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L’armadio

è sabato pomeriggio, un amico di famiglia mi aveva chiesto di dargli una mano a casa sua per dei lavoretti, i classici del sabato pomeriggio e siccome non ha molta dimestichezza con gli attrezzi fai da te mi ha chiesto di aiutarlo. Mi fa piacere dargli una mano ogni tanto, è una bravissima persona, buona famiglia, sposato con una figlia. Ed eccomi li in casa sua, cercando di sistemargli un armadio un po’ vecchio, ma pur sempre utile da riempire di qualsiasi cosa non serva più ma che non si butta mai via. Sua moglie è al lavoro, fa la commessa in un negozio; sua figlia in camera sua sul computer a fare chissà chè. Noi siamo li che proviamo di montare le ante dell’armadio, ma come al solito non fila mai liscio niente; mancano alcune viti e dei fori per assestare bene le ante. Porca paletta, non va mai bene niente- mi fa lui- vado in utensileria a prendere ste benedette viti e la punta, tu in tanto monta l’altro mobile. – E cosi lui parte e va a prendere tutto il materiale occorrente, mentre io comincio a studiare come montare l’altro armadio. Ma dei rumori colpiscono la mia attenzione, vengono dalla camera di Alice, la figlia di Giorgio. La cosa mi incuriosisce e piano piano mi avvicino alla porta chiusa. Non posso far altro che guardare dal buco della serratura. Cosa vedono i miei occhi!!! Alice che si sta togliendo i jeans e si mette a gambe aperte davanti al computer! Ha 20 anni, castana, occhi chiari, un bel fisichino e un bel viso, magra, avrà una taglia 42, niente male insomma. Non capisco le sue intenzioni, cerco di non fare rumore, non vorrei essere scoperto e interrompere così lo spettacolo. Noto una cosa però, sopra la scrivania vedo una web-cam che forse è la chiave di tutto….

E infatti lei ogni tanto si tocca in mezzo alle gambe e ogni tanto digita sulla tastiera. Avevo afferrato tutto, si stava masturbando on- line con chissà chi! Mentre il giochino va avanti e di sicuro io non mi muovo da li, suona il cellulare di Alice. Si, sono a casa, se vuoi puoi passare- risponde al telefono. Di li a poco suona il campanello, io scappo nell’altra stanza per non essere colto in flagrante e lei va ad aprire. è Caterina, una sua amica di scuola, che conosco solo di vista. Appena entra in casa si rinchiudono tutte e due in camera di Alice. Ecco che le sento parlottare e sghignazzare da vere amichette, non posso far altro che tornare nella mia postazione dal buco della serratura. Alice è ancora in mutande e a quanto pare aveva già spiegato alla sua amica cosa stava combinando. A quanto pare la cosa era estremamente interessante anche per Caterina che in due minuti si tolse di dosso i suoi pantaloni di velluto e si mise anche lei a gambe aperte sulla scrivania. Lo spettacolo era da non credere, vedere di nascosto due 20enni e i loro giochini erotici, ma era solo l’inizio. Cominciarono a toccarsi, a far finta di masturbarsi, ognuna la sua vagina, con in dosso le mutandine e la mano che affondava dentro, lasciando a chi guarda, quella voglia di vedere di più ma che nello stesso tempo vorrebbe non vedere…

Le mani cominciavano a prendere un certo ritmo costante e avrei scommesso che le dita erano finite dentro le loro giovani fichette, ma loro non demordevano e continuavano con le mutandine a nascondere il fatto! La situazione si faceva sempre più intrigante e i loro dolci visi cominciavano ad avere strane espressioni di godimento; a quel punto, quasi contemporaneamente tolsero le loro mani dalle rispettive mutandine e l’una la infilò nella mutanda dell’altra. C’era complicità nella cosa ed era a beneficio di entrambe che iniziarono a prendere la cosa sul serio. Si alzarono dalla scrivania e andarono sul letto, si spogliarono completamente, due corpi fantastici in preda ad una sfrenata voglia di sesso. Erano nude, iniziarono a baciarsi, Alice cominciò a leccare i capezzoli a Caterina, ma non era contenta, presa Alice, la buttò sul letto e allargatogli le gambe si butto con la bocca in mezzo al suo sesso. Alice era in preda ad un attacco di godimento, era già un po’ che se la menava, quindi era vicina all’orgasmo che non tardò ad arrivare. Si capì da come la sua voce iniziò ad ansimare e non voleva assolutamente che Caterina smettesse di leccare. E io? Ebbene si, io ero là fuori dalla porta che non resistevo più. Avevo già tirato fuori l’uccello, era durissimo, non resistevo dalla tentazione di masturbarmi anch’io. Le ragazze continuavano nella loro perversione e io nella mia. Non ce la facevo più, mi staccai dalla porta per masturbarmi meglio, chiusi gli occhi per immaginare le due bamboline avvolte nel loro piacere e godere con loro… Ma ad un tratto…..

E tu cosa stai facendo!!!! Alice, sentendo dei rumori forse causati dalla mia esagerazione di godimento, mi aveva scoperto. Lei era nuda davanti a me e io ai piedi della sua porta con l’uccello in mano! Rimasi senza parole, ancor di più quando lei, vista la situazione, si inginocchiò verso di me e iniziò a leccarmelo. Ero allucinato!!! Mentre lei me lo succhiava, vedo Caterina venire verso di noi per capire cosa stia succedendo. Capisce al volo la situazione e non si fa alcun problema, vedendo Alice protesa in ginocchio verso di me, si accascia pure lei e inizia a leccargliela da dietro. Era una cosa libidinosa! Stavo facendo sesso con due ragazze vogliosissime di sesso con alcun tipo di pregiudizio! La scena era fantastica, ero in visibilio di fronte a cosi tanta eccitazione. Alice poi, smise di leccarlo e mi saltò a cavalcioni, infilandoselo dentro; il mio uccello venne completamente risucchiato e avvolto dalla sua vagina umida, grazie anche alla leccata di Caterina e cominciarono una serie di movimenti pelvici di una goduria estrema! Ero steso completamente per terra, con Alice sopra di me a smorza-candela. Caterina, che non aveva nessuna intenzione di stare li a guardare senza far niente, venne dritto al mio viso e si sedette quasi sopra di me, sbattendomela i faccia! La mia lingua cominciò ad affondare e a leccare le stupende labbra di quella fica desiderosa di godere. Era fantastico sentire i lamenti goduriosi delle due bamboline, ormai anch’io ero al limite, quella situazione mi aveva eccitato così tanto che ero durato pochissimo. Allora spostai Caterina da sopra di me e feci capire ad Alice che stavo per venire.

Ecco, ecco, ci siamo… stò per venire ecco VADO VADO …!!! Si tolse appena in tempo; tutto il mio sperma esplose in alto cadendo sulla mia pancia. Le due amiche sembravano soddisfatte di ciò che era successo e di sicuro anch’io. Sentimmo dei passi salire le scale, forse era Giorgio, il padre di Alice. Loro scapparono dentro in camera e io di corsa in bagno. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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