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La cognatina separata

Vivo insieme con mia moglie Desiree da oltre 12 anni e di conseguenza la vita familiare cominciava a perdere colpi. Momenti di caduta del desiderio, momenti di tensione interpersonale, ne riscontrava una fatale attrito riposto che ci portava ad avere rapporti sempre più radi che raramente raggiungevano le vette di piacere conosciute lungamente in un passato appena trascorso. Inevitabilmente tale situazione continuava a trascinarsi, inutili film pornografici, indumenti intimi seducenti, falli artificiali, foto spinte e riprese amatoriali.

Ci ritenevamo di natura calda ma la consapevolezza di vivere, per vari motivi, lunghi periodi di crisi aveva intaccato anche gli intervalli amorosi più freddi, oltre che più rari.

Mia moglie era di natura fedele, anche a causa dell’educazione poco permissiva ricevuta, con un fuoco interno però che, nei momenti gai, lasciava intravedere una natura irrefrenabile ma, purtroppo, sempre trattenuta nei limiti della coppia. Aveva sempre rifiutato di allargare il nostro rapporto; qualcosa nel momento di valicare l’aveva sempre trattenuta.

La felice svolta della crisi si ebbe in un periodo in cui Desiree si trasferì a casa della sorella dopo la separazione di Claudia, così si chiama la sorella, dal marito. Lavorando per molte ore la sera rimanevo solo nella nostra casa evitando di percorrere quelle poche decine di chilometri che ci separavano, incontrandola li solo per i week-end. Un venerdì sera mi recai finalmente, per pernottare, nella casa di sua sorella. La notte, desiderando interrompere il lungo digiuno mi accostai a mia moglie cominciando naturalmente a stuzzicarla. Pian pianino risalii con la mano lungo il fianco per arrivare a carezzarle le sue pesanti mammelle. I piccoli capezzoli, al contatto, si indurirono immediatamente; Desiree tento di tenermi a bada affermando che la sorella si alzava spesso la notte, vanamente.

La mia mano era già scesa sul suo monte di Venere e mentre giocherellava con i peli esercitava una leggera pressione, naturalmente Desiree si trovò a dischiudere le gambe, il desiderio troppo a lungo represso era evidentemente intenso, e lesto ne approfittai per introdurre un dito al margine del suo frutto riscoprendone il tepore. Titillandole lievemente il clitoride facevo rimbalzare le altre dita all’ingresso della sua fica sentendola lievemente inturgidirsi. Non ci volle molto perché l’umida voglia si manifestasse ed allora introdussi un dito nella sua calda caverna sentendola immediatamente aderire al corpo estraneo. Cominciò ad inarcare le reni per incontrarsi più a fondo con la mia carezza mentre la sua mano, leggera, era scesa sul mio inguine carezzando leggermente il mio membro che, in verità, non ci mise molto a presentare il saluto alla visitatrice.

Continuai a carezzarla lievemente per farle crescere ancora il desiderio e ci aiutammo reciprocamente a liberarci degli indumenti, con la bocca mi impegnai a baciarle e leccarle le tette scendendo poi, lentamente, molto lentamente. La sentii gemere e sottovoce mi invitò a muovere velocemente il dito che le sollazzava la caverna o a baciarla proprio lì.

Avvicinai le mie labbra alle sue nascoste labbra alitandole caldamente e donandole dei baci leggeri, il desiderio le crebbe a tal punto che la sua mano scese per darsi subitaneo sollievo. La bloccai dolcemente e finalmente cominciai con la lingua a leccarle l’orlo del desiderio, volutamente mi attardai sulla soglia vorticando la lingua lungo le pareti esterne continuando ad alitarle caldo fiato all’interno, poi millimetro dopo millimetro entrai nel suo antro guizzando la lingua verso l’alto alla ricerca del suo punto estremo. Bagnata come mai chiuse gli occhi gemendo di piacere muovendo le sue anche a simulare un amplesso. Leccandola ancora accostai due dita all’uscio del piacere e dapprima ritirai la lingua e, dopo aver atteso un istante, le introdussi di schianto nella vorace gabbia di piacere facendola sobbalzare, mi pregò di continuare velocemente, come piaceva a lei mentre si torceva per scivolarmi sotto cercando con la bocca il mio pene che trovò ben turgido e baciò subitaneamente cominciando a leccarlo. Nella posizione del 69 alternavo colpi di mano a colpi di lingua mentre Desiree con una mano mi soppesava e stringeva i testicoli e con la bocca accoglieva la mia erezione, scesi verso il buchino posteriore e cominciai a picchiettarlo con la lingua mentre il mio mento le comprimeva la fica, un suo dito cercò il mio buchino cominciando a giocarci, la sua bocca succhiò voracemente i testicoli ed io introdussi a fondo la lingua nel suo didietro carezzando le pareti intestinali.

Il desiderio quasi ci travolse sfilandomi dalla posizione le feci alzare le gambe ed accostai il mio pene alla sua fessura fermandomi sul bordo diedi dei leggeri movimenti e poi, di colpo la penetrai. Quasi urlò dal piacere costringendomi a ricordarle che non eravamo soli. Andavo su e giù lentamente il mio pene sembrava andare in una caverna intrisa di caldo burro tanta era la sua secrezione, ora le facevo desiderare la mia cappella ora l’affondavo sveltamente nell’umida grotta, sempre allacciati ci girammo nel letto finché Desiree non si trovò di sopra, non poté trattenersi e gemendo di piacere cominciò a cavalcarmi sempre più velocemente avvicinandosi inesorabilmente all’orgasmo. Sentivo sotto le mie dita che la pelle del suo culetto cominciava a riempirsi di gioiosi brividi, il piacere stava per sopraffarci ma… la porta della nostra stanza si aprì e dal vano apparve la testa bionda di mia cognata la quale avendo inteso dei lamenti pensava che mia moglie potesse stare male, non immaginando che invece in quel momento si trovava molto, molto bene. Ci vide così nudi ed infissi l’un nell’altra.

Il piacere si trasformò dolorosamente in entrambi lasciandoci un senso di disagio ed un dolore in basso al ventre. La cognata rimase evidentemente sorpresa ed… immobile per quegli istanti che mi permisero di intravedere il suo corpo nel gioco di luce esterno alla nostra stanza, coperto da una leggera camicia da notte lasciava intravedere le tette e le tornite cosce. Così, mentre mia moglie si era sfilata lasciandomi alla sua vista col pene duro e lucido di umori Claudia, mormorando qualche scusa, accennò a ritirarsi e richiudere la porta. Sveltamente mi alzai dal letto e la chiamai, nel riaffacciarsi il suo sguardo non potette esimersi dal guardare il mio organo eretto, invitandola ad entrare per parlare un po’, tanto la festa era bella che rovinata. Confusa rivolse lo sguardo a mia moglie che intanto era scivolata sotto il lenzuolo ed io ne approfittai per prenderle una mano e quasi tirandola la feci entrare richiudendo la porta e facendola accomodare sul letto. Intanto ne approfittai per un occhiata di intesa con mia moglie la quale rispose con un gesto che chiedeva se fossi scemo o meno. Incurante chiesi a mia cognata perché si fosse alzata e come mai non riusciva a dormire, mentre rispondeva che si era recata in bagno e stava per coricarsi nuovamente non trovai scuse che mi potessero esser utili a sbloccare la situazione e non trovai niente di meglio da dire che, visto che noi eravamo nudi e lei aveva potuto vederci nudi anche lei avrebbe dovuto spogliarsi per non farci sentire in imbarazzo cosicché avrei potuto finalmente controllare se quanto diceva la mia moglie era vero cioè che le tette erano uguali e pesanti come quelle di sua sorellina mentre il culo, che Claudia aveva piccolo, era più grosso ed arrotondato di quello di mia moglie.

La cognata mi guardò quasi sconvolta, poi cercò lo sguardo di mia moglie, quindi si alzò per andarsene. Non volendo desistere la fermai e comincia a sollevarle la vestaglia e non mancai di invitare mia moglie ad aiutarmi. Dopo un attimo di imbarazzo l’idea cominciò a divertirla e venne in mio aiuto. Insieme riuscimmo a sfilare la camicia da notte alla sorella lasciandola solo con un piccolissimo perizoma. La vista di quel corpo non fece altro che riaccendere il mio desiderio e cominciai a confrontare le poppe di entrambe che veramente si somigliavano. Grandi, enormi anzi, simili per attaccatura, per forma, per dimensioni, per capezzoli. Non ricordo cosa dissi ma distintamente ricordo che andai con una mano verso la fica di mia moglie mentre l’altra si introdusse sotto le mutande della cognata a cercare ulteriori similitudini fra loro.

Colsi di sorpresa la cognatina, così quando serrò le gambe la mia mano era già introdotta in mezzo e come potevo tentavo di carezzarla, tentò di togliermi con le sue la mano ma fu mia moglie allora ad impedirglielo bloccandole le braccia, sentivo che la fica di mia moglie stava lentamente ricominciando a secernere umori mentre la cognata era come inebetita guardando dubbiosa ora me ora mia moglie la quale, in preda all’eccitazione, la invitò a lasciarsi fare che tanto non avremmo detto niente a nessuno. Chi lo avrebbe mai immaginato? Nonostante le evidenti difese morali e lo stato di grave imbarazzo sentii che la fica della cognata si inumidiva leggermente, bene il suo organismo cominciava a reagire, tanto bastò a spronarmi nel folle progetto. Pregai mia moglie di togliere le mutande alla sorellina, subitaneamente Desiree eseguì e, alle mancate obiezioni della sorella la costrinse sul letto aiutandomi ad allargarle le carnose cosce. Chiesi a mia moglie se mi consentiva di dare precedenza alla sorella ed ottenutala giocai un po’ con la fica della cognatina ed alzatele le cosce la infilzai d’un sol colpo.

Fu come scossa da una carica di alta tensione, divenne dapprima pallida e poi di molteplici colori, non potevo darle tempo di ragionare e cominciai a pistonarla con buona intensità non mancando di carezzarle i glutei per quel che era possibile. Mia moglie le carezzava le pesanti mammelle mentre si titillava la propria fica io continuavo a sgropparle le reni e, inevitabilmente, le sue barriere si frantumarono, dapprima sentii caldi umori invaderle la fica poi i suoi fianchi accennarono ad adeguarsi al ritmo imposto, infine chiaramente gemiti languidi le uscirono dalla gola e ricominciò, forse dopo alcuni mesi, a gustare un piacere che credeva ormai perduto. Mia moglie si masturbava ora ossessivamente mentre chiedeva alla sorellina se gli piaceva quel pene infisso nella sua fica, in ginocchio sul letto era china con la bocca sopra un capezzolo della sorellina che aspirava e mordicchiava voluttuosamente. La cognata cominciava chiaramente a godere, rossa in viso con una mano si stringeva la mammella libera mentre gli occhi cominciavano ad uscirle dalle orbite, i suoi gesti erano l’eloquenza della risposta dei fatti. La invitai a godere e quasi come se non aspettasse che il mio invito si lasciò andare ad un piacere troppo a lungo trattenuto. Sotto di me la sentii vibrare e gemere lungamente. Mai era accaduto che una donna godesse tanto sotto i miei colpi e non potei vieppiù resistere inondandole la fica con una razione enorme di sperma che scaricai voluttuosamente e copiosamente nel suo capace antro. Feci scivolare il pene indietro e Desiree cercò immediatamente di sostituirlo con la sua mano, la cognatina era lì sotto i nostri occhi e chiedeva ancora di godere, mentre si masturbava la mano di mia moglie si unì alla sua ed a due mani continuarono quell’opera maestosa.

Non potevo chiedere di più per essere di nuovo in tiro, alla pecorina introdussi il pene nella fica bollente e sbrodolante di Claudia mentre chinava la bocca sulla fica della sorella, schizzinosa non aveva il coraggio di leccarla ma, trovai il modo di costringerla, le tolsi il pene dalla fica ripromettendoglielo solo se avesse succhiato tutto il mio nettare depositato nella sorca della sorella. In cerca di salvezza per il proprio piacere non poté che convincersi e dapprima timidamente, poi con chiaro gusto, invitata anche dai colpi del mio pene che cominciavano a sobbalzarla, dilatò la fica della sorella cominciando a leccarla ed a succhiarne il contenuto, aumentando l’intensità all’unisono con l’aumentare dei colpi del mio pene nella sua fica. La cognata, non più in grado di connettere, scopriva un piacere nuovo che, poi ci confessò, neanche immaginava esistesse apprezzava il piacere donatole.

Mia moglie era in un vero e proprio delirio orgasmico, leccare una fica bagnata dal marito, perlopiù della sorella, le provocava uno stato di eccitazione animalesca, il suo volto, che intravedevo nello specchio, era stravolto ed il piacere finalmente le scoppiò nella fica e nel cervello donandole una secrezione che definire abbondante è descrivere per difetto. Una vera scarica di umori, lasciando la sua fica le colava lungo le cosce bagnando il lenzuolo; un’espressione, beata e porca come mai aveva avuto, le attraversava il viso che aveva alzato dalla fica della sorella mentre con le dita continuava a masturbarla, sbrodolò litri di piacere mentre anche la sorella ripartecipava al delirio, non volevo ritardare ulteriormente il secondo mio orgasmo e rivenni di nuovo stavolta nel caldissimo rifugio di mia moglie.

Sfinito mi sfilai allungandomi sul letto mentre mia moglie rimase esausta poggiata con la testa sul ventre della sorella. Il tempo di prendere fiato ed invitai Desiree a distendersi supina affinché la sorella le ricambiasse il piacere leccandole la fica con dentro il mio sperma. La cognatina in verità provò a dire che gli sembrava cosa contro natura, che non l’aveva mai neppure immaginato, ma la mia moglie oramai era completamente partita, se la rigirò sopra e nella posizione del 69 cominciò a rileccarle la fica invitando la sorellina a fare altrettanto, sotto di essa la fica palpitante di mia moglie pareva invitarla e, non potette sottrarsi. Chiaramente inesperta cominciò piano piano a leccare esternamente la fica della sorella. Io la consigliavo ma più che le parole poterono i fatti e Claudia seguì esattamente quanto mia moglie le donava, ricambiandolo. Sempre di più la sua lingua penetrava le profondità bagnate di mia moglie e poi, quando senti due dita introdursi nella sua ricambiò introducendo due dita nella fica sottostante.

Lo spettacolo era così eccitante che mi salì al cervello, davanti ai miei occhi Claudia e Desiree si masturbavano, provai ad avvicinare l’uccello alla bocca della cognatina ma Claudia non raccolse l’invito – più tardi ebbe a confessarci che mai aveva preso in bocca un uccello – ripiegai allora su mia moglie la quale non aspettava altro e, mentre continuava a masturbare la sorella, lo ingoiò d’un colpo cominciando a leccarlo e succhiarlo con una foga incredibile ed in modo straordinario come era capace. Con le mani poggiate sul culo della sorella raggiunsi ben presto di nuovo l’estasi e venni nella bocca di mia moglie la quale voracemente inghiottì anche quel residuo piacere mentre anch’esse raggiungevano di nuovo il traguardo dell’orgasmo.

Ci abbandonammo sfiniti sul letto ma volli baciare sulla bocca mia cognata rivolgendogli sinceri complimenti poiché era stata veramente brava ed aveva dimostrato di avere una natura calda e sensuale proprio come mia moglie, insistetti affinché anche le due donne si baciassero e la cognatina dovette certamente sentire il sapore del mio sperma sulle labbra di Desiree. Ancora rossa come un pomodoro si alzò ed infilandosi gli indumenti si accomiatò sorridendoci.

Il giorno dopo ci alzammo tutt’altro che di buon ora trovando i suoceri già svegli da molte ore, la sorella di mia moglie venne a prelevare il padre per portarlo ad una visita di controllo ed io ebbi modo di ritornare con mia cognata su quanto avvenuto nella notte trascorsa. Dapprima imbarazzata, poi sciogliendo il suo pudore mi confessò che erano quasi dieci anni che non faceva più l’amore e che, se dapprima aveva tentato di darsi piacere da sola, gli anni e le situazioni le avevano fatto dimenticare i brividi dell’eccitazione e che per lunghi anni aveva vissuto in assoluta castità. Le chiesi se le era piaciuto e, arrossendo un poco, rispose di si; sinceramente ammise che anche se non avremmo dovuto farlo il piacere superava di gran lunga il rimorso. Gli chiesi allora se avremmo avuto modi di rifarlo ed ella non rispose abbassando lo sguardo. Avvicinandomi la abbracciai e mi chinai a cercarle le labbra, con la lingua mi intrufolai cercando la sua; le sue timide resistenze cedettero e rispose al mio bacio.

Profittando che mia moglie era sotto la doccia cominciai a carezzarla, a stringerle il seno, a palparle pian pianino il didietro, disse no qualche volta ma non le diedi tregua, le slacciai la cinta, abbassai la zip sulle spalle e le feci scivolare il vestito lungo le braccia tirandole fuori un seno che succhiai avidamente. Eravamo in cucina la rivoltai e piegandola sul tavolo le abbassai un poco le mutande. Con la mano le solleticavo la fica, con un dito il buchino posteriore provocandole un irrigidimento delle natiche; era eccessivamente sensibile in quel punto, inutile insistere. Mi dedicai alla sua fica, le feci allargare quel che possibile le cosce e scesi con il viso ad alitarle la fica che, nonostante la notte trascorsa, cominciava ad inumidirsi. Mi ritrovai a pensare che la sorellina e mia moglie erano veramente simili, trovata la chiave giusta entrambe non opponevano più resistenza. Con la punta della lingua colpii ripetutamente la sua voglia mentre le massaggiavo le natiche; sentii che il basso ventre cominciava un lento movimento e tirai fuori l’uccello appoggiandolo all’entrata della sua fessura, gli chiesi se lo volesse dentro. Evitò di rispondere. Gli confermai che sarei entrato solo se lo avesse richiesto continuando a massaggiarle con i polpastrelli la zona del basso ventre. Mi sussurrò di darglielo, appena ebbe pronunciato quelle parole con un colpo secco la infilzai facendola sobbalzare, ma, immediatamente la sua fica cominciò a contrarsi intorno alla mia cappella. Mi tirai indietro molto lentamente e mi fermai con la cappella appena infilata nella fessura. Istintivamente si spostò all’indietro per infilarsi oramai pronta a godersi una nuova sbronza di piacere.

Cominciai a pomparla lentamente e quando mi accorsi che mia moglie, finita la doccia, era ferma sulla soglia a guardarci con aria maliziosa le accennai il silenzio, la sorella non poteva accorgersi così della sua presenza. Cominciai a lodare la cognata affermando che era più calda ed accogliente della sorella, intanto aumentavo la cadenza e poi le dissi che l’avrei scopata dal buchino posteriore. Claudia non volle affermando che non l’aveva mai fatto e che avrebbe sentito troppo male, non insistetti. Con le mani le cercai i seni, si tirò fuori anche l’altro dal reggiseno per facilitare il mio compito, aumentai la foga e l’intensità dei colpi sbattendo violentemente con il ventre sulle sue chiappe, non resse a lungo sbuffando e gemendo venne con grida beate ed anche io mi scaricai dentro di lei inondandola di sperma che, misto al suo piacere, cominciò a colarle lungo le cosce e poi sopra le mutande rimaste a mezza gamba, con il fiato lungo rimase poggiata sul tavolo. Il suo sedere era all’aria io mi sfilai e feci un cenno a mia moglie la quale si umettò un dito con la saliva e, con un sol colpo, lo ficcò nel posteriore della sorella prendendola alla sprovvista e gridandole che era proprio una porca. La cognatina tentò di sottrarsi ma anch’io glielo impedii spiegandole che non le avremmo fatto alcun male. Vane furono le sue insistenze, le sue ammissioni che non aveva mai utilizzato quel buco e che fosse oramai tardi per iniziare, i suoi gemiti di dolore, mia moglie non se ne diede per inteso e cominciò a far scorrere il dito negli intestini della sorella affermando che poteva anche sentire la fica ancora palpitante da quella posizione. Infatti, golosa, le infilò un altro dito nella vagina mettendosi a sfregarlo contro quello nel buchino donando certamente alla sorellina quella sensazione mista ed indefinita ove il dolore confina con il piacere. Quando sentì che la sorella cominciava a provarci gusto con un movimento improvviso sfilò le dita e trascinando la sorella sul letto le disse di guardare perché le avrebbe insegnato una cosa. Mi fece allora distendere di fianco alla sorella e cominciò a regalarmi un super pompino condito da succhi e leccate anche alla palle e più giù badando a ben mostrare alla sorella quali erano gli accorgimenti da usare. Il mio uccello non tardò ad indurirsi e lei immediatamente ne approfittò, si mise a cavalcioni e dandomi le spalle se lo ficcò nella fica cominciando una bella cavalcata. Fu in quella posizione, tra un sospiro e l’altro che tenne alla sorella una vera lezione di sesso, le spiegò che esistevano mille e mille modi per godere e che lei li avrebbe imparati tutti alla sola condizione di essere sempre disposta ad ascoltare quanto le avremmo detto. La sorella alla vista della mia moglie che dondolava ritmicamente infissa sul mio uccello scese con la mano a sollazzarsi la fica mentre l’altra veniva a soppesarmi le palle, quel dolce contatto esterno mi aiutò ed accelerò la mia venuta che sgorgò all’unisono con quella di mia moglie, intanto la cognata concludeva la sua masturbazione.

La sera ci lasciammo con la promessa che Claudia sarebbe ben presto venuta a stare qualche giorno con noi. Nell’attesa con mia moglie definimmo ogni dettaglio per le future prove della sorella e quando finalmente passai a prenderla per portarla a casa Claudia di certo non immaginava cosa la attendeva. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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