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La prima volta da parecchio tempo

Era da parecchio tempo che i rapporti sessuali con mia moglie si erano affievoliti. Adriana era molto giovane, 22 anni, ed io, 35 anni, ero innamoratissimo; anche lei mi amava ma, forse proprio perché era troppo giovane, era sempre meno interessata al sesso. Eppure i primi tempi del matrimonio Adriana era un’amante appassionata e, durante gli amplessi, godeva al punto di perdere il controllo di sé. Io ne soffrivo ed avrei voluto trovare una soluzione al problema. Cominciavano allora ad uscire le prime riviste erotiche e ne comperai una, credo fosse MEN. Adriana dapprima si dimostrò scandalizzata, ma mi accorsi che, in mia assenza, l’aveva sfogliata. C’erano già i primi annunci di coppie che cercavano coppie, ed io le chiesi se fosse favorevole a rispondere ad uno degli annunci, che mi sembrava adatto a noi. Dopo qualche titubanza lei rispose di sì. Scrissi all’indirizzo di fermo posta, ma non avemmo mai risposta. Ormai però avevo capito che anche lei non era contraria a ravvivare il rapporto con qualche variante.
Dovetti attendere un po’ di tempo, finché fra i miei conoscenti, uno mi parve adatto a fare l’esperimento: innanzi tutto era giovane come mia moglie, poi era un bellissimo ragazzo, infine Adriana aveva più volte dimostrato apertamente di essere attratta da lui. Mia moglie ed io eravamo molto aperti e ci confidavamo tutto, ed un giorno lei mi confessò che, durante una festa, lui l’aveva condotta in un luogo appartato e l’aveva baciata. Io mi sentii eccitato: ero sempre stato geloso, ma ora avrei voluto vederla fra le braccia di quel ragazzo, Roberto. Cercai di farmelo amico e ci scambiammo delle confidenze: lui aveva una ragazza con cui faceva l’amore; mi assicurò che si trattava solo di sesso e mi parve di capire che non ne era affatto geloso. Un giorno lo invitai, con la sua ragazza, anche lei giovane e carina, a venire a cena a casa nostra il sabato successivo; lui accettò ridendo e disse:
«facciamo un’orgetta? »; anch’io risi e dissi che quella era proprio l’idea, e gli chiesi se la sua ragazza sarebbe stata disposta; lui rispose che non ne era sicuro ma pensava di sì.
Arrivarono puntuali; Adriana aveva preparato una semplice ma gustosa cenetta e degli ottimi vini. Io ero eccitatissimo, ma ero anche molto imbarazzato; il più disinvolto era proprio Roberto, che sembrava a suo agio. Adriana faceva del suo meglio per vincere l’imbarazzo, ma si vedeva che la presenza del ragazzo la elettrizzava. L’altra ragazza mi sembrava impacciata, ma soprattutto un po’ sciocchina. Dopo la cena andammo nel soggiorno; offrii degli alcolici ed io mi servii abbondantemente di whisky: volevo farmi coraggio. Accesi lo stereo e misi della musica romantica; bevevamo e chiacchieravamo, ma ad un certo punto io proposi di giocare a strip poker; Roberto ed Adriana accettarono subito, mentre l’altra ragazza, Silvana, non si oppose. Cominciammo a giocare, ma, contrariamente alle mie speranze, chi perdeva ero solo io; finché anche Adriana cominciò a perdere; io rimasi ben presto in mutande, anche gli altri si dovettero togliere qualche cosa, ma Adriana rimase presto in mutandine e reggiseno. Io continuavo a bere, ed ero ormai quasi ubriaco, quando Adriana perse ancora e dovette togliersi il reggiseno; la mia eccitazione era giunta ad un livello incredibile: vedere la mia dolce mogliettina quasi nuda, davanti a due estranei, di cui uno era un bellissimo ragazzo che le piaceva, mi faceva perdere la testa. Ad un certo punto Adriana perse anche le mutandine, ma chiese, ed ottenne, di andarsi a mettere una corta camiciola trasparente; quando tornò era più eccitante che se fosse nuda: il baby-doll non nascondeva nulla ma rendeva la sua nudità ancor più sensuale. Intanto anch’io ero rimasto nudo, e ben poco avevano indosso i nostri amici, salvo Silvana che non volle mai togliersi reggiseno e mutandine. Avevamo spento tutte le luci per ridurre l’imbarazzo; io ormai speravo solo che Adriana si scatenasse; l’unica luce era quella dello stereo, ma gli occhi si abituarono presto e si riusciva a vedere ugualmente quello che succedeva. Roberto invitò Adriana a ballare, e si avvinghiarono in mezzo alla sala stringendosi e baciandosi appassionatamente. Io invitai Silvana che però rifiutò: era gelosa e non accettava quello scambio di partner. A quel punto ero ormai totalmente ubriaco ma vidi che Adriana e Roberto si erano sdraiati sul tappeto, anche se non riuscivo a vedere esattamente che cosa stessero facendo; sentii però Adriana dire a Roberto:
»andiamo in camera»; se ne andarono ed io rimasi con Silvana che era sempre più imbronciata. Poco dopo cominciammo a sentire dei gemiti, quindi gli inconfondibili urli di godimento di Adriana, urli che non sentivo più da tempo; andai nella camera e vidi lo spettacolo che avevo desiderato e, nello stesso tempo, temuto di vedere: Adriana sul dorso, a gambe larghe, e Roberto sopra di lei; lei godeva ma, appena mi vide, smise di urlare e lui si fermò, io gli dissi di continuare e me ne andai. In soggiorno stava ancora quell’oca di Silvana, ed io le chiesi di scopare ma lei rifiutò; allora la invitai a venire con me a vedere i due amanti; avevo un’erezione incredibile, volevo godere con i due che, sul letto, ora si amavano senza ritegno; Roberto lasciò Adriana e prese Silvana che faceva la gelosa; se la mise sotto e cominciò a scoparla; io volevo Adriana ma lei mi respinse, ero esasperato e me ne andai; infuriato tornai dopo un momento e vidi Roberto che stava sopra Silvana e con una mano masturbava Adriana che aveva ripreso a godere, non ne potevo più: penetrai Adriana e mescolai il mio seme a quello di Roberto. Non fu una bell’esperienza, ma successivamente le cose migliorarono e, soprattutto, evitai, dopo di allora, di ubriacarmi e, in ogni modo, ripensando alla mia adorata mogliettina che godeva fra le braccia di quel ragazzo, la masturbazione diventò molto più appagante. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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