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La fidanzata di Andrea

La fidanzata di Andrea. Io vivo ancora a casa con i miei genitori e mio fratello. Mi chiamo Angela 20 anni, mio fratello Andrea 18, poi mamma e papà che praticamente non si vedono mai essendo troppo presi dal lavoro. Io studio all’università che essendo nella mia città mi evita molti problemi. Qualche storia con ragazzi ma nulla di sentimentalmente importante, giusto il tempo di pomiciare un po’ e capire che volevano solo quello. Non che mi scandalizzi, ma cercavo qualcosa di più, non sapevo cosa, ma ero certa di volere di più. Andrea mio fratello era molto riservato, quindi in casa durante il giorno si godeva una deliziosa pace. Un pomeriggio di un mese fa rientro dalla palestra e chiamo Andrea, ma non da segni di vita così mi infilo in camera mia a farmi una salutare doccia. L’acqua calda mi scioglieva i muscoli tesi per la palestra, e con la mente ripensavo all’ultimo orgasmo che oramai risaliva a più di tre mesi fa. Ma non ci do peso più di tanto a parte una strana sensazione sui capezzoli mentre mi insapono e l’effetto piacevole del telefono della doccia nello sciacquarmi. Il getto caldo mi inebria e sento l’eccitazione salire, mai il rumore della finestra mi scuote ed esco dalla doccia. Era solo il nostro gatto che rientrava dalla sua passeggiata. In accappatoio esco dal bagno e nel corridoio sento dalla stanza di Andrea provenire dei rumori. Mi avvicino senza molta cautela convinta di essere sola, ma dalla porta semiaperta mi si offre una scena inaspettata. Andrea nudo di madre di schiena in piedi, a gambe larghe da cui intravedo una testa femminile impegnata in un pompino. Resto un po’ sorpresa, ma l’eccitazione poco prima interrotta mi risale forte. Mi allontano per non creare casini quando il mio sguardo viene rapito da Andrea che spostandosi sul fianco mentre in evidenza un membro che per i suoi 18 anni mi sembrava esagerato. Non mi vedono, impegnati come sono, ma sul comò davanti alla porta fa bella mostra di se un vibratore che non immaginavo cosa ci facesse lì, ma che senza riflettere e senza far rumore infilo nella tasca dell’accappatoio. Torno in camera e toltami l’accappatoio comincio a spalmarmi della crema ammorbidente sul corpo. Sono seduta sul letto e lo specchio davanti a me riflette la mia immagine intenta in un delicato massaggio. mi fissò e quello che vedo mi piace: un corpo tonico e sodo, due gambe ben tornite, il ventre piatto frutto di migliaia di addominali ed il mio seno che spicca (porto la 3a) sodo e ben dritto. Mentre i massaggi si fanno più languidi mi torna in mente la scena di poco fa e mi sale un’eccitazione forte e intensa. Vedo nello specchio i miei capezzoli indurirsi e la mia mano scivolare verso il mio sesso già gonfio e bagnato. Comincio a toccarmi guardandomi e la cosa mi eccita maggiormente, poi mentre mi distendo per essere più comoda incontro con la schiena l’accappatoio e sento un oggetto duro sporgere dalla tasca. L’avevo dimenticato. ma ora lo tenevo in mano e ammiravo quel membro di lattice che riproduceva perfettamente un sesso maschile, anche se di dimensioni più grandi. Lo giro e lo fisso , poi noto una rotella rossa alla fine dell’oggetto e nel girarla sento l’oggetto muoversi e vibrare come animato. Più che per curiosità lo passo sui capezzoli mentre vibra e l’effetto quasi mi inebetisce. Sento le vibrazioni sui capezzoli già turgidi e mi rimanda un piacere inatteso. Senza riflettere vedo nello specchio la mano scendere verso il mio sesso e la gambe! spalancarsi al passaggio vibrante di quell’arnese. Lo faccio aderire al clitoride fino a sentirmi morire dal desiderio di sentirmelo dentro. mi sposto un po’ per vedere la scena allo specchio. Appoggio la punta, più grossa di quelli provati (solo tre) fino ad oggi e poi spingo dentro il vibratore con un misto di dolore per la grandezza e di piacere per le sensazioni che vibrando e muovendosi mi trasmette dal sesso fino al cervello. Mi vedo allo specchio prendere cm dopo cm tutto il fallo e cominciare una danza tribale sempre più nevrotica. Spingo e ritiro fuori con sempre più forza e velocità sentendo un piacere intensissimo possedermi e travolgermi. L’orgasmo non tarda a venire e lo sento dirompente e intenso come mai, tanto da non sentire le mie urla e gemiti di piacere. Vibro a lungo prima di ritornare nella realtà della mia camera. Nuda e con il vibratore infilato dentro il mio sesso riapro gli occhi sfilandolo con un gemito di piacere. -Dio mio che sborrata infernale- dico a voce alta e nel girarmi vedo Andrea e una tipa mai vista che mi fissano ridendo. -che cazzo ridete? Andrea mi fissa serio e indicandomi una cosa che tenga nella mano dietro la schiena
– Sai, sorellina io non risponderei così sapendo che il tuo spettacolino di oggi è stato video registrato con tanto di sonoro e urla e frasi del tipo come mi sento troia- E mentre lo dice avvia il video che riporta la scena da quando ho rubato il vibratore fino alla fine. La mie urla e gemiti e sconcezze sono nitide quanto le immagini spesso zoomate o sul mio sesso che si spalancava al passaggio del vibra o sul mio viso estasiato che proferisce frasi incredibili che mi sono uscite e nemmeno il ricordo. Ma l’apoteosi della cassetta è quando mentre mi sfondavo con due dita mi solleticavo dietro mormorando ma chiaramente
– Oh cosa darei per avere un cazzo in bocca, come quello di Andrea! Rimasi di sasso sia nel rendermi conto di quanto ero in trance erotica sia di cosa avesse per le mani mio fratello.
– Dai Andrea sono tua sorella era un modo di dire mentre ero eccitata , dammi il film dai Ma capii dal suo ghigno che non ne aveva la più pallida intenzione.
– No sorellina troppo facile così vero Paola? – Si Andrea, troppo facile fare le porche e poi dimenticare tutto Non sapevo dove volessero andare a parare, ma la situazione non era delle migliori.
– Potremmo duplicarlo e spedirlo un po’ a scuola, ad amici, alla tv locale sarebbe un grande scoop disse Paola che non credo avesse più di 18 anni.
– No vi prego mi rovinate se fate questo. Andrea sembrava pensare
– E cosa ci guadagniamo a tenerlo nascosto Angela, non hai soldi, non lavori, che cosa ce ne viene a noi. Mentre tv e giornali pagherebbero per veder la figlia dell’onorevole masturbarsi come una vera troia. Non hai nulla da barattare quindi…….. Cominciai a piangere dalla vergogna e dall’umiliazione che quel video mi avrebbe portato. Paola mi fissò un po’ poi disse
– Andrea non essere così crudele, è sempre tua sorella in fondo. speravo di avere trovato un’alleata che mi facesse uscire da quel guaio. – poi continuò qualcosa da barattare secondo me Angela lo ha, vero Angela? Non capivo e azzarda il motorino, la macchina………. ma era sempre un cenno di diniego con la testa dei due.
– Ma allora cosa volete in cambio si può sapere- esplosi in preda alla disperazione. Paola che doveva essere l’artefice della malandrinata mi fissò un po’ e poi con aria strafottente disse
– Si Andrea non ha nulla che ci interessi- e dicendo questo rivolse lo specchio su di me coperta solo dall’accappatoio. Cominciai a tremare all’idea che pensavo di avere intuito. Andrea guardò Paola e poi me
– Angela togliti l’accappatoio!
– Ma sei impazzito forse? risposi di scatto
– Visto non ha nulla da darci Andrea fai le copie che almeno un po’ di soldi li facciamo. E si girarono per uscire
– Ecco Andrea l’ho tolto- Rossa come un peperone mi ero denudata come mi aveva chiesto.
– Ma questo Angela l’abbiamo già sul nastro-
– Allora per Dio cosa volete in cambio di quel maledetto nastro Paola sorrise avendo capito che oramai ero cotta a puntino. Angela disse Paola- il nastro dura 45 minuti e per riaverlo per 45 giorni sarai la nostra schiava e farai tutto quello che ti diremo di fare
– Ma……….. ma ……….. siete pazzi o cosa……….. dai ditemi che state scherzando per favore.
– – No assolutamente queste sono le condizioni prendere o lasciare
– Ma tutto per voi cosa significa?
– Tutto Angela significa tutto. Tutto ciò che ti ordineremo lo farai e senza troppe storie o il film parte. Tremavo a quelle parole che non lasciavano possibilità di scampo – Ma anche sessualmente intendete? Pala ora si incazzò e mi venne incontro con uno sguardo crudele
– Tutto Angela, e di più! detto questo mi piantò uno schiaffo in faccia che mi voltò dall’altra parte – ora noi usciamo se prima che siamo fuori accetti urla altrimenti prepara le valigie perchè stasera sei sulla tv locale. Si voltarono e uscirono insieme dalla stanza, presero i giubbini e li sentii scendere le scale. non potevo lasciare che quel film girasse la città
– Va bene- urlai 45 giorni poi mi darete il film solo cose escluse niente escrementi, animali o ragazzi della mia compagnia; e se questa storia fa il giro della città vi denuncio per ricatto. Ora io accetto e se vi sta bene scrivete una lettera consegnate la cassetta al notaio che fra 45 giorni la consegnerà a me di persona. si guardarono e le cose erano logiche se si fosse saputo tanto valeva il film, quindi
– Va bene Angela, le tre condizioni saranno messe per iscritto disse Paola ora sono le 17 del 20 novembre fino alle 17 del 5 di gennaio sarai schiava e obbedirai. D’accordo?
– Si d’accordo – L’ultimo dettaglio Angela
– Dimmi – Tu gli ordini li prenderai solo da me non da Andrea solo da me e ad ogni ritardo o titubanza sarai punita. Capito chiaramente? Guardai Andrea per capire meglio
– Allora Andrea è già mio schiavo da un anno e fa quello che gli dico io così come farai tu. Ho atteso questo momento, ma ora Angela sei mia per 45 gg. Bravo Andrea. Avevi ragione tu. Mio fratello schiavo di quella ragazzina e aveva architettato tutto per lei, mi sembrava tutto pazzesco irreale, ma non lo era.
– Paola ma quanti anni hai? chiesi – 18 Angela, ma se mi chiami ancora per nome invece che padrona e non mi dai del lei saranno cazzi tuoi. 18 anni e a vederla fisicamente ne dimostrava 22 23 era 1, 81 capelli lisci neri, occhi blu, un collo da cigno una 4a che sembrava marmo e un sedere e due gambe da panico, ma aveva 18 anni pensai. Capivo Andrea che aveva perso la testa ma perchè io. Non capivo.
– Angela la tua schiavitù ha inizio da ora, ricordati le regole e l’ubbidienza questo è il pony che porta al notaio cassetta e carta. Sei pronta?
– Si sono pronta E una sberla secca mi rintronò la testa
– Si padrona la risposta Angela e pum una seconda sberla e prima di riceverne una terza mi affrettai a risponderle come desiderava. Andrea vai in camera e portami quello che sai veloce- Andrea scattò via e vidi Paola spogliarsi lentamente davanti a me e rimanere nuda solo con le scarpe che già era alta con altri 12 cm si tacchi oltre a slanciarla maggiormente la rendevano regale. Non potevo non fissare quel seno così grande eppure marmoreo e tutto di lei era da ammirare. – Schiava ora coricati sul letto a pancia in su
– si padrona ed esegui senza esitare conscia delle punizioni che sapeva dare Entrò Andrea con un baule enorme che pose ai piedi di Paola.
– Stronzo tu spogliati nudo e siediti di fronte alla nuova cagna. Angela allarga mani e gambe, anzi scendi dal letto. Esegui stralunata e le vidi estrarre due sbarre di ferro con dei lacci di cuoi alle estremità.
– Alza le mani e allargale- e detto fatto mi fissò i polsi alle cinghie ora allarga le gambe un attimo di esitazione fu subito punito con un ceffone sulla natica
– Allarga ho detto- esegui e mi trovai a game spalancate tenute immobili dalla sbarra di acciaio e fece passare una catena sopra una trave alla quale appese le le mani sollevandomi da terra di almeno mezzo metro. Il dolore alle spalle era enorme e la posizione scomodissima oltre che estremamente oscena. Mio fratello era nudo sedeva sulla sedia e nonostante il suo membro fosse floscio misurava almeno 18 cm e spaventava la sua circonferenza pari alla base di una bottiglia di coca cola. – Andrea lo sai che deve essere sempre duro il tuo cazzo pezzo di merda- e detto ciò lo colpi al sesso con una frusta a 9 code che dopo soli 5 colpi trasformarono quel membro floscio in un cazzo di quasi 25 cm duro come acciaio. – Per far si che si ammosci stronzo attacchiamo queste vidi Andrea quasi sussultare di gioia quando Paola gli afferrò i capezzoli e li serrò in due morse regolabili nello stringere i capezzoli con due catene che portavano due pesi per trascinarli in basso. IL cazzo ebbe un sussulto e divenne ancora più duro e lungo a vederlo una colonna greca. Paola prese la sedia dove era seduto mio fratello e la pose proprio sotto di me offrendo agli occhi di mio fratello la vista della mia fica spalancata. – Angela ora comincia la tua vita da schiava, sei bellissima Angela, e sei anche una grande troia, ma questo non lo sai ancora, ma vedrai quanto sei puttana!!! A quelle parole mi indignai e non mi trattenni – lo sarai tu troia forse, perchè più facile che tu sia frigida piccola stronza.
– io sarei frigida rispose Paola bene così berrai ogni mio orgasmo fino al 45 giorni e li conterai per la troia ora vedremo. estrasse dal baule una scatola con dei fili attaccati che finivano in piccoli morsetti. Prese un altra sedia e mi applicò un morsetto per capezzolo dopo avermeli induriti stritolandomeli. Non erano dolorosi, ma per evitare che uscisse le punte si infilavano nella carne. Scese dalla sedia e dopo avermi sputato sulla figa cominciò con un massaggio delicatissimo a sfiorarmi il clitoride come mai nessuno era riuscito e lo sfiorava così delicatamente e senza sosta che lentamente mi eccitò anche se non volevo. Il tocco si fece via via più forte e veloce mentre l’eccitazione cresceva indurendomi il clitoride e ancora di più i capezzoli che ora sentivano il morso delle pinzette. Continuò fino a farmi diventare il clitoride di ferro e allora vi attaccò una terza pinzetta dolorosa e poi una quarta più in basso che mi fece urlare dal male, e l’ultimi due fili non avevano pinze ma cilindri di acciaio di medie dimensioni che mi infilò senza riguardo davanti e dietro bloccandoli con del nastro adesivo per non farli uscire. Spostò mio fratello in modo che potessi vederlo bene e legato anch’esso fu sollevato più in alto fino a portare il suo cazzo a pochi cm dalla mia faccia! . Ne potevo sentire l’odore forte e osservare da vicino un cazzo come non avrei mai più trovato. Lì a pochi cm dal mio viso mi resi conto di quanto lungo e grosso fosse realmente, non esagero nel dire 25 o26 cm di lunghezza con una circonferenza che dalla cappella andava via via allargandosi quanto un mio polso e due palle che sembravano due mandaranci. Era spaventoso, ma nel contempo magnetico. Distratta da quella visione non vidi Paola appoggiare sotto di me un cilindro d’acciaio con la punta tonda che partendo da terra arrivava a poco meno di 5 cm dalla mia fessura.
– Angela sei pronta per iniziare a esibirci la troia che sei veramente? E detto questo girò appena il bottone posto sulla scatola che teneva i fili e capii che era un generatore elettrico. Arrivarono le prime scosse leggere quasi fossero carezze che si diffusero attraverso i morsetti in ogni punto erogeno del mio corpo, cominciando a stimolarlo senza sosta. Poi diede un secondo colpo al bottone che erogò una scarica più intensa e più forte della prima che trapassava con più energia scaricando maggior piacere in ogni punto dove passava. Al terzo scatto del bottone il mio corpo sussulto in avanti e il mio viso andò a sbattere contro il cazzo di Andrea e la mia bocca sbattè contro la sua cappella già imperlata di umori lasciando sulle mie labbra una bava di piacere. La corrente ora correva veloce e trascinava il mio corpo in meandri di piacere perverso e irresistibile. Senza pensare a ciò che facevo estrassi la lingua per sentire il sapore perverso del seme di mio fratello – Angela ma che fai lecchi la sborra di tuo fratello? Quella vipera vedeva tutto e sapeva alla perfezione i ritmi di crescita della corrente fu allora in fatti che mi svuotò la figa ed il culo del cilindro e dopo averlo oliato un poco li introdusse insieme dietro legandoli e fissandoli saldamente. Il mio orifizio si dilatò senza sforzo come se avessi preso solo cazzi in culo mentre in realtà era vergine, ma le scariche elettriche lo avevano stimolato e bagnato al punto da renderlo elastico e ricettivo. Sentii che stava facendomi scendere lentamente fino a far appoggiare il mio sesso sulla punta del cilindro abbassando e spostandolo più verso di me Andrea che ora praticamente aveva il suo cazzo attaccato al mio viso. Ne sentivo il calore sulle guance e l’odore invadermi le narici. La vidi girare ancora il generatore e far esplodere con tutta la violenza la corrente dentro il mio corpo. I capezzoli esplosero in un indescrivibile altalenarsi di dolore e piacere, il clitoride fu travolto dalla corrente come da una meteorite, nel culo i due cilindri lo slabbravano e lo facevano bagnare come le cascate del Niagara. Stavo naufragando in un piacere malsano che corrodeva il mio corpo. La Paola mi fece scivolare di altre10 cm ed ora con le punte toccavo terra, ma il cilindro sul quale era appoggiata con la mia fica d’improvviso fu percorso con maggior impeto e corrente. Le punte dei piedi non reggevano più il peso del corpo travolto in ogni punto da violente scosse cedettero. Sentii la punta gelida ma come viva entrare in me e il mio sesso dilatarsi sotto il peso del corpo e dell’onda di delirante piacere che mi travolgeva.
– siiiiiiiiiiiiiiiii ancora padrona siiiiiiiiiiiiiiiiii urlavo oramai fuori di me. – schiava non mi dirai che godi
– siiiiiiiiiii godoooooooooo padronaaaaa – guarda alla tua destra schiava Girai la testa e a pochi cm dalla mia bocca c’era il cazzo di Andrea teso e puntato su di me. Ma non volevo, non potevo farlo, nooooooo………….. Alla mia indecisione sentii la corrente fermarsi lasciandomi come un burattino senza fili
– nooooooooooooo la prego non smetta padrona Quel cilindro era affondato di 15 cm dentro di me ed ora lo sentivo freddo ed inanimato.
– schiava ora per punizione prima farai sborrare Andrea poi se sarai brava riaccenderò. E diede una scarica violentissima che mi riaccese di colpo lasciò che penetrasse dentro di me il desiderio e lo portò in cima, per poi smettere di nuovo. Impazzendo, stavo impazzendo nelle mani di quella maledetta…………….
– Dai Angela tanto lo sappiamo che sei una vacca in calore, te lo avevo detto che sei una troia…………. Mi voltai di nuovo e ora lo trovai tra le labbra che aprii per lasciare entrare nella mia bocca quel mostro. Mi sentii maledettamente porca nel succhiare il cazzo di mio fratello, ma ero troppo fuori di testa per fermarmi………….. ero davvero troia……………. ma non mi interessava nulla. Lo succhiavo e lo facevo entrare fino a dove riuscivo mettendoci una passione mai avuta per i pompini. Sentii la corrente lenta ripercorrere il mio corpo, ma le sua lentezza mi esasperava di più invece di quietarmi.
– più forteeeeeeeeeeee, mia padrona, la prego – Succhia troia E riaccese al massimo per farmelo esplodere in testa, poi di nuovo al minimo, mentre come una pazza mungevo il cazzo di mio fratello. E continuo per quasi un’ora con scariche travolgenti per poi ridurle al minimo ero sull’orlo della follia quelle esplosioni e le interruzioni mi avevano spaccato ogni resistenza. Sento il colosso che succhio da una vita mi pare scuotersi e gonfiarsi all’inverosimile. Spalanco la bocca ma uno schiaffo mi gira la faccia bruciandomi di umiliazione e vergogna.
– Volevi la sborra troia?
– Allora rispondi?
– Si mia padrona volevo la sborra posso per piacere. La vedo afferrare il membro e farlo sparire come per magia tutto in bocca. Non era possibile ed invece divorava 34 cm di carne come nulla e in pochi secondi sentii Andrea urlare e svuotare il suo seme nella bocca di Paola. Ero sfinita umiliata da quella ragazzina ma immobilizzata dalle sbarre E mentre la vedevo ricevere in bocca il piacere di Andrea riaccese la corrente, ma ad una violenza inaudita. Mi esplose dentro rabbiosa, violentissima, sembrava lava, mi sentivo bruciare ogni cm di pelle e le gambe cedere facendomi entrare altri 10 cm di quello tubo rovente.
– Pietaaaaaaaaaaaaaaaaan urlai la prego pietaaaaaaaaaaaaaaa Ma non sentiva e mentre la mia anima veniva bruciata da quella lava il mio corpo invece sentiva il fuoco diluirsi nel suo ardere e incredibilmente, pazzescamente trasformarsi prima in lieve dolore fino a lanciare un delirio di estasi inimmaginabile, cavalcavo il tubo incandescente come una vacca consumata e quando Paola mi afferrò i capelli e mi girò il viso verso di lei la fissai incredula di quello che provavo.
– Apri la bocca troia E l’aprii – Di più cagna e tira fuori la lingua eseguii in trance e quando la idi far scivolare dalla sua bocca alla mia il seme di Andrea non volevo crederci a quello che subivo e a quanto piacere provavo. E mentre ero in un paradisiaco incontro di sensazioni Paola sali sulla sedia di Andrea e riafferratami i capelli mi spalancò le sue cosce fra le mie labbra.
– Lecca la fica della tua padrona schiava Non l’averi mai pensato possibile ed invece ero io a tuffarmi sul suo sesso con un piacere disumano. La leccavo, la succhiavo la bevevo e mentre sentivo il suo orgasmo che mi stava per esplodere in gola mi offrì a bocca spalancata.
– Allora sono frigida troia
– no mia padrona no Ma non volle sentire ragioni si allontanò dalla mia bocca assetata di lei e sollevandomi di nuovo in alto fuori dal tubo che mi riempiva spense il generatore. Mi sciolse le mani lasciandomi le gambe legate e spalancate. Scivolai a terra come una bamboladi pezza senza forza umilata e derisa da quella ragazzina. – mi trascinò sul letto e la vidi cercare nel baule, io chiusi gli occhi per cercare di riprendermi, ma due ganci di ferro stretti sui capezzoli ancora infiammati mi riportano nella realtà e lei stava fra le mie cosce spalancate e immobilizzate. Mi infilò due cuscini sotto la schiena perchè mi offrissi meglio e solo allora la vidi per intero. Aveva attaccato alla vita, infilandosi delle mutande apposta, un cazzo di gomma nero. Rideva di me e di quanto ero troia e mi esibì quel fallo che stava per infilarmi dentro. A parte le misure per tutta la lunghezza e la circonferenza era pieno di punte di gomma dura lunghe 4 cm. – Angela provato questo la tua vita non sarà più la stessa, 25cm di cazzo con 14 cm di circonferenza e 4 di aculei toccherai l’inferno ma poi il paradiso, e sentirai finalmente cosa significa orgasmo vero e sarò io a dartelo e sarai tu a non poterne più fare senza. La troia che sei lo scoprirai fra poco. Mi inondò la figa di vaselina e ne mise altrettanta sul cazzo. Poi la sentii esplorami la fica e lentamente inserendo un dito alla volta mi riempì con tutta la mano che muoveva da dio dentro di me eccitandomi e allagandomi dal piacere come mai prima. La somma delle eccitazioni troncate in quelle due ore mi avevano talmente devastata da essere ora disposta a tutto pur di godere e quelle mani mi accesero come un bosco estivo. – ANDREA urlo vieni qui subito stronzo e apparve come per magia. Il suo obelisco ancora di granito lo precedeva e Paola gli afferro il cazzo e titò mio fratello sul letto poi afferratigli i coglioni li stringeva con crudele violenza e invece di urla di dolore solo gemiti di piacere e una ancora piu devastante erezione gli provocò. Fu agilissima ed in un attimo sostituì la sua mano con il cazzo di mio fratello che spinse dentro ti colpo sfondandomi la fica e lasciandomi senza fiato. Ma lei lo teneva stretto per i testicoli e gli imponeva un ritmo e una forza nella cavalcata disumana. Non avevo mai immaginato che si potesse essere così riempite e sbattute con tale forza e irruenza. I colpi si fecero tremendi ma oramai il dolore era diventato parte necessaria per il piacere e appena le pareti si dilatarono provai un tale piacere in quella perversa violenza da tremare come una foglia e raggiungere uno stato di grazia totale, ancora pochi colpi e avrei svuotato un lago in piena. Ma lo strappò da me con violenza e lo mise affianco a me e gli! odino di torturarmi i capezzoli con tutta la sua forza. Cosa che non si fece ripetere e mi afferrò i capezzoli durissimi e provati cominciando a stringerli fra le dita come se spremesse limoni. Non riuscivo nemmeno a parlare da tanto era sia il dolore che mi procurava sia la tremenda ennesima sospensione dell’orgasmo. Mi sentivo disperata e distrutta nelle mani di quella sadica che era riuscita a spezzare ogni mia velleità o resistenza.
– Angela, chi sei tu ora? – una schiava padrona, la sua schiava
– Andrea stringi quei capezzoli usa le unghie farla urlare Quello che credevo dolore era solo un chicco di caffè contro quello che le mani di Andrea mi stavano facendo -aahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh urlai
– Andrea basta
– Andrea ha ragione basta E torno nel baule
– Andrea questo sarà meglio e gli allungò un frustino da fantino che invece di avere la pelle in fondo era pieni di chiodini piantati nella pelle. – Andrea ritmo e forza ricordi . si padrona
– Al mio tre! Uno, due e tre! In quell’istante mio fratello con grande precisione mi martoriava i seni e lei appoggiò il membro all’entrata del mio sesso e al tre affondo di colpo tutto dentro di me di schianto. Pensai di morire squartata e ad ogni su e giù fatto lentamente ma con forza seguiva il colpo ai capezzoli. – Angela lo senti come ti scopo troia e comincio ad aumentare il ritmo degli affondi ed ad ogni colpo sembrava mi strappasse tutto dentro. Si fermò un attimo per riempire di nuovo la fica di vaselina e comincio a ruotare il cazzo intorno affondato in tutta la sua lunghezza ora ferma con la mano lo ruotava dentro. Spaccherà tutto questa pazza pensavo nel delirio del dolore che mi causava. Poi si fermò di nuovo o e altro chilo di vaselina dentro ma ne sentii entrare molta anche dietro e subito infilo due dita poi tre allargando e affondando nel mio sfintere. Non mi accorsi che aveva infilato anche qui tutta la mano dentro ma il piacere che dava era immenso dopo il dolore subito. L’estasi si riprodusse in me centuplicata ormai e il piacere che mi dava non aveva paragoni con nulla al mondo. Sfilò la mano e risentii il vuoto d’aria ma un attimo dopo il cazzone nero sprofondo di nuovo nella figa con tutta la forza che aveva. Non smise ma comincio a pomparmi su e giù con forza mentre il frustino seguiva il ritmo e la forza del vibra. Stavo per svenire da dolore quando sentii un oggetto freddo entrarmi dietro e cominciare a muoversi e vibrarmi dentro come fosse vivo seguendo il ritmo della scopata. Non so dopo quanto tempo o se avessi perso conoscenza o altro ma so che come per magia il ritmo del cazzo ora ossessivo come le frustate divenne un lento piacere che appena colse nel mio volto la fece impazzire I colpi erano tremendi e il ritmo forsennato ma ora cresceva solo piacere e delirio per quello che stavo provando. I capezzoli martoriati esplodevano in mille direzioni il cazzo che mi stava sfondando e strappando via la pelle lo sentivo picchiare nel cervello come una sinfonia e il vibratore nel culo donava un elemento moltiplicatore. Dopo 15 min di sinfonia l’estasi era un miliardo di piaceri inimmaginabile fu li che tolse il vibratore da dietro per sostituirlo con uno simile a quello davanti ma più piccolo
-Angela stai per conoscere il paradiso del piacere mi disse e riprese come fosse un automa un su e giù doppio e in distonia fra loro perchè se entrava il fica usciva dal culo e viceversa mentre Andrea colpiva a ritmi irregolari senza preavviso lasciandomi cosi ogni volta senza la certezza del colpo.
– Angela……………… e spingeva e spingeva cresceva il mio piacere si moltiplicava ad ogni affondo ad ogni colpo
– Angela……………… apri gli occhi guardati Io d’istinto li aprii e mi vidi nello specchio a lato del letto non credevo di essere io nel girarmi vidi il cazzo duro di Andrea a pochi m da me rimasi ferma un attimo – Angela sei una troia e lo sai adesso che troia sei – si o mia padrona, una vera troia e detto questo infilai in gola il randello di mio fratello e lo succhiai con tutto il mio io nel sentirlo sul palato il mio esser troia superava tutto e tutti -dai padrona ancor SI SFONDAMI Ero oramai in paradiso e la sosta che mi fece piangere fu molto breve ma proficua perchè ora avevo due cazzi uguali davanti e dietro che mi spaccavano e ora colpi sui capezzoli erano tremendi e mentre lo stavo succhiando mio fratello mi artiglio i capelli e spalancandomi con sempre più forza mi fotteva la bocca – Angela ora vuoi godere
– siiiiiiiiiiiiiiiiii ma poi chi ti fara sborrare cosi – voiiiiii padrona quando lo vorrete Tutto si moltiplicò in forza velocità e piacere fino all’istante in cui sentii rompersi la diga venire come mai credevo di poter fare. Ero in delirio Venni per una decina di minuti senza sosta fino a ricevere tutto in gola il seme bollente di mio fratello che mi diede la certezza di essere una vera troia nelle mani di quella ragazzina Tutto si moltiplicò in forza velocità e piacere fino all’istante in cui sentii rompersi la diga venire come mai credevo di poter fare. Ero in delirio Venni per una decina di minuti senza sosta fino a ricevere tutto in gola il seme bollente di mio fratello che mi diede la certezza di essere una vera troia nelle mani di quella ragazzina. Paola mi fissava con aria trionfatrice e la mia resa al suo potere la portò ad uno stato di estasi e piacere sconcertanti. Il suo massimo delirio stava nel rendere i suoi concupiti suoi oggetti senza volontà. Mi resi conto di aver provato un piacere inimmaginabile e devastante la fissavo adorandola per quello che mi aveva fatto provare e scoprire di me. Il suo stato di totale esaltazione non si spense dopo alcuni minuti, ma quello stato di onnipotenza si autoalimentava ogni volta che fissava me o Andrea accovacciati come bestie ai suoi piedi. In quel frangente di onnipotenza colsi una cosa che mi illuminò: per tutto quel tempo era assolutamente concentrata su di lei e sul suo piacere, lasciando, ormai certa della nostra devozione, il suo corpo e la sua mente senza alcuna barriera protettrice. Fissandola negli occhi mi resi conto che in quel lasso di tempo troppo presa dal suo piacere i suoi occhi e la sua carica dominante calava al minimo. Rimaneva come una barca senza capitano in balia delle onde. La sua giovane età seppur già scaltra le faceva perdere il controllo. Mi fissò negli occhi credendo di trasmettermi il suo potere incondizionato, ma come una lampadina che illumina di colpo una stanza, ne colsi la momentanea assenza di controllo e di quella sicurezza crudele che ci aveva reso impotenti. Fu un attimo, fissai mio fratello umiliato e succube di quella donna e capii come mi avrebbe ridotto quella sua tremenda forza mentale. Mi sentivo dibattuta dall’ammirazione che provavo che non mi permetteva di reagire e la volontà di riscattare me e mio fratello prima che fosse troppo tardi anche per me. Ma ancora più forte mi fece il pensiero del piacere nel riuscire a spezzare l’arroganza e la sfrontatezza di Paola. Afferrai le manette che erano sul letto e approfittando del suo ancora instabile equilibrio mi lanciai su di lei di peso rovesciandola a terra. Lo stupore per la mia reazione fu tale da lasciarla pochi minuti incredula. Andrea abbozzò una difesa, ma lo fulminai con lo sguardo mentre trascinando Paola per i capelli la portai alla gogna dove le fissai testa e mani. Alla base era stata predisposta una sbarra che non solo la fissava a 90 gradi ma all’estremità erano poste delle cinghie che immobilizzavano le caviglie divaricandole. Ma la sbarra era allungabile in modo di spalancare sempre più le cosce della vittima e questo mi procurò un brivido per il prosieguo della vendetta. Paola appena si rese conto della situazione intimò ad Andrea di liberarla subito o l’avrebbe pagata cara. Andrea come d’abitudine parti di slancio per liberarla
-CHE CAZZO FAI STRONZO- gli urlai secca e decisa come non mi aveva mai sentita. Mi fissò incredulo e fece per proseguire verso Paola, afferrai la frusta a nove code da terra e sebbene inesperta con il secondo colpo lo colpii violentemente sulla schiena e col terzo il colpo le palline di piombo infisse alla fine di ogni nodo di cuoio gli morsero le natiche ed alcune infilatasi fra i glutei lo raggiunse nell’ano.
– Torna a sederti e ricordati che sono tua sorella e mi devi rispetto ed obbedienza con le buone o con le cattive. Si arrestò scosso da brividi di dolore e piacere e mi guardò come mai aveva fatto in vita sua, la mia reazione lo aveva abbagliato e il fatto che fossi sua sorella che lui credeva bacchettona e moralista ed ora scopriva Padrona severa e capace di mettere in scacco Paola lo fece fremere di devozione. Paola urlò a lungo, ma mi godevo il suo urlare sempre più incerto e insicuro. La fissavo così impotente e alla merce di ogni capriccio e la sua rabbia mi alimentavano il desiderio di vendetta e il piacere di averla a disposizione contro la sua volontà. Ancora vestita di tutto punto con lentezza esasperante afferrai le forbici e cominciai a tagliarle camicia gonna poi reggiseno e infine gli slip. Era una libidine vedere come cercava di fuggire, ed ora che la osservavo nuda dovevo dire che mio fratello aveva buon gusto. Un fisico asciutto e snello due tette che non si mossero di un cm quando le lasciai volteggiare nel vuoto, ed un sedere liscio privo di smagliature o inestetismi rotondo e perfettamente proporzionato al resto del corpo. Tagliai il tanga e una fessura depilata e rosa mi si offrì indecente ai miei occhi. Non pensavo che una ficca mi potesse fare quell’effetto. I capelli quasi lunghi fino al sedere erano morbidi come seta, ma in un raptus di follia cominciai a tagliare ciocche intere salendo nell’azione di taglio. Più tagliavo e maggiore era il piacere che le urla e le offese di Paola mi arrecavano. Stinsi bene la ruota che bloccava la testa dentro la gogna fino a bloccarle la testa totalmente, e postami davanti a lei continuai il taglio dei capelli. Mi avrebbe ucciso, ma quando vide prima il rasoio e poi la schiuma prendere il posto delle forbici e intuendo che l’avrei rasata a zero solo la robustezza della gogna placò i tentativi di fuga. Per spegnerle ogni reazioni serrai la vite che stringeva la testa al massimo provocandole un dolore lancinante e serrai la vite attorno al collo fino a costringerla a boccheggiare per respirare. Le portai uno specchio davanti al viso e la lasciai che si vedesse cianotica e mezza pelata lei che era una Padrona……….. seguiva il rasoio metterle a nudo la pelle della testa rasata come le schiave infedeli. Finii lasciandola lucida e ormai blu dalla carenza di ossigeno, ma non avevo finito le tagliai anche le sopracciglia e la lasciai a fissarsi allo specchio. Pelata senza ciglia era forse più erotica e perversa di prima risaltando meglio la bocca carnosa e gli occhi felini. Il pallore del suo volto ora quasi blu la rendeva spettrale e di un devastante erotismo. Lo sguardo fisso allo specchio non riusciva a capacitarsi di essere lei.
– Ti dona molto questo taglio Paola evidenzia con maggior chiarezza che giocavi a fare la padrona per la debolezza di mio fratello, ma chissà ditalini che ti sei fatta sognando di seguire la tua vera indole ahahahaahaah Non riusciva nemmeno a rispondere tanto era stretto il collare. Per evitare distrazioni che potessero creare danni mi avvicinai al collare per allentarlo un poco, ma involontariamente diedi un ulteriore giro di vite a stringere. Mi affrettai a liberarla, ma nell’avvicinarmi vidi il suo corpo brillare di sudore e tendersi, i capezzoli scattare duri e violenti. Le girai intorno e mi misi dietro di lei osservandole la figa e il culo oscenamente offerti. La piccola padrona gustava il trattamento e alcune gocce di piacere scivolarono fra le cosce mentre il buchetto si apriva e chiudeva come fosse vivo. Afferrai l’asta allungabile e le divaricai ancora di più le cosce, i tendini sembrava stessero per rompersi, ma subito si adattarono alla apertura quasi innaturale. Non un grido di dolore, ma una colata di piacere le irrigò le cosce. Dal sesso aperto faceva bella mostra di sé un clitoride dritto e rosso che colpiva per le sue dimensioni. Era bello lungo duro, ed io con crescente crudeltà per verificarne la sensibilità lo colpii con un ceffone a mano aperta ben assestato. La reazione di Paola fu stupefacente, il suo corpo si increspò e dalla vagina uscirono umori sempre più abbondanti. Le vedevo il viso nello specchio che sfigurato dal piacere che le montava dentro non per la sberla sussultava, ma sempre più per la costrizione respiratoria che le dava un delirante piacere, che trasferiva in ogni cm del suo corpo. Infatti appena le allentai la stretta la vidi si respirare meglio ma leggergli la delusioni negli occhi fu troppo facile.
– Paola sbaglio o sei bagnata come una vacca in calore? – Arrossi di rabbia e di vergogna, e fece un cenno di assenso con gli occhi.
– Persa la parola piccola dimmi avanti sei in calore?
– siiiiii
– Ma come la padrona si fa eccitare da una schiava? Incredibile. Ma dimmi Paola sei vergine da qualche parte o sei sfondata in ogni buco con il cazzo di Andrea non mi meraviglierei. Arrossì come un peperone e non rispose.
– Paola devi rispondermi quando ti faccio le domande!!!! e allentai di più la stretta che credevo fosse il suo tallone di Achille. Assestò un gran respiro ma avevo letto bene le sue debolezze e con il piacere che sciamava mi rispose – Sono vergine sia davanti che dietro a quello stronzo di tuo fratello non l’ho mai data. Ed ora liberami che mi sono rotta i coglioni. Poi facciamo i conti per i capelli puttana. – Noooooooooooooooooooo, vergine, non ci credo!!!! e andando dietro le infilai un dito nella fica che seppur fradicia era ancora integra.
– Verissimo Paola è vergine come una madonnina. e siccome non l’ha data la fratello stronzo la darà alla sorella troia, che ti sverginerà e poi ti aprirà come una fogna. -No, non farlo tutto quello che vuoi ma non farlo!!!!
-Paola tu farai comunque quello che vorrò e sverginarti sarà una delle cose che più mi fanno eccitare. E non te lo chiedo nemmeno perchè per un paio d’ore sei mia. Quindi dopo oggi di certo non mi dimenticherai più PADRONA, e farò in modo che non ti piaccia così non chiederai di restare o di tornare. Supplicava, implorava, ma inutilmente ero decisa a fare mia quella stronza e a farlo in modo che non i scordasse mai più, lei mi aveva si fatto godere come mai nella mia vita, ma umiliata e usata come un oggetto senza ritegno ed ora volevo renderle la pariglia, anche se l’idea di sverginare quella ragazzina mi dava sensazioni e brividi di piacere inaspettati. FINE

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