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La palestra nuova

Finalmente mi ero iscritto in palestra, avevo fatto passare già un mese prima di iscrivermi da quando ero tornato dalle vacanze ed ora mi trovavo li.
Palestra nuova, nuovo ambiente, nuova gente, e tanto sudore da buttare, volevo farmi un bel fisico per l’estate successiva, non stavo messo male perché facevo degli esercizi con dei pesi a casa ma essere seguito da un istruttore qualificato è tutta un’altra cosa.
L’ambiente non era male prima di iscrivermi c’ero già stato parecchie volte per ispezionare il tutto e mi aveva convinto.
Entrai nella sala pesi vidi i due istruttori, era la prima volta che li vedevo perché avevo conosciuto l’istruttore che stava li di mattina un bel ragazzo alto con un fisico da 10 invece quelli che mi trovavo di fronte erano due tipini assolutamente normali: uno bassino, fisico normalissimo e l’altro iperlampadato con bei pettorali ma il resto del fisico poteva benissimo buttarlo nel …
Chissà perché mi hanno sempre dato fiducia gli istruttori con un bel fisico forse perché pensavo che avendo raggiunto loro quei risultati potessero poi farli raggiungere anche a me!!!
Mi diedi un’occhiata intorno mentre i due mi preparavano la scheda, per fortuna non c’era molta gente a me non piacciono le palestre affollate… dopo un po’ inizio 10 minuti sulla ciclette mi guardo allo specchio mentre pedalo, le prime gocce di sudore mi imperlano la fronte guardo dietro di me e vedo entrare un tipo niente male alto, moro, occhi scuri, tipico esemplare mediterraneo, ma con un fisico mozzafiato, tonico e molto ben definito, mi meravigliavo di me stesso ma non riuscivo a scollargli gli occhi di dosso chissà cosa avrebbe pensato la mia ragazza se mi avesse visto.
Lo guardavo mentre faceva gli esercizi era veramente bello li faceva lentamente a dorso nudo e si guardava intorno consapevole della sua bellezza.
Ora toccava ai pettorali, a fatica alzavo i miei 15 kg mentre lui poco prima ne aveva alzati tranquillamente 55.
“Senti, scusa da quanto tempo fai palestra? ” gli feci
“da cinque anni” pensai tra me e me ci arriverò mai ad avere un fisico così?
“guarda che l’esercizio lo devi fare più lentamente” mi disse e mi fece vedere l’esatta esecuzione dell’esercizio.
Eh già, i due istruttori dopo avermi fatto la scheda si erano volatilizzati, cazzo uno paga una palestra per essere seguito e gli istruttori non ti calcolano minimamente.
Per fortuna il bello mi stava dando consigli
“a proposito io sono Luca” gli feci
“io Simone” dopo le varie rimostranze che gli feci sugli istruttori lui mi disse
“non ti preoccupare se vuoi ti aiuto io, possiamo fare gli esercizi insieme”,
“grazie, mi fa piacere”.
Tra una serie ed un’altra parlammo un po’ di noi avevamo molte cose in comune, mi sembrava un bravo ragazzo, e poi avevo bisogno di conoscere gente nuova troppe delusioni avevo avuto dai miei “cari” amici.
Io finì i miei esercizi
“senti io vado ci vediamo qui, grazie ancora” “di niente, comunque anche io ho quasi finito”.
Andai nello spogliatoio mi sentivo esausto mi facevano male tutti i muscoli, avevo solo voglia di una doccia.
Mentre stavo sotto la doccia Simone mi disse
“senti io mi faccio la sauna se ti va possiamo farcela insieme, io inizio ad entrare”
“va bene ti raggiungo tra un po’”.
Entrai nella sauna, eravamo soli Simone era sdraiato su di una panca con le mani sotto la testa, una gamba piegata e l’altra distesa.
Rimasi fisso a guardarlo per un po’ poi mi sedetti, il caldo era micidiale i vapori mi annebbiavano la vista.
Spesso mi giravo a guardarlo era così sensuale: nudo con un piccolissimo asciugamano bianco che gli copriva a malapena le sue parti intime, cazzo mi stavo eccitando, ma cosa mi stava succedendo a me erano sempre piaciute le donne e ora mi stavo eccitando guardando un ragazzo.
Simone sempre disteso prese dell’acqua e la gettò sulle pietre roventi seguivo ogni suo movimento quel corpo sudato si muoveva lentamente con la sensualità di una pantera, la mia eccitazione era tale che iniziarono ad uscire goccioline di sperma, cazzo e se se ne accorge che figura faccio.
Sarà stato per il caldo o per la troppa eccitazione ma ebbi un giramento di testa.
“Che hai? ” disse Simone
“niente mi gira la testa, sarà il troppo caldo” si protese verso di me per accertarsi del mio stato e muovendosi l’asciugamano gli cadde e lo vidi nudo, ehi stava proprio bene anche li, poi mi accorsi che mi stava guardando in mezzo alle gambe, l’asciugamano che avevo indossato stile pareo lasciava trasparire il mio stato
di eccitazione
“ti faccio quest’effetto, mi fa piacere” e sorrise poi si ridistese ma non si coprì, mi aveva sgamato fu come una doccia fredda.
Era li nudo con le gambe leggermente allargate, lo vedevo, avevo una voglia matta di toccarlo, ero diventato frocio tutto d’un colpo ma non me ne fregava niente in quel momento,
“senti io mi vado a fare la doccia”.
Sotto l’acqua continuavo ad avere la sua immagine davanti agli occhi.
Passò un po’ di tempo, iniziammo ad andare in palestra insieme e a frequentarci anche fuori della palestra.
Una sera come tante altre ci trovavamo a casa sua, viveva da solo in un monolocale.
Stavamo seduti per terra con la schiena appoggiata al divano a guardare la tele
“senti” mi fece, mi girai con aria interrogativa la sua testa veniva verso di me sentivo le sue labbra sulle mie e la sua lingua che cercava di farsi strada, non riuscivo a realizzare quello che stava succedendo.
Mentre mi baciava avevo gli occhi spalancati e lo sguardo fisso
“ti sei incazzato? ” non risposi mi girai a guardare la tele e mi chiusi in un mutismo di tomba
“scusa, ma pensavo che lo volessi anche tu, è da quando facemmo la sauna insieme che volevo farlo” continuai a non parlare, nella mia mente si affollavano tremila pensieri contrastanti: mi era piaciuto?
Si, no, non lo so, cazzo ma io sono etero non mi dovrebbe piacere, eppure…
“senti io mi faccio una doccia” Simone si alzò e andò verso il bagno, lasciò la porta spalancata, lo seguì con lo sguardo
“senti lascio la porta aperta ti da fastidio? ” disse
“no perché? ” il bagno era di fronte a me potevo vedere tutto e l’idea di vederlo mi eccitava.
Iniziò a spogliarsi, lo faceva lentamente guardandosi allo specchio i suoi vestiti cadevano uno ad un sul pavimento, rimase in slip, continuava a guardarsi poi si tolse anche quello, me lo stavo mangiando con gli occhi.
Che cazzo di fisico, pensai, aprì l’acqua si girò e vide che lo guardavo
“se vuoi lascio le porte del box aperte così mi guardi mentre mi faccio la doccia… a meno che… non vuoi fartela con me! ” lo guardai dritto negli occhi
“stronzo dai lavati”.
Lasciò la doccia aperta, sapeva che lo avrei guardato e a me dava fastidio, continuai a guardare la tele, facevo zapping da un canale all’altro cercando di pensare ad altro, ero già troppo eccitato.
Di tanto in tanto, furtivamente, gettavo lo sguardo verso la doccia e lo vedevo mentre si insaponava, l’acqua scivolava sulla sua pelle e le sue mani accarezzavano tutto il suo corpo sotto il getto caldo…
Chiuse l’acqua, prese l’accappatoio, si asciugò e venne a sedersi vicino a me
“allora ti è piaciuto guardami sotto la doccia? ”
“e chi ti ha detto che ti stessi guardando” gli feci, ma sapevo che non mi avrebbe creduto
“peccato perché mi è diventato duro all’idea che mi guardassi, e tu? ” mi faceva incazzare il fatto che fosse così sicuro di sé, appena finito di parlare fece scivolare la sua mano sulla mia gamba e poi mi toccò il cazzo, era durissimo, sentì un brivido
“bello, allora ti piaccio, anche tu mi piaci e non sai quanto” continuava a toccarmi poi fece scivolare la sua mano dentro i pantaloni, sotto i boxer, che bella sensazione sentire la sua mano sul mio cazzo.
Ma che stavo facendo, volevo veramente avere un’esperienza omosessuale? , fermai la sua mano
“no senti… non so se… ” non mi fece finire di parlare, capì cosa volevo dire “lasciati andare, so che lo vuoi anche tu” mi baciò di nuovo e questa volta ricambiai, mi spogliò e rimasi nudo sul tappeto, non sapevo cosa fare avrei voluto toccarlo dappertutto ma non osavo.
Per l’eccitazione uscivano goccioline di sperma dal mio cazzo
“lasciami fare” mi disse
“non avere paura, e fai con me tutto quello che ti passa per la mente” detto questo mi allargò le gambe e me lo succhiò, sentivo la sua bocca calda che saliva e scendeva sul mio cazzo, il mio respiro si faceva affannato, si fermò e si mise in ginocchio davanti a me, affanculo tutto pensai, gli tolsi l’accappatoio, le mie mani si muovevano lentamente sul suo corpo sentivo i suoi muscoli sotto le mie mani… e quel sedere così sodo
“voglio sentire la tua mano sul mio cazzo” mi fece, lo accarezzavo, dal sedere mi spostai sulla gamba… l’interno gamba… le palle… erano gonfie, continuavo ad accarezzargliele, lo sentivo gemere poi gli accarezzai il cazzo, era così caldo e duro.
La mia mano saliva lentamente dalla base fino alla cappella, iniziò a gemere e si bagnò con le goccioline
“assaggia il mio sperma”
“no… dai… ” mi prese la testa e la portò davanti al suo cazzo, non feci resistenza, la sua cappella era a poca distanza dalla mia bocca, chiusi gli occhi mi avvicinai ancora di più, chiusi il suo cazzo nella mia bocca e gli leccai la cappella.
Stava godendo, sentivo i suoi gemiti, aprì gli occhi e lo vedevo contrarsi dal piacere, sentì d’un tratto un sapore acre, dovevano essere le sue goccioline, questo doveva provare la mia ragazza quando me lo succhiava, pensai.
“Fermati, se no mi fai arrivare” si alzò mi fece mettere a pancia sotto
“ehi che idee hai? ”
“non ti preoccupare non ti voglio penetrare lo so che non vuoi” mi fece un massaggio alle spalle… poi più giù sulla schiena le sue mani scendevano fino alle gambe e risalivano per fermarsi poi sul mio sedere, ci passò una mano in mezzo
“ti piace? ”
“non particolarmente” fece scivolare la sua mano in avanti e mi accarezzò le palle era bellissimo, il mio cazzo era durissimo
“leccamelo” gli dissi
“finalmente ti stai sciogliendo” se lo mise in bocca e me lo succhiò lo faceva da dio sembrava che la sua bocca fosse fatta solo per quello contemporaneamente mi masturbava era troppo bello volevo farlo durare a lungo, gemevo come un matto.
“Senti vai piano altrimenti rischio di arrivare e per di più in bocca” non si preoccupò minimamente di quello che dissi anzi accelerò i movimenti
“dai così mi fai arrivare” aveva gli occhi chiusi, sentivo la sua lingua che si muoveva velocemente sulla mia cappella e la sua mano che andava su e giù con movimenti decisi, non ce la facevo più a trattenermi
“dai smettila sto per arrivare” ma non si fermava, voleva che gli arrivassi in bocca, non capivo più niente sentivo lo sperma che stava per uscire, ansimavo
“ah… sto arrivando” con la mano volevo spostargli la testa per non arrivagli in bocca ma mi bloccò, allora mi lasciai andare
“ah… siii… vengo” lo sperma colava abbondante fuori dal mio cazzo ma dalla sua bocca ne usciva solo un sottile rivolo, lo stava ingoiando.
Godevo come non mai, la sensazione era diventata troppo forte
“ti prego basta… fermati… non ce la faccio più” ero sfinito, il cuore andava a mille.
Lo guardai
“dai ora fammi godere, voglio arrivare” lo feci distendere glielo presi in mano e glielo succhiai, dovevo farlo bene perché ansimava e gridava dal piacere
“dai non gridare che ci sentono” dissi
“e chi se ne frega è troppo bello” ripresi a succhiarglielo, iniziò a tremare
“ehi tutto bene? ”
“si non ti preoccupare è che sto godendo da morire” smisi di succhiarglielo ma la mia mano non smise di muoversi, sentivo il suo cazzo pulsare nella mia mano e la cappella diventare sempre più rossa e gonfia, stava per arrivare
“voglio arrivarti addosso… voglio bagnarti con il mio sperma” si alzò di scatto mi sdraiò e si mise in ginocchio davanti a me.
Lo vedevo mentre si masturbava, quei muscoli in movimento, il corpo sudato e la testa reclinata indietro
“ah… ecco… siii… ” sentì il primo getto di sperma cadere sul mio petto era caldo poi ne seguirono altri, il mio torace era pieno di quel liquido biancastro. Simone stanco si distese su di me e mi baciò
“ti è piaciuto? ” non sapevo cosa rispondergli sentivo il suo torace che premeva contro il mio e i nostri cazzi che si toccavano, la sensazione era piacevole “si ti è piaciuto sento il tuo pisello che si sta indurendo”.
Ebbene si mi era piaciuto ma non volevo ammetterlo, dopo tutto quello che avevo fatto mi nascondevo ancora dietro falsi moralismi. FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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