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L’Impellente Bisogno

Questa storia, ha inizio una mattina di fine Luglio us, abito in un Condominio piccolo, siamo 12 in tutto, io sono al terzo piano, e la Signora Marta è la mia dirimpettaia, mi chiamo Otello, ho 38 anni e sono un single convinto, Marta è una bella Signora di 39 anni molto ben portati, separata da diversi anni con una figlia di 19 studentessa, c’è una conoscenza non amicizia fra noi, e spesso suonano alla mia porta per le richieste più disparate, olio, zucchero, uova, ecc. ecc.

Un pomeriggio verso le 16, sento suonare alla porta, una volta aperta, mi si presenta la signora Marta, bellissima con i suoi capelli biondi sciolti sulle spalle, con una vestaglia semiaperta dove facevano capolino due bellissime gambe, scusandosi per il disturbo che mi arrecava entrava direttamente nel salone, con le finestre aperte e il sole che filtrava, le vedevo in trasparenza un tanga ridottissimo con fuoriuscita dei peli della fica, le proponevo il caffè che accettava volentieri, lei si metteva comoda sul divano, mostrandomi uno spettacolo dalla vestaglia che scivolava hai lati delle cosce, mentre le servivo il caffè Marta si trovava in difficoltà per iniziare il discorso, rompevo il ghiaccio proponendole di darci del tu, infatti iniziava a parlare dicendomi, scusami Otello per quello che ti chiedo, ma per me è una cosa della massima importanza, altrimenti non sarei qui da te, vorrei chiederti un favore, se tu puoi farmelo la mia riconoscenza non avrebbe limite nei tuoi riguardi, le rispondevo, dimmi di cosa si tratta Marta, e se rientra nelle mie possibilità non credo che ci siano problemi, e lei quasi tremando per l’emozione e la vergogna mi diceva, mi accorrerebbero 4000 euro, se tu puoi te li restituisco con gli interessi a 500 al mese, chiaramente firmandoti un effetto per la cifra complessiva, questo per farti stare tranquillo sulla serietà delle mie intenzioni, non le chiedevo il motivo di tale urgenza, ma le rispondevo , d’accordo Marta, o ti faccio un assegno ora o te li do in contanti domani mattina, per l’effetto non credo che ce ne sia bisogno, mi fido della tua parola, si alzava di scatto dal divano e avvicinatasi, mi dava un bacio sulla guancia ma prendendomi buona parte delle labbra, e con la lingua mi faceva un accenno di entrare dentro la bocca, poi si avvicinava alla finestra, e si metteva ad ammirare il bellissimo panorama che si vedeva, io a mia volta la raggiungevo e prendendola per i fianchi l’abbracciavo da dietro, lei per tutta risposta mi si poggiava contro, facendomi sentire il culetto a mandolino con due chiappe durissime, poi si girava e stando a due centimetri dal mio viso mi diceva, tu mi piaci Otello, mi sei sempre piaciuto, però non vorrei che tu scambiassi questo mio atteggiamento con il favore che mi fai, e mi dava un bacio sulla bocca, ho sentito entrare la sua lingua indemoniata e cercare disperatamente la mia, appena toccata gli si attorcigliava come un serpente fa con la sua preda, è stato un bacio libidinoso e pieno di eros, non finiva mai, era assetata della mia bocca, e io della sua, me la prendevo in braccio, e senza smettere di baciarci la portavo nella mia camera da letto, la poggiavo sul letto e iniziavo a scansarle il tanga, aveva la fica rasata sui fianchi, ma il ciuffetto che c’era lo sentivo meraviglioso, le labbra gonfie e grasse, appena le ho toccato il clitoride aveva un dolcissimo orgasmo, poi con il medio le sono entrato dentro e ha ricominciato a godere, avevo la mano fradicia dei suoi umori, si era bagnata come una ragazzetta alla prima esperienza, poi lei si era definitivamente sfilato il tanga, mi aveva preso in mano il cazzo che ancora era prigioniero del mio pigiama, e con un po’ di contorsionismo me lo aveva liberato tirandomelo fuori, sentire quelle piccole mani delicate e morbide sul mio bastone, mi stava quasi portando a fare una copiosa sborrata, continuavamo a baciarci e masturbarci a vicenda, poi lei se lo era portato in mezzo alla fica, e aiutandosi con l’altra mano se lo infilava dentro, avevo iniziato a scoparmela alla grande, sentivo che stava sborrando in continuazione, la sua lingua era diventata ancora più vorticosa nella mia bocca, e con le gambe mi aveva accavallato la schiena, io l’avevo presa per le chiappe e la stavo scopando con forza, le davo dei colpi tremendi quando entravo, e lei li gradiva moltissimo assecondandomi in tutto, poi si staccava con la bocca dalla mia e mi diceva, ti prego non venirmi dentro, non prendo precauzioni di nessun genere, continuavo per un altro minuto e poi sentivo che stavo per godere, l’avvisavo della sborrata imminente, e lei sfilandosi da me, si inchinava e me lo prendeva in bocca, appena in tempo per ricevere una serie di getti copiosi nella gola, continuò fino a che anche l’ultima goccia era uscita, pulendomelo al punto da lucidarmi la cappella, ma quel trattamento mi stava riportando ad una nuova erezione, mi guardava sorridente e felice dicendomi, ma tu sei sempre pronto con questo bellissimo bastone? sorridevo a mia volta rispondendole, ma se mi piaci questa è la giusta reazione, non credi? e lei mi diceva, saresti la persona ideale per Carla mia figlia, lei quando inizia ne deve fare almeno due o tre per essere soddisfatta, ero imbarazzato da quella disarmante risposta, ma tu parli con tua figlia anche di questi argomenti le dicevo, io rispondeva, ho cresciuto Carla in modo semplice e senza tabù, pensa che aveva appena sviluppato, e un pomeriggio mi chiese che voleva dire farsi un ditalino, lo aveva sentito a scuola dalle sue amichette, e io le ho spiegato cosa significava e come si faceva, ci siamo messe una di fronte all’altra, e lei seguiva tutto quello che facevo io e siamo venute insieme, e così è stato per il primo ragazzo che lei ci ha fatto l’amore, prima di uscirci le ho spiegato tutto quello che avrebbe dovuto fare, e le ho dato una scatola di sei preservativi, ma lo ha fatto solo due volte, poi mi ha detto che le faceva male, e così ha aspettato una settimana prima di rifarlo, è così sincera in tutte le sue cose intime, quando ne ha voglia me lo dice, mamma io vado in bagno a masturbarmi ne ho voglia adesso, e non chiude neanche la porta a chiave, l’ho cresciuta veramente bene e libera la mia figliola, e quando le racconterò di come ho scopato con te, ci scommetto che mi chiederà se lo potrà fare anche lei, e se a te piace questo mi farebbe contenta veramente, e me lo domandi le rispondevo, tu hai una figlia stupenda, io di more così belle alte e con gli occhi azzurri non ne ho mai viste così, e poi ha un seno che è una delle sette meraviglie, una seconda abbondante credo, terza mi rispondeva lei, e ti posso anticipare anche una cosa, va pazza per i pompini, e non lo ha mai preso dentro al culo, mi dice sempre che quello lo darà alla persona speciale che la farà godere veramente tanto, pensa che io ho una curiosità da anni Otello, mi piacerebbe vedere mia figlia quando scopa, noi due ne abbiamo sempre parlato ma non ci siamo mai divise un uomo in due, chissà proseguiva, se mi capiterà l’occasione, è solo curiosità credimi, non ho tendenze lesbiche, credimi mai avute, poi lei si alzava, e dopo aver indossato di nuovo il tanga, si accomiatava fissandomi l’appuntamento al giorno dopo, e prima di uscire mi dava un bacio tenendomi il pacco con la mano, e mi procurava di nuovo una erezione tremenda, e uscendo mi diceva, si saresti proprio la persona adatta per mia figlia, ti infiammi subito e per poco, ok ci vediamo domani mattina alle 10, a te va bene? e al mio assenso mi ridava un bacio leggero e andava nel suo appartamento.

La mattina dopo alle 10 precise ci incontravamo nel portone, saliva nella mia auto e andavamo in banca, lei mi aspettava fuori, e dopo 10 minuti uscivo e nell’auto le consegnavo la somma richiesta, e lei come mi aveva anticipato mi dava un effetto della stessa cifra, all’accenno del mio diniego mi rispondeva, questa è una trattativa privata fra di noi, io pretendo che tu la prenda, sono una persona corretta e le cose le faccio correttamente, e se adesso andiamo al bar ti offro la colazione, e non mi dire di no, mentre stavamo consumando al bar mi dice, ieri sera ho parlato con mia figlia, e naturalmente le ho raccontato tutto, compreso il nostro dolcissimo incontro, e mi ha pregato di dirti se tu saresti così gentile di concederti a lei, e ti anticipo che non ha niente a che fare con il favore che mi hai fatto, non è riconoscenza e niente altro, ma è lei che ti scoperebbe con tanto piacere, abbiamo gli stessi gusti in fatto di uomini, e se tu accettassi faresti felici due donne, io ero disorientato da tanta semplicità su una cosa così delicata, ma chiaramente dicevo subito si, per me scoparmi Carla sarebbe stato esaudire un desiderio che avevo da molto tempo, l’accompagnai al centro della città, e ci lasciammo con l’accordo di vederci alle 16 a casa mia.

Dopo averla lasciata non stavo più nella pelle, non mi sembrava vero di avere in casa Carla tutta per me, la vedevo tutti i giorni, e ogni volta pensavo, beato chi ti si scopa, sei veramente una ragazza bellissima, sono andato al solito ristorante, e ho cercato di mangiare le cose più afrodisiache che c’erano, ostriche, pasta allo scoglio, e pasteggiavo con lo champagne, e finendo con due porzioni di tiramisù, per me era un desinare che mi dava ameno la parvenza del cibo afrodisiaco, e dopo mi sentivo un toro, ritornato a casa, facevo un riposino di circa un’ora e poi un bel bagno profumato con la vasca idromassaggio, avevo indossato gli slip e una vestaglia molto comoda di seta, alle 16 in punto suonavano alla porta, aprivo e con somma sorpresa vedevo Carla, ma c’era anche la madre, avrà letto sul mio viso la sorpresa di vedere anche lei, ma Marta entrando mi diceva, io te lo avevo accennato che non ho problemi con mia figlia, ma se a te dispiace io vado via immediatamente, ma stai tranquilla le rispondevo, è che la cosa mi mette a disagio, ma se Carla non ha problemi, non vedo perché dovrei averne io, siete due donne splendide e sensuali chi non accetterebbe una cosa così? e Marta rompeva il ghiaccio dicendo, se intanto ci offri un caffè, scambiamo due parole, sei d’accordo? credo di si, Carla intanto girava nel salone guardando i quadri e i mobili, cercava di darsi un contegno, ma si capiva che era tesa dalla situazione che si stava creando, io intanto in cucina preparavo il caffè con la mia macchina elettrica, scambiando poche parole con Marta, anche lei era in imbarazzo per la situazione, ma felice di fare un regalo alla figlia, mi diceva soltanto sottovoce, cerca di essere gentile con la mia bambina, le cose selvagge piacciono alla madre, a lei non so, portammo il vassoio dei caffè in sala e comodamente seduti ci scambiavamo le nostre impressioni, era Carla che contrariamente a tutte le previsioni mi chiedeva, ma lei Sig. Otello è fidanzato? io le rispondevo, no tesoro, e poi credo che sia il caso che ci diamo del tu, non credi che sia meglio? e poi dopo che aveva finito il caffè le dicevo, vieni qui sopra alle mie ginocchia piccola, che ho voglia di abbracciarti, sei così dolce che mi fai tenerezza, Carla si alzava dal divano, e veniva a sedersi sopra di me sulla poltrona, ma come si era poggiata, mi dava un bacio sulle labbra molto leggero ma sensuale, aveva le labbra leggermente aperte, e poi mi dice, scusami Otello, ma non vedevo l’ora di baciarti sulle labbra, e molto tempo che ci penso e ora che ne ho l’occasione l’ho fatto, ma se vuoi puoi continuare per tutto il tempo che ti pare le rispondevo, e Carla come presa da un raptus mi si incollava con le sue labbra sulle mie, e mi introduceva la lingua cominciando a mulinarmela sulla mia, Marta si alzava e diceva, io vi preparo il letto, tanto credo che manchi poco per raggiungerlo a voi due, lei si allontanava e io conquistavo un seno di Carla, lo aveva duro e compatto, era senza il reggiseno, il caporello lo sentivo che era spuntato dritto e prepotente, le infilavo la mano nella camicetta sentendolo in diretta, a carne era una cosa stupenda, e potevo tranquillamente raggiungere l’altro, il solco al centro era quasi nullo per l’ampiezza di quelle due bocce meravigliose, poi le scendevo con la mano in mezzo alle gambe, lei me le apriva per favorirmi la manovra, salivo sulle cosce e sentivo subito il boschetto della fica, Carla non aveva le mutandine, la fica piena di peli morbidi e vellutati, era un boschetto da incantesimo, continuavo a baciarla, ma la voglia di leccargli la fica era divenuta impellente, continuavo con la mano a scivolarle nello spacco, e con un dito le avevo raggiunto il buchetto, avevo il dito bagnato dei suoi umori, e metterci una falange non mi era stato difficile, al contatto Carla aveva allargato le gambe ancora di più, le piaceva molto quel mio toccarle il buco del culo, infatti raggiungeva un orgasmo che mi trasmetteva sia con la lingua fredda, che con il bagnarmi completamente la mano con i suoi umori.

La prendevo in braccio, e sempre tenendoci stretti e continuando nel nostro bacio infinito, la portavo nella mia camera, Marta era seduta apparentemente rilassata sulla mia poltrona hai piedi del letto, io continuavo a baciarmi con Carla e le avevo di nuovo messo la mano in mezzo alla fica, e le avevo di nuovo raggiunto il buchetto tanto da me agognato, la cosa la faceva eccitare più del normale, divaricava ancora di più le gambe e cercava di sentirne di più, a quella reazione le infilavo lentamente il dito sempre più in profondità, iniziava ad avere l’affanno, l’orgasmo era vicino, io intanto le pompavo il dito dentro al culo sempre più forte, e pochi secondi dopo carla faceva una sborrata da primato, prima si contraeva per tutto il corpo, e poi allargandosi le chiappe si staccava dalla mia bocca, e iniziava a gridare, si cosi, più forte dai, oddio quanto è bello, continua non ti fermare, e poi girando il capo all’indietro, mi faceva una un’altra sborrata che sembrava che pisciasse, e poi crollava esamine sul letto, Marta si alzava subito preoccupata per la figlia, ma non le davo il tempo di avvicinarla, mi sdraiavo con il viso in mezzo alle cosce di Carla e cominciavo a leccarle la fica, i suoi umori erano nettare per il mio palato, le avevo alzato le gambe e le leccavo il buco del culo, la sentivo che si stava riprendendo, e cominciava a partecipare, mi aveva preso la testa e me la spingeva sulla fica, dicendomi si, così, continua che sto impazzendo dal piacere, poi rivolgendosi alla madre le diceva, mai avrei creduto che si potesse godere così tanto mamma, e mentre urlava il suo piacere, mi rifaceva una boccata di umori che deglutivo ingordamente, poi mi guardava esterrefatta dicendomi, io Otello tutto avrei pensato meno che si potesse godere così tanto, ti prego dammi due minuti, e giuro che ti faccio toccare il cielo con due dita, si alzava barcollando e andava in bagno a lavarsi il viso, ritornava dopo due minuti, mi si metteva sopra e mi baciava, poi mi prendeva in mano il bastone, che ormai era allo spasimo per la lunga attesa, si girava e me lo prendeva in bocca, con le labbra mi succhiava leggermente il prepuzio, e la lingua me la passava sul filetto, poi lo mandava in fondo alla gola e ricominciava e leccarmi la cappella, quando si accorse che ormai mi mancava poco, mi rivenne sopra e a cavallo si infilava il cazzo dentro la fica, come lo aveva fino in fondo, si era riprodotta in un orgasmo fantastico, mi piaceva vederla quando veniva, tremava tutta, si irrigidiva e poi quando si rilassava faceva una cascata di umori veramente notevole, poi mi dice, se adesso vuoi sborrare fallo con tutto te stesso, vienimi dentro che non ci sono problemi, prendo la pillola, ti voglio sentire come mi riempi la fica e l’utero dai, io ho iniziato una sborrata che non credevo di fare cosi potente e immensa, sentivo che mi stavo sborrando il cervello, Carla mi faceva un effetto che mai nessuna ragazza mi aveva fatto, il vederla e toccarla mi mandava al manicomio, avevamo finito di sborrare entrambi, e lei mi era scivolata di fianco esausta e ansante, completamente fradicia di sudore, eravamo entrambi sconvolti dall’incontro appena terminato.

Marta era ritornata a sedere sulla poltrona, e si fissava la figlia con uno sguardo ammirato e amoroso, la carezzava con gli occhi, era quasi fiera di come si era comportata sul letto con me, poi volgeva lo sguardo su di me e mi sussurrava, adesso ho capito che cosa ci vuole per farla impazzire a letto, si alzava di nuovo e finiva di denudare Carla, poi mi chiedeva, hai della crema per non farle provare eccessivo dolore? io la guardavo in modo interrogativo e lei proseguiva, hai capito bene, hai della crema o vasellina, ancora non lo hai capito che le piace di più sentirlo nel culo quel tuo manganello? io aprivo il cassetto del comodino e le porgevo il tubetto di vasellina, lei aveva finito di spogliare Carla che intanto si era ripresa, la faceva sdraiare a pancia sotto e le allargava le cosce, poi preso il tubetto, le infilava il beccuccio nel culo e ne mandava dentro una bella dose, dopo le ungeva bene tutto l’esterno del culo, e infine le infilava due dita dentro e le muoveva per far spargere bene la crema all’interno, e finita questa operazione ne rimandava ancora dentro poca crema, faceva mettere la figlia a pecorina, e con un sospiro mi diceva, vieni, che la mia dea è pronta per il sacrificio finale, io che con tutte quelle manovre mi ero eccitato da morire, salivo sul letto e mi posizionavo dietro di Carla, Marta mi pregava sottovoce di essere dolce con la figlia, mi prendeva in mano il cazzo e lo ungeva bene di crema, poi sempre tenendomelo in mano lo puntava sul buco del culo della figlia, e mi diceva spingilo dentro molto delicatamente, io iniziavo a cercare di introdurre il cazzo nel culo di Carla, lo avevo duro da impazzire, spingevo e la cappella si faceva strada, e Marta le diceva, dai sforzati come se devi andare al bagno, vedi che faciliti l’entrata, ti fa male angelo mio? Carla le rispondeva ancora no mamma, ma stammi vicina ti prego, allora Marta per cercare di lenire ulteriormente l’eventuale dolore, le metteva una mano nella fica e iniziava a farle un ditalino, il piacere si era subito impadronito di Carla, che allargava le cosce e cominciava a godere, io continuavo a spingere, e la cappella si era fatta strada, continuavo a entrarle sempre di più ma lentamente, ma ecco che il primo orgasmo per il ditalino di Marta le arriva improvviso, allora io ne approfitto e le entro fino in fondo, Carla fa come uno scatto per togliersi, ma io la tengo per i fianchi e non può muoversi, ma rimango fermo dentro di lei senza muovermi, ormai lo ha tutto dentro, di più non posso entrare, ho le sue bellissime chiappe che mi toccano il basso ventre, le contrazioni del cazzo che ha tutto dentro cominciano a fare effetto, infatti da sola cerca di muoversi per sentirlo meglio, poi non riuscendoci mi dice, muoviti un po’ che mi piace adesso sentirmelo nel culo, e tu Mamma non ti fermare che sto per godere di nuovo, Marta ricominciava a torturarle il clitoride che aveva completamente fuori e duro, ed io inizio a muovermi in quel retto meraviglioso, me lo sentivo come un guanto, tutto aderente al cazzo che la stava pompando, poi l’ho tirato fuori tutto e le ho messo di nuovo molta crema dentro, ho ricominciato a pomparla nel culo e questa volta Carla veniva incontro alle mie spinte, all’improvviso mi sono fermato e le ho detto, adesso muoviti tu come e quando vuoi, lei obbediente andava avanti e mi riveniva incontro sempre più forte, infine stava sborrando e continuava a spingersi il cazzo in fondo al culo da sola, poi al terzo orgasmo mi diceva, ti prego Otello adesso inculami tu che io sto godendo troppo e perdo il ritmo, dai sfondami il culo, si scopami dietro come si deve, spingilo bene dentro, oddio mamma come sto godendo non ne hai idea, si non vi fermate vi prego, continuate tutti e due, ma quanto mi piace mi sento morire dal piacere, e Carla che mi diceva, ma non le farà male godere così tanto, è una fontana sotto la fica, ma dove li trova tutti questi umori, poi in un gesto di estremo affetto nei confronti della figlia, Marta si sdraiava sul letto e arrivata sotto a Carla, iniziava a leccarle la fica, senza trascurare di succhiarle il clitoride, io avvisavo Carla che stavo per riempirla, lei non si fermava di godere, e quando ho iniziato a riempirle il culo della bianca crema, Carla sembrava impazzita per il godimento, e Marta a quel punto si faceva un ditalino per calmare la forte eccitazione che stava provando, io avevo finito di eruttarle sperma dentro al culo, e Carla si era abbandonata esanime sul letto crollata di fianco, affannata, sudata e dal culo che colava il mio sperma, che doveva essere abbondante dal godimento che avevo provato, mi alzavo in piedi e anche Marta si alzava dal letto, poi mi si avvicinava, e prima di baciarmi mi diceva, ti prego fammelo tu un ditalino che così mi calmo, non ce la faccio più, mi hai eccitato da morire, non ti chiedo di scoparmi, ma farmi masturbare da te si che lo desidero, le prendevo il viso tra le mani e la baciavo delicatamente, mentre lei aveva messo un piede sul letto, adesso era con la fica spalancata, le poggiavo la mano sulle labbra della fica che sentivo bagnata all’eccesso, il medio lo infilavo dentro e mi regalava il primo orgasmo, poi le prendevo il clitoride e iniziavo con dei cerchi intorno allo stesso, la sentivo dalla lingua indemoniata che stava godendo tanto, poi le infilavo dentro due dita e cominciavo a pomparla nella fica, infine con il pollice nella fica e il medio nel culo, Marta mi regalava la più possente sborrata della sua vita, anche lei si era seduta sul letto per riprendere la padronanza delle sue azioni, Carla si stava rialzando e si guardava intorno ancora intontita, poi vedendoci ci regalava un sorriso smagliante dicendoci, ma lo sapete che io sono fortunatissima ad avere una madre così, e un amico come Otello? e poi ti dico una cosa mamma, che se dovesse capitare, e non credo che non capiti, perché io Otello per adesso non lo mollo, ti servisse una mano mentre Otello te lo mette nel culo, io ti leccherei la fica come tu hai fatto a me, ma questo non vuole dire che io o te siamo lesbiche, tra madre e figlia la collaborazione ci vuole non ti pare? FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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