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La francesina dello scambio

Drin. Ecco arrivare le amiche della mia sorellina. Si prospetta una serata davvero monotona. Detesto le sue amiche. Sono noiose e banali. Fossero almeno belle. Non posso neanche accontentarmi di qualche sguardo a delle belle e sode gambe. Apre la porta ed entrano le solite facce conosciute. Come volevasi dimostrare. Le saluto e mi rifugio nella mia camera. Per non violare la loro privacy, mi sono rifugiato nella mia camera. Accendo la radio, per non sentire i loro discorsi stupidi sui ragazzi e le storie avute con loro. Passa una buona mezzora e sento nuovamente suonare alla porta d’ingresso. Drin. Sbircio dall’uscio della mia camera. In quel momento adocchio la cosa più bella ma vista fino ad ora. Una ragazza alta pressappoco come me, portava i suoi lunghi capelli castani lisci con una coda di cavallo, ciuffetti di capelli seguitavano a caderle sul viso da bambina, una bocca fine e due occhi profondi neri, lievemente a mandorla, che brillavano con il riflesso della luce. Il corpo era di una venere piovuta dal cielo, una statua di recente costruzione nella sua bellezza. Due bocce erano compresse quasi fino allo spasimo, dal reggipetto nero di pizzo che faceva capolino sotto il suo top, e due gambe lunghe ed aitanti completavano l’opera. Aveva un fisico asciutto ma ben proporzionato. Le sue mani ed i suoi gesti erano quelli di una sirena. Ero cotto di lei. Esco dalla mia stanza con la scusante di andare in cucina a prendere un panino. Le passo di fianco e le rasento la vita con le mani, quasi come per evitarla data la ristrettezza del varco formatosi tra lei ed il muro. Il mio scopo era solo quello di poter trovare un’attenuante per toccarla almeno di sfuggita. Mentre le passo di fianco i nostri sguardi s’incrociano e sembrano scambiarsi un fiume di parole. Avevo ragione era bellissima. Mia sorella me la presenta.
“Ciao, sono Stella, un’amica di tua sorella. ” Dall’accento sembrava francese ma non riuscivo a capire se era la sua cadenza abituale oppure l’italiano promiscuo a francese. I miei dubbi svanirono quando la mia dolce sorellina mi annunciò che era francese. Era la ragazza dello scambio formativo.
“Dovevamo arrivare domattina presto ma sono cambiati i programmi. ” Mi disse come per scusarsi.
“Non ti preoccupare, sei capitata nel momento giusto. Le sue amiche stavano giusto facendo un pigiama party per sole ragazze. Non badare a me, sono qui solo per controllarvi. ” Passa la serata tra una birra ed una canzone alla radio. Le ragazze stanno per andarsene ed io non sono mai stato così contento di vederle andare via.
“Posso farmi una doccia? ” chiese cortesemente l’innocente francesina a mia sorella.
“Ti faccio subito vedere dove si trova il bagno e le cose che ti servono. ” Le rispose. Dopo il tour nel bagno mia sorella riappare in camera mia.
“Sembra educata eee… graziosa” con fare malizioso verso di me.
“Sì lo è molto. ”
“Quanto mi daresti se ti permettessi di vederla sotto la doccia, caro fratellino? ” La domanda mi sbalordì molto, particolarmente da mia sorella.
“è inutile che mi fissi con quello sguardo. L’ho visto come gli tieni gli occhi addosso! ” Decido di stare al gioco.
“Prometto di non fare lo sbirro quando i nostri non ci sono e tu vuoi un po’ di privacy con Marco (il suo attuale ragazzo)! ”
“Ci sto, bada però di ricordarti della promessa” Proferito ciò m’indica la direzione del bagno, si alza e mi afferra per mano conducendomi davanti alla porta socchiusa. Sicuramente non sta più scherzando. Spingo delicatamente la porta per permettere una visione più libera e completa del corpo di Stella. è nella doccia. Le gocce le scendono come una carezza sulla pelle liscia e vellutata. I suoi gesti sono inconsueti ma interessanti. Spinge indietro la faccia come per sciacquarsi la faccia con il getto della doccia e portando le sue mani sulle due coppe davanti a se. Ha un seno splendido coronato da capezzoli tondi come il cerchio di Giotto, mentre le mammelle sono dritte e a punta. Porterà una terza abbondante. Ora le sue mani scorrono sul suo monte di venere rasato. Le sue grandi labbra sono sporgenti e carnose complici forse la scarsità di peluria che la rendono ancora più bella. Termina di risciacquarsi ed esce dalla doccia. Noi ritorniamo in salotto. Arriva anche lei. è coperta da un asciugamano che le copre dal seno fino alle caviglie. Passa, ci rivolge lo sguardo e si allontana. Si copre con una maglia larga e un paio di pantaloncini. Ritorna in salotto e si sdraia con noi sul divano.
Dopo metà film sollevai il braccio che cominciava a dolermi e lo avvolsi intorno a lei, stringendola forte e carezzandole la schiena. Intuii nel subconscio che non sentivo il reggiseno sotto la sua T-shirt. Incapace nei movimenti, guardai sopra la sua testa giù al suo culetto parzialmente esposto. Potevo vedere la parte terminale delle sue mutandine e dovevo combattere la voglia di allungare la mano e di alzare la maglietta ancora più su. Mia sorella mi guardava incuriosita e se n’andò in camera sua con la scusa d’essere semi-addormentata.
Avendo più spazio sul divano, ci sdraiammo quasi completamente. Questo era troppo per il mio uccello ansioso, e fece un balzo nei boxer. Lei abbassò lo sguardo sul mio basso ventre. La mia erezione era impossibile da ignorare. Fremette pure mentre lei, lo rimirava. Mi aspettai un urlo terrificante ma non successe nulla. Finì anche il film e decidemmo di andare a letto. Nulla, di fatto, con la giovane straniera. Andai a coricarmi nel letto dopo aver augurato la buona notte a mia sorella e alla sua giovane ospite. Mi addormentai con una certa difficoltà per quello che avevo visto sotto la doccia. Dischiusi gli occhi per un rumore proveniente dalla camera delle ragazze.

Mi alzai per andare a controllare e vidi, con una certa dose d’eccitazione, che mia sorella e la straniera erano in un fantastico 69 e si stavano leccando vicendevolmente la passerina. Entrai con passi lenti e pesanti nella stanza delle ragazze, in preda ad una forte eccitazione. Le due, vedendomi, si alzarono lentamente dal letto e si avvicinarono. Ero in preda ad una crisi di panico. Stavo osservando mia sorella che si stava godendo il corpo della sua amica Stella. Mentre mia sorella mi toglie la maglietta, che usavo per dormire durante le afose serate estive, Stella si è abbassata avendo così in primo piano la vista del mio uccello in erezione. Mi abbassò i calzoncini e le mutande che mi ero cambiato per l’emozione di prima. Sbucò da queste ultime un giovane fallo in piena erezione e carico d’ormoni. Mia sorella si sdraiò nuovamente sul letto mentre Stella la cavalcava al contrario. Mi fecero cenno di avvicinarmi a loro. Non chiedevo di meglio. Mi misi dietro a Stella con l’intento di violare il suo ano ma serrò violentemente le chiappe, costringendomi ad entrarle nella fica. Feci entrare il mio uccello solo con la cappella per ritirarlo fuori nuovamente. Sentivo il suo buchino piccolo e ancora inesperto.
“NON farmi male, è la prima volta per me”
“Stella è bisessuale ma ha preferito andare sempre con ragazze. Tu sei uno dei pochi. ” Mi confidò mia sorella mentre con la sua boccuccia leccava la mia cappella. Appena finì il suo lavoro impeccabile, infilai nuovamente la mia cappella nelle grandi labbra, continuai finché non sentii un lieve lamento provenire dalla bocca di Stella. Mi soffermai molto sulle grandi labbra simili, per la loro forma, ad un chicco di caffè. Era giunto il momento di fotterla. Con un veloce movimento di reni, gli piantai il mio fallo duro come un sasso nel suo buchino e continuai. Sentivo le mie palle sbattere sulle sue chiappe sode e bianche.
Mia sorella intanto seguitava il suo lavoro di lubrificazione, lubrificando alternativamente il mio pene e la sua vagina. Venni dentro di lei mentre lei non era ancora esausta. Stava ansimando mentre si toccava con un dito il clitoride. Ci prendiamo un attimo di pausa mentre Stella ci spiega la sua storia di com’è diventata bisex. Ad un certo punto, Stella ci annuncia che vuole fare un gioco sadomaso. La birra, che nel frattempo stavo bevendo, mi finisce sul petto. Non avevo capito bene. Vuole fare un gioco sadomaso con noi due? Contemplo mia sorella che mi guarda atterrita. Stella vuole far finta di essere una reclusa e noi due dobbiamo fare i poliziotti desiderosi di sesso: io il maschio che vuole fotterla e mia sorella la poliziotta lesbo. Dopo vari tentennamenti decidiamo di compiacere Stella anche se nessuno dei due ha mai preso parte a giochi del genere. Stella invece sembra esperta. Vuole farmi rasare la passera di mia sorella per essere più credibile. Lei di primo acchito non vuole e si preoccupa dei commenti del ragazzo ma la convince assicurandole che i ragazzi si eccitano con queste piccole cose. Noi due ci dirigiamo in bagno mentre Stella completa i preparativi per il gioco. La faccio sedere sul bidè mentre afferro il rasoio e la schiuma.
“Che ne pensi di questo gioco? ”
“Sinceramente non ho mai partecipato a tali giochi ma l’idea mi alletta! ” Passo la schiuma sul pube di mia sorella mentre lei divarica oscenamente le gambe davanti al mio viso. Comincio a depilarla e completo quasi subito l’opera. Ripasso la schiuma con la mano e sento che la mia sorellina si sta eccitando.
“Ti vergogni se ti dico che conciata in questo modo mi fai arrapate? ” Lei mi guarda con un accenno di sorriso. Ripasso la lametta sul pube oramai rasato di mia sorella, la sciacquo e le passo una mano dal suo orifizio fino all’inizio delle sue grandi labbra. Rifaccio il passaggio e la sensazione tattile di quella fica rasata mi mette in corpo una certa eccitazione tanto da indugiare le mie dita nelle grandi labbra. Non dice niente, anzi chiude gli occhi per godersi meglio quella sensazione. La faccio spostare in avanti e, nello spostamento mi metto dietro a lei. Mia sorella si rialza un po’ e si siede lentamente sul mio fallo. Non pensavo fosse così troietta. La circondo con le mie mani e l’accarezzo. Prima mi soffermo sulle sue tette sode e poi sul suo bacino per finire nella sua vagina rasata e profumata. Inarca la testa indietro, verso le mie spalle, appoggiandosi al mio petto per permettere di farmi godere nuovamente. Si alza stantuffandosi sul mio fallo per poi rialzarsi completamente. Andiamo nuovamente in camera da letto e troviamo Stella negli ultimi preparativi e, appena ci vede, ci istruisce sull’abbigliamento da indossare.

Stella mi fa indossare solo un paio di boxer, mentre a mia sorella la fa vestire con degli abitini sadomaso. Ora indossa una maglia attillata nera, quasi trasparente, studiata per non far indossare il reggipetto. La forma della maglia aderisce perfettamente al suo corpo ed, in particolar modo, alle sue tette che si trovano sorrette e circondate dalla forma strana della maglia. I suoi capezzoli sono fuori dal buchino presente nella maglia, come pure gran parte delle aureole. I suoi slip sono costituiti da un perizoma che definire “filo interdentale” è un eufemismo. Per completare l’opera le sue gambe sono avvolte da delle calze sorrette da una giarrettiera nera. Sembra un’attrice di film hard. Se non la conoscessi direi che stava girando proprio un film. Il resto del mio vestito erano semplicemente un paio di calzoni dalla vita bassa ed una maglia nera attillata.
“Ora vi spiego tutto. Io sono una reclusa che deve essere ispezionata completamente, tu il direttore libidinoso del carcere (riferita a me) e te invece la secondina arrapata. Tutto chiaro? ” Prende il suo abbigliamento e si trasferisce in soggiorno.
“Possiamo incominciare! ” Stella entra nella stanza con una camicetta bianca a bottoni ed un paio di calzoncini strappati di jeans. Sembra fingere bene la sua situazione di detenuta e decido di dare il meglio anche io.
“Entra e mettiti qui! ” indicando un punto al centro della stanza. Mia sorella le prende la borsetta, la apre e ne rovescia il contenuto sul tavolo. Continua a fissarci con aria attonita. Le giro attorno osservando il suo abbigliamento e mi dirigo verso mia sorella sussurrando una cosa nel suo orecchio.
“Spogliati!!! “le dice mia sorella in modo imperativo.
“Cosa? E perché? ”
“Potresti avere della droga e dobbiamo perquisirti completamente! ”
“Non ci penso nemmeno! Voglio parlare con un avvocato! ”
“Qui gli unici diritti sono quelli che ti darò io. Ora ti spoglierai e senza fare storie. Via! Via! ” le dico anche io con fare autoritario.
“Se provate a mettermi addosso solamente un dito io…” Mia sorella le da un sonoro schiaffo sulla guancia.
“Ora non creare problemi, togliti i vestiti e falla finita. ” Nonostante i nostri ordini lei rimane ferma, immobile. Mi avvicino a lei e le sussurro nell’orecchio:
“Ti serve aiuto? ” Detto questo comincio a slacciarle i bottoni della camicetta.
Ora si vedono distintamente il reggiseno e i capezzoli stretti nell’abbraccio del suo reggipetto. Afferro un taglierino sulla scrivania di mia sorella e lo insinuo tra le coppe dello stesso. è delizioso questo indumento di biancheria intima così ricamato. Decido di tagliarlo e, nel movimento vedo il corpo di Stella contrastare il mio movimento. Ora i suoi seni sono visibili tanto quanto i capezzoli che, per la situazione, sono diventati duri come sassi. Con la mano decido di separare bene il reggi dalle tette. Sembrano meloni e sono talmente sodi che sto impazzendo. Mia sorella mi si avvicina mentre Stella rimane impaurita con le mani adesso al corpo. Afferra dalla mia mano il suo taglierino, si abbassa avendo la sua faccia quasi tra le sue gambe che, fino a qualche decina di minuti era soggetto delle sue attenzioni. Slaccia i pantaloncini di jeans mentre Stella porta le sue mani prima verso la faccia, come per vergognarsi dei suoi indumenti e poi adesso al suo corpo come prima. Stella porta un tanga come quello di mia sorella, nero, attillato, insinuatosi tra le grandi labbra della sua fica depilata che venivano separate. Mia sorella le si avvicina nuovamente. Ora è a carponi davanti a quello spettacolo meraviglioso. Infila il taglierino tra i due fili che sorreggono il perizoma e li taglia. Il pezzi davanti e dietro si abbassano ma rimangono impigliati tra le grandi labbra di Stella, subito liberata dalle sapienti mani di mia sorella. Porta il suo indumento davanti al viso per assaporarne i frutti. Le sue grandi labbra sono rosse, probabilmente per lo strofinamento con l’indumento intimo appena indossato. Stella sembra sorridere alla vista di quella scena. Segno forse che ci stiamo comportando come lei voleva. Mia sorella si alza riponendo il taglierino dove lo avevo preso. Mi avvicino alla nostra preda e le sussurro nell’orecchio:
“Ti diverti? Come stiamo andando? ” Lei mi risponde:
“Tua sorella sembra eccitatissima! Perché non le calmi i bollenti spiriti! ” Guardo mia sorella vestita come un’attrice hard e l’idea non mi dispiace. Mi avvicino a lei.
“Hai visto che proietta questa detenuta! Hai visto come va in giro? ” Che frase del cavolo. Bastava guardare come era vestita mia sorella per scandalizzarsi. Mi metto dietro a mia sorella e faccio sentire il mio pene in erezione tra le sue chiappe. Dall’emozione non fa caso ai miei movimenti. Decido così di togliermi i pantaloni che mi stringevano tutto e soprattutto il pacco. Ora sono in boxer e rifaccio l’azione. Mia sorella spinge il suo bacino contro di me creando uno stretto contatto tra di noi. Rovisto tra la roba che portava nella borsetta Stella e intravedo due piccoli oggetti interessanti: due paia di manette sadomaso con la possibilità di una ulteriore manetta per incatenarla al letto. Le afferro e le pongo nelle mani di mia sorella che si accinge a metterle alla detenuta. Fa in tempo a legarle un braccio e subito Stalla tenta di dimenarsi. Intervengo io in preda all’eccitazione e mi metto dietro a lei. Le prendo in una mano prima un capezzolo e poi l’altro e li stringo con violenza.
“AHHHH”è l’unica cosa che riesce a dire Stella. Le avvolgo le mie gambe sulle sue per permettere a mia sorella di immobilizzarla. Appena immobilizzata, si dimena come un’anguilla per terra. La prendo di peso per le gambe infilandomi tra di esse mentre mia sorella l’afferra da sotto l’ascella fino al petto sfiorandole i seni. La presa non è delle migliori ma l’eccitazione di quella mossa mi attizza molto. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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