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La tivvù del cornuto

Arrivo in cima alle scale ansimante, col cuore che batte forte. Mi trovo nel casotto in muratura che alloggia i cassoni dell’acqua e dalla cui porta si esce sull’ampio terrazzo del villino degli zii, alla periferia della città. Anni prima, giocando a nascondino alla festa di mio cugino Francesco, mi ero nascosto dietro quei cassoni e la scelta si era rivelata ottima perché nessuno dei ragazzini alternatisi a “stare sotto” mi aveva trovato. Ricordandolo, ho pensato di sfruttare ancora quel nascondiglio, stavolta per fini meno giocosi ma senz’altro più piacevoli: si cresce, insomma… Mi affaccio alla porta, abbracciando con lo sguardo il terrazzo: ci sono lenzuola e altra biancheria stesa ad asciugare ondeggiando al pigro e caldo venticello di luglio, una sdraio e alcune riviste per terra mi ricordano che zia Grazia, incontrastata regina delle mie seghe adolescenziali, è solita prendervi il sole in topless o addirittura completamente nuda (allora non c’erano altre costruzioni intorno al villino e sul terrazzo si poteva godere della più assoluta intimità), quel pensiero mi eccita piacevolmente preparandomi al grande spettacolo cui spero di assistere. Veramente a quest’ora dovrei essere con mio cugino e i suoi amici a tirar calci al pallone nel campetto vicino casa, ma da guardone in erba quale sono preferisco decisamente godermi lo spettacolo della madre nuda che si abbronza al caldo sole estivo: così, grazie a un piccolo espediente (uscendo con mio cugino ho solo accostato la porta di casa), sono rientrato senza che nessuno se ne accorgesse, sgattaiolando fin quassù.
Zia Grazia era al telefono (l’avevo sentita poco prima dire a un’amica che avrebbe passato il pomeriggio ad abbronzarsi in terrazzo), zio Aldo bloccato in camera sua con la gamba ingessata, a bere birra e imprecare contro la tv che si vedeva male. Proprio quell’accidenti di tv rischia di mandare all’aria il mio piano: salendo di nascosto le scale ho sentito mia zia rassicurare il marito sull’imminente arrivo di “due bravissimi tecnici che conosce e che ci faranno il lavoro all’antenna quasi gratis! “, musica per le orecchie di un tirchiaccio come zio Aldo… Pazienza, ci sarà da aspettare un po’ che i tecnici finiscano il lavoro e se ne vadano prima che la zietta si offra nuda al mio sguardo libidinoso, l’importante è nascondersi bene, nel frattempo mi guardo intorno. Al casotto è attaccata una doccia tipo spiaggia che serve evidentemente al refrigerio della zia, mentre l’antenna della tv è fissata a un angolo, a mezza altezza, ben visibile dall’ampia vetrata che circonda i cassoni e illumina le scale. Dabbasso sento salire delle voci, mi intrufolo in fretta nel mio nascondiglio con qualche difficoltà: da quella volta del “nascondino”, penso, devo aver messo su un bel po’ di chili… Steso sul pavimento maiolicato, attento a non sporgermi troppo (la vetrata comincia a un mezzo metro da terra), non tardo a riconoscere i due “tecnici” che salgono insieme a mia zia: uno è Carlo, il muscoloso e superdotato figlio dei vicini per il quale zia Grazia va pazza, l’altro è il suo amico Marco, anch’egli palestrato e superdotato, entrambi suoi amanti. Sento il cuore battere all’impazzata e la gola diventare secca, ciò che credevo una semplice sbirciata a tette ed altre intimità nascoste (e mi sarei accontentato! ) si preannuncia in realtà una goduriosa orgia, conoscendo la mia zietta sporcacciona! I tre porcellini sono quasi arrivati in cima alle scale, parlano a voce bassa. Carlo e Marco sghignazzano:
“Che cazzo sei andata a raccontare a quel cornuto che sono diplomato tecnico tv, io non ci capisco una sega di antenne! ” dice il primo,
“Già, perché io invece sarei addirittura il suo assistente esperto di antennistica… ” aggiunge il secondo, insomma proprio come sospettavo: zia Grazia è di nuovo riuscita a fare cornuto il povero zio Aldo!
“Tranquilli ragazzi” sento dire a mia zia,
“l’antenna l’ho girata io in modo che metà dei canali si vedono da schifo, basta rimetterla a posto e tutto torna come prima! “. Sghignazzata generale, complimenti all’inventiva della troia che, quando si tratta di organizzare scopate, non è seconda a nessuno. Ora sono tutti e tre fuori, mi azzardo a sbirciare dalla vetrata, sono vicinissimi! Carlo ha rimediato chissà dove una valigetta metallica da “tecnico” molto professionale, Marco ha in mano una scaletta pieghevole, entrambi sono in bermuda e maglietta polo, la zia indossa solo una lunga T-shirt di cotone che le arriva alle cosce, sotto la quale le grosse tette dondolano in libertà.
“Eccoci caro, siamo arrivati!! ” urla la zietta al marito, ingessato dabbasso davanti alla tv. “Bravi!! ” risponde il cornuto col suo vocione stentoreo
“Mi raccomando Grazia, assistili tu in tutto quello che vogliono! ” Altro sghignazzamento soffocato dei tre, cui non posso fare a meno di unirmi anch’io: è proprio il massimo, lo zio che “invita” la moglie a farlo cornuto!! Carlo e Marco posano scala e valigetta vicino all’antenna, dandomi le spalle e confabulando tra loro, zia Grazia viene verso di me o meglio verso la sdraio che è proprio davanti alla vetrata dietro cui sono steso, per vedermi dovrebbe accostarsi al vetro e guardare in basso, è assai improbabile ma abbasso ugualmente la testa. Non resisto, la rialzo 5 secondi dopo, appena in tempo per godermi la zietta che si sfila la lunga T-shirt appendendola alla sdraio: sotto la porca è completamente nuda, eccetto l’inseparabile e arrapantissima catenella d’oro intorno alla vita, una cavigliera d’argento al piede destro e un filo di perle al collo. Nuda e ingioiellata, zia Grazia scioglie lo chignon e scuote la testa facendosi cadere i lunghi e folti capelli mesciati sulle spalle, il movimento fa ballonzolare le splendide tettone pesanti sormontate da un paio di grossi capezzoli scuri ed erti, simili a ciucci: mi riempio gli occhi del suo corpo snello e abbronzato, accuratamente depilato, su cui spicca il triangolo perfetto del pube scuro e villoso. La zia si volta verso i suoi giovani stalloni, mostrandomi il bel culo sodo e pieno, che un po’ di cellulite e qualche smagliatura rendono ancora più arrapante ai miei occhi di ragazzino affamato: accenna a un passo di danza in punta di piedi, alzando graziosamente le braccia al cielo.
“Et voila, assistente pronta! ” la sento dire smaniosa. Nel frattempo, Carlo e Marco si sono anch’essi denudati, restando sempre in piedi e di spalle: i loro culi bianchi spiccano sui corpi muscolosi e abbronzati, ricoperti da una peluria scura (Carlo) e bionda (Marco). Si voltano contemporaneamente, senza smettere di masturbarsi, esibendo dei cazzi da paura: quello di Carlo è un buon trenta centimetri, una verga scura intarsiata di vene bluastre e sormontata da un glande impressionante, turgido e congestionato; Marco è un po’ più piccolo, se si può usare questo termine per un cazzo di oltre venticinque centimetri, palle escluse che, per quanto son grosse, sembrano quattro anziché due e, come ho potuto constatare di persona, producono sperma per sei!
“Et voila, antennisti pronti! ” fanno di rimando i due maialoni, in un clima di eccitata euforia al quale il vocione di zio Aldo aggiunge un’involontaria nota di comicità.
“Allora, come procede? C’è bisogno degli attrezzi? ” urla lo zione preoccupato per la sua tv.
“Certo signor Aldo, ma non si preoccupi: sua moglie ce li prende man mano!! ” Nuove risate alla battuta di Carlo, effettivamente zia Grazia ha degli attrezzi in mano, si tratta naturalmente dei cazzi dei suoi torelli che masturba con gusto e par condicio (quello di Carlo con la destra, Marco con la sinistra), mentre altrettanto equamente i due amici si dividono le tettone da mungere e succhiare. Mia zia si abbassa lentamente, sedendosi sui talloni: Marco e Carlo interrompono di buon grado la ciucciata delle tette, continuando peraltro a mungerle con le mani dall’alto, perché sanno che li aspetta qualcosa di ancor più gustoso. Uno di fronte all’altro, i due fortunati amici si godono la troia a pochi passi di distanza dal marito.
“Che bei meloni che ha la nostra Grazia, vero? Non vedo l’ora di sbatterci il cazzo, alla faccia di quel cornutone del signor Aldo! ” sussurra Carlo con voce roca dall’eccitazione.
“Sì, perché ‘sto bel culone dove lo metti? Lo vedo già pieno della mia sborra… ” aggiunge Marco, facendo mugolare di piacere la porca. Per fortuna zia Grazia, in mezzo ai due, non mi dà le spalle permettendomi quindi di godermi tutto nei minimi particolari: un cazzo in ogni mano, se li porta a turno alla bocca leccandoli e succhiandoli con osceni risucchi, come una monella felice dei suoi lecca-lecca. Ho la gola secca, il mio acerbo cazzetto è diventato duro come un selce e fa male schiacciato com’è tra la mia ciccia e il pavimento, mi sbottono febbrilmente e lo libero, piegandomi di lato in modo che possa scivolare libero sul maiolicato: sulle mattonelle lisce va che è un piacere, lo struscio su e giù masturbandomi senza bisogno delle mani, del resto sono costretto a puntellarmi sulle braccia per sbirciare fuori e godermi lo spettacolo, che si fa sempre più interessante. Ora la zia non lecca più: tenendoli per i coglioni gonfi e tumidi, si ficca in bocca i due cazzi a turno, ciucciandoli con un gusto che certo non ti aspetteresti da una rispettabile madre di famiglia! L’eccitazione cresce: all’inizio del via-vai sia Carlo che Marco attendono pazientemente il loro turno, giocando con le tette di mia zia e incitandola con dolcezza.
“Brava Grazia, sei fantastica… lo ciucci proprio bene… “,
“Sì, sei proprio una brava pompinara, riesci a ingoiarlo tutto… Mmmhh, che gusto, adesso succhiami le palle, così! “. Una pompata dopo l’altra, l’atmosfera cambia, si fa più tesa ed elettrica: Carlo e Marco sono sempre più arrapati, i loro coglioni sembrano sul punto di scoppiare e i cazzi sono tesi e vibranti. Ora non è più zia Grazia a dare i tempi delle ciucciate, i suoi due stalloni se la contendono afferrandola per i capelli e spingendola brutalmente sui rispettivi cazzi, provano perfino a farglieli ingoiare insieme ma è decisamente troppo anche per una super-pompinara come la zia: frustrati, attendono il loro turno sempre più breve masturbandosi ferocemente o strofinando il cazzo congestionato sulla faccia della troia che, pur facendo del suo meglio per soddisfarli, insultano con cattiveria. “Forza, pompinara, ciuccialo bene!! Pure le palle ti devi ficcare in gola, hai capito puttana? ! ? “,
“Dài, pompa, troiona! Ti sborro in bocca e te la faccio ingoiare tutto, lurida vacca!! “. Mentre zia Grazia, infaticabile, attacca a succhiare Marco, Carlo sborra senza neanche toccarsi per quant’è eccitato, lo sperma esce a schizzi imbrattando la faccia e le tettone ballonzolanti della zietta: Marco allora la prende per la nuca con entrambe le mani pompandola in bocca con vigore, deciso a mantenere l’impegno di fargliela ingoiare.
“Dài, così… ecco, sì… sìì… sììì… sborrooooo!!!! “. Dai poderosi coglioni di Marco la sborrata riempie a fiotti la bocca di mia zia, che deglutisce rumorosamente mentre la ingoia: è troppa, zia Grazia rischia di soffocare e mugola alzando gli occhi imploranti al suo bel ganzo, che continua a tenerle il cazzo in bocca trattenendola per la nuca mentre si gode gli ultimi sussulti dell’orgasmo gemendo di piacere. Finalmente si stacca, facendo uscire rivoli di sborra dalle labbra turgide di mia zia che può finalmente prendere fiato. Manco a dirlo, zio Aldo giù dabbasso comincia a spazientirsi:
“Allora, che si fa? Io qui sotto non vedo miglioramenti! Ce la fate o non ce la fate? “. è incredibile come il cornutone sappia rendersi involontariamente comico con i suoi interventi: tutti ridacchiano divertiti, Carlo non può non rispondere un
“Ce la stiamo facendo, signor Aldo, ce la stiamo facendo! ” mentre lancia un’occhiata golosa a mia zia che si sbaciucchia con Marco. Per calmare il cornuto, Carlo gira di un dieci centimetri l’antenna, avvicinandola alla posizione giusta.
“Va meglio, ora? ” urla verso le scale.
“Sì, adesso si vede un po’ meglio, il primo si vede bene e anche il quinto, continuate così!! ” risponde lo zio, facendoci ancora sbellicare. Già, rido anch’io silenziosamente in questo momento di relax, nel frattempo sono già venuto due volte e ne approfitto per asciugare il pavimento con un fazzoletto di carta, prima di rimettermi in osservazione: dopo il primo round la mia zietta porca non ha ancora goduto e, sapendola super-eccitata, so che darà spettacolo. Marco è “groggy” e siede sulla scaletta fumando beatamente una sigaretta, dei due Carlo è decisamente il più in forma: in piedi dietro zia Grazia, le palpa avidamente le poppe titillandole i lunghi capezzoli turgidi e slinguandola sul collo, mentre strofina il cazzo già duro sul bel culo a mandolino di lei. Smaniosa di godere, se lo porta verso la sdraio tenendolo per il cazzo, come un cagnolino al guinzaglio, masturbandolo dolcemente per tenerlo in tiro: me li vedo passare davanti, così vicini che distinguo perfettamente la vulva socchiusa e umida di piacere tra il folto dei peli pubici della zia, sono eccitato da morire e comincio a farmi una sega. Carlo si distende sulla sdraio, che ha lo schienale inclinato a metà: ciò gli consente di godersi in tutta comodità le tette di mia zia che gli si è impalata sopra con un gemito, nel classico “spegnimoccolo”.
Aggrappata a braccia tese ai bordi dello schienale, zia Grazia cavalca su e giù godendo come una pazza, lingua di fuori e occhi socchiusi, penetrata fino in fondo dall’enorme cazzo di Carlo, il quale non smette un attimo di succhiarle i capezzoli e spremerle le poppe. Mi godo i particolari, vicinissimo come sono, mentre mi masturbo sul pavimento: la sua pelle liscia e abbronzata imperlata di sudore, il filo di perle che sbatte su e giù sul suo petto, la catenella d’oro intorno alla vita che luccica al sole, il ritmico cigolìo della sdraio cui fanno eco i brevi gemiti di piacere della porca anch’essi ritmati dal va e vieni del cazzo nelle sue visceri. Marco si sta sparando una sega, godendosi lo spettacolo dalla scaletta, ma lui è certamente più fortunato del sottoscritto: mentre mi strofino il cazzo sul freddo pavimento, me lo vedo passare davanti, lancia in resta, per andare a unirsi ai due gaudenti dopo aver girato di altri dieci centimetri l’antenna e aver ricevuto dal basso i complimenti del cornuto, felice di poter captare finalmente il secondo canale!
Anche Marco va a godersi il “secondo canale”, chissà che faccia farebbe il povero zio se sapesse che si tratta del culo della moglie: Marco le si piazza dietro, a cavalcioni sulla sdraio, spingendola sulla schiena per farla piegare in avanti e iniziando a penetrarla guidando il cazzo con l’altra mano.
“No, mi fai male… porco! Ti prego, il culo no! Noo!! ” geme la zietta, tentando di voltarsi: Carlo però la trattiene per le sise, tirandola giù per agevolare il lavoro dell’amico che però indugia timoroso di farle troppo male. “Non dar retta a ‘sta rotta in culo, gliel’ho già spanato io il buco a forza di incularla perché si scordava sempre la pillola, vacci tranquillo che è bello largo!! “. Marco prende coraggio e spinge forte, fino alle palle, strappando un gemito di dolore a mia zia:
“Porci! Maiali!! Smettetela!!! “. I due pompano a più non posso, in perfetta sintonia, Marco in piedi piegato sulle ginocchia le sbatte le palle sul sedere ad ogni affondo, Carlo da sotto la sfonda con vigorosi colpi d’anca. La zia ha già goduto almeno due volte, ora geme di piacere incitando i suoi stalloni con oscenità che non ti aspetteresti da una madre di famiglia:
“Sìì, così, sfondatemi, dài, più forte!! Siete i meglio cazzi, vi voglio tutti dentro, pure le palle!! “. Stavolta viene prima Marco, accasciandosi grugnendo di piacere su mia zia mentre le riempie il culo con l’abbondante succo dei suoi grossi coglioni, Carlo lo segue poco dopo sborrandole in fica. Finisce il secondo round, sono venuto anch’io (per la terza volta) e mi accascio esausto, attento a non sporcarmi i pantaloni con la macchia di sperma che ho lasciato sul pavimento. La fisso orgoglioso, sentendomi un piccolo torello, ma il mio amor proprio riceve un duro colpo quando vedo zia Grazia sgusciare dai suoi amanti e avviarsi alla doccia: le sue cosce sono solcate da rivoli di sborra che le escono dalla vulva e dall’ano, colando fin sul pavimento! L’acqua scorre sul corpo nudo di mia zia, che sciacqua a fondo le sue intimità violate: è presto raggiunta dai suoi due ganzi, i tre sotto la doccia scherzano, si baciano, si toccano, si strofinano… Zia Grazia ne esce per prima, stendendosi gocciolante sulla sdraio ad asciugarsi al sole, nuda, fumando una sigaretta e leggendo una rivista. Marco si avvia di nuovo all’antenna, lo zione dal basso reclama ancora qualche canale e urge un’altra giratina.
Carlo chiude la doccia, si scrolla l’acqua di dosso e si guarda il pisello: le intimità di poco prima l’hanno fatto di nuovo drizzare, svetta duro e sfrontato come se fosse ancora a digiuno! Ammiro stupito e affascinato il suo vigore animalesco, altro che quel mezzo impotente del povero zio Aldo, ora capisco perché mia zia è completamente “partita” per il suo giovane stallone! Insaziabile, Carlo la raggiunge sulla sdraio, mettendosi a cavalcioni su di lei, all’altezza della catenella d’oro: zia Grazia ha già capito, posa la rivista e spegne la sigaretta, mentre il porco le poggia il grosso cazzo tra le tette, anch’esse di taglia adeguata. Mia zia le comprime ai lati stringendovi il cazzo a sandwich, Carlo comincia a menarlo su e giù con lentezza, mentre lei gli lecca il glande tumido. Al solito, Marco (voyeur mancato, ci giurerei) si eccita a guardarli, borbotta qualcosa al cornuto di sotto e si affretta alla sdraio, masturbandosi. Stavolta rinuncia alla penetrazione (problematica, vista la posizione dei due) e decide di premiare la zietta per il culo concessogli, inginocchiandosi ai piedi della sdraio e cominciando a leccarle di gusto la fica.
Zia Grazia è al settimo cielo: spalanca le cosce e spinge in su il bacino per offrirsi alla bocca di Marco, intanto si gusta il super-cazzo di Carlo che scorre sempre più veloce stretto fra le sue tettone. Anch’io me la godo, è incredibile ma sto sparandomi la quarta sega, non scorderò questo pomeriggio per tutta la mia vita! Carlo viene schizzando di sperma il seno e il petto lentigginoso di mia zia, che completa l’opera leccandogli coscienziosamente la cappella gocciolante dopo aver goduto a sua volta con un lungo orgasmo sotto i colpi di lingua di Marco. Sto per venire anch’io, ma proprio sul più bello Carlo si alza e viene verso di me, mi spavento e mi appiattisco il più possibile a terra per non farmi vedere: mi aspetto da un momento all’altro che mi scopra, non capisco perché resti lì, vicino alla doccia e al mio posto d’osservazione, apparentemente immobile. Mi azzardo a sbirciare, sospiro di sollievo: Carlo sta semplicemente pisciando, usando allo scopo il tombino di scolo dell’acqua della doccia su cui dirige un getto di pipì assolutamente adeguato alle dimensioni del suo membro!
Lascio Carlo a svuotarsi la vescica e mi concentro sulla sdraio, dove sta accadendo qualcosa di assai più arrapante: eccitato dalla leccata, Marco ha deciso di scoparsi zia Grazia dando un saggio della sua vigorìa atletica, frutto di lunghe ore in palestra. è sopra di lei, il corpo teso e allungato imperlato di sudore, le mani che impugnano saldamente gli assi dello schienale: va su e giù come se facesse dei piegamenti, le classiche “pompate” del servizio militare, solo che al posto del freddo e duro pavimento di una palestra o di una caserma c’è il caldo e morbido corpo di mia zia che, stesa a gambe larghe sotto di lui, si gode quel pistone di carne che il suo giovane e muscoloso amante le stantuffa in fica.
“Oh, che bello!! Come mi scopi bene, amore, sei proprio tosto! Ooh, sì, sìì, cazzutissmo… come mi piace il tuo cazzo, fammi vedere mentre sborri, ti prego! “. Obbediente, Marco termina la sua performance innaffiando di sborra la pancia della mia porca zietta che se la spalma fin sui capezzoli incredibilmente erti e turgidi, quindi si rialza barcollando e asciugandosi alla meglio. Sono ormai stremato, ho goduto per la quarta volta spremendo poche goccette di liquido (fatico a chiamarlo sperma, ormai) dalle mie acerbe pallette, sbalordito dall’enorme quantità di sborra che Carlo e Marco sono ancora in grado di offrire a quella troia ingorda di mia zia che, intanto, è di nuovo sotto la doccia per ripulirsi dall’innaffiata di Marco. Comincia a farsi tardi, è più di un’ora che siamo lì e lo zio, alla cui ingenuità e cornutaggine c’è pur sempre un limite, comincia a spazientirsi. Mia zia si asciuga sbrigativamente, si rifà lo chignon e si infila la T-shirt, raggiungendo i suoi ganzi che, svogliatamente, si stanno rivestendo pure loro. è il momento di andarmene, ho previsto infatti di sgattaiolare via prima che scendano, svicolando fino alla porta sotto il naso dello zio sicuramente incollato al televisore “resuscitato”. Sto per arrivare alle scale, praticamente strisciando per non farmi vedere, quando mi blocco.
“Cazzo”, sento dire da Carlo, “vogliamo finirla qua? Chissà quando ci capita un’altra occasione come questa, mica possiamo sempre coglionarlo così tuo marito! “. Mia zia è titubante, si vede che le piacerebbe farsi dare un’ultima ripassata ma teme di avere esagerato, lo zio Aldo sbuffa spazientito, l’ha già chiamata un paio di volte per farsi portare da bere ora che la tv si vede bene, inoltre sta calando il sole e il figlio (mio cugino Francesco) può rientrare da un momento all’altro; quanto a Marco, piacerebbe anche a lui ma teme che l’ultima chiavata “ginnica” sotto il sole lo abbia spompato, in effetti ha l’aria stravolta… è Carlo, davvero insaziabile, a rompere gli indugi: dà una bottarella all’antenna che, subito, comincia a “fare i capricci”, come annuncia il vocione incazzato dello zio che sale dalla tromba delle scale.
“Non è niente, signor Aldo, ci pensiamo noi, solo dieci minuti e scendiamo!! ” Urla il porcello di rimando, sfilandosi di nuovo le brache ed esibendo il solito, incredibile palo di carne dritto e scultoreo.
“Dài, troia, sali su quella, che almeno sarà servita a qualcosa! ” dice a mia zia indicando la robusta e spessa valigetta metallica adagiata in terra e naturalmente mai aperta: la sporcacciona ha un attimo di esitazione, poi obbedisce, ha già capito e si china in avanti, mani sulle ginocchia, per farsi chiavare da retro alla cavallina. Carlo le è subito dietro, è più alto di zia Grazia ma grazie alla valigetta che fa da base il suo cazzo penetra facilmente nella vulva socchiusa e umida, accolto da un sospiro di goduria della zietta che per agevolarlo si è tirata sui fianchi la maglietta, mettendo a nudo il culo e scoprendo la catenella d’oro. Carlo non ha ancora cominciato a pompare, si rivolge a Marco che fissa la scena come ipnotizzato:
“Beh, che aspetti? Non ce la fai più? Scommettiamo che a chiavare ‘sta troia a spiedino vengo prima io? ” Marco accetta la sfida, si toglie anche lui i bermuda e si piazza davanti a mia zia che, sotto i poderosi colpi di cazzo di Carlo, sta godendo come una porca sditalinandosi a occhi chiusi, ansimando e gemendo con voce roca, marito e pupo sono già dimenticati: Marco la riporta alla realtà, afferrandola per lo chignon e facendole ingoiare il suo cazzo già abbastanza duro. I due fottono come pazzi, ognuno vuole vincere la scommessa sborrando per primo dentro mia zia, per eccitarsi a vicenda la insultano e la maltrattano: Carlo le schiaffeggia con violenza le chiappe sode e frementi su cui spiccano le rosse impronte dei ceffoni, Marco le ha disfatto lo chignon e si è avvolto i lunghi capelli intorno alla mano, tirandoli con cattiveria per imporle il ritmo del pompino.
“Succhia, pompinara! ” “Muovi il culo, troia!! ”
“Ti piace come ti sfondiamo, porcona? ! ? ” “Dài che fra un po’ ci tocchiamo con le punte dei cazzi dentro la tua pancia di vaccona!! ” Guardo e ascolto affascinato quella gara da viziosi, incapace di andarmene: finisce incredibilmente pari, mentre godono entrambi sfilano il cazzo dai rispettivi buchi come “prova d’arrivo”, riempiendo così di sborra la schiena e la faccia di mia zia, che gode con loro. Marco glielo infila di nuovo in bocca, brutalmente, per farselo ripulire, Carlo se lo asciuga sul bel culo arrossato dai ceffoni: mentre mia zia è ancora “spiedinata”, i due si salutano all’americana, dandosi il “cinque” a mani aperte seguito da un “OK” a pollice in alto, come dire “missione compiuta”! Faccio le scale in silenzio, ancora incredulo per tutto quello a cui ho assistito quel pomeriggio: sono ancora eccitato nonostante le quattro seghe ma non me ne stupisco, la memoria di ciò che ho visto me ne farà fare centinaia nei prossimi giorni! Ultimo ostacolo, passare davanti alla porta dello zio: è più facile del previsto, ha lo sguardo fisso sulla tv e non bada a me, pregustando la birra fredda che tra poco gli porterà la premurosa mogliettina.
Chiudo silenziosamente dietro di me la porta di casa, nell’andarmene do un’occhiata da lontano al campetto di calcio dove quello stronzetto di mio cugino sta giocando: provo un perverso piacere a pensare che, mentre lui tirava calci al pallone, io mi divertivo assai di più a guardare la sua mammina impegnata a farsi sfondare da due cazzi insieme. L’ultimo pensiero, salendo sull”autobus, è per mio zio Aldo: non so perché, ma mi incuriosisce sapere quale programma stesse guardando con tanta attenzione mentre gli sgattaiolavo davanti per raggiungere la porta di casa.
La risposta viene da sola, comincio a ridacchiare da solo sotto gli occhi incuriositi o compassionevoli degli altri passeggeri: ma è la tivvù dei cornuti, naturalmente! FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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