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La signora di fronte

Ho 29 anni e circa un anno fa mi è capitata una cosa che mai mi sarei aspettato
potesse accadere.

La incontravo ogni giorno da quando era venuta a vivere con suo marito nella casa accanto alla nostra.
Ha 35 anni, un culo meraviglioso e due seni enormi che attiravano l’attenzione mia e di tutti coloro che la guardavano.

Subito dopo essere venuta a vivere lì, rimane incinta.
Passano i mesi e la si vede molto di rado.
Partorisce e ricomincio a rivederla di nuovo e i suoi seni sono ancora più belli e più grandi.

Un fine settimana, finalmente, suo marito va a caccia come fa di frequente e Maria parlando con mia nonna dice che deve spostare dei mobili, ma data la mancanza del marito non saprebbe come fare.
Mia nonna propone di mandare me.

Suono al citofono e la sua calda voce mi di ce di salire.
Giunto alla porta
“Entra è aperto, accomodati in cucina che arrivo” – mi fa lei.
Mi reco in cucina dove sopraggiunge lei più radiosa che mai e mi fa:
“Ciao, U., ti aspettavo”.
“Sono tutto tuo” rispondo scherzando.
“I mobili da spostare sono quelli, non sono molto piccoli, ma penso che ce la faremo”.
“Ti va una limonata? ” mi fa lei.
“Sì, fa molto caldo” rispondo io.
Mentre me la sta versando, inciampa e mi bagna tutta la maglietta; al chè le dico che forse è meglio che vada a casa a cambiarmi, ma lei sorridendo dice che data la temperatura avrei potuto toglierla che l’avrebbe stesa ad asciugare.
Mi levo la maglia e lei
“Che bel petto villoso che hai ? – Non avevo mai visto tanti peli così. Chissà come è contenta la tua ragazza? “.
Veramente mi sono lasciato ed a lei non sono mai piaciuti i miei peli” replico io.
E lei :
“Deve essere una pazza a lasciarsi scappare uno che ha tanti ormoni come te”.
La discussione per il momento finisce lì ed entrambi tutti sudati cominciamo a spostare i mobili.
All’improvviso sentiamo piangere il bambino e lei
“è l’ora della poppatina riposati un po’ ” .
Dopo un po’ mi sento chiamare e vado nella stanza da letto dove vedo una scena che avrei solo sognato: il suo seno enorme ed appuntito che dà da mangiare al suo bambino.
Io imbarazzatissimo non riesco a distogliere lo sguardo dalla sua meraviglia e lei mi fa:
“Ti piacciono i bambini, vero? ”
“Non proprio” – rispondo io –
“sono più interessato a quello che ciuccia”.

“Avvicinati, ti andrebbe di ciucciarlo anche tu ? Quando lo ciuccia mio figlio
mi fa eccitare tutta, senti” e così dicendo prende la mia mano e se la poggia
sulla fica già tutta bagnata.
Il figlio si addormenta e lo poggia nella culla.

Non posso più resistere mi siedo sulle sue gambe e incomincio a ciucciarle il seno strabordante dal reggiseno che non può più trattenerlo.
Allora, lei mi slaccia i pantaloni e mi mena l’uccello con una mano, mentre con l’altra mi accarezza il petto.

“Mamma mia, lo dicevo che tu dovevi essere pieno di ormoni col cazzone che ti ritrovi”.
Ci sdraiamo sul letto e lei dice:
“Voglio essere penetrata dal tuo uccellone, con mio marito non lo faccio più da una vita”.
“Aspetta – faccio io – che con il tuo seno non ho ancora finito” e detto questo mi faccio masturbare dal suo stupendo seno e contemporaneamente dalla sua bocca.
Quando si accorge che sto per venire me lo afferra e se lo tiene tutto in bocca con il rischio di soffocare.
Le sborro tutto in gola e non ne fa uscire neanche una goccia di sperma.
Ancora più sudati ci rechiamo in cucina a bere dell’altra limonata e lei con fare esperto continua ad accarezzarmi l’uccello con le mani e con la lingua, il quale non se lo fa ripetere due volte e subito si erge di nuovo prepotentemente.

“Oh, è di nuovo duro” – fa lei
“adesso è il mio turno e lo voglio provare tutto dentro di me”.
“Ti andrebbe di fare un gioco” faccio io.
“Fammi tutto quello che vuoi, basta che fai in fretta”.
Non doveva dirmi altro, la conduco in bagno ed accendo la lavatrice mettendola sulla posizione di centrifuga.
Le allargo le cosce e comincio a leccarle la fica che è rosea, piena di peli e bagnatissima e profuma di quel sapone per neonati.
Sulla lavatrice si dimena ed ula come un’ossessa pregandomi di non fermarmi; a questo punto il mio cazzo è pronto e glielo infilo nella fica stantuffandola al ritmo della lavatrice.
Ha una fica caldissima, morbida e stretta a dispetto della gravidanza appena conclusa.
“Oooh, vengo” urla lei
“e tu non sei venuto? “.
“Stavo aspettando il mio turno” e così dicendo la giro sulla lavatrice e la metto alla pecorina ed osservo impaziente il suo buchetto.
“Cosa vuoi fare? non l’ho mai fatto! “.
Non ti preoccupare che ti piacerà, troia”.
Trovo una bottiglia di ammorbidente e le lubrifico lo sfintere.
“No, non voglio” fa lei. Io incurante delle sue lamentele glielo infilo di colpo e quasi le faccio mancare il respiro.
Dopo la stantuffo lentamente e lei geme di dolore e di gioia fino a quando non le sborro tutto nel culo.
Alla fine esausti ci rivestiamo e lei
“La settimana prossima, mio marito ha un’altra battuta di caccia ed io devo spostare altri mobili molto pesanti, che ne diresti di venire a darmi una mano ed anche qualcos’altro? FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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