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La torta di Natale

Era la solita vigilia di Natale lavorativa e Laura, col suo solito costume da Babbo Natale si recò nella villa dove aveva appuntamento. Alla porta due ragazzi l’accolsero, erano le 18: 30 e la festa era fissata per le 19: 00 mentre lei doveva prepararsi ed uscire dalla solita torta. I due ragazzi la portarono in cucina e le fecero vedere la torta, davvero grande, da cui sarebbe dovuta uscire per il compleanno di uno dei loro amici, vestita da Babbo Natale, con in mano il pacco regalo.
Sembrava un lavoro come un altro, senza grossi problemi, in più i ragazzi avevano preparato loro stessi la torta in cui lei doveva entrare: era già ricoperta di crema e panna, si sarebbe sciolta un poco, pensò, ma comunque a lei non importava. Dopo circa 15 minuti durante i quali lei si cambiò arrivarono i primi invitati; per l’occasione la cucina era tabù per tutti tranne che per i due padroni di casa e, ovviamente, per Laura che però non doveva farsi vedere da nessuno. Cominciò a sentire molte voci nella sala e verso le 19: 10 uno dei due ragazzi le disse che era giunto il momento di infilarsi nella torta che di lì a poco avrebbero consegnato il regalo al loro amico; lei si infilò nella torta senza fatica dato che era molto grande e ricevette il pacco nelle mani quindi venne chiusa nella pancia della torta.
Lì dentro non vedeva quasi nulla, c’erano dei buchi da dove passava un po’ d’aria, ma fondamentalmente l’ambiente non era per nulla accogliente e sperava che la cosa finisse presto. Sentì la torta sollevarsi e muoversi… meno male pensò… tra poco sarebbe uscita… poi la torta venne posata probabilmente al centro della sala… la solita cosa… un breve discorso poi, alla frase convenuta, lei cercò di alzarsi per uscire dalla torta ma… questa non si aprì!
Cosa stava succedendo, pensò; riprovò ad uscire ma la torta doveva essere non di polistirolo ricoperto ma di legno e ben chiusa dall’esterno… cominciò a bussare per farsi aprire ma da fuori sentì solo delle risate.
D’un tratto si aprì su un lato una piccola finestrella da cui vide uno dei due ragazzi che la osservavano divertiti… “Fatemi uscire ragazzi dai, vi siete divertiti ora” sorrise, ancora non aveva capito cosa stava succedendo intorno a lei… finchè una frase le fece sbarrare gli occhi: “Calma bella, se vuoi uscire dovrai fare ciò che ti diciamo noi capito? ”
Che voleva dire quel ragazzo… capì che non scherzava quando richiusero lo sportellino e la lasciarono quasi al buio… l’aria le cominciava a mancare… i forellini c’erano sempre ma erano piccolissimi… cominciò ad avere paura e urlò di farla uscire ma da fuori nessuno la ascoltava anzi alzarono il volume della musica per evitare le sue urla. Stanca ed impaurita si adagiò sul fondo della torta… che cosa vorranno da me, si chiese, che cosa mai vorranno. La finestrella si riaprì e Laura ne approfittò per respirare un po’ d’aria… “Come vedi possiamo tenere chiusa la torta quasi ermeticamente, quel tanto che basta per farti anche svenire se lo volessimo… ma non arriveremo a tanto… vogliamo solo che tu ci faccia divertire un po’… tieni! ” e le gettarono un foglio ed una penna. Cominciò a leggere, non credeva ai suoi occhi… era una dichiarazione sulla quale, apponendo una firma, dichiarava di voler fare l’amore con tutti i presenti nella villa… nei modi che questi avessero voluto… fino alla mezzanotte. Inorridì all’idea… cominciò a tremare… c’era scritto di indossare ciò che c’era nel pacco… lo aprì e vide che c’era un cappellino da babbo Natale ed un paio di stivali rossi e bianchi di pelo… proprio come babbo Natale e dei guanti di pizzo che arrivavano quasi al gomito. La volevano già nuda!
Disse che non avrebbe mai firmato quel foglio e quelli, per nulla preoccupati da ciò che aveva detto, non fecero altro che chiudere la finestrella. Era terrorizzata! Se avessero fatto ciò che le avevano detto sarebbe svenuta per mancanza d’aria e quei bastardi avrebbero potuto comunque fare i loro comodi con lei… non voleva cedere… ma l’aria dopo pochi minuti le cominciò a mancare… si sentiva svenire… un po’ per l’aria ed un po’ per la paura… bussò alla finestrella che si riaprì… “Che volete che faccia? ” chiese ai suoi carcerieri… “Esattamente ciò che è scritto su quel foglio, nulla di più e nulla di meno… a mezzanotte sarai libera di andartene via” disse uno di quelli. Lei dovette riflettere un attimo… se avesse rifiutato probabilmente non avrebbero più aperto la finestra tanto facilmente… se non dopo il suo svenimento… “Accetto – disse – ma cosa devo fare precisamente? ” “Lo vedrai presto… intanto preparati… hai molto spazio lì dentro… poi potrai uscire dalla torta! ”
Con riluttanza Laura si spogliò nell’angusto spazio messole a disposizione dentro la torta… rimase nuda con il berretto i guanti e gli stivali da babbo Natale e aspettò che le aprissero la torta… sentì un conto alla rovescia e poi la torta si spalancò… lei si drizzò in piedi felice di essere di nuovo alla luce e… sbarrò gli occhi: dentro la stanza c’erano non meno di 20 ragazzi… vestiti come lei… con berretto e stivali… e null’altro addosso… tutti con i cazzi dritti che si massaggiavano piano… e che la guardavano. Tentò di coprirsi seni e fica ma con le mani era impossibile: le tette erano ben oltre la 5^ misura e difficilmente ricopribili da un solo braccio e la fica, rossa e ben curata, era sì coperta dalla mano, ma questa non poteva resistere all’infinito così, e poi… c’era la lettera con la sua firma che i ragazzi avevano già preso e si passavano trionfalmente di mano in mano… “Esci dalla torta e vieni in mezzo a noi… babbo Natale… te lo ordiniamo! ” disse una voce. Le dovette ubbidire si mise in mezzo a tutti quei ragazzi che immediatamente la circondarono palpeggiandola ovunque. Sentì numerosissime mani sul suo corpo che si intrufolavano ovunque… corpi che si strofinavano a lei… cazzi che già gocciolavano all’idea di una super scopata.
Fu messa in ginocchio e ad, uno ad uno, costretta a succhiare tutti quei cazzi che si alternarono nella sua bocca e nelle sue mani, mentre altri continuavano ad accanirsi sulle sue tette, nella fica e nel culo. Dopo circa venti minuti di quel supplizio, durante i quali un paio di cazzi le esplosero un potente getto di sperma in bocca, un po’ per la perfezione di quel pompino ed un po’ per la grande eccitazione della situazione, la fecero stendere in terra e cominciarono a scoparla! La scopavano in gruppetti di tre – quattro persone… uno in fica uno in bocca ed uno in ogni mano, in modo da evitare di godere subito e continuare quella tortura anche per delle ore. Laura era ormai anch’essa eccitata… aveva già goduto due o tre volte, non ricordava nemmeno lei, ed era presa da quelle scopate furibonde completamente. Dopo un’altra ora in cui i 20 si alternavano a gruppetti di tre – quattro, cominciarono a sfondarle anche il culo e perciò si vennero a creare dei gruppi assai affiatati di 5 persone più Laura che ora era costretta a ricevere anche un cazzo in culo contemporaneamente a quelli che la scopavano in bocca e in fica ed ai due che era costretta a masturbare con le mani. Ogni 2-3 minuti si doveva alzare e spostare di gruppo, infilarsi sul cazzo di uno di quelli sdraiati in terra quindi essere nuovamente infilata davanti e dietro e ricominciare a menare cazzi. Erano dei veri bastardi… appena sentivano di godere smettevano e si facevano da parte per prolungare all’infinito quella scopata. Lei venne un numero infinito di volte, fino alle 23: 50 quando, dopo quattro ore di scopate, venne inondata di sborra dai 20 ragazzi che la riempirono su ogni centimetro di pelle e quindi, 10 minuti dopo le augurarono buon Natale accompagnandola stremata alla porta. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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