tornare duri, mentre le si strofinano addosso palpandola, leccandola e strizzandola oscenamente.
“Senti che tettone c’ha ‘sta vacca… mmmhh che ciucci, ma li avete visti che roba? ! ? ”
“Quanto sei bona, sei tutta fica, troiona… ti piace il cazzo, eh? ”
“E il culo? L’avete visto ‘sto culone? ? Tana a chi lo sfonda per primo!! ”
Sul comodino vicino al letto, le foto dei miei cuginetti il giorno della comunione sembrano guardare con severa riprovazione la mamma che, tutta nuda e imbrattata di sperma e di piscio, si impala a cavalcioni sul palo di carne di Carlo steso sotto di lei, mentre gli altri 2 sono in piedi ai suoi lati e le offrono a turno il cazzo da succhiare, giocando intanto con una tetta ciascuno divertendosi a torcerle i lunghi capezzoli erti. Passata la sorpresa, zia Grazia – come al solito – ci prende gusto: cavalca con foga il suo stallone, leccando e ciucciando avidamente i cazzoni duri e pulsanti che i 2 le ficcano in bocca senza tanti complimenti.
Il biondino non resiste e, messosi a cavalcioni dietro a lei, le apre il culo con le dita e ci infila il cazzo dopo averci sputato sopra, strappando un gemito di dolore e di piacere alla troia. Con 2 cazzi nelle visceri zia Grazia si agita come un’ossessa, sbavando e mugolando come una cagna in calore, mentre il bruno la zittisce riempiendole la bocca di cazzo che le pompa brutalmente fino in gola. Le palle gonfie del biondo sbattono sul culo sudato e tremolante della zietta con un osceno schiocco ritmato, accompagnate dall’ansimare animalesco dei 3 amici che fottono come pazzi. Godono uno dopo l’altro, riempiendole di sborra tutte le intimità, per sfregio il bruno la costringe a ingoiare tutto e poi si pulisce il cazzo gocciolante sul suo viso stravolto, disfacendole ciò che restava del trucco. Sono venuto anch’io e mi allontano discretamente, lasciando i 3 amici a ricomporsi in fretta per andare a festeggiare dopo la gustosa parentesi, e mia zia a farsi una doccia e ripulire la stanza dei pupi: altro che spogliarello, caro zio! FINE

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