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La telefonata

La telefonata è arrivata imprevista e mi ha un po’ emozionato, sto correndo in macchina fino a casa vostra eccitato e curioso di quello che mi può aspettare: i nostri incontri sono regolati da dalla fantasia di Marina.
Al telefono la sua voce tradiva un qualcosa di autoritario e perentorio
“presentati immediatamente qui”.
Ripeto, stavo correndo, un impressionante turgore tra le cosce quasi mi impedisce di guidare.
Suono alla porta, mi apre lei, indossa solo una vestaglia che lascia trasparire la morbida nudità, il pube voglioso incorniciato dal reggicalze nero, i tacchi a spillo, null’altro credo.
Non mi da neanche il tempo di salutare, un bacio appena all’angolo della bocca, un morso al lobo dell’orecchio ed un sussurro “numero 3”.
è un nostro codice.
Purtroppo il numero tre a me non piace molto ma so che Marina si eccita da matti.
Mi devo bendare anzi è lei che lo fa per essere sicura che io non possa vedere proprio niente poi mi prende per mano e mi guida al centro della sala dove rimango in piedi e tutto solo.
Non so assolutamente chi c’è, senz’altro voi due, ma la regola prevede che possa assistere chiunque voi vogliate.
Inizio a spogliarmi lentamente fino a rimanere nudo completamente, in piedi di fronte ai miei spettatori che sicuramente saranno già molto arrapati come d’altronde lo sono io con quel lungo cazzo turgido e pulsante.
Per aumentare l’eccitazione di tutti inizio a toccarmi, a masturbarmi in maniera frenetica e qualche mano evidentemente eccitata inizia a sfiorare il mio corpo, sono le mani di lei, sono le mani di lui o di qualche uomo o donna li presente?
Sento che l’atmosfera si è fatta rovente, sento fruscii, respiri ansimanti.
Poi, come al solito tutto finisce, il silenzio, forse sono di nuovo solo al centro della sala.
Mi metto a gattoni e comincio a cercare qualcuno.
Sento dei sospiri provenienti dalla camera e mi dirigo verso quella direzione ; ai bordi del letto scontro quattro gambe a penzoloni con i corpi riversi sopra.
Con la testa cerco di farmi strada tra le prime cosce che incontro, sono quelle di Marina, salgo con la lingua umida fino a trovare i suoi peli, con le labbra mi faccio strada allargandole la fica, le separo le grandi labbra e trovo finalmente il suo clitoride : lo succhio.
Poi continuo, facendo roteare la lingua la apro completamente, la mia lingua la penetra in profondità il mio labbro superiore le sfiora quel suo piccolo pene eretto il resto è un lungo bacio labbra contro labbra. Schiumiamo.
Quando il suo turgore si fa spasmodico smetto, mi stacco e vado a cercare le altre gambe, quelle di lui.
Anche qui avanzo con la lingua, con la testa divarico le cosce fino a trovare i coglioni, con la bocca li succhio e poi seguo con la lingua la linea che dal buco del culo sale su su fino alla punta del cazzo ed ogni volta che ripeto questo gesto l’asta pulsa, si irrigidisce e si contrae sbattendo come un cavallo imbizzarrito.
Decido di domarlo, lo circondo con le mie labbra e così rimane ingabbiato.
Con un movimento leggero ma continuo me lo faccio scivolare dentro fino alla radice, fino alla sua emergenza dal pube peloso, adesso il glande turgido spogliato della morbida pelle del prepuzio è prigioniero della mia gola morbida e bagnata.
Nei miei movimenti di questa lenta pompa lo sento ancora irrigidirsi, vorrebbe sbattere, ribellarsi.
Quando sento che questo cavallo imbizzarrito sta per essere domato, quando pregusto il fiotto caldo dello sperma mi sento afferrare per i capelli e tirare indietro: devo smettere. Inizia la monta, lui si rigira su di lei e la scopa con tutta la foga repressa fino a quel momento.
Lui tra le sue cosce sbatte con ritmo forsennato, lei solleva il bacino e circonda i suoi lombi, lo avvinghia in un nodo che sembra indissolubile.
Io oggetto di tutta questa eccitazione mi devo accontentare di prendere tra le mie labbra uno dei suoi tacchi a spillo e succhiarlo come se proseguissi quel pompino lasciato in sospeso.
Purtroppo questo dannato numero tre prevede che io vada in bianco e debba andarmene nel momento esatto in cui i vostri corpi giunti allo spasimo godranno simultaneamente e sfiniti si rilasseranno in un abbraccio assonnato.
Sconsolato me ne vado pensando che altre volte c’era un altro lui o un’altra lei con cui poi potermi divertire.
Altre volte ancora mi avete concesso uno dei vostri orifizi per la mia penetrazione o era uno dei culi oppure la sua figa ancora grondante di sperma.
Ma purtroppo quelli sono altri numeri che oggi non rientravano nelle fantasie erotiche di Marina. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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