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Le fantasie

Maggio ’98: negli ultimi mesi il mio ragazzo, ogni volta che facevamo all’amore, mi raccontava le sue fantasie erotiche, i suoi desideri più perversi.
All’inizio pensai che aveva voglia di scherzare e non ci detti molto peso.
Poi, dopo un po’ di tempo iniziò a darmi fastidio il fatto che ogni qualvolta facevamo sesso doveva sempre raccontarmi i suoi fantasmi…
Un giorno mi chiese esplicitamente se volevo assecondare, solo in parte, una delle sue fantasie.
Quel giorno ero particolarmente ben disposta e soprattutto curioso, ragione per cui accettai, seppur con qualche riserva.
Lui mi disse che si sarebbe trattato di semplice provocazione ed io lo ascoltai nei suoi propositi.
Alla fine acconsenti e decidemmo di attuare il „nostro” piano per l’indomani.
Era un venerdì sera ed uscimmo a mangiare una pizza; una cenetta informale durante la quale ci divertimmo molto.
Poi ci recammo in un locale molto frequentato (soprattutto da uomini) della nostra città.
Lui non entrò con me ma si fermò fuori ad aspettare che il nostro piano venisse attuato.
Fu allora che io, anche se molto imbarazzata e perplessa in quanto mai avrei pensato di dover affrontare una simile situazione, entrai nel locale e presi posto al bar.
Mi sedetti su uno sgabello e ordinai un whisky, così (pensai), mi avrebbe aiutato a „sciogliermi” un pochino.
Quella sera indossavo una gonna (né troppo lunga, né troppo corta) ed una camicia abbastanza classica con un maglioncino sulle spalle.
Alle calze avevo dato particolare importanza (su esplicita richiesta del mio ragazzo) per cui si trattava di autoreggenti nere velate che, assieme ad un paio di scarpe nere con il tacco molto più alto di quanto usassi normalmente, mi rendevano particolarmente attraente.
La camicia, seppur casta, faceva risaltare il mio seno (a detta del mio ragazzo) „imperioso” anche se modestamente non ho mai dato peso.
Dopo pochi minuti vidi Nicola (il mio ragazzo) entrare ed accomodarsi esattamente dalla parte opposta del bancone.
Ordinò una birra e si guardò in giro.
Passarono pochi minuti e non accadde niente.
Vedevo comunque un certo interessamento da parte di alcuni uomini attorno a me: chi mi guardava di fuggita, chi invece mi fissava e c’era anche qualche „stupido” che si divertiva a fare qualche „battutina” a voce alta in modo che gli amici ridessero.
Devo dire che mi sentivo a disagio e mi venne voglia di andarmene subito. Guardai Nicola in cerca di un po’ di comprensione ma lui non mi degnò del minimo sguardo.
Dopo un quarto d’ora si avvicinarono due ragazzi (sulla trentina) ed ordinarono da bere.
Si presentarono e mi invitarono a fare il „bis”.
Non erano particolarmente affascinanti, anche se con un fisico molto prestante.
Discutemmo del più e del meno e mi chiesero cosa facessi in un locale simile (soprattutto non consono al mio abbigliamento.. ).
Dissi che stavo aspettando qualcuno ma che probabilmente non sarebbe più arrivato. Intanto avevo già bevuto il mio terzo whisky ed iniziavo ad avere le prime vampate di calore (dato che non ero abituata a bere).
Nicola intanto stava guardano l’evolversi della situazione da un punto del locale in cui i due ragazzi non potevano scorgerlo e sapevo che avrebbe voluto che provocassi ulteriormente i due ragazzi (che poi erano le nostre prede).
Così mi feci, grazie anche all’aiuto di un quarto drink, più coraggiosa, più spudorata.
Arrivarono presto le 23. 30: Marco e Luca mi chiesero se mi sarebbe piaciuto seguirli e trascorrere il resto della serata con loro.
Pochi istanti dopo, sempre ben nascosto in modo da non potersi far riconoscere, apparve Nicola.
Lo salutai e lo presentai ai miei interlocutori.
Bevemmo un’ultimo drink e così ci accordammo per proseguire la serata insieme.
Andammo con la macchina di Nicola (che poi era anche la mia) e poco dopo Nicola fece un apprezzamento sul mio conto ad alta voce (elogiando le mie gambe).
Gli altri due, seduti dietro, risero e dissero a Nicola che era fortunato ad avere un’amica così. Sì, un’amica !
è così che mi presentò (e pensare che vivavamo assieme da oltre 3 anni).
Girammo due discoteche ed alla fine Nicola disse: dai, andiamo tutti a casa mia e ci beviamo ancora qualcosa.
Io non potevo esprimere la mia opinione (anche perché non avevo altra dimora dove andare) mentre Marco e Luca, sebbene stanchi, furono entusiasti. Io volevo dire a Nicola che il „gioco” era finito e che non avrei più retto oltre…
Giunti nel „nostro” appartamento Nicola accese la TV ed a quell’ora stavano proprio facendo quelle trasmissioni in cui pubblicizzano i video hard.
Subito Luca disse: dai, dai che ci guardiamo un po’ di tette !
Il mio ragazzo rispose pronto: dai, che magari poi la nostra amica ce le fa vedere dal vivo…
Avevo captato qual’era l’intenzione di Nicola ma speravo in cuor mio che si trattasse unicamente di battute.
Intanto scorrevano le immagini di sfregamenti vari, di tetti e culi, ecc. e saliva un pochino l’eccitazione dei presenti (tranne la mia).
Nicola disse ai presenti: ma lo sapete che la nostra Samanta porta una 3a ed ha i capezzoli che sono uno schianto ?
Ma noooo, risposero quasi in coro Luca e Marco. Io risposi in maniera secca. Dai Nicola, non fare lo scemo.
E lui mi disse: beh, l’unico modo di farci smettere è quello di far ci vedere le tue tette !
Si alzò e venne verso di me. Io mi alzai e gli dissi di non toccarmi.
Luca mi disse per tranquillizzarmi: ma va, non fare così… stava solo scherzando.
E poi guarda che si tratta solo di un paio di tette.
Il tono era giusto per sdrammattizzare ma io continuavo ad essere tesa.
Marco appoggiava il mio ragazzo e bastarono poche battute per convincere anche il „mio difensore” a passare dalla parte degli altri due.
Mi presero e mi bloccarono sul divano e mi dissero: senti, o ci fai vedere le tue tettine oppure mi sa che qui potremmo anche non accontentarci più !
Decisi che forse avrei fatto meglio ad assecondarli e così mi alzai e mi slaccia la camicia.
Il mio reggiseno di pizzo bianco faceva risaltare le mie tette sode e quando me lo tolsi ci fu quasi un’ovazione…
I miei capezzoli erano improvvisamente turgidi (anche se non a causa dell’eccitazione) e non passarono inosservati.
Nicola disse: dai Samanta, facci uno „strip”, facci vedere cosa si nasconde sotto la gonna.
Per me era chiaro che non potevo rifiutare.
Meglio in modo „spontaneo” che con la forza pensai. Inizia ad abbassarmi la gonna e rimasi per un po’ con le calze autoreggenti e con lo „string” bianco.
Poi piano piano mi tolsi anche le mutandine ma, su richiesta del mio „ragazzo”, lascia le calze e le scarpe. Vedevo che tutti e tre erano eccitati e si toccavano la patta.
Il più eccitato era senz’altro il mio ragazzo; poco dopo infatti si abbasso i pantaloni e tirò fuori l’uccello.. aggiungendo: dai ragazzi, vediamo se sa fare i pompini bene. Io cercai, supplicando, di persuaderli a lasciarmi andare e cercai di rifugiarmi in cucina
Nicola fu svelto a bloccarmi ed a farmi sedere sul divano.
Mi resi conto che non avrei potuto porre resistenza e così iniziai ad assecondarli. Nicola mi mise in bocca il suo uccello mentre gli „ospiti” iniziarono a leccarmi le tette ed a frugarmi dappertutto.
Sentivo le dita di Marco stuzzicare la mia fica e poco dopo me ne spinse dentro 3 cercando di allargarmi il più possibile.
La mia fica iniziava a bagnarsi ed io mi sentivo veramente una troia messa in vendita dal suo „ragazzo”.
Marco, il cui cazzo aveva delle dimensioni veramente enormi, si mise a sedere sul divano e mi disse di sedermi sopra; sentivo la mia fica allargata come non lo era stata mai in precedenza.
Nicola, infatti, aveva delle dimensioni normali a confronto di quel cazzone che io stavo cavalcando.
Luca intanto mi stava leccando il buco del mio culetto mentre il mio ragazzo stava seduto a godersi lo spettacolino.
Io mi sentivo veramente piena e continuavo a muovermi, attenta a quel palo…
Improvvisamente senti infilarmi il mio buchetto da un dito di Luca, poi le dita divennero 2; mi sta va stantuffando il culo con le dita mentre aveva la fica quasi slabbrata per poter accogliere quel cazzo enorme.
Dopo pochi istanti mi senti afferrare la schiena dalle mani di Luca e senti il suo uccello appoggiarsi al mio buchetto. Iniziò a puntarmi e, con molta fatica, mi penetrò con la sua cappella. Io non riuscivo a trattenere i gemiti (di dolore ed anche di piacere).
Senza badare troppo al sottile mi spinse il suo cazzo fino in fondo al mio culetto ed ora mi sentivo una vera troia: sbattuta contemporaneamente da due cazzi sconosciuti ed „ammirata” dal quel porco di Nicola che si stava masturbando godendosi la scena.
I due ragazza intanto iniziarono a dirmi che ero una troia, che mi piaceva essere sbattuta come una troia.
Luca, che mi stava inculando, mi prese per i capelli e mi disse di urlare che ero una vacca.
Mi sentivo veramente una troia e lo dissi urlando !
Gli umori della mia fica iniziarono a farsi più intensi e sentivo l’orgasmo avvicinarsi sempre più.
Luca intanto aveva tirato fuori il suo uccello dal mio buco e mi stava introducendo prima 3, poi 4 dita.
Mi sentivo sfondare…
Non contento inizio a spingere più forte e sentivo ormai tutta la sua mano nel mio culo aperto.
Marco non smetteva un attimo di sbattermi da sotto e continuava a riempirmi la bocca con le sue dita ed a dirmi che una troia come me non l’aveva mai incontrata.
Luca prese la bottiglia di gin che stava sul tavolo e me la infilò tutta nello sfintere, muovendola ora adagio ora più forte.
Gridavo, urlavo dal dolore e fui travolta da un orgasmo fortissimo.
Non ebbi modo di riprendermi che mi senti puntare la fica dall’uccello di Luca.
Era chiaro che l’intento era quello di prendermi davanti con i due uccelli.
La mia fica sbrodolava ed era dilatata moltissimo.
Ciò nonostante mi ritenevo impossibile che potesse accogliere ulteriori centimetri di carne…. Luca spinse più volte e più volte venne respinto.
Inizio allora, con il cazzo di Marco infilato davanti e la bottiglia nel culo, ad infilarmi 1 dito nella fica.
Sentivo il suo dito che si infilava a fatica mentre Marco emise un grido di dolore nel sentire il suo cazzo graffiato dall’unghia di Luca.
Io stavo esplodendo, non ce la facevo più: dissi che volevo una tregua e fu in quel momento invece che Nicola arrivò da dietro il divano e mi mise il suo membro in bocca.
Iniziai a succhiarglielo nel momento in cui Luca fece l’ennesimo tentativo di infilare il suo uccello nella mia fica già strapiena.
Luca aveva la sua punta infilata e disse a Marco di non muoversi.
Mi diede una forte spinta e lanciai un urlo allucinante.
Sentii che la mia carne si era leggermente lacerata ma non capivo se il liquido che scendeva era sangue oppure una colata di umori vaginali..
Mi stavano scopando tutti e due, mi stavano sbattendo la mia fichetta ed avevo il culo dilatato.
La sensazione che provai era indescrivibile.
Nicola esplose il suo orgasmo nella mia bocca ed io venni per la seconda volta fui assalita da un orgasmo fortissimo.
Luca estrasse improvvisamente il suo cazzo per mettermelo al posto della bottiglia e mi inondò il culo; Marco, invece, mi venne dentro e sentii il suo sperma inondarmi tutta.
Dopo pochi minuti i due ragazzi si ricomposero e se ne andarono mentre io rimasi sola con Nicola.
Ancora piena di sperma e con la fica aperta gli chiesi se era quello che voleva.
Lui mi disse che quanto accaduto non sarebbe più successo ma che dovevo ammettere che mi era piaciuto.
Rimasi zitta per un po’ e gli risposi: se un grande bastardo ma ho goduto come non avevo mai fatto in precedenza……. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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