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copertina racconto erotico

Lavoro Estero

Grazie al mio impegno e alla fortuna, sono riuscito, dopo diversi tentativi, ad entrare come operatore in una grande multinazionale. Questo ha rappresentato per me e per mia moglie l’opportunità di conoscere (molto approfonditamente… ) persone di diverse razze e culture, che trovandosi per periodi più o meno lunghi lontani dalla famiglia o dall’ambiente solito, hanno perso quei freni e inibizioni che scattano quando si sta sempre in mezzo alla stessa gente. In questo modo ho potuto sperimentare nuovi e appetitosi aspetti dei rapporti carnali, e le loro molteplici variazioni. Una sola cosa io e mia moglie ci siamo ripromessi, quella di non avere segreti, e di tentare il più possibile di condividere ogni nostra esperienza, per quanto trasgressiva potesse essere.
Il lavoro è piuttosto noioso, ma non per questo ci impedisce di stabilire buoni rapporti con molti colleghi, con cui condividiamo spesso anche momenti di libertà. Essendo giunta l’estate, mia moglie aveva più volte espresso il desiderio di prendere un po’ di sole nel giardino di un’amica comune, che divide, per risparmiare le spese, la sua villetta con altre due ragazze e un ragazzo di circa trent’anni. L’amica in questione si chiama Amanda, ha 33 anni, capelli biondi a caschetto e un corpo statuario, reso ancora più attraente dall’abbronzatura che il suo giardino le permette. Il seno e il culo sono sodi, leggermente abbondanti (il che mi solletica alquanto) e messi in grande evidenza dal sapiente uso della biancheria intima; soprattutto il seno, che Amanda sostiene con un portamento naturalmente elegante e a detta di molti un po’ altezzoso. Era una domenica pomeriggio, e dopo una mattina passata tra le lenzuola, mentre mia moglie preparava uno zainetto per la sua session al sole, io mi immergevo nel mio preferito passatempo della lettura. Mentre leggevo, l’abbondante pranzo mi spingeva al sonno. Non potevo però evitare di scrutare mia moglie che si cambiava, mentre i seni si separavano pendendo verso il tappeto e il suo culo ben tondo si agitava davanti al mio libro. Notai una certa eccitazione, che aumentò quando pensai che tra pochi minuti (la casa di Amanda era a circa 300 metri dalla nostra) quelle tette morbide e ancora bianche sarebbero state all’aria, coi capezzoli rosa a prendersi un po’ di colore dal sole… Mentre mia moglie si metteva un maglioncino colorato e mi lasciava qualche altro secondo in vista della sua pelosissima fica, che poi andava a coprire con mutandine di pizzo nero, il pensiero di quel giardino soleggiato mi muoveva ancora più verso l’eccitazione… Salutai mia moglie con un pizzicotto sul culo, e mi immersi nella lettura di altre due righe, dopodiché mi addormentai.

Mi svegliai dopo un’oretta, il sole splendeva e avevo uno strano gonfiore tra le gambe. Andai in cucina, c’era una rivista femminile sul tavolo, un bel corpo nudo e abbronzato di una modella che mi tirava da dio.
Ma che cazzo ci facevo in casa, mentre mia moglie si prendeva il sole di questa giornata stupenda?
Sapevo che non essendo stato invitato, avrei potuto trovare le ragazze in topless, e la cosa mi spingeva ad andare da Amanda piuttosto che a calmarmi con una doccia fredda. Mi lavai, presi un grande telo mare e mi incamminai verso la villetta, che raggiunsi in qualche minuto.
Tutto era in silenzio. La porta era chiusa, non mi andava di annunciarmi troppo rumorosamente, sapevo di un cancelletto laterale che mi avrebbe permesso di entrare senza tanto casino, lasciando le ragazze in pace al sole in attesa del mio sguardo curioso.
Aprii con un movimento un po’ furtivo il cancelletto, mi sentivo un po’ un ladruncolo e un po’ un guardone, ancora non sentivo nessun rumore e presto scoprii perchè. Amanda e mia moglie si erano appisolate al sole, dopo essersi tolte il reggiseno del costume, lasciando che i loro seni si aprissero verso i lati e i capezzoli svettassero nel vento mentre si imbrunivano. Rimasi estasiato, era la prima volta che vedevo il seno di Amanda, me lo ero immaginato spesso, ma era incredibilmente ampio, con capezzoli scuri e durissimi, e il suo respiro lo gonfiava di attimo in attimo, conferendo un leggero dondolio, su cui mi concentrai, talmente tanto da non accorgermi che
un’erezione mi era cresciuta in mezzo alle gambe… In pochi secondi, passai al seno di mia moglie, chiaro, grandissimo, morbido come due impasti per la pizza, che le copriva la parte superiore dello stomaco tanto era debordante. Ero eccitatissimo, avevo il cuore a mille e dovevo calmarmi un attimo: salii in silenzio i due scalini verso la cucina, e andai verso il frigo a prendere due coke. Nel silenzio della casa, sentii invece dei movimenti inconfondibili, il tipico ritmo di due persone che scopano. Immaginai che potessero essere gli altri inquilini dell’appartamento. Ormai facevo il guardone di professione, salii le scale preparando, giusto mi servisse, la scusa che stavo andando in bagno. Così feci, passando vicino alla stanza da cui provenivano i chiari segni di una selvaggia chiavata. La porta era chiusa, ma si percepivano chiaramente gli ansimi che prececedono l’orgasmo di una donna…. Tirai fuori il cazzo e cominciai a farmi una veloce sega, quando l’urlo finale della donna segnalò che tutto si era spento.
Mi affacciai alla finestra, mia moglie era ancora un corpo nudo nel sole, Amanda si stava spalmando la crema sulle braccia, i suoi seni erano perfettamente attaccati al corpo anche quando stava seduta. In quel momento una porta si aprì, mi voltai e una ragazza in vestaglia di seta, legata ma rimasta abbastanza aperta da mostrarne la bella fighetta rossa. Avevo di fronte Emma, la ragazza di un coinquilino della casa, una ragazza danese di circa vent’anni, magra e dall’aspetto nordico, con riccetti rossi e nasetto all’insù, le lentiggini le cominciavano sulle guance e scendevano poi sul petto, i seni erano molto piccoli ma completamente eretti, coi capezzoli che quasi bucavano la vestaglia. Mi stava guardando sorpresa, mentre io continuavo a menarmi il cazzo come un forsennato!! Mi sentivo piuttosto imbarazzato, non sapevo bene cosa dovevo fare, specialmente quando lei ha cominciato a ridere e ha chiamato il suo ragazzo, l’altro coinquilino. Si chiama Pietro, è alto e ben fatto, piuttosto magro, e anche lui si è fatto una
piccola risata nel vedermi in quella situazione. Per la prima volta ho notato che Pietro aveva un cazzo lungo e grosso.
“Te lo sai solo menare, o sai anche usarlo? ” mi ha chiesto lui, carezzando i fianchi fasciati dalla vestaglia della ragazza che fino a pochi minuti prima stava chiavando. Non avevo neanche il fiato per rispondere, ma non c’è stato bisogno. Pietro ha spinto la ragazza verso di me per i fianchi, le ha preso una mano e la ha diretta verso la mia cappella rossa. Non capivo più niente, ho spinto un po’ il bacino verso di lei e ho lasciato che quella manina bianca afferrasse il cazzo, e si sostituisse nella sega. Lei non si è fatta cogliere impreparata, con la mano libera si è aperta la vestaglia rivelando il più bel paio di tettine che avessi mai visto sormontate da due capezzoli rossi appuntiti circondati da una marea di lentiggini rossastre. Il cazzo lo ha strusciato su entrambi i capezzoli, passando dall’uno all’altro mentre i primi succhi cominciavano a tendere lunghe stelle filanti tra le due tettine e la mia cappella.
“Non credevo che foste interessati a questo tipo di cose……. ” ho detto con un filo di voce. Emma mi ha guardato sorridendo e sussurrando qualcosa di incomprensibile nella sua lingua, dopo di che ha usato la bocca per baciarmi il cazzo e succhiare, con bacetti piccoli, la cappella. “Anche cose più arrapanti, caro mio” ha aggiunto Pietro, che le ha poi sfilato dalle spalle la vestaglia e ha cominciato a baciarle il culo, due chiappette rosee e ben fatte tra cui l’uomo ha ben presto infilato i due pollici, allargando ben bene il buchetto baciandolo e succhiandolo con gusto. Emma continuava a leccare la cappella e a darle piccoli bacetti proseguendo la sua dolcissima sega, io ero in grandissima tensione, e pur volendo guardarla spesso mi staccavo alzando la testa e chiudendo gli occhi. Ad un certo punto ho sentito la mano fermarsi e la presa farsi improvvisamente più salda, e i bacetti cessare di colpo. Ho aperto gli occhi e ho visto che Pietro stava infilandole il cazzo in culo, e per ora stava solo spingendo, trovando prima un po’ di resistenza, poi ancheggiando per aprirsi la strada tra la sospensione tesa dei movimenti della ragazza, il suo sospiro strozzato e quella bocca sorridente, spalancata e stupita che attendeva il cazzo di Pietro e ondeggiava sopra il mio. Non appena il cazzo fu infilato, Emma riprese a spompinarmi senza posa, stavolta senza bacetti, ma con risucchi pieni di foga accompagnati dal ritmo crescente dell’inculata.
“Ma lo sai che mi piace proprio incularti mentre fai un pompino, brutta troia? ” disse Pietro, senza mostrare nessun affanno dato dal fatto che stava spaccando quel culetto rosa. Io non ero sicuro di poter resistere a lungo e la ragazza se ne era certo accorta, perchè lasciò la presa e cominciò a palpeggiare con cura le palle gonfie, leccando appena la cappella.
“Oddio, non smettere proprio ora…… ”
“Ti piace, maialino…… “la sentivo dire nel suo italiano stentato “guarda come scappello questo maschio…… ” e così dicendo dette un paio di strattoni al mio cazzo, tendendo la pelle con la sinistra e continuando il massaggio alle palle con la destra.
“Mi sa che questo qui sta per venire… Per una troia come te ci vorrebbe una bella schizzata di sperma… ”
Emma stava ricevendo il cazzo di Pietro proprio con foga, e non ce la fece a rispondere in italiano, cominciò a lanciare urla in danese, sempre più forti, io non riuscivo a staccarmi dalla scena di Pietro che continuava a dirle parole come “puttana, troia, beccati questo in gola, bagascia, ti rompo in due” mentre altre parole si trasformavano in ulutati e urla sempre più alte. Io non pensavo più a niente se non a quella sega pompinata che mi stava festeggiando il cazzo, vidi Emma spinta verso di me da due colpi di reni più forti, le tettine mi ballarono davanti alla cappella e non resistetti più.
“Eccomi!!!!!! “urlai scaricando tutta la sborra che avevo raccolto nelle palle sul collo e sulle tette di Emma, schizzandole fin sulle spalle, sul mento e sui capelli mentre ansimavo bestialmente e lei continuava a menarmi il cazzo, mandando gli schizzi dappertutto, fino sulle guance. Ansimando mentre lei continuava a prenderlo in culo, notavo le perle di sperma macchiarle le lentiggini e cambiare colore nelle diverse luci, mentre qualche goccia si staccava e saettava in giro mentre Pietro aumentava il ritmo, pompando sempre più il suo cazzo nel culo di Emma, ormai non si capiva più cosa urlasse, se non “ti sfondo! “, finchè non mi accorsi che il ditalino che stava usando per far godere quella troia della ragazza non era sufficiente a darle il suo meritato orgasmo.
Decisi dunque di sdebitarmi, e mi inginocchiai sotto Emma cominciando a leccarle i capezzoli umidi di sborra, il petto, la pancia e scendendo fino alla figa di pelo rosso, sudata e saporita.
“Merda, che culo che hai, te lo sfondo, te lo sfondo!! ” Urlava ancora Pietro, a cui Emma rispondeva
“Si, Si, vai, vai” con altre parole in danese che potevano essere di tutto, che mi fregava, stavo leccando quella fregna e lei mi metteva le mani tra i capelli, e io leccavo il clitoride, avevo tutta la bocca sporca di sudore e di liquido vaginale, sentivo un sapore buonissimo, lei continuava ad urlare…. Era impossibile che in giardino mia moglie e Amanda non avessero sentito tutte quelle grida e quelle parolaccie urlate nel godimento. Pietro cominciò a urlare “Vengo, vengo!!!! ” e quell’assatanata di sborra di Emma mi spostò la testa, si voltò, prese il cazzo di Pietro e si appoggiò la cappella sullo stomaco, cosicchè quando il cazzo cominciò a schizzare contro la pelle uscì fuori una doccia di sborra sulle lentiggini delle tette e delle spalle, gli schizzi
finivano sulle sue braccia e lei rideva mentre si abbassava, quel cazzo continuava ad eruttare e lei cominciava a ricevere schizzi in faccia, sembrava che gli schizzi cercassero il rosso delle lentiggini, il cazzo menato sprizzò le ultime goccie di sperma, poi aprì la bocca e se lo mise dentro, abbassandosi e tirando ben su il culo, che era aperto e bagnatissimo di sudore e altri umori. Lo mosse un poco, e ebbi subito l’idea di leccarle lo sfintere… Lei apprezzò con un mugolio, e subito si voltò e mi guardò col viso ancora tutto fradicio di sborra, aprendo la bocca mentre mi sbafavo il suo buco del culo. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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