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La storia di Silvia

Mi chiamo Carlo e nel 1985 abitavo a Milano.
Un giorno si presenta nel mio ufficio una signora che mi propone degli investimenti finanziari.
Piccola, rotonda, vestita in modo molto elegante.
Aveva qualcosa di particolare nel comportamento e nel vestire che coinvolgeva e che faceva immaginare senza mostrare o dire.
Declinando le offerte di investimento le buttai lì un invito per un viaggio di affari che immediatamente accettò, dicendo che avrebbe raccontato una palla al suo uomo col quale viveva.
Tale viaggio si svolse dopo due settimane e, senza troppi problemi finimmo a letto insieme.
Una vera artista del sesso: chiavate in tutte le posizioni, pompini con ingoio ecc.
Chiaramente decisi di rivederla al più presto e dopo qualche giorno dal nostro ritorno la invitai a cena.
Durante la cena iniziò subito a raccontarmi cosa aveva fatto il giorno precedente: un suo amico, col quale usciva ogni tanto, la aveva portata a casa sua insieme ad un altro uomo e tutti e tre ‘si erano divertitì.
Non volle raccontare di più restando con un aria di mistero.
Alla mia proposta di andare in un motel lei mi chiese se ero mai stato in un club privee.
Dissi di no e allora disse che ne aveva sentito parlare e propose di provare.
Chiaramente accettai e andammo in un club di cui trovammo l’indirizzo sul Corriere.
C’erano due coppie e sei uomini seduti a sentire la musica.
Qualcuno ballava.
Non sapevo come si sarebbe svolta la serata ed ero un po’ a disagio.
Dopo un po’ andai alla toilette ed al mio ritorno trovai Silvia che ballava con una donna molto bella ed alle spalle un uomo le strusciava il culo e con le mani le toccava le tette da dietro.
La guardai il viso: aveva uno sguardo sognante e mi sorrise come a dire: vedrai.
Mi tiro in mezzo a loro e mi fece toccare la figa della donna da sotto la gonna: niente mutande ed una figa fradicia e gocciolante.
A questo punto Silvia disse: andiamo di là.
Era uno specie di separè con divani:
Mi mise a sedere, mi sbottonò e tiro fuori il mio cazzo cominciando a succhiarlo stando piegata in avanti.
Nello stesso tempo si tirò su la gonna, sfilando gli slip e offrendo le terga a quell’uomo.
In un attimo aveva un cazzone che le sbatteva la figa da dietro.
Inutile dire quanto mi tirava il cazzo in tale situazione.
Dopo pochi colpi molto forti che si ripercuotevano sul pompino che mi stava facendo, il cazzo nella figa la riempì di sborra.
In un attimo, senza perdere neanche una goccia mi saltò sul cazzo e cominciò a chiavare facendomi colare la sborra dell’altro sul cazzo ed i coglioni.
Non resistetti a lungo e sentendola godere le diedi anche la mia razione di sborra.
Saltò giù dal cazzo e sedette vicino a me mettendosi una mia mano tra le gambe.
Era un fiume di sborra che usciva e le colava sul culo.
Le infilai un dito e poi due nel didietro che era bagnato quando la figa.
Mentre ci riposavamo mi disse: so che ti è piaciuto, ma questo è ancora niente, allargami piano il culo.
Ti piacerebbe mettermelo nel culo, eh?
E invece no.
Oggi non tocca a te.
In futuro chissa…
Si rimise nella posizione precedente, a 90 gradi col mio cazzo in bocca e il culo per aria.
Bisogna dire che aveva un culo da favola, grosso e sodo con due chiappe grandi.
Per arrivare al buco bisognava allargarle molto.
Dalla mia posizione semisdraiata sul divano non vedevo molto cosa succedeva dietro di lei, ma capii che si era avvicinato un altro singolo e intravidi un cazzone già duro fuori dalla patta.
Ad un certo punto immaginai che venisse chiavata da dietro in quanto la bocca sul mio cazzo si muoveva avanti ed indietro e Silvia mugolava a bocca piena.
Ad un certo punto sollevò la bocca e mi disse con un fiato di voce: ‘ mi sta inculando, tu non lo sai ma è come se io avessi due fighe; certe volte godo di più nel culo.
Ma così non mi basta ancorà.
Si sollevò, si sfilò il mio dalla bocca e l’altro dal culo e, tutta sgocciolante dato che aveva nella figa ancora le due sborrate precedenti, andò a parlottolare con una coppia su un divano di fronte a noi.
Tornò vicino a me dicendomi di andare di fronte dove era rimasta la lei della coppia mentre lui era a fianco a Silvia in piedi e le pastrugnava il culo insieme all’altro che era rimasto col cazzo duro e le braghe a metà.
Mentre facevo come mi aveva detto mi disse sottovoce: ‘divertiti, ma guardami anchè.
La donna, bionda sui 35 anni, era rimasta a gambe larghe e si toccava il grilletto con un dito.
Come mi avvicinai mi disse: io non chiavo con gli altri ma mi piace fare pompini e bere la sborra.
In un attimo, stando in piedi, le sbattei
il cazzo in gola, andando avanti indietro mentre la bionda succhiava d’impegno.
Guardando dietro di me vidi una scena scioccante: Silvia aveva messo il primo uomo seduto sul divano, gli si era infilata a cavalcioni e, con le chiappe aperte con le sue mani stava per farsi inculare da marito della bionda.
Io non sapevo se era più arrapante il pompino o il panorama ma non ero più in grado di trattenere la sborra e riempii la bocca della bionda che succhiò tutto strizzandomi il cazzo con la mano per gustare le ultime gocce.
Nel frattempo sull’altro divano silvia si faceva sbattere figa e culo urlando dal piacere.
Mi fece cenno con la mano di avvicinarmi e, mentre godeva sbattuta dai due cazzi, mi disse: ‘ora avrai capito quanto sono troia, non ho limiti e faccio qualunque maialata.
Solo una non ho ancora fatto ma ho deciso di provare: fare la puttana a pagamentò.
Parlava e godeva mentre i due acceleravano il ritmo.
A questo punto mi allontanò di un po’ e disse ai due: adesso riempitemi di sborra la figa e il culo che poi vado fuori piena di sborra a fare marchette.
Poi ci ritroviamo tutti domani e con i soldi che guadagno facciamo festa.
Sfilandosi dai due cazzi dai buchi di Silvia cominciò a colare un fiume di umori. Si tamponò un momento con le mutandine e poi le infilò nella borsetta restando senza.
‘Così faccio più presto a fare le marchette.
Allora ciao, vi lascio il mio telefono, chiamatemi domani così ceniamo insieme e pago io. ‘
Uscimmo dal club e cominciammo a girare le zone frequentate dalle battone.
Il cazzo ricominciava a tirarmi ma avevo anche un po’ di paura e glielo dissi ma lei voleva ad ogni costo fare la troia con degli sconosciuti e farsi pagare.
Mi fece fermare dalle parti di piazza Kennedy dicendomi di continuare a girare come quelli che vanno a puttane.
Lei scese e si mise in un punto un po’ scuro.
Subito cominciarono a girarle intorno varie macchine.
Silvia non era bellissima ma essendo rotondetta e ben in carne attraeva molto.
Io mi fermai dietro una Mercedes che le si era accostata: lei si appoggiò al finestrino scambiando alcune parole con l’occupante, poi salì e se ne andarono. !
Io rimasi in zona ad attendere con sentimenti misti di gelosia ma con un pazzesco arrapamento.
Tornarono dopo circa 45 minuti.
Lei scese ed io mi accostai con la macchina.
Si affacciò dicendo: ‘ devo stare a gambe larghe senno mi cola la sborra nelle scarpe.
Ed ora sparisci.
A proposito, ho guadagnato le prime cinquantamila. ‘
Mi allontanai facendo appena in tempo a vedere la coda di macchine che le si accostava.
Al successivo passaggio non c’era già più.
A questo punto mi fermai in attesa.
Al suo ritorno vidi che era in macchina con due uomini di mezza età.
Salì da me e mi disse di partire.
‘Per oggi basta.
Il primo mi ha chiavato come un mulo, aveva un cazzo enorme e mi ha inondato di sborra.
Gli altri due invece mi hanno dato ben centocinquantamila per due pompini.
Sai che mi piace succhiare i cazzi.
Non erano molto puliti ma è stato anche più arrapante bere sborra col sapore di piscio.
Adesso portami a casa che al tipo che vive con me non tira neanche ma gli piace leccarmi la figa.
Pensa che non si accorge quando è piena di sborra, crede che siano i miei umori.
Così stanotte gliela sbatto sulla bocca a quel porco. ‘
La portai sotto casa sua alle 3 di mattina con la promessa di vederci l’indomani sera.
Nel pomeriggio Silvia mi telefonò dicendo: ‘ per stasera è tutto organizzato, vieni a prendermi sotto casa alle otto. ‘
Ci incontrammo con gli altri in un ristorante sui navigli.
Eravamo: io Carlo 39 anni, Silvia 33, Mauro un ragazzo biondo sui 30, Katia sui 35 bionda e popputa con suo marito Mario stessa età (quello dal cazzo da elefante).
Eravamo tutti ansiosi di conoscere l’avventura da troia di Silvia.
‘Sapete, farmi abbordare e elencare le mie specialità con relativi prezzi è stupendo.
Poi prima della prestazione farsi dare i soldi scalda già la figà.
Ci raccontò poi tutti i dettagli in modo così arrapante che Katia disse che avrebbe voluto provare anche lei ma che per strada avrebbe avuto paura.
‘Ok allora la prossima volta facciamo le troie insieme così ci facciamo pagare di più facendo un po’ le lesbiche.
Dopo la cena, pagata da Silvia con il bottino,
andammo a casa di Katia e Mario.
Era inutile perdersi in convenevoli per cui in un attimo eravamo tutti nudi, ed i maschietti già in tiro.
Silvia disse: ‘ stasera chiedetemi tutto quello che volete ma il culo è riservato a Carlo.
In ogni caso, Katia, perchè prima non ce la lecchiamo un po’? ‘
Detto fatto un bel 69 di due figone nel lettone con tre disperati intorno col cazzo in mano.
Katia era di sotto ed il suo bacino saltava e tremava come se avesse la scossa elettrica; mentre Silvia le succhiava il grilletto lei aveva le dita infilate nella figa e nel culo dell’altra.
Ad un certo punto mi fece un cenno allargando il culo di Silvia che le era sopra:
Capii al volo:
Cazzo in mano mi avvicinai al buco già spalancai e infilai la cappella.
Silvia mugolo lievemente con la bocca impegnata a leccare Katia, e questa mi prese il cazzo aiutandomi ad entrare mentre continuava a leccare la figa sopra la sua bocca.
Allora cominciai a pompare da dietro alternando culo e figa, prendendomi delle favolose leccate sui coglioni ogni volta che lo infilavo nella figa.
Quando sentii i brividi di calore passare dai coglioni al cazzo lo sfilai lentamente lasciando nel culo appena la punta: la sborra colò lungo culo, figa fino sulla faccia di Katia che un po’ la leccò ed un po’ la spalmò sui peli di Silvia.
A quel punto intervennero gli altri due che non erano più in grado di aspettare.
Mauro lo appoggiò alla bocca di Katia e Mario infilò da dietro la figa di Silvia sporca della mia sborra.
Io mi sedetti in disparte a riprendere fiato.
Era impressionante vedere il cazzo fuori misura di Mario entrare ed uscire lucido della sborra che era nella figa di Silvia.
Dato l’arrapamento precedente i due non durarono a lungo e quasi simultaneamente irrorarono uno la faccia di Katia, l’altro le chiappone di Silvia.
Durante il giusto riposo, Katia ci disse che fino ad allora aveva chiavato con suo marito che non l’aveva mai inculata dato che lei aveva paura delle dimensioni, e con gli altri aveva solo giocato con la bocca, ma dopo aver visto le performance di Silvia le era venuta voglia di andare ben oltre.
‘Va bene, allora vuol dire che per oggi te li lascio tutti e tre a disposizione, io guarderò. disse Silvia.
Dopo un po’ il cazzo di Mario era di nuovo in tiro e Katia gli si sedette sopra con un solo colpo mentre noi la guardavamo cavalcare.
Solo quando cominciò a mugolare io le andai dietro e Mauro di nuovo davanti alla bocca.
Con calma le infilai prima uno poi due dita nel culo, mentre lei spompinava Mauro e chiavava suo marito.
Si tolse solo un attimo il cazzo di bocca per dirmi:
‘inculami adessò.
Al primo tentativo entro solo la cappella, ma da dietro mi venne l’aiuto di Silvia che mi spinse il culo dicendò incula questa troiona, che poi la porto a battere con mè.
Sentendo quelle parole non capimmo tutti più niente e Katia ricevette tre innaffiate di sborra mentre godeva come una vacca.
Si sfilò subito per leccare le tre cappelle gocciolanti mentre dalla figa e dal culo sbrodolava sul suo letto.
Rivestendoci, Silvia disse:
‘ragazzi, per cortesia adesso stiamo buoni per almeno una settimana, poi ci risentiamo ed organizziamo qualcosà. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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