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La dentista

Nel palazzo dove sono cresciuto c’era lo studio di una dentista ubicato proprio sul mio pianerottolo, il laboratorio era ospitato in casa della signora Puccia sorella di zia Nives, con cui avevo un incontro molto ravvicinato, avendo questa comodità va da se che io ero cliente della dentista fin da bambino.
La dottoressa era una signora bionda sul metro e sessanta pienotta ma non grassa sempre molto ingiollielata che abita in un altro quartiere della mia città considerato perbene, l’avevo sempre vista come un’aguzzina che si divertiva a infliggermi dolore con il suo vecchio trapano dal rumore simile più allo sferragliare di una vecchia vaporiera che di uno strumento di precisione.
Era trascorsa una settimana dal “fattaccio” con la zia Nives, l’anno della mia maggiore età, e mia nonna mi ricordò che mi aveva preso un appuntamento per un controllo dentistico, abitando così vicino venivo ricevuto, come gli altri del palazzo, sempre per ultimo.
Intorno alle 19 ero nella piccola stanza che faceva da sala d’aspetto insieme alla signora del quarto piano, una ragazza di trent’anni sposata con un marinaio di che era venuta ad abitare da poco, Giorgia, così si chiamava, era una morettona di un metro e ottanta con gli occhi verdi e due labbra carnose, ci eravamo sempre incontrati di sfuggita e non avevo potuto osservare altro, ma in quella sala d’aspetto iniziammo a parlare e la guardai meglio, aveva un seno molto prosperoso appena celato da una vestaglietta azzurra a fiori e un notevole stacco di coscie, ad una certo punto entra la signora Puccia che accusa Giorgia che è il suo turno, ed io resto da solo fantasticando su Giorgia e non mi accorgo della presenza di un’altra persona, finche non sento la voce della zia Nives
“Ciao Mimi ti disturbo” ero molto imbarazzato era la prima volta che rivedevo la zia e non potei fare a meno di notare che indossava lo stesso vestitino che le avevo levato di furia la settimana scorsa ed era aperto fino al pube
“Ciao zia, che ci fa qui” lei avvicinandosi ancora
” mio marito è a cena con amici, Puccia mi ha detto che eri qui e avevo voglia di parlarti” mentre parlava aveva preso la mia mano sinistra e l’aveva appoggiata al centro delle sue mutandine.
Il mio imbarazzo cresceva insieme alla mia erezione ma inizia a massaggiarla e mi insinuai di lato fino a toccarle la fica, in quel mentre entrò sua sorella che mi annunciò il mio turno, ero scocciato ed interruppi il dolce lavoro e mi avviai, zia Nives mi seguì dicendo
“stasera Mimi è molto nervoso l’accompagno per fargli coraggio ed entrammo insieme nello studio.
La dottoressa era al telefono appoggiata alla sua scrivania, sarà per l’eccitazione o che ma notai perla prima volta che non era male, mi fece segno di sedermi nella poltrona di tortura e zia Nives le si avvicinò, notai che come segno di saluto le aveva strizzato una tetta, la zia uscì un attimo con la scusa di dire una cosa alla sorella, al rientro sul un divano di fronte a me il vestito era sempre slacciato ma non c’erano più le mutandine, la dottoressa nel frattempo aveva riagganciato
“Ciao Mimi, Nives stasera ti vedo bene”
“Vedo bene anche te Daniela, il ragazzo ha un po’ di paura e volevo fargli coraggio”
Daniela si porto vicino al trapano
“Un ragazzone così non ci credo che abbia paura, apri la bocca Mimi” io esegui sempre guardando tra le cosce della zia
“Non ti muovere o ti potrei tagliare la lingua”
“No! ! Daniela la usa così bene” esclamo la zia alzandosi e portandosi di fronte a me a fianco alla dottoressa lo sguardo di Daniela cambiò e con fare allusivo
“Usa bene solo quella” la zia appoggio una mano sul mio pacco in bella evidenza e aggiunse
“Anche qualcos’altro, l’ho provato”
“e brava Nives e dove l’hai provato” la zia appoggiando l’altra mano sul culo della dott “qui, è bravissimo”
“Ma chi l’avrebbe detto è così timido, Mimi alzati un attimo” io ero inebetito da quei discorsi ma speravo che conducessero a qualcosa mi alzai e Daniela prese il mio posto non prima di essersi sfilata la gonna a tubino e le mutandine bianche di pizzo rimanendo con una camicetta e il camice bianco
“proviamo ‘sta linguetta”, mi piazzai con la testa tra le sue coscie e con le dita scostai accarezzai a cerchi concentrici le grandi labbra finche si schiusero, iniziai a picchiettare con la lingua tutta la zona dal buchetto al clitoride che era diventato bello grosso, lei roteava il bacino e lo spingeva contro la mia lingua che adesso la leccava in profondità.
” Daniela hai proprio delle belle tette” era la zia che aveva sbottonato la camicetta e gliele pastrugnava a piene mani, dopo un po’ di questo trattamento la dott ansimò
“Nives preparalo, lo voglio dentro” la zia mi sbottonò i pantaloni e mi fece alzare per sfilarmeli insieme agli slip, si abbocco al mio cazzo e cominciò una pompa lenta, Daniela si era alzata denudata di quel poco che restava a poggiate con le mani alla scrivania mostramdomi un bel culo e una peluria bionda che avevo già gustato,
“dai Nives non ce la faccio più” la zia tenendomi per l’uccello mi trascino dietro Daniela e lo appoggio alla fica ormai guazza poi si sedette sul tavolo e si paiazzo la testa di Daniela tra le cosce
“Mimi sfondala dappertutto a questa troiona mentre mi faccio leccare, ma ricordati che poi mi devi scopare in fica”.
Entrai d’un colpo nella vagina di Daniela e mi fermai solo quando le uscii un lamento, pompando lentamente dentro di lei ed abbracciandole il seno, dopo una dozzina di colpi uscii e piantai il mio cazzo nel suo culo che si aprii facilmente
” Dottoressa ma quanti ne hai presi, sei sfondata” mi rispose la zia
“tanti anche finti, falla godere e poi scopami” curioso di sapere com’era la fica della zia iniziai a sditalinare Daniela muovendomi nel suo culo come uno stantuffo e lei venne gridando e mordendo il clito della zia.
“facciamoglielo toranare duro che mi deve scopare” disse la zia impaziente, ci sistemmammo sul divano con Daniela nella posizione del 69 ma sentivo che la zia mi slinguava i testicoli quando mi ritennero pronto la zia mi salì a cavalcioni e se lo infilò fino ai coglioni, era molto stretta anche se aveva avuto un figlio e mi scopo di gusto alternando ritmi veloci e lenti
“ha davvero una gran lingua e un bel cazzo, avevi ragione Nives, grazie di averlo diviso con me”
“ora che lo sai puoi fartelo anche da sola ma non spomparlo troppo che ha altre femmine da servire” la zia accelerò i movimenti
“sborrami dentro porco” io staccandomi per un attimo dalla fica di Daniela “certo troia mi piace proprio slargarti la fica mentre mi gusto questa ostrica matura” e venni copiosamente mentre venivano anche zia Nives e Daniela alla quale avevo infilato due dita nel culo.
Rimanemmo alcuni minuti spossati sul divano e sentimmo dei rumori
“Nives stasera devi aiutare la Puccia” disse ridendo la dottoressa”
“e no se vuole aiuto c’è qui Mimi che provi anche lei non gli farà male”. Ero beato tra quelle due donne mature
“siete due bagascie molto brave e molto bagascie”
“sarebbe un complimento” aggiunse Daniela
“tu sei un maiale arrapato con la predilezione per mangiare la fica e sfondare il culo” e la zia di rimando “chi altra ti piacerebbe fottere nel palazzo”
“molte zia, ma stasera ho notato Giorgia”
“hai buon gusto, chissà! ! ” esclamò Daniela baciandomi il glande imitata dalla zia e finirono la serata con un pompino a due bocche che mi confermò che abitavo nel palazzo giusto. FINE

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