La palestra del piacere

Come tutti i giorni dispari, mi apprestavo ad andare in palestra, ma quella volta, siccome mi ero attardato sotto la doccia, non avevo potuto farmi la solita sega che mi faccio sempre prima dell’allenamento, per sopire le voglie sessuali e potermi concentrare sul mio fisico, e non su quello degli altri.
Insomma, entro in palestra e vedo che tutti sono incuriositi da un nuovo attrezzo acquistato appena il giorno prima.
Tutti erano accanto al nuovo macchinario, curiosi di apprenderne il funzionamento, ma io mi dedicai al solito allenamento, per non perdere tempo.
Passai tutta la giornata in palestra, ed alla fine al suo interno eravamo solamente io ed una coppia che stava provando il nuovo attrezzo.
Lei era bassina, bruna, con un culetto sodo ed un paio di poppe enormi, da mozzare il fiato, lui era biondo , capelli lunghi, alto con un fisico statuario. Incuriosito, mi recai verso di loro, e gli chiesi se mi potevano illustrare il funzionamento di quella macchina infernale.
“Certo! ” si affrettò a rispondermi lei, guardando il ragazzo in modo strano.
“Guarda” mi disse lui “devi metterti di schiena, così.. ” ed una volta che mi girò di schiena, cominciò a strusciarsi contro di me.
La cosa mi turbò, ma nello stesso tempo mi eccitai molto; capì che in realtà il fatto di spiegarmi come funzionasse l’attrezzo era tutta una scusa, e che in realtà alla coppia interessava tutt’altro genere di attrezzo, per l’appunto.
Decisi di lasciarmi andare alla nuova esperienza: mentre le sue spinte verso di me si facevano sempre più insistenti, lei cominciò ad eccitarsi molto nel vedere il suo uomo che si prendeva cura di me, e si mise a sedere guardandoci, carezzandosi le enormi bocce.
A questa visione il mio cazzo ebbe un enorme sussulto, e l’uno se ne accorse:
” Ti piace la mia donna eh? Scommetto che impazziresti se scoprissi le sue qualità nascoste… ”
E così dicendo mi attirò verso lo spogliatoio degli uomini dove, naturalmente, lei ci seguì.
Quando arrivammo in un posticino appartato, lui rivelò tutte le sue intenzioni.
Cominciò ad accarezzarmi sotto la tuta, ed io lo lasciai fare, poi infilò una mano nei pantaloni, e notò come il mio cazzo fosse rigido ed umido:
” Allora ti piace essere toccato da un uomo eh? ”
“Bhe, si… ” accennai, e lui
“Scommetto che non è nemmeno la prima volta che ti trovi a che fare con un bel cazzone eh? ”
Ero imbarazzatissimo, ma morivo dalla voglia di godere allo stesso tempo, quindi decisi di non avere nessuna remora verso quell’uomo che del resto, anche io desideravo.
” Si, quando ero ragazzino mi piaceva tirare i pompini ai miei amici al mare, e a volte, mi pagavano anche 5000 Lire. ”
“Si? Bhe, allora vediamo se ci vali 5000 Lire! ”
E così dicendo si denudò mostrando un cazzo non enorme, ma di tutto rispetto.
Lo ingoiai senza alcun ritegno :
” Siiiii !! Che maiale che sei, sei un sugacazzi come pochi al mondo, altro che 5000 Lire, 5 milioni ti darei uhmmmm! ”
In tutto questo, avevo perso di vista lei, che tornò quando ormai stavo succhiando quel cazzone da più di dieci minuti.
Stava li a guardare, muta ed immobile, quando decise di spogliarsi e di mostrarmi, con mia suprema meraviglia, che al posto di una tenera fighetta, in realtà era dotata di una enorme cazzone dritto e duro!
La cosa però non mi dispiacque molto, e l’uomo con il cazzo nella mia bocca se ne accorse, sorprendendo la mia esplosiva erezione che ebbi alla vista di quel trans.
“Anche lei va in giro per la strada a chiedere soldi agli arrapati come te, sento che andrete d’accordo, siete due puttanelle, e magari potrete lavorare insieme, se farai la brava anche tu, troietta! ” disse rivolgendosi a me, dopo di che mi mise a novanta gradi, cominciando a lavorare il mio fiorellino, massaggiandolo per bene, per farmi rilassare lo sfintere; cominciò ad infilarmi un dito dentro, poi due, poi tre, mentre il/la suo compagno si avvicinò a me e, silenziosamente come al solito, mi piantò il suo palone di carne dritto dritto in bocca.
Neanche il tempo di pensare tra me e me a quanto fosse bello stare con una persona che è donna e uomo allo stesso tempo che mi ritrovai quel bel cazzone dritto in culo.
” Si stronzo! Di la verità, ti piace essere così ben farcito in bocca e nel culo eh? Dai, succhia quella nerchia possente, e sbattiti contro il mio palo di fuoco! Strizzamelo nel culo dai muoviti ! Si così si dai vengo , vengo! ” e subito scaricò il suo nettare dentro di me, ultimando il suo amplesso di breve durata, dovuta al mio lavoretto di bocca, in cui sono davvero un esperto.
Sgusciò fuori di me ed allo stesso tempo, il trans decise che era arrivato il momento di farmi sentire la sua parte di uomo, dritta nel culo: ansimava come una bestia, a metà tra una gatta in calore ed un toro, mentre io succhiavo il cazzo di quell’uomo, che mi aveva iniziato ad un tipo di piacere tutto femminile, ed io lo spompinavo per ringraziarlo di avermi sbanato il culo, leccandogli la cappella, sporca di residui marroni che aveva incontrato nelle mie budella.
Il trans mi inculava, facilitato dalla sbroda del suo uomo che colava per le gambe e che lui raccoglieva delle mie cosce con le mani e mi riportava alla bocca per farmela ingoiare, proprio mentre lui mi venne di nuovo in bocca ed il trans lo seguì a ruota nel mio culo.
Eravamo tutti e tre stremati, ma io dovevo ancora godere, e così decisi di approfittare della disponibilità dei miei amanti, e mi dedicai ad un favoloso sessantanove con il trans, e dopo che il mio cazzo diventò duro come una pietra, decisi di scoparmi l’uomo.
Mi infilai due dita nel culo e ne estrassi una considerevole quantità di sperma e lo spalmai sull’ano del mio amante che si apprestava con tutta gioia ad essere inculato dall’uomo che aveva usato come una troia appena cinque minuti prima.
Lo impalai a smorzacandela facendolo sedere di schiena sul mio arnese e sussurrandogli all’orecchio:
“Adesso chi è la troia eh? Sporco finocchio, vediamo se adesso l’ovetto piace anche a te, merdoso” e così facendo estrassi il pisello dal suo fodere e gli fecci leccare il mio culetto, spremendogli in faccia tutto lo sperma che avevo accumulato, ma avevo spremuto troppo, e quando lo guardai nuovamente in faccia, aveva uno stronzetto duro marrone che gli circondava le labbra, bianche di sperma, per ultimare il tutto ordinai al trans di farmi arrivare e gli scaricai litri di sbroda calda in faccia.
Era ridotto malissimo, pieno di merda e nettare maschile, e per ultimare l’opera, gli scaricammo le vesciche addosso.
Dopo questo amplesso animale ci pulimmo tutti ed andammo a casa mia, per una cenetta intima, in compagnia dei miei due bellissimi e perversi amanti. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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