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L’Inquilino

Erano ormai diversi mesi che io e mio marito affrontavamo una leggera fase di dissesto economico così decidemmo di affittare una stanza del nostro appartamento che per noi due soli era anche troppo grande. Dopo averne parlato stabilimmo di fare un inserzione sul giornale locale ed a tutto pensò mio marito il giorno stesso. Dopo circa una settimana telefonò una persona interessata alla stanza e fu invitata il giorno successivo a presentarsi per discutere delle condizioni. All’ora stabilita il giorno seguente si presentò una persona distinta ed iniziammo a visitare la casa soffermandoci sulla stanza che sarebbe stata ceduta. L’uomo, molto cortese e distinto, chiese se era possibile sempre a pagamento di usufruire di un vitto presso di noi, mio marito rispose subito di si senza interpellarmi e iniziarono a pattuire la somma complessiva mettendosi d’accordo per una diaria mensile di Lit. 800. 000. E cosi iniziò la convivenza con questa nuova persona che prese subito possesso della stanza pagando tre mensilità anticipate. Dopo alcuni giorni cominciarono i problemi che io non esternai a mio marito per non farlo preoccupare. Appena mio marito usciva per andare la lavoro l’uomo da persona gentile e distinta si trasformava in un marpione e cercava sempre di creare occasione per strusciarsi a me per mettermi in imbarazzo facendosi trovare nudo o comunque facendo proposte indecenti. Finche un giorno…. Uscito come al solito mio marito per andare in ufficio io andai nella sua camera per rifare il letto era tutto buio io entrai e la porta si chiuse dietro di me questa volta le sue avance furono più esplicite iniziò subito a sollevarmi la gonna e a tastarmi il seno energicamente mentre mi diceva “da oggi tu sarai la mia donna e dovrai soddisfarmi in ogni mia richiesta” detto questo mi appoggiò una mano sulla spalla ed inizio a fare forza verso il basso finché io impaurita non lo assecondai e mi misi in ginocchio
“su prendilo in bocca” furono le sue parole mentre si sbottonava il pantalone e ne faceva fuoriuscire il suo membro. Io rimasi immobile e fu lui che iniziò a premere sulle mie labbra con il pene completamente eretto e quando si rese conto della mia resistenza mi tirò i capelli costringendomi ad urlare dal dolore e quando la bocca si aprì né approfittò per infilarsi prepotentemente e sempre tirandomi i capelli cominciò ad impormi il suo ritmo. Non contento del mio operato inizio a penetrarmi a fondo provocandomi dei conati di vomito.
“usa la lingua, troia e mettici impegno” per evitare di essere soffocata obbedii
ed iniziai a concentrarmi sul suo uccello baciandolo succhiandolo e leccandolo in tutti i modi.
“Porcellina non avevi mai fatto pompini vero? ” diceva mentre la sua mano mi faceva capire che era soddisfatto carezzandomi la testa, dopo pochi minuti di quel trattamento l’uomo inarcò la schiena spingendomi il pene in gola
“vengo, bevi tutto, siiiiiii” furono le sue parole ed io con un po’ di difficoltà obbedii.
Dopo avermi costretta a ripulirgli l’arnese con la lingua mi alzo da terra e inizio ad imporre le sue condizioni
“Questo servizietto” disse
“e stato ripreso da una telecamera se non vuoi che tuo marito veda quanto sei troia da oggi in qualsiasi momento tu farai tutto quello che io ti comando” io ero piena di vergogna e guardavo in basso e risposi
“Non ci credo” al che lui prese la telecamera e mi fece vedere alcuni spezzoni dello spettacolo aggiungendo
“ora ne sei convinta? ” e sbottò in una sonora risata uscendo di casa. Non lo vidi più fino all’ora di cena ma ero tranquilla perchè c’era anche mio marito che seguiva il telegiornale lui invece era interessato a ben altro e si piazzo dietro di me che armeggiavo in cucina per preparare qualcosa. Quando mi piegai per prendere una pentola nello stipo basso lo sentii appoggiarsi alle mie natiche con il suo membro già in tiro e mi bisbigliò all’orecchio
” che bel culetto, posso farci un giro? ” io gli feci notare che c’era mio marito e che non volevo scandali lui rispose
“questo non è un problema” Preparò due aperitivi in uno mise una polverina bianca e lo porse a mio marito brindarono e dopo dieci minuti mio marito era totalmente svanito faceva discorsi senza senso l’inquilino mi prese di forza e mi tirò deciso verso il divano dove stava seduto mio marito iniziò a sollevarmi la gonna ed a spostarmi la filanca delle mutande da una parte e le sue dita stuzzicavano i miei due orifizi io cercavo disperatamente di ricompormi essendo davanti a mio marito ma mentre abbassavo la gonna sentivo le sue mani sollevare la maglietta abbassarmi una coppa del reggiseno e massaggiarmi energicamente un seno mi arresi e rimasi immobile a sua disposizione. Lui mi piegò sul tavolino davanti al divano e si rivolse a mio marito dicendo
“guarda che bella troia, ora le sfondo il culetto” mio marito ridacchiava a ripeteva
“bella troia, bella troia……. ” Senza alcun indugio l’uomo mi fu sopra ed inizio a forzare con il suo possente membro contro il mio tenero buchino ancora inviolato. Non ci volle molto si posizionò con calma e dette una spinta decisa penetrandomi totalmente iniziò quindi un altalena entrava ed usciva da me provocandomi ogni volta delle sensazioni nuove ben presto smisi di essere insensibile ed iniziai a cercarlo spudoratamente sia con i movimenti il mio culo ondeggiava alla ricerca della sua asta sia con la voce rantolavo di piacere e dicevo ormai libera da ogni inibizione
“dai sfondami il culo sono la tua troia faro tutto quello che vuoi” a quelle parole avvisai una nuova sensazione mi sentii invadere di calore e capii che mi stava sborrando negli intestini.
“ti è piaciuto maiala, non l’avevi mai fatto, ti teneva a stecchetto, vedrai che da oggi ti divertirai” mi diceva mentre mi costrinse ad inginocchiarmi e a ripulirgli il randello con la lingua
“la vedi come e brava la tua mogliettina impara subito” disse rivolto a mio marito che ancora stava li imbambolato sotto gli effetti della droga somministratagli poi si voltò verso me rivestendosi disse
“tu sei mia! ! “.
Ogni volta che lo vedevo rientrare a casa avevo paura non sapevo cosa aspettarmi ed ogni volta lui Pretendeva da me prestazioni particolari e faceva foto, filmini che poi utilizzava come arma di ricatto.
Una sera ritornò con tre amici e convinsero mio marito a fare una partita a poker iniziarono ed uno degli ospiti stava a guardare dopo un po’ l’inquilino chiese il cambio e mentre il gioco si faceva interessante mi raggiunse nel divano, dove mi ero messa per guardare un film, inserì una cassetta sul videoregistratore e si sedette vicino a me. Il monitor del televisore non era visibile chiaramente dal tavolo da gioco e la spalliera del divano nascondeva parzialmente anche noi. Trasalii lo stesso quando vidi che era la cassetta della sodomizzazione a cui ero stata sottoposta alcune sere prima in presenza di mio marito drogato. Lui sorrise si avvicinò all’orecchio e mi sussurrò
“ora passiamo a turno di qui e tu ci fai divertire troia noi intanto facciamo divertire tuo marito che non si accorgerà di nulla” detto questo iniziò a sbottonarmi la gonna e a palparmi vogliosamente. Poi mi ordinò di iniziare a fargli un pompino io, sperando nel bluff, non mi mossi e lui subito rivolto a mio marito disse
“vieni a vedere quest’attore devi conoscerlo anche tu………. ” Io, capita la solfa, iniziai docilmente quello che mi era stato ordinato e lui proseguì
” sisisisi ora ricordo deve essere Sean Connery ” avevo il suo membro in bocca lui che mi guidava, tenendomi per il collo, sentivo mio marito parlare e vedevo quelle immagini iniziai a sentirmi bagnata e ne ebbi conferma quando quello sporco ricattatore iniziò ad esplorare i miei orifizi con le mani. Dopo cinque minuti di attenzione, dedicata al suo cazzo, lo sentii venire ed in coincidenza lui mi trattenne per il collo costringendomi a continuare il servizio e a bere tutto il suo seme. Si ripulì con la mia gonna ripose l’arnese e si alzò soddisfatto tornò al tavolo da gioco a dare il cambio ed io fui costretta a correre in bagno per lavarmi, mentre mi sciacquavo arrivò uno dei suoi tre amici. Lo vidi capii le sue intenzioni ma non opposi nessuna resistenza si posizionò dietro di me alzò la gonna mi abbassò le mutandine alle ginocchia lubrificò il mio buchetto posteriore con il sapone liquido ed iniziò a montarmi sentivo la testa che mi girava non era un super dotato ma lo usava maledettamente bene mi aveva preso il cervello ero la sua cavalla e lui ogni tanto per ricordarmelo mi dava qualche schiaffetto sul sedere
“dai puledra scalpita”
“fammi sentire il tuo culo”
“dopo ti portiamo a battere per strada”
“come è bello stretto”
“ci sono passati in pochi di qui”. Ero ormai avviata anche a quel tipo di gioco e sapevo quanto piacere potesse portare. Lui era al settimo cielo si sentiva padrone della situazione, mi dominava da dietro, le sue mani arrivavano dappertutto, io assecondavo i suoi assalti consentendogli di entrare più profondamente in me. Il suo ritmo era lento deciso incostante questa miscela di caratteristiche causarono in me uno spossamento tale da perdere coscienza non ricordo più cosa avvenne nei cinque minuti successivi posso immaginarlo ma non ne sono pienamente cosciente. So solo che mi ritrovai appoggiata la lavandino con gli slippini alle ginocchia la gonna sollevata un fiotto di sperma che scendeva lungo la mia coscia i capelli scompigliati mentre l’uomo tronfio di se stava uscendo dal bagno borbottando
” sei una puledra sottomessa al cazzo del padrone mi piace giocare con te” e sbottò in
una sonora risata. Intanto al tavolo da gioco la partita stava proseguendo e mio marito, che era in vincita di pochi spiccioli, era sempre più preso dalla sfida e sempre meno attento a cosa stesse succedendo in casa.
Per la terza volta quella sera mi toccava subire delle attenzioni molto pesanti infatti anche il secondo degli ospiti del nostro inquilino veniva a pretendere la sua parte. A lui piaceva una cosa molto particolare, infatti , mi raggiunse ancora stordita in corridoio io cercavo di tornare nella stanza dove giocavano a poker per sentirmi più sicura se non altro protetta dalla presenza di mio marito che, anche se ignaro , condizionava la situazione proprio perché non volevano che si accorgesse della cosa. All’uomo che mi dedicava le sue attenzioni in quel momento ironia della sorte piaceva proprio farlo in presenza del mio legittimo consorte. Infatti arrivati alla soglia della stanza sentii le sue mani attanagliarmi i seni da dietro e lui che farfugliava “lo facciamo qui in presenza di tuo marito voglio sentirlo, vederlo, mentre ti trombo, porca” quella fantasia esternata in quel modo fece smuovere qualcosa anche nei miei pensieri mio marito era ora posizionato di spalle ed io mi sentii spinta verso lo stante della porta mi girai e l’uomo fu sopra di me mi prese la mano la appoggio sopra la patta dei suoi pantaloni e smovendola per meglio farmi saggiare le dimensioni del suo pene mi disse
” non dirmi che quel finocchio a un cazzo di queste dimensioni” io non risposi. Lo sentii subito dopo armeggiare con gli slip sotto la gonna e non contento del mio silenzio mi ordinò di rispondere
” allora porca, come è il cazzo del tuo sposo di queste dimensioni? ” E per convincermi a rispondere iniziò a tirarmi il ciuffetto di peli che ornava la mia vagina fu un dolore indescrivibile che mi convinse a collaborare alle sue fantasie. Iniziai cosi a sussurrargli all’orecchio che il mio compagno era poco fornito e che non sono mai riuscita ad avere degli orgasmi con lui e per assecondarlo aggiunsi
” sicuramente tu con questo arnese saprai fare di meglio ” e mentre dicevo questo con la mano stringevo il suo membro agitandolo leggermente, sul suo volto si disegno un ghigno di compiacimento, ed allentò la presa dei peli pubici. Iniziò a darsi da fare ed effettivamente le sue attenzioni erano di un certo calibro (non so se mi spiego) ed io ero tutt’altro che indifferente a quei suoi assalti ero sempre più spinta contro lo stante della porta e lui entrava sempre più profondamente dentro di me i suoi movimenti erano decisi ma incostanti io non riuscivo a rendermi conto quando sarebbe entrato completamente in me ma sempre di più capivo che ero io stessa a cercare di fare in modo che ogni stoccata fosse un affondo deciso e completo. Mio marito era sempre al tavolo da gioco e notavo la sua soddisfazione nel vincere quelle poche migliaia di lire che gli avversari gli facevano vincere apposta per avere campo libero con me e soddisfare tutte le loro voglie sul mio corpo. Toccavo a terra solo con le punte dei piedi la gonna sollevata la camicetta totalmente sbottonata il cazzo di quell’uomo totalmente dentro di me le sue mani dappertutto la sua bocca vicino al mio orecchio che mi sussurrava frasi volgari che mi eccitavano ancora di più.
“Sei proprio una puttana qui davanti a tuo marito a farti fottere da uno sconosciuto e godere come una vacca”
“lo senti tesoro? Ti piace? ”
“sei bagnata fradicia stai godendo porca”
“sto per venire troia non ti fermare”
“hai fatto il pieno tesoro ne vuoi ancora? ”
era venuto dentro di me ma il suo arnese non aveva perso sostanza e continuava a montarmi con forza facendo sbattere le mie chiappe contro lo stipite della porta quando mi liberò dalla presa sentii la testa che mi girava e barcollante mi andai a sedere al divano.
Non feci in tempo a riprendermi da quello che mi era appena successo che mi sentii prendere per i capelli dal terzo invitato che mi portò in cucina.
Mentre cercava di possedermi sentii la nostra vicina di casa che mi chiamava dal cortile sottostante ed avvisai il mio assalitore che dovevo rispondere sennò si sarebbe insospettita. Cosi fu lui mi consenti di rispondere io andai alla finestra la aprii mi affacciai ed iniziai a parlare con al vicina.
“ciao Alessia quanto tempo………….. ” cercai di portare alla lunga quella conversazione per evitare le attenzioni del terzo uomo il quale resosi conto della situazione inizio a sollevarmi la gonna mentre io continuavo il discorso con la mia amica Alessia. Una seconda volta il mio orifizio anale si preparava a soddisfare le voglie degli amici del mio inquilino. Lo sentii entrare lentamente e cercavo comunque di continuare a parlare per non far capire ad Alessia cosa stesse succedendo in casa.
Ora cercavo soprattutto di dare discorso alla mia amica in modo da riuscire a farmi sodomizzare senza che lei se ne accorgesse.
“Hai saputo più nulla di Ada? ” le chiesi sapevo che questo argomento le stava molto a cuore. Era l’amante di suo marito che dopo la scappatella era tornato all’ovile chiedendo perdono. E cosi lei iniziò a parlare a ruota libera ed io sempre affacciata iniziai a sentire il membro del mio ultimo assalitore tutto dentro di me o meglio cosi pensavo infatti io lo sentivo del tutto dentro ma lui non era nemmeno a metà. La mia amica parlava lui mi montava e proferiva parole che suonavano come ordini
” se non vuoi che mi faccia vedere dalla tua amica muovi il culo e fammi godere” io un po’ per evitare lo scandalo un po’ perché il gioco non mi dispiaceva acconsentivo alle sue richieste e cercavo di muovermi in modo sinuoso volevo farlo morire di piacere quel porco ferma con la testa ed il busto che fuoriuscivano dalla finestra il lavoro era tutto di fianchi , un lavoro che però sortiva i sui frutti, infatti da li a poco, lo sentii inarcare la schiena fermarsi in un affondo spettacolare che mi procurò un misto tra dolore e piacere ed espellere il seme nel mio intestino dette ancore due o tre colpi nel mio sfintere e poi ne usci soddisfatto a me nel frattempo era scappato qualche gemito del quale la mia interlocutrice chiedeva spiegazioni e che giustificai dicendo che il nostro gatto mi era saltato addosso graffiandomi. Dopo alcuni minuti la partita a poker finì tutti erano soddisfatti di come fosse andata la giornata e mentre ci salutavano presero appuntamento con mio marito per altre partite mio marito era titubante ed io allora intervenni dicendo “caro, se hai vinto, gli devi dare l’opportunità di rifarsi” e si rifecero , vi garantisco, che si rifecero. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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