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L’appetito vien mangiando… Sara e Andrea

La favolosa notte passata con Sara ha prodotto un effetto straordinario: Enrica, Sara ed io siamo diventati un trio molto affiatato. E non solo a letto – per quanto le occasioni per vederci tutti insieme sono veramente poche – ma anche nella vita di tutti i giorni. Sul lavoro siamo treni in corsa che non si fermano davanti a niente, per la gioia del nostro capoccia, e soprattutto siamo ormai amici per la pelle e condividiamo assolutamente tutto: gioie, dolori, piaceri…
Purtroppo, come dicevo, non abbiamo molte occasioni per ritrovarci nel salotto o sul bel lettone di Enrica dove ci scambiamo un piacere immenso, ma i nostri giochi erotici si susseguono senza sosta, grazie soprattutto alla fervida fantasia delle due ragazze che non smettono di sorprendermi e coinvolgermi in situazioni sempre più eccitanti.
Quante volte la bella poltrona dell’odiato direttore è stata testimone di erotiche evoluzioni!
Fu proprio Sara, una sera (aspettiamo spesso che tutti vadano via per avere campo libero) che mi chiamò al telefono: “sono andati tutti… sono nella stanza dello stronzo… e mi sto toccando… mi sto infilando due dita nella fica… mi sto fottendo alla grande… Enrica è di fronte a me… si sta godendo lo spettacolo… ora lo fa anche lei… si accarezza sotto la gonna… si palpa le tette… vogliamo il tuo cazzo… vieni… vieni a goderti due porche vogliose di cazzo… ”
Naturalmente fui da loro in men che non si dica e lo spettacolo che mi si presentò davanti, nonostante fossi ormai abituato a non sorprendermi dell’assoluto grado di libertà con cui noi tre esprimevamo le nostre voglie, a parole o con la gestualità dei nostri corpi, fu per me letteralmente scioccante.
Sara era stravaccata sulla poltroncina del direttore, le cosce sui braccioli, la fica oscenamente esposta e si stava realmente penetrando con due dita mentre l’altra mano, infilata sotto la camicetta, tormentava i seni prosperosi. Le sue dita, imperlate di umori, danzavano veloci tra il fondo della sua fica e la clitoride; il suo sguardo torbido andava ora a fissare me ora su Enrica che, sia pure con minore impegno, era anche lei intenta a masturbarsi mentre fissava, rapita, i movimenti della mano della nostra amica.
Restai a lungo immobile, credo a bocca aperta, ad ammirare lo spettacolo di quei due corpi di donna intenti a darsi piacere, a gustarmi i loro gemiti sempre più profondi; meccanicamente anche la mia mano scese verso il mio sesso, abbassò la cerniera, tirò fuori il cazzo e cominciò a menarlo lentamente.
Sara mi fece un cenno di apprezzamento mentre continuava ad accarezzarsi; stava per dirmi qualcosa quando il suo viso si irrigidì per un attimo… e poi: “sto per godere… sento che arriva… guardami don… Enrica anche tu… guardatemi… guardatemi mentre mi faccio come una porca… ora, ora! … vengo… vengo… Siii! … ”
Il corpo di Sara si tese tutto in avanti, incontro alle dita che freneticamente colpivano i suoi recessi più profondi; infine si accasciò esausta e felice sulla poltrona.
“Stasera guido io”, disse dopo essersi ripresa. Questo significava che io ed Enrica avremmo dovuto assecondare tutte le sue voglie lasciandoci guidare dalla sua fantasia.
Su sua indicazione mi avvicinai ad Enrica offrendogli il mio cazzo da leccare e succhiare… “ciucciaglielo, tesoro… ” sottolineava Sara, “dai, pompalo… ingoiane più che puoi… così! … che stupenda pompinara sei! … da brava, insalivalo per bene che ho voglia di fare una certa cosa su questa poltrona così comoda… ”
Dopo qualche minuto di delizioso pompino Sara si girò di spalle sulla poltrona offrendoci la vista completa del suo culetto tondo, ne allargò i glutei con le sue stesse mani orinandomi di leccargli il buchino mentre Enrica avrebbe dovuto continuare a spompinarmi.
Approfittò a lungo della mia lingua mugolando di piacere finché, impaziente, mi ordinò di fermarmi e… “inculami ora… fottimi il culo sulla sedia di questo antipatico stronzo… ecco… dai, spingi… penetrami dentro tutto… così! … cazzo come ti sento! ”
Incitato a prenderla come volevo presi a spingermi dentro di lei con colpi sempre più veloci e profondi, rallentando ogni tanto per evitare di venire troppo presto.
Il culo di Sara è un autentico spettacolo. La vista di quel bellissimo corpo che continuava a dimenarsi avanti e indietro assecondando i mie movimenti, e la sua voce che non smetteva di incitarmi a chiavarla con frasi estremamente porche mi facevano impazzire.
Enrica venne in mio aiuto accarezzando il pube di Sara con una mano mentre aggrovigliava la sua lingua a quella della sua amica in un interrotto e lascivo bacio che fu la scintilla che provocò in Sara un nuovo, lunghissimo orgasmo che la lasciò letteralmente spossata.
Abbandonata sulla poltrona, ci guardava, ora, felice di offrirci lo spettacolo del suo corpo ancora ansimante per il piacere provato.
Enrica le si avvicinò, iniziò a carezzarle, piano, i seni e a darle piccoli baci sulle labbra lodando nel contempo la sua porcaggine. Poi le sussurrò qualcosa all’orecchio; qualcosa che non sentii ma che potevo benissimo immaginare: voleva la sua parte ora. Fu presto accontentata ed io mi ritrovai presto a penetrare Enrica, con la lentezza che sapevo piacerle, nella stessa posizione in cui avevo preso Sara.
Eccitatissimo, godetti presto nel buchetto di Enrica aggrappandomi alle sue tette sode mentre le sussurravo tutto il mio amore.
I nostri giochi di quella sera durarono ancora a lungo ed anche nelle settimane seguenti non ci lasciammo sfuggire le occasioni che si presentarono per amarci con grande passione.
Ma le sorprese non erano finite. Quando coinvolgemmo Sara nei nostri giochi, io ed Enrica non immaginavamo fosse così disinibita in fatto di sesso, né che potesse scatenarsi con tanta facilità quando aveva occasione di fare l’amore. Ben presto capimmo che se all’inizio si era dimostrata remissiva a “giocare” con noi era stato soltanto perché voleva essere sicura di potersi fidare e non essere considerata semplicemente una porca, una puttana qualsiasi sempre arrapata e assetata di cazzo.
Ora che ci conosceva bene si era rivelata una ragazza incredibilmente sensuale e con una carica erotica che a volte addirittura ci preoccupava perché non sapevamo mai fin dove fosse disposta ad arrivare e, soprattutto, dove avrebbe portato noi.

La nostra amica, che ha 26 anni mentre noi siamo a 35, aveva da tempo avuto cura di presentarci i suoi amici, tutti più o meno della sua età, e presto avevamo preso l’abitudine di frequentarli, insieme a lei. Qualche giorno dopo la nostra “birichinata” sulla poltrona del “caro” direttore ne scoprimmo il motivo.
Sara aveva immaginato di allargare le nostre esperienze sessuali coinvolgendo altre persone. Addirittura aveva già individuato i possibili soggetti e pensato anche a come avremmo potuto attuare i suoi disegni.
Nella sua comitiva vi erano due ragazzi, un uomo e una donna, che, pare, non avevano avuto mai alcuna esperienza di sesso; perlomeno del ragazzo Sara era sicura; per quanto riguardava la ragazza pensava che avesse qualche volta pomiciato senza mai andare oltre qualche carezza più o meno spinta. Era comunque sicura che entrambi avessero una voglia matta di perdere la verginità, per cui aveva cominciato a pensare a come sfruttare l’occasione, naturalmente nella massima discrezione e stando ben attenta a che le due persone prese di mira fossero altrettanto discrete.
Quando ci prospettò la cosa, affermando tra l’altro che il suo piano era praticamente già fatto, io ed Enrica rimanemmo molto dubbiosi sull’opportunità di metterlo in pratica, soprattutto per i rischi che avremmo corso in considerazione del fatto che non conoscevamo perfettamente quei due ragazzi. In fondo avremmo anche potuto far del male, dal punto di vista psicologico, proprio a loro.
Sara obiettò che non aveva pensato ad un’orgia ma ad incontri a due: lei o Enrica con il ragazzo, io con la ragazza. Riguardo a quest’ultimo punto mi sottolineò che Irene, la ragazza in questione, era quasi ossessionata da un rapporto con una persona più grande di lei e mi fece notare che in ogni occasione in cui eravamo stati insieme lei non aveva mai smesso di provocarmi in tutti i modi (la cosa era effettivamente vera, ma non vi avevo mai dato troppo peso visto che sessualmente ero completamente appagato da Sara ed Enrica).
Per quanto riguardava gli aspetti psicologici che avremmo potuto sconvolgere affermò che essendo Enrica una valida psicologa la cosa era perfettamente verificabile.
Passò poi a spiegarci come aveva pensato si dovesse e si potesse svolgere il tutto e, alla fine, come al solito eccitati dalla fantasia della nostra amica, accettammo di verificare concretamente l’eventuale possibilità di mettere in pratica i suoi piani.
Nei giorni successivi Enrica si dedicò con grande impegno a studiare psicologicamente i due ragazzi, entrambi di 25 anni, mentre io cominciai a porre più attenzione alle provocazioni di Irene che, effettivamente, si facevano sempre più esplicite, soprattutto da quando cominciai a risponderle per le rime e a darle, all’occasione, qualche palpatina sul sedere lodandone la rotondità.
Devo dire che ben presto Irene cominciò ad eccitarmi. Nonostante non vi fosse proprio paragone, fisicamente, con Sara ed Enrica, aveva tuttavia un modo di fare molto aggraziato, un viso assai carino che la faceva risultare subito molto simpatica e degli atteggiamenti molto sensuali, quando voleva. E con me lo fu moltissimo.
Dopo circa due settimane Enrica decisi che la cosa si poteva fare ma lasciava a Sara il compito di sedurre e poi incontrare il ragazzo, Andrea. Lei avrebbe soltanto assistito come spettatrice ai due incontri.
Proprio questo però fu il successivo problema da risolvere: come assistere, non visti, agli incontri.
Trovare la soluzione non fu comunque difficile. Ci volle soltanto un po’ di tempo – che Enrica dedicò alle sue introspezioni psicologiche su Irene ed Andrea – per organizzare il tutto.
Gli incontri sarebbero avvenuti a casa di Enrica. Vivendo lei sola non avremmo avuto alcun problema. Inoltre lì c’erano due stanze da letto contigue, una matrimoniale ed una con due letti ad una piazza. Nella matrimoniale piazzai tre telecamere – una comperata con una colletta tra noi tre, le altre due gentilmente “prestate” dall’ufficio – due sull’armadio ed una sul comodino nascosta in un abatjour in legno che avevo appositamente costruito; nell’altra stanza piazzai tutto l’occorrente per la ricezione delle immagini: televisore, videoregistratore… insomma una piccola cabina di regia.
Una volta montato il tutto chiesi alle mie amiche di aiutarmi a provare l’impianto. Mi posizionai in “cabina di regia” e cominciai a provare le posizioni, la messa a fuoco, a passare da una telecamera all’altra, miscelare le immagini, ecc… tutto funzionava perfettamente e… beh, non dovetti aspettare molto per fare la prima, vera ripresa: le ragazze si tuffarono letteralmente sul letto baciandosi e accarezzandosi reciprocamente in mezzo alle cosce. In un attimo furono completamente nude lanciate in un furioso 69 sottolineato da profondi mugolii di godimento.
Registrai tutto fino all’orgasmo di entrambe e poi, lasciando il videoregistratore acceso, mi precipitai nell’altra stanza tuffandomi su quei due corpi eccitati ed eccitanti.
Quando rivedemmo le nostre performance ci accorgemmo di avere fatto un lavoro egregio visto che le immagini erano perfettamente nitide e, in generale, le riprese consentivano una visione completa e più che accettabile, anche nei primi piani, dei corpi intenti a fare l’amore sul lettone di Enrica.
Contenti, mettemmo a punto gli ultimi dettagli del piano che in linea di massima prevedeva prima l’incontro di Sara con Andrea e successivamente quello mio con Irene, ma in ogni caso, secondo le necessità, l’ordine poteva essere invertito.
Nei giorni successivi sia io che Sara ci demmo da fare per far capire alle nostre due vittime che eravamo disponibili ad accontentarli. Infatti sia Andrea che Irene ci avevano fatto chiaramente capire, naturalmente ciascuno per suo conto, quanto fossero desiderosi di fare sesso con noi.
Sara ci raccontava che Andrea non perdeva occasione di stare con lei, di spiarle i seni che lei generosamente offriva scollati alla sua vista, di toccarla furtivamente sulle natiche, come per caso, arrossendo fortemente.
Con Irene praticamente la cosa si svolgeva nello stesso modo. Con la differenza che questa mi provocava e accettava le mie provocazioni portandole al limite e poi, alla fine, quando ero pronto per passare a qualcosa di più concreto, si ritraeva.
Ad esempio una sera in discoteca (proprio quella in cui finalmente si concretizzò il nostro piano) come al solito mi aveva provocato in tutti i modi. Addirittura era venuta a sedersi sulle mie gambe e la sua già corta mini era risalita quasi fino all’attaccatura delle cosce tanto che potei vedere i suoi slip bianchi. Glielo feci notare e lei mi rispose chiedendomi se per caso avrei preferito non le avesse indossate. A mia volta ribattei che preferivo le indossasse sempre per il gusto di sfilargliele.
Dandomi del porcellone si alzò trascinandomi in pista perché finalmente avevano messo un quasi lento e lei sapeva (e le piaceva) che amavo stringerla mentre ballavamo. Difatti appena in pista la attirai verso di me stringendola forte e facendogli sentire il mio cazzo già in erezione. La porcellina mi guardava fisso negli occhi mentre muoveva lentamente il bacino facendo strusciare il suo pube contro il mio. Scesi con le mani ad afferrargli i glutei che strinsi deciso non incontrando alcuna resistenza, anzi, cominciò ad ansimare ed ad accelerare i movimenti delle anche. Pensai: è fatta, stasera me la scopo… ma lei d’un tratto si staccò dicendomi che aveva sete. Si avviò verso un tavolo abbastanza nascosto e lì attese che gli portassi da bere.
“Mi sento tutta calda! ” sospirò mentre sorseggiava la sua bibita. “Sarà perché ti sei stretta troppo”, risposi alludendo a come si era strusciata al mio pube. “beh, sai… certe occasioni vanno prese al volo… e comunque è colpa tua… ti sei eccitato e hai coinvolto anche me”.
“In ogni caso”, ribattei io mentre mi ero avvicinato e gli carezzavo una coscia “ho il rimedio per calmare i tuoi bollenti spiriti e… anche il posto adatto”.
Lei mi sorrise languida e disse: “non vedo l’ora! Ma ora si è fatto tardi, devo andare”, e mi piantò inspiegabilmente in asso.
Fortunatamente non ebbi tempo di prendermela più di tanto perché dopo pochi secondi arrivò Enrica annunciandomi che Sara era pronta a portarsi Andrea a casa e dovevamo sbrigarci per precedergli quel tanto che bastava per accendere le telecamere e chiuderci nella nostra piccola sala di regia.
In macchina Enrica protestò un po’ per il fatto di essere rimasta eccitata per tutta la serata al vedere me e Sara che ci davamo da fare con i nostri rispettivi partner strusciandoci oscenamente mentre lei non aveva avuto nessun con cui sfogarsi. Mentre si lamentava si accarezzava con una mano in mezzo alle gambe mentre con l’altra venne a cercare il mio cazzo palpandolo. Si annunciava una nottata con i fiocchi!
Trafelati arrivammo a casa di Enrica e approntammo il necessario chiudendoci, poi nella stanza da letto adibita a regia. Enrica, come del resto anch’io, era eccitatissima e non smetteva di strusciarmisi addosso mentre attendevamo l’arrivo di Sara e Andrea. Le infilai un dito nella fica ed affondai in un mare di umori. Aveva bisogno di godere, così la feci sdraiare sul letto, le sfilai le mutandine e subito affondai con la lingua nel suo buchino bagnato. In meno di un minuto mi donò il suo orgasmo condito da parole di profondo apprezzamento per la mia opera.
Qualche minuto dopo sentimmo Sara entrare. In salotto li sentimmo ridere su una battuta che aveva fatto Andrea e subito dopo Sara lamentarsi di aver bevuto troppo. Scambiarono ancora qualche battuta per alcuni minuti, poi, d’un tratto, rimasero in silenzio, fino a che…
“Sara… ”
“dimmi… ”
“Sara… io… insomma, è stata una serata bellissima… ”
“Si, mi sono divertita un sacco… e mi hai fatta anche eccitare… porcellino! ”
“beh anch’io… cioè… scusami, mi sono un po’ lasciato andare… ”
“un po’? ! , mi hai messo le mani dappertutto! Ci mancava poco che m toccassi… E mi sono tutta eccitata, ma solo perché ero brilla… e lo sono ancora. Ho bisogno di stendermi; vieni continuiamo a parlare di là”.

Finalmente entrarono in camera e Sara si lasciò cadere, scompostamente, sul letto rimarcando il piacere di potersi rilassare. Andrea rimase a lungo fuori della portata delle telecamere, sulla porta, fino a che Sara non gli fece cenno di avvicinarsi ed allora si sedette sul bordo del letto mangiandosi letteralmente, con gli occhi, il formoso corpo della ragazza.
“Sara, sei… bellissima! ”
“Ehi, non ricominciare… quando sono così eccitata… basta che mi tocchino che… mi viene voglia… e allora devo… sfogarmi”.
Intanto si muoveva sul letto, come per trovare la posizione più comoda, fino ad offrire una visione quasi completa delle sue formose cosce, visto che i suoi movimenti facevamo si che la già corta gonna risalisse verso il suo inguine. Andrea non staccava gli occhi dal suo corpo mentre Sara, gli occhi chiusi, continuava a provocarlo ricordandogli le carezze che aveva subito in discoteca rimproverandogli di averla fatta eccitare.

Io ed Enrica, intanto, non stavamo più nella pelle per l’eccitazione e cominciammo a maledire Andrea che non si decideva, nonostante lo spettacolo del corpo formoso di Sara abbandonato sul letto a pochi centimetri dalle sue mani, a cercare un approccio.
Sara, dopo alcuni minuti, cambiò tattica: smise di parlare e si abbandonò completamente sul letto, gli occhi chiusi, aspettando una sua mossa.
Finalmente Andrea, dopo un po’, le mise una mano all’altezza di un ginocchio. Sara non si mosse e lui risalì di qualche centimetro. Poi ancora più su, e questa volta Sara sospirò leggermente allargando un po’ le gambe.
“Andrea” sospirò Sara.
“Si? ”
“Mi stai accarezzando le cosce! … ”
“Sono così belle! ”
“Non dovresti, sai? … Uhmmmm, com’è calda la tua mano! Se continui così non risponderò delle mie azioni… Cavolo, mi piace! … accarezzale, si… non dovresti… continua… ”
“Sara, sei bellissima… mi fai impazzire… hai un corpo stupendo… ”
“Grazie, sei gentile… cosa ti piace di più di me? ”
“… Il… il tuo seno”
“Vuoi toccarlo? … vieni… ecco, così… uhmmm… stringilo… anche l’altra mano… stringili tutti e due… oh, Andrea… non ne posso più… toccami, si… dove vuoi… fammi quello che vuoi… ”
Andrea abbandonata ogni timidezza si chinò a baciare Sara mentre con una mano vagava disordinatamente sul suo corpo, ancora troppo confuso per decidere su quale parte concentrarsi.
Sara rimaneva passiva, ma rispondeva voluttuosamente ai suoi baci facendogli così capire che apprezzava le sue carezze. Sospirò profondamente, irrigidendosi per qualche attimo, quando finalmente Andrea posò la sua mano aperta sul suo pube, stringendole la fica sicuramente fradicia di umori.
Intanto io mi divertivo a mixare le immagini passando da una telecamera all’altra giocando a fare il regista, mentre Enrica mi si stringeva addosso incapace di controllare la sua eccitazione.
Le carezzai i seni mentre Andrea cominciava a sbottonare la camicetta di Sara. Enrica afferrò il mio cazzo da sopra i pantaloni.
Il reggiseno di Sara fu spostato verso l’alto; Andrea ora poteva ammirare quelle polpose e sode tette, stringerle liberamente nelle mani, titillarne i capezzoli turgidi.
La mano di Enrica si era intanto intrufolata nei miei pantaloni, aveva liberato il mio cazzo iniziando a menarlo lentamente.
Sara ora aveva indosso solo gli slip; Andrea la baciava mentre le carezzava dolcemente i seni.
Enrica, sussurrandomi di descrivergli tutto quello che avveniva nell’altra stanza, scese con la bocca verso il mio cazzo ed iniziò a leccarlo sulla punta mentre si toccava con una mano in mezzo alle cosce.
“Ho un bel primo piano dei loro visi, ora. Si stanno baciando con passione. Ora li ho tutti interi… Andrea si è sdraiato su Sara, si struscia sul suo pube. Sara ora gli sta spingendo la testa in basso… ecco, ha capito le lecca i capezzoli… , li succhia… Sara gli accarezza i capelli… vedessi come se la gode! … lo spinge ancora più giù, ora; lui le lecca la pancia… l’ha girata di schiena e va su e giù con la lingua sulla schiena mentre con una mano gli accarezza la fica e il culo. Sara e di nuovo a pancia in su, ha preso le sue mani e se le è portate all’altezza degli slip… glieli sta sfilando… ecco, ora è nuda e… che troia! … allarga le cosce per farsi ammirare la fica… lui non stacca gli occhi da lì… Sara gli ha afferrato la testa e lo guida verso il suo sesso… ”
La bocca di Enrica era diventata troppo famelica perché io potessi resistere, perciò la fermai invitandola a godersi, sul video, le avide e scomposte slinguate di Andrea sul sesso di Sara che ora guardava fissa la telecamera nascosta sull’armadio di fronte al letto così da permettermi un primo piano del suo viso contratto dal piacere che stava provando.

“No, non così veloce… Piano… fai piano… ecco, guarda… te la apro… ti piace la mia fica? … infila la lingua dentro… più che puoi… uhmmm! …. così… muovila, si… bravo… risali ora… ecco, arriva all’attaccatura… lì, si… vedi quel bottoncino? … è li che mi darai più piacere… leccandolo e succhiandolo e… Uhmmmm! … Impari in fretta tu… dai, fammi godere… ne ho una voglia matta… ”
La lingua di Andrea correva veloce dalla fica alla clitoride di Sara la quale continuò senza sosta ad incitarlo fino a che non raggiunse l’orgasmo che sottolineò con diverse grida.
Andrea rimase con il viso tra le sue cosce a dare piccoli baci al suo sesso che, conoscendo Sara, sapevamo bagnatissimo e ancora fremente. Sara da parte sua sottolineò come avesse goduto stupendamente e per tale ragione avrebbe ringraziato Andrea a suo modo.
Cominciò a spogliarlo della camicia lentamente baciando ogni tratto di pelle che scopriva, intanto la sua mano cominciò ad intrufolarsi nei pantaloni a cercare il membro tanto agognato.
Scese con la bocca verso l’ombelico infilandoci dentro più volte la lingua; poi appoggiò la testa sul suo ventre, aprì i pantaloni, vi infilò la mano ed estrasse un cazzo di tutto rispetto che cominciò subito a menare con gusto guardando ancora nella telecamera più vicina.
Naturalmente mi affrettai a stringere l’obiettivo in un bel primo piano che ci fece apprezzare la passione, la bravura, la voglia di Sara di accarezzare un bel cazzo pulsante.
Andrea intanto si era completamente abbandonato alle carezze della nostra amica e se ne stava sdraiato con le braccia e le gambe aperte. Sara lo disturbò solo per un attimo per togliergli del tutto pantaloni e mutande e poi, facendoci l’occhiolino, cominciò a leccarlo e a dargli piccoli baci sul cazzo mentre continuava ad andare su e giù con la mano. Quando decise di ingoiarlo lo fece lentamente, gli occhi fissi verso di noi attraverso la telecamera, l’aria di chi se la sta godendo un mondo. Sembrava ci dicesse: “guardate come sono brava e come mi piace spompinare questo cazzo”!
Piano piano l’azione si fece più decisa. Stando sempre attenta a restare nell’inquadratura, si dedicò ad un vigoroso su e giù, ingoiando sempre più a fondo il cazzo di Andrea che ansimava e si agitava sotto di lei incapace di trattenere i fremiti che il piacere gli trasmetteva su tutto il corpo.
Lunghi mugolii di entrambi ci fecero capire che Andrea, vinto dalla bravura di Sara, veniva copiosamente nella bocca vogliosa della nostra amica. A riprova di ciò Sara sfilò quell’asta fremente dalla sua bocca e continuò a menarlo con la mano, lasciando che gli ultimi schizzi le colpissero il viso.

Naturalmente lo spettacolo non aveva lasciato indifferenti me ed Enrica. Già da tempo avevo infilato una mano tra le sue cosce sode e lei non era stata da meno afferrando il mio cazzo e tornando a menarlo vogliosamente.
Ma ormai avevamo bisogno di qualcosa di più concreto ed Enrica lo sottolineò chiedendomi decisamente di scoparla subito. Così la misi alla pecorina davanti al monitor, in modo da poter continuare a vedere quanto succedeva nell’altra stanza, e la penetrai incontrando subito la sua approvazione che sottolineò venendo incontro ai mie colpi col bacino e sussurrandomi di colpirla fino in fondo, di farle sentire la durezza del mio cazzo a lungo.

Intanto Sara aveva continuato a slinguare e succhiare il cazzo di Andrea che in breve tempo (beata gioventù) era tornato più in forma di prima. Sara ne approfittò subito: gli montò sopra e, dandogli la schiena in modo da darci la possibilità di guardarla, si impalò su quell’asta dura mugolando di piacere.

Il mio cazzo, intanto, sprofondava nella fica bagnata di Enrica mentre ci godevamo i movimenti sinuosi di Sara che andava su e giù sul cazzo di Andrea. Era una vera e propria danza, la sua, una danza che impegnava tutto il corpo in un movimento perfettamente sincronizzato: le cosce forti si sollevavano e abbassavano con un ritmo ossessivo, il seno sobbalzava ad ogni affondo, il viso, , meraviglioso, si contraeva e si rilassava a seconda dell’intensità del piacere, una mano scorreva veloce sulla clitoride eccitata.
Andrea rimase passivo per molto tempo; certo il piacere che provava e lo spettacolo del fondoschiena di Sara gli impedivano di interrompere quei momenti. Fu ancora una volta Sara a scuoterlo:
“che ne diresti di condurre un po’ il gioco? ”
“si… cosa vuoi che faccia? ”
“tutto quello che vuoi, tesoro… per una sera ho perso la testa e sono tua… completamente… approfittane! … puoi farmi ciò che vuoi… come vuoi! ”
L’invito esplicito ebbe l’effetto di “svegliare” Andrea che, deciso, fece sdraiare Sara, le allargò le cosce e un attimo dopo era dentro di lei. Cominciò subito a chiavarla deciso con colpi violenti che, a giudicare dagli urletti di Sara, la colpivano a fondo facendola godere alla grande.

Seguendo il loro esempio anch’io ripresi, dopo essermi alquanto calmato per ritardare l’orgasmo, a penetrare deciso la mia Enrica fermandomi ogni tanto per piegarmi su di lei in modo da afferrarle e stringerle i seni. In quella posizione non riuscivo a penetrarla fino in fondo ma in tal modo potevo calmare la mia eccitazione soddisfacendo comunque Enrica che mostrava di apprezzare il tutto a giudicare dagli apprezzamenti e dai mugolii che uscivano dalla sua bocca.

Andrea, intanto, dimostrava un’ottima resistenza. Non aveva smesso un attimo, infatti, di pistonare letteralmente Sara e non sembrava fosse ancora pronto a godere mentre Sara aveva già esternato il suo orgasmo con il solito entusiasmo ma continuava ad incitarlo a fotterla, chiavarla, sbatterla, dilaniarla…

Incitato da Enrica, presi a mia volta il ritmo di Andrea, penetrandola con la stessa violenza mentre lei si masturbava freneticamente. Quando Andrea, dopo aver biascicato un “po.. sso? ! “, sborrò dentro la fica di Sara gridando il suo nome, estrassi il cazzo dalla fica di Enrica e sprofondai nel suo culo con un colpo solo. Lei gemette ma riuscì a trattenersi dal gridare anche perché il dolore iniziale lasciò subito il posto ad un profondo piacere. Per me, invece, il piacere più grande lo provavo nel sentire Enrica che mi sussurrava le sue voglie e le sue sensazioni: “siiiiii! Inculami, siiiii! … aprimi tutta… sei duro da impazzire… così mi piace… mi piace sentirti nel culo e guardare quella porca che si fa un altro cazzo… l’hai vista con che gusto lo spompinava? … come ha goduto mentre la chiavava? … uhmm… fammi… fammi così… entrami tutto… così.. fino in fondo… Oh! , vorrei pompare quel bel cazzo adesso mentre mi inculi e toccarmi come adesso per… Ohhhhh! vengo… vengo… sto sborrandoooo! ”
Continuai a spingermi deciso dentro di lei e proprio quando il suo corpo iniziava a rilassarsi venni anch’io copiosamente prolungando ancora il suo orgasmo mentre ad ogni affondo il mio cazzo spruzzava calda sborra nel suo culo.
Ci rilassammo e ci baciammo teneramente e poi tornammo a guardare cosa succedeva nell’altra stanza.

Sara aveva già “ripreso le ostilità”. Accovacciata sul viso di Andrea si faceva leccare la fica mentre con entrambe le mani si carezzava il seno.
Enrica intanto , inginocchiata davanti a me, mi puliva il cazzo con delle salviette umide che, previdenti, avevamo messo da parte. Non voleva perdere tempo, mi disse, prima di imboccare di nuovo il mio cazzo mentre con una mano tornò a giocare con la sua clitoride.
“dimmi cosa stanno facendo”, mi sussurrò mentre scendeva a leccarmi le palle.
“Si sta facendo ancora leccare… lui ha trovato il ritmo giusto… la senti come mugola? Mi sa che tra un po’ gli sborra in faccia… è uno spettacolo! Vedessi come muove il bacino per andare incontro alla sua bocca… cerca il suo cazzo con una mano adesso… ci sta giocando… si sta girando ora, vuole fare 69… si, glielo sta già baciando… lo mena piano mentre lecca la cappella… lui gli si è aggrappato alle natiche… continua a leccarle la fica… Sara lo ha ormai ingoiato e lo succhia e… si è fermata ora, come se… si, sta per godere… la sta facendo venire con la lingua… guardala, è bellissima! ”

In effetti Sara si era sollevata sulle braccia ed aveva rivolto il suo viso verso la telecamera. Potemmo così ammirare le espressioni della sua faccia mentre godeva e fu uno spettacolo meraviglioso; stavamo praticamente guardando un film porno, ma quell’orgasmo era assolutamente vero e pienamente partecipato.

Anche il mio cazzo, sia pure non con la prontezza di Andrea, era tornato a svettare ed Enrica, impaziente, mi ordinò di sdraiarmi sul letto; tanto, disse, avevamo visto abbastanza e comunque avremmo continuato a sentire i mugolii e le parole di Sara a cui piaceva esprimersi liberamente mentre faceva l’amore.

Infatti quando già Enrica, a cavalcioni su di me, mi chiavava andando su e giù, lentamente, sul mio cazzo, udimmo la voce calda di Sara:
“Chiavami ancora, dai… prendimi da dietro.. così… uhmmm… bellissimo… duro… caldo cazzo… no, non così forte… piano, fottimi piano… ecco, fatti sentire bene… arriva fino in fondo… torna indietro e… ancora, si… così… così… continua così… ti dirò io quando accelerare… ora fammelo godere così il tuo bel cazzo duro… vieni… afferrami le tette… stringile forte… attento, non farlo uscire… non mi lasciare nemmeno un attimo senza cazzo… “.

Enrica mi guardava fisso negli occhi, con uno sguardo eccitato come non mai. Si sollevava fino a tenere solo la punta del mio cazzo nella sua fica e poi si abbandonava completamente facendosi penetrare di colpo rimanendo ogni volta con la bocca aperta e senza fiato per il piacere.
La voce eccitata di Sara alle prese con Andrea costituiva per noi un afrodisiaco fantastico, un invito esplicito ad amarci senza riserve lasciandoci trasportare dai sensi e dal desidero.
Dopo aver giocato a lungo col mio cazzo, Enrica si distese supina, allargò le splendide cosce e mi sussurrò di prenderla e farla godere come aveva fatto prima Andrea con Sara: fottendola senza pietà.
Continuammo a guardarci negli occhi mentre pompavo nella sua fica con colpi sempre più violenti. In quel momento non avevamo bisogno di parole, eravamo già troppo eccitati. Entrambi eravamo concentrati sulle sensazioni dei nostri corpi, sul piacere che reciprocamente ci scambiavamo.
Solo lo sciacquio provocato dal mio cazzo che penetrava la fica allagata di Enrica e la voce di Sara, dal monitor, rompevano il silenzio: “… Ancora… non ti fermare… fottimi ancora, dai… più forte ora… ma non venire… ti voglio succhiare ancora… dopo… resisti, dopo ti farò impazzire… ti succhierò il cazzo fino a che mi implorerai di smettere… e… berrò tutta la tua sborra… cazzo come ti sento! … dai… tra un po’ esplodo… ti affogo il cazzo… ”

Enrica godeva a sua volta di una vigorosa scopata; la sua fica era un lago di umori bollenti. Aveva già goduto una volta con un lunghissimo sospiro e tremando per tutto il corpo, ed ora era sul punto di venire ancora. Mi afferrò con le braccia per il collo attirandomi a sé mentre muoveva aritmicamente il bacino venendo incontro ai miei colpi, mi sussurrò “ti amo” e venne mugolando nella mia bocca.
Mentre abbracciati lasciavamo placare la tensione udimmo Sara che a sua volta godeva rumorosamente. “Se la sta godendo alla grande”, osservò Enrica alludendo alla nostra amica.
“Anche noi ce la siamo goduta alla grande”, le risposi.
“È vero, ancora una volta la nostra amica ci ha coinvolto in una situazione eccitantissima… vederla succhiare e scopare quel bel cazzo mi ha fatto un effetto incredibile”
“dì la verità… vorresti fartelo anche tu! ”
“Non lo so… sai, quando facciamo l’amore mi eccito tanto e dico di volerlo fare, ma io sto bene con te… ti amo… per come sei… amo il tuo modo di essere, amo il tuo modo di prendermi… amo il modo con cui mi accarezzi… amo la tua bocca che sa darmi sensazioni incredibili, amo il tuo cazzo che sa sempre come desidero essere presa… amo succhiarti e sentire i tuoi gemiti di piacere… amo sentirmi inondare la bocca col tuo nettare e ingoiarlo tutto… non so se riuscirei a stare di là a farmi scopare sapendo che tu mi guardi… forse… si, probabilmente se ci fossi anche tu, se partecipassi anche tu lo farei… si, mi farei fottere da un altro cazzo di fronte a te e… mentre lui mi fa da dietro ti tirerei fuori il cazzo… lo prenderei in bocca e te lo succhierei… come quando mi fotte Sara con il cazzo finto… e tu mi scopi in gola.. Ohhhhh! Ho di nuovo voglia… muoviti ancora… piano… scopami piano… così… Uhmmm, che bello quando lo spingi fino in fondo, duro come il marmo… Ti amo, ti amo… se anche avessi un altro cazzo nel culo adesso non sentirei che te… ci sei solo tu per me… tu e il tuo cazzo, la tua bocca, le tue mani… Hei! ma noi ce l’abbiamo un altro cazzo… prendi il dildo di gomma presto… vieni… fatti montare… cooosìììììì! Ecco… ora infilamelo dietro… piano… entra piano… tutto, fino in fondo… Ahh! Sono piena adesso… fermo, sta fermo… fammi sentire riempita… è bellissimo… fa un po’ male ma il piacere è più forte… tienilo fermo, mi muovo io… così… su e giù sul tuo cazzone gonfio… ancora! … ancora! … muovilo ora… fammi impazzire… inculami mentre ti fotto il cazzo… cosììììì! Lo senti come sono fradicia? … Uhmmmm! Mi stai riempiendo tutta… ci sono quasi… dai, sto per godere… ora… oraaaaaaaaa! … ”
Non finirò mai di stupirmi della favolosa bellezza che assume il viso di Enrica nel momento in cui gode con tale trasporto, così come è sempre un piacere grandissimo sentirla accasciarsi, tremante, su di me dopo l’orgasmo ed accarezzarla piano mentre lascio che si goda quel momento particolarissimo in cui il piacere abbandona lentamente il nostro corpo. Credo sia proprio questa voglia di osservarla mentre gode che mi da la possibilità di resistere così a lungo senza godere, nonostante la bravura e l’intensità dei nostri rapporti.

Mentre abbracciati ci baciavamo teneramente sentimmo un vero e proprio grugnito provenire dai diffusori del televisore. Istintivamente guardammo verso di esso, appena in tempo per vedere gli ultimi schizzi di sperma che il cazzo di Andrea, a cavalcioni sul petto di Sara, eruttava sulla bocca aperta di quest’ultima che ne raccolse avidamente quanto più ne poteva e poi con la lingua ripulì la cappella fremente.
Enrica mi sorrise: “vieni, voglio farti godere anch’io così”. Mi sollevai a fatica e mi accosciai su di lei offrendogli il cazzo davanti alle labbra. Enrica lo slinguò per un po’ e poi volle metterlo tra i seni; li strinse intorno alla mia asta e mi incitò a scoparla così. Quando capì che ero sul punto di venire disse “voglio berti”. Afferrai con entrambe le mani la sua testa sollevandola verso il mio cazzo. Trovai subito la sua bocca aperta, pronta a ricevermi. La scopai così, lentamente, dolcemente, fino a che non venni riempiendola col mio seme.

Eravamo ormai stremati. Ci sdraiammo sul letto guardando sul monitor ciò che avveniva nell’altra stanza: Andrea si stava già rivestendo mentre Sara restava sdraiata sul letto, nuda.
“davvero non vuoi che resti? ” chiese speranzoso. “No, ti prego. Abbiamo perso la testa stasera… è stato molto bello comunque, mi hai fatto godere tantissimo, ma… non deve più succedere… quello che è successo stasera deve restare un segreto tra me e te, ok”?
Andrea la baciò sulla bocca un’ultima volta carezzandola delicatamente sul corpo nudo, ed andò via.
Dopo meno di un minuto Enrica ed io ci precipitammo da Sara ancora sdraiata sul letto. Ci sdraiammo accanto a lei baciandola e complimentandoci dello spettacolo che ci aveva offerto. Lei si pavoneggiò non poco, sottolineando di come avesse avuto ragione a proporci quell’avventura, dopo che le raccontammo di come ci eravamo eccitati scopando alla grande mentre ammiravamo le sue evoluzioni. Mentre ci raccontava di come gli fosse piaciuto il cazzo di Andrea, le sue mani si erano impadronite del mio ed aveva cominciato a menarlo. Più che le sue mani, tuttavia, fu il racconto delle sue sensazioni a farmi eccitare di nuovo e, soprattutto, la sua richiesta finale: “sapeste con che piacere pompavo il suo cazzo sapendo che voi mi stavate guardando… era bello lungo e tosto… lui tremava tutto… e con quanta sborra mi ha riempito la bocca! … gli ultimi schizzi erano per voi, avete visto? … e avete visto con quanta foga mi ha scopata, dopo? … mi sembrava di avere un pistone tra le cosce… un pistone che mi trapanava senza sosta lubrificato dai miei umori… ho avuto un orgasmo lunghissimo… non finiva più… meno male che è venuto anche lui… un altro po’ e avrei cominciato ad urlare… poi quando mi ha preso da dietro, dopo un po’ mi è venuta voglia che mi inculasse… stavo per chiederglielo ma non ho avuto il coraggio… è strano ma ho pensato che mi avrebbe giudicata male… eppure gli avevo appena fatto un pompino ingoiando la sua sborra e mi ero fatta scopare… ma ora mi rifaccio… tesoro, ce l’hai duro ora… ti voglio… fammi il culo… fammelo, dai… aspetta… bagnalo un po’ nella fica… così… ora prendimi dietro… uhmmm come ti sento! … cazzo quanto mi piace così! … Enrica, amore, vieni… dammi la fica da leccare… Oh si, godiamoci così… insieme! “. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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