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La proprietaria

Lavoro da diversi anni come commesso in un negozio di abbigliamento nel centro di La Spezia e qualche tempo fa è accaduto un episodio che mi ha cambiato la vita.
Quel giorno avevo portato in negozio la macchina fotografica per farla controllare al tecnico che aveva il laboratorio vicino al negozio, perché non mi funzionava più il flash.
Constatato che si trattava solo di un falso contatto me la rese in giornata ma al momento di chiudere il negozio, l’ho dimenticata nel retro, all’interno del mio stiletto.
Giunto a casa e accortomi della dimenticanza, decisi di tornare in negozio a prenderla poiché il giorno dopo era domenica e mi sarebbe servita visto che avevamo organizzato una gita tra amici.
Giunto al negozio, aprii la porta e mi recai nel retro per prendere la macchina fotografica quando sentii dei rumori provenire dal magazzino.
Il primo pensiero andò al fatto che fossero entrati dei ladri ma dopo, facendo più attenzione, distinsi chiaramente che si trattava di gemiti.
Avvicinatomi alla porta e aperta leggermente, vidi davanti ai miei occhi una scena incredibile:
la mia principale che si faceva sbattere da due uomini.
Lei non è la classica strafiga ma è una donna che nonostante i suoi 40 anni, si mantiene in ottima forma e sempre molto tirata il che la rende molto piacente.
Non sapevo cosa fare, andarmene e far finta di niente o godermi quel magnifico spettacolo?
Decisi che valeva la pena di godersi lo spettacolo e ammirare la principale nelle sue performance con i due uomini che la stavano montando con vigore.
Mentre mi godevo lo spettacolo mi venne un’idea fantastica, irrompere nel magazzino, fare qualche foto veloce e darmi alla fuga prima che i due energumeni mi riuscissero a strappare la macchina fotografica.
Detto fatto: proprio nel momento che uno la stava scopando a pecorina e l’altro gli aveva riempito il viso di sborra, attraverso lo spiraglio della porta feci un paio di foto e mi diedi alla fuga.
I tre si accorsero dell’accaduto per via dei flash ma non fecero in tempo a rendersi conto dell’accaduto, che io ero gia uscito dal negozio.
La proprietaria non poteva sapere chi era stato il fotografo perché ad avere la chiave del negozio siamo in cinque: lei, io l’altro commesso, la commessa, suo marito e suo figlio.
Il lunedì pomeriggio tornai al lavoro facendo finta di nulla e notai che la proprietaria era piuttosto nervosa, forse perché si aspettava che da un momento all’altro uscisse fuori l’accaduto, ma io mi guardai bene da spifferare il tutto, poiché avevo deciso di aspettare il momento giusto.
Dopo qualche giorno, quando le acque sembravano essersi calmate, lascia sulla scrivania della proprietaria una busta contenente le foto di quella sera che la ritraevano nella sua scappatella, con un biglietto che le fissava un appuntamento nel magazzino per la sera stessa dopo la chiusura.
Certo che avrebbe accettato per la paura di essere sputtanata, mi recai all’appuntamento con un amico e quando arrivai, la trovai già in negozio trepidante ed incuriosita.
Appena entrato ebbe uno scatto d’ira ed inveì minacciandomi di licenziarmi se non le avessi dato subito i negativi.
Forse pensava che la miglior difesa è l’attacco, ma in quel caso si sbagliava di grosso!
Le dissi di calmarsi e di non fare troppo la furba poiché il coltello dalla parte del manico l’avevo io e che se quelle foto fossero finite nelle mani sbagliate sarebbero state un vero disastro per lei, quindi le feci ascoltare le mie condizioni.
Prima di tutto volevo un bel aumento di stipendio, più libertà sul lavoro e dulcis in fundo volevo che ripetesse quello che aveva fatto l’altra sera on quei due, con me e il mio amico, subito e poi ogni tanto, quando mi veniva voglia, si sarebbe dovuta mostrare disponibile nei miei confronti.
Posta davanti alla richiesta, si rese conto che non c’era molto da fare se non accettare.
Incominciò con assolvere la richiesta di farsi scopare subito da me e il mio amico.
La facemmo spogliare lentamente finchè non fu completamente nuda, quindi tirati fuori i nostri cazzi ci facemmo spompinare ben bene finchè non fummo pronti a scoparla.
Io incominciai per primo, facendola mettere carponi per terra con il mio amico che la scopava in bocca mentre io la prendevo a pecorina, andammo avanti in quella posizione fino al momento in cui, al culmine del godimento le inondai la fica di sborra, quindi ci demmo il cambio con lui che la scopava ed io che mi facevo ripulire il cazzo con la lingua.
Una volta sborratole in fica anche lui, lei pensò di aver assolto il suo compito quella sera ma non era così!
Io avevo di nuovo il cazzo duro e le dissi che avevo voglia di incularla, ma lei mi disse che non lo aveva mai fatto e che neanche intendeva farlo ma non finì neanche di dirlo che sia io che il mio amico le fummo subito addosso ed una volta stesa a terra con la pancia sotto, mentre lui la bloccava io le aprii le gambe fino a mettere in mostra il suo buchetto che lei diceva inviolato.
Mi infilai in bocca un dito e dopo averlo insalivato provai ad infilarglielo nel culo per vedere se davvero era così stretto e dovetti constatare che diceva la verità.
A quel punto incominciai ad insalivarlo per bene mentre anche il mio amico, eccitato dalla scena era di nuovo in tiro e gli e lo aveva infilato di nuovo in bocca.
Una volta lubrificato per bene, le appoggiai la punta del cazzo al buco del culo e con molta fatica la penetrai nonostante le sue suppliche, finchè i ciglioni non arrivarono a toccare le sue natiche.
Nel frattempo il mio amico le aveva sborrato ancora una volta in bocca, obbligandola a bere tutto il suo seme, tenendole il naso attappato.
Comincia a fare avanti e indietro nel suo culo, dapprima lentamente, poi sempre più veloce fino a riempirla di sborra calda anche nell’intestino.
Estratto il cazzo, pretendemmo entrambi che li ripulisse per bene dalla sborra ed una volta fatto ciò, sempre tenendole il naso chiuso , la obbligammo a bere tutto il nostro piscio.
Finito tutto ci rivestimmo lasciandola fradicia di sborra e piscio, ricordandole che quella era solo la prima delle condizioni che aveva soddisfatto e che in seguito avrebbe avuto modo di soddisfare anche le altre.
Da quel giorno, quando mi prende la voglia mi fotto la mia principale che a dire il vero ormai ci ha preso gusto e per giunta ho ricevuto un ottimo aumento di stipendio.
E pensare che tutto ha avuto inizio per una semplice dimenticanza. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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