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copertina racconto erotico

La cognatina

Io e la sorella della mia ragazza abbiamo un ottimo rapporto di amicizia, ci confidiamo tutto e ci diamo dei consigli reciproci. È per questo che so che i suoi rapporti sessuali con il fidanzato non vanno molto bene perché lui ha lo stesso difetto di tantissimi uomini: è veloce e pensa solo a se stesso. Per il resto, però, il loro rapporto va molto bene, per questo C. (la mia cognatina) non se la sente di troncare. Premesso che C. è davvero una bella ragazza (capelli lunghi e occhi neri, labbra carnose, fisico longilineo, 3° seno e bel culetto), fino ad ora non l’avevo mai immaginata nella veste di grandissima porca. Ma dopo quello che mi ha confidato mi sono dovuto ricredere. Mi ha detto di aver fatto amicizia all’università con un ragazzo di colore, Omar. Lui è in Italia da diversi anni ma ha ancora qualche difficoltà con l’italiano. C. si è subito sentita attratta da questo ragazzo ed è cominciata tra loro una bella amicizia. Hanno studiato già diverse volte insieme e sembrano in gran sintonia. Il problema, se di problema si può parlare, nasce quando C. ha cominciato ad immaginare come potesse essere Omar a letto e quanto fosse grosso il suo uccello. Mi ha detto che spesso, nel bel mezzo dello studio, andava in bagno e cominciava a masturbarsi. Quella storia non poteva andare avanti così, se lo doveva scopare!!! Quando ho sentito C. pronunciare queste parole quasi mi veniva un colpo… si, ho sempre pensato a lei come una calda a letto, ma sentire uscire quelle frasi dalla sua bocca, devo ammetterlo, mi sorprese. Ed eravamo solo all’inizio…

Il racconto proseguì. Un giorno lei si vestì molto provocante: aveva i capelli sciolti e indossava una camicetta bianca trasparente e semi-sbottonata, dalla quale s’intravedeva lo spacco delle tette, messe in mostra e tirate su da un reggiseno a balconcino. Portava, poi, dei pantacollant bianchi dai quali si poteva vedere perfettamente che sotto indossava un tanga minutissimo. Mentre studiavano, per tutto il tempo, non faceva altro che provocarlo, sfiorandolo con i capelli, toccandogli l’interno coscia, accarezzandolo di tanto in tanto con le gambe. Ad un certo punto lui non ne ha potuto più e si è chiuso in bagno. C. è subito corsa per spiare dal buco della serratura e si è trovata di fronte un arnese enorme. Il povero Omar non resisteva più e si stava facendo una sega. Fu allora che C. gli chiese:

“Tutto bene Omar, hai bisogno di una mano? “. E lui:

“Tutto bene, grazie, due minuti ed esco”. C. a questo punto guidata dalla sua fica che reclamava soddisfazione prese coraggio ed entrò in bagno: “Secondo me hai bisogno di una mano…” e così dicendo si inginocchiò ai suoi piedi e cominciò a baciargli l’uccello. Gli sembrava che non finisse mai, era splendido e di un ottimo sapore… provò ad infilarne in bocca quanto più possibile ma si accorse che più della metà rimaneva fuori… aveva una mazza fuori dal normale, un’asta che i bianchi se la sognano. Si intrattenne a giocare con quella cappella scura che gli ricordava un cioccolatino, un dolce cremoso dal quale sarebbe uscito un ottimo ripieno. Dopo averlo insalivato per bene lo afferrò con due mani e iniziò a masturbarlo con vigore, velocemente. Lui non dava segni di cedimento e C. continuò a lungo, ricordandosi di insalivarlo ogni tanto. Dopo un po’ lui la allontanò e la fece rialzare. Si persero in un bacio mozzafiato mentre i vestiti di C. scivolarono giù rapidamente. Quando fu nuda lui la appoggiò a gambe aperte sulla lavatrice e, massaggiandole delicatamente le tette con le mani, iniziò a leccarle e baciarle la fica. Oh cazzo, da quanto tempo non godeva così, quella lingua era bollente e si muoveva in maniera così sinuosa, come un serpente quando viene richiamato dal piffero. Il suo piffero in questo caso era tra le sue gambe, pronto all’uso. Infatti, dopo averla leccata per un po’, la penetrò. C. mi ha confessato di aver avuto un po’ di paura all’inizio, la sua vagina non era abituata a quel genere di dimensioni, ma si adattò subito. Lui fu molto delicato, all’inizio spingeva lentamente e ad ogni colpo faceva entrare qualche centimetro in più… quando fu quasi tutto dentro iniziò a muoversi vorticosamente… C sentiva la cappella sbattere contro il suo utero… ci sapeva fare, e come se ci sapeva fare… non trascurava nulla, oltre a sbatterla con quel dono della natura che si ritrovava tra le gambe provvedeva sistematicamente a stimolarle con le dita i capezzoli e il clitoride… dopo poco C. venne copiosamente urlando come un’ossessa, aggrappandosi con le unghie alla schiena di lui che iniziò a sanguinare… ma Omar era un toro scatenato, non ne voleva sapere di concludere e a C. stava piacendo ancora da matti. Omar la girò e le appoggiò la cappella tra le natiche che, bagnate dagli umori scorsi dalla vagina, non fecero grossa resistenza a concedere il buchetto. Non ci poteva credere, col suo fidanzato non riusciva ad avere rapporti anali x il troppo dolore e invece con quell’arnese enorme stava godendo come una forsennata, fregandosene del dolore che comunque provava, ma che era niente a confronto del piacere che le stava procurando quel cazzo conficcato nel culo. Mentre la sbatteva nel sedere Omar le infilò due dita nella vagina, che continuava a reclamare il suo piacere. Andarono avanti per alcuni minuti, fino a quando C. venne nuovamente, con un orgasmo ancora più forte del primo. Immediatamente si girò e come un’affamata afferrò il cazzo di Omar tra le fauci… si muoveva così velocemente che questi non resistette ancora a lungo. Infatti dopo pochi secondi un mare di sborra calda invase la bocca di C. , che tentò di trattenerla x gustarne il sapore, ma era così tanta che fuoriuscì ricadendo sul collo, sulle tette e sulle gambe.

Questo racconto mi ha lasciato sconvolto, non osavo immaginare che la mia cognatina potesse arrivare a tradire il ragazzo, con un uomo di colore poi, e godere così tanto. Eppure il suo racconto mi ha eccitato tantissimo. FINE

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