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La retta

“Signor Lunghi? C’è la madre di Elisabetta Blarri che vorrebbe incontrarla! ” Francesco Lunghi ha detto alla sua segretaria di far entrare la donna. Non era impaziente di vederla, sapeva che i Blarri avevano avuto guai finanziari recentemente ed erano in ritardo con il pagamento della retta scolastica della figlia. Le scuole private vivono con le rette e così il preside aveva deciso di espellere la ragazza a meno che la madre non fosse venuta con un assegno.
Giovanna Blarri era giovane, non più di trent’anni ed in lei Francesco vedeva la bella donna che Elisabetta sarebbe diventata; era alta un metro e sessantacinque, capelli ricci ramato, occhi blu, ed una figura fantastica. I seni erano di taglia media ma perfettamente adeguati alle sue anche ed al sedere ben forgiato. Indossava un completo camicetta gonna che esibita i suoi beni senza andare sopra le righe. Francesco ha pensato che le avrebbe chiesto di uscire con lui se non fosse stata sposata e madre di una delle sue studentesse. Ha sospirato. Sarebbe stato un incontro difficile.
“Sig. ra Blarri, ” ha cominciato quando si è seduta davanti alla scrivania. “sono sicuro che capisce la nostra situazione. Se permettessimo che tutti di rimanere indietro con la retta, la nostra scuola sarebbe obbligata a chiudere. ”
“Sì, capisco, ” ha risposto Giovanna, “Ma la macchina di mia marito ha avuto bisogno di un motore nuovo il mese scorso e stiamo ancora cercando di riprenderci. Siamo in attesa che gli paghino il trimestre, cosa che avverrà il mese prossimo. ” L’ha guardato con occhi imploranti.
Il cuore di Francesco era distrutto, Elisabetta era una piccola dolce ragazza, intelligente e lui odiava il pensiero di doverla cacciare col pericolo di farla finire in qualche liceo i cui diplomati non erano neppure capaci di leggere il proprio diploma. Ma doveva essere duro.
“Sig. ra Blarri, mi dispiace molto, ma ho lasciato già perdere per un mese e mezzo. Ho paura che a meno che non venga saldato il debito entro venerdì, Elisabetta non potrà ritornare in classe lunedì. Ho le mani legate. ”
Giovanna ha chiuso gli occhi, poi ha sospirato con determinazione. Si era preparata ad una tale risposta. “Sono sicura che qualche cosa si potrebbe fare, potrei fare qualche lavoro nell’ufficio della scuola e pagare così la retta. ” “No, non possiamo farlo, Sig. ra Blarri, o dovrei permettere a tutti di fare lo stesso. ” Non voleva guardare il suo viso triste, così ha abbassato gli occhi sulle carte sulla scrivania. Ha sentito Giovanna alzarsi ed è tornato a guardarla pensando che se ne stesse andando; ma è rimasto scioccato nel vedere che aveva già sbottonato metà camicetta e stava aprendo l’altra metà.
“Dunque, Sig. Lunghi, ” e ha fatto le fusa mentre la camicetta cadeva dalle spalle rivelando un reggiseno rosso che sembrava troppo piccolo di una taglia, “ho molte capacità. ” Ha alzato una gamba sopra la scrivania e Francesco ha visto che indossava calze sino alla coscia. “Stai pensando se ho le mutandine, birichino. ” Francesco ha deglutito. Lei sapeva che il suo cazzo si stava agitando? Giovanna ha cominciato a massaggiarsi i seni mentre fissava l’agitato professore. “Ti piacerebbe toccarli, non è vero? Sai, mio marito è così stanco quando viene a casa; non ha mai abbastanza tempo per me. ” Ha stretto un capezzolo attraverso il reggiseno. “È passato tanto tempo da quando ho avuto un bel cazzo caldo in bocca. Ho paura che dimenticherò come si fa a succhiarne uno se riuscirò ad averlo veramente in bocca. ” Si è seduta sulla scrivania mettendo le tette a pochi centimetri dal suo viso.
Francesco era rosso come una barbabietola. “Sig. ra Blarri, ” ha rantolato, “sono ammogliato! ”
“Ed anch’io lo sono, siamo pari, non è vero? ”
Francesco ha guardato affascinato mentre il reggiseno cadeva e due areole scure e due grossi capezzoli ballavano davanti alla sua bocca… Oh, ha sentito il capezzolo indurirsi mentre succhiava! Ha messo una mano sull’altro e ha dato la giusta attenzione a ciascuno, avvicendando le succhiate alle strette. Poi Giovanna si è sdraiata sulla scrivania, Francesco ha fatto scivolare l’altra mano sotto la gonna per verificare se portava le mutandine.
… No! Giovanna ha cominciato a sgroppare, spargendo intorno le carte che c’erano sulla scrivania e mentre un suo dito scivolava dentro e fuori della sua micia gocciolante. Francesco si strofinava contro il corpo di Giovanna e sentiva l’umidità della pre eiaculazione. Doveva togliersi i pantaloni!
Ha aiutato Giovanna ad alzarsi e l’ha portata sul divano all’altro lato dell’ufficio. Lei si è aperta la gonna e l’ha fatta cadere sul pavimento, lasciando che Francesco vedesse la sua bella micia rasata a cui aveva appena fatto il ditalino, lui si è seduto, ha tirato giù i pantaloni e ha lasciato che il suo cazzo saltasse fuori rigido davanti a lei. “Mmmmmm… Lunghi è un nome che ti si addice, ” ha detto prima di prendere l’asta palpitante in bocca. Francesco si è lamentato e ha spinto contro il suo viso. Erano anni che non gli facevano un pompino; a sua moglie non era mai piaciuta farli.
Giovanna, d’altra parte, era una succhia cazzi entusiasmante, lo prendeva dentro completamente e sentiva la cappella battere sul fondo della gola mentre gli massaggiava le palle con una mano e si toccava la micia con l’altra.
“Oh, voglio fotterti, ” ha detto Francesco e lei premurosamente si e messa a quattro zampe sul divano… lui si è inginocchiato dietro il suo culo sodo a forma di cuore e ha usato la testa del cazzo per stuzzicare la sua fessura; la strofinava e vi entrava solo per poco. Giovanna impazziva di piacere, implorava Francesco di fotterla e gli diceva quanto desiderava sentire il suo cazzo enorme nel suo buco. Francesco ha immerso la sua asta profondamente dentro di lei, l’ha osservata scomparire completamente e ha emesso gemiti di soddisfazione quando ha sentito la micia di Giovanna contrarsi intorno a lui. Dopo aver ottenuto un delizioso ritmo di chiavata Francesco si è chinato su di lei per poter giocare con le sue tette mentre scopavano. Ha sentito un’ulteriore ondata di piacere quando Giovanna gli ha detto che la stava fottendo meglio di quanto non avesse mai fatto suo marito. “Sei più stretta di quanto sia mai stata mia moglie, ” ha gemuto mentre spingeva profondamente e le stringeva i capezzoli; Giovanna ha girato la testa quando l’onda del primo orgasmo l’ha colpita. Francesco ha continuato a fotterla e ben presto la seconda ondata l’ha raggiunta, lui sentiva che le sue palle stavano per esplodere. Quando ha sentito arrivare l’eiaculazione ha gridato il suo nome e ha esploso il suo caldo liquido in quattro scoppi possenti.
Il marito di Giovanna era molto felice quella notte quando lei gli ha detto che il problema della scuola era sistemato, avrebbe dovuto fare dei lavori per il Preside un paio di ore al giorno ed Elisabetta avrebbe potuto frequentare la scuola gratis! FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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