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La montagna Bagnata

Fuori faceva freddo, era un gelido mese di gennaio di qualche anno fa.
Eravamo rimasti tutti e tre in casa, dato che gli altri erano dovuti scendere in città a causa di un problema improvviso.
Scendere in città, significava lasciare la casa di montagna dove ci trovavamo per trascorrere il primo mese dell’anno.
Eravamo saliti Claudio, un ragazzo di Milano, Francesca, sua sorella, Anna, un’amica di Francesca, Felipe un ragazzo di Buenos Aires ed io.
Non sapevamo cosa fare, e così durante una cena a casa di Claudio qualche mese prima di Natale decidemmo di trascorrere gennaio in una casa che ho in montagna, dato che I nostri piani di andarcene con tutti gli altri a sciare erano sfumati a causa del lieto arrivo di Felipe.
Sicché ci saremmo parecchio annoiati soli soletti, Felipe, Claudio ed io benché fossimo muniti di sci, bob, slitte varie…
Fu così che Francesca ed Anna, che adorano la montagna, si fecero avanti e chiesero di poter venire con noi.
Nulla, assolutamente nulla era sottinteso. Il mio nome é : Russel.
Claudio aveva in quell’epoca ventidue anni, Francesca venticinque, Anna ventiquattro ed io ventitré.
Conosco Claudio da quando avevo sedici anni ci andavo a scuola insieme.
Con Francesca non ho mai avuto molto a che fare, ma abbiamo sempre avuto un buon rapporto.
Anna, in qualità di habitué della casa di Claudio, era pure di mia conoscenza.
Felipe aveva conosciuto Francesca in uno dei suoi viaggi, ed il suo commento a Claudio, che nulla aveva del fratello geloso, anzi, era stato:
‘prima o poi saremo parenti perché tua sorella non la perdono… ‘.
Ma Felipe ne diceva tante… poi se ne dimenticava.
Fatto sta che arrivati in montagna alle otto di sera, e non appena accendemmo il cellulare c’era un messaggio per Felipe.
Un gran problema gli si era posto, sicché Claudio gli offrì di portarlo in città e di risalire in montagna il giorno dopo.
Rimasto solo con Francesca ed Anna, mettemmo un po’ di musica, accendemmo il caminetto, tirammo fuori un mazzo di carte e ci misimo a giocare.
Intanto, stanco morto, iniziai a sorseggiare un buon Whisky, mentre le ragazze optarono per lo Champagne.
Bicchiere va bicchiere viene, Anna d’improvviso propose un Black Jack, dove chi perdeva toglieva qualcosa d’addosso, includendo orologi, orecchini…
Francesca, ebbra anche lei, ma in buono stato,
insomma parecchio allegrotta.
La sorte volle che perdessi e tolsi quindi, per l’appunto l’orologio.
Insomma, per farla breve una mezz’ora dopo c’era Francesca a piedi nudi, con un jeans ed il reggiseno.
Anna a piedi nudi, in mutandine e T-shirt, con il reggiseno sotto ed io in boxer e camicia.
Insomma, tra I vapori alcolici, la mazza si era tanto irrigidita che senz’accorgermi la testolina dell’animaletto faceva capolino nel taglio del boxer ed Anna se ne accorse subito.
Io mi misi a ridere ed essendo disinibito dall’alcool, non mi mossi.
Anna guardò Francesca che era arrossita parecchio ma mi guardava la cappella fissamente.
Ad un certo punto, reagii e lo riposi, ma era talmente duro che lo si notava comunque.
Anna prese un cuscino, spense la luce e propose una partita di rugby.
Francesca spense la luce, ma la neve e la luce della luna portavano quella splendida luce verso il living-room.
Anna mi passò il cuscino e mi disse di retrocedere mentre loro due si mettevano in formazione ed io dovevo arrivare al divano.
Partii come un pazzo, un po’ perso grazie allo Scotch, feci qualche passo verso il divano, e mi vennero incontro le ragazze.
Impatto studiato, perché appena toccai il divano, cademmo tutti e tre ed Anna non tardò nemmeno un istante a prendermelo in mano.
‘Catturato Franceeeè -disse- ed appena abbozzai un ‘e allora? ‘, Anna se lo prese in bocca e cominciò a roteare la lingua come una pazza.
Io cercavo Francesca con lo sguardo, al semibuio, ma d’improvviso sentii una lingua che s’avventurava tra le pieghe dello scroto: era Francesca.
Poi iniziò qualche cosa di incredibile, che richiede un altro vocabolario… FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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