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Mamma Marisa

Mamma Marisa

Anche se tutti mi invidiano perché ho una mamma bella, spigliata e disinvolta io non è che ne sia così entusiasta.
Provate voi a vivere con una mamma ex fricchettona, non che la cosa non abbia i suoi vantaggi, ma a volte invidio i miei amici che hanno una famiglia normale con un padre ed una madre rompipalle.
Mio padre, invece, è da anni in California, dietro non so più quale guru e ha lasciato me e mia madre da soli, non che mia madre non sia in grado di provvedere a noi due, anzi nel suo mestiere di arredatrice è molto ricercata ma, anche lei in quanto a comportamenti bizzarri, non scherza.
Ha non so più quanti corteggiatori o fidanzati abbia, spesso esce di sera e torna a notte inoltrata e a volte qualche “amico” o “amica” si fermano a dormire con lei.
A me la cosa non va affatto, sì lo ammetto sono geloso, anche se mia madre mi ha dato un’educazione estremamente permissiva, dove tutti comportamenti tendenti al piacere sono leciti e non ci sono tabù relativi alla nudità e alla sessualità.
Non che, ripeto, la cosa non abbia dei vantaggi, anzi.
A differenza dei miei amici io non devo nascondermi in bagno per farmi una sega in santa pace, posso tranquillamente masturbarmi in camera mia senza chiudere la porta a chiave.
Una volta capitò che mia madre aprisse la porta mentre ero intento a farmi una sega, lei mi sorrise, mi mandò un bacio con la punta delle dita e se ne tornò di là rimandando a dopo quanto aveva da dirmi, non so quanti dei miei amici se la sarebbero cavata con una semplice ramanzina.
Lei è così, il piacere è sacro e nulla ci deve distoglierci dal soddisfarlo.
Non che siamo promiscui, lei non lascia certo la porta spalancata quando restano i suoi amici a dormire ma, non considera un peccato procurarsi il piacere.
A volte capita anche qualche situazione decisamente inusuale, ma è un’eccezione non la norma.
Come quella volta in tenda. Era il periodo che mia madre aveva la fissa del campeggio naturista, il contatto con la natura e tutte quelle puttanate lì e, invece di due camere in un comodo albergo, andavamo al mare in un campeggio di nudisti con una tenda e due scomodi sacchi a pelo.
Un pomeriggio stavamo riposando cercando di dormire un po’ ma io mi giravo e rigiravo e mia madre si spazientì. Mi disse, girandosi verso di me, di quietarmi e farla dormire un po’, poi scoppiò a ridere, si era accorta della mia erezione, mi abbracciò < < Ecco perché sei così inquieto, hai l’uccellino che scalpita. Sai come devi fare per calmarlo, vuoi restare solo? Esco a fare un giro se vuoi> >
< < No puoi restare> > le risposi imbarazzato.
< < Allora vieni qui, abbracciami> > .
L’abbracciai, misi la testa sul suo seno, presi il mio uccello ormai congestionato e iniziai a masturbarmi. Sentivo il profumo della sua pelle e mentre venivo ci stringemmo forte.
Ma quella fu l’unica volta che successe una cosa simile, almeno fino all’altra sera.
Mi aveva preannunciato che sarebbe uscita a cena con tizio conosciuto al lavoro e che avrebbe fatto tardi, sottolineò maliziosamente l’ultima parte del discorso. Io non dovevo preoccuparmi la cena era pronta in forno … le solite cose.
Ero scocciato ma mi organizzai per la serata, mi ero procurato un bel film porno di un paio d’ore e mi sarei sollazzato anch’io.
Mi ero infilato solo il pantalone del pigiama e avevo appena dato inizio alla proiezione quando sentii il rumore della porta che si apriva, pensai che mia madre avesse deciso di portare a casa il suo amichetto, così spensi il videoregistratore.
Invece mia madre era sola e anche piuttosto incazzata.
< < Quell’idiota, Dio che imbecille… > > Era proprio incazzata
< < Cos’è successo> > le chiesi < < non avevi un appuntamento con un uomo affascinante con cui dovevi fare tardi ecc.. > >
< < Non ti ci mettere anche tu. Non fare lo stronzo. Non sopporto gli imbecilli e quello, te lo garantisco, era proprio un imbecille> > .
In cuor mio ero contento della cosa.
< < Ti sarai sicuramente divertito più tu a vedere la televisione di me, oltretutto ha scelto un ristorante alla moda dove si mangiava poco e male> > si sedette vicino a me sul divano < < è rimasto qualcosa da mangiare? > >
< < Ho spazzolato tutto > > le risposi sadicamente.
Nell’accomodarsi meglio sul divano sentì dietro la schiena qualcosa di duro mise la mano e tirò fuori il contenitore della cassetta porno dal titolo inequivocabile.
< < Ecco hai fatto sicuramente più sesso tu di me> > adesso sorrideva, si stava calmando.
< < Mica tanto, avevo appena iniziato a vederlo che ho sentito il rumore della chiave nella porta e ho spento. Pensavo ci fossero ospiti e non volevo dare l’impressione di una famiglia di depravati> > scoppiammo a ridere.
< < Allora fammi posto e vediamoci questo capolavoro della cinematografia> > .
Si sfilò il vestitino nero e si sdraiò sul divano a fianco a me.
Il film iniziò e cominciammo a commentarlo ad alta voce. Mia madre dava giudizi salaci sulle situazioni rappresentate, e io facevo appello alla sua esperienza per chiedere spiegazioni su aspetti per me poco chiari.
Nonostante il clima cameratesco sentivo però il mio uccello che alzava la testa e faceva capolino fuori dal pigiama.
Poi apparve una biondina che iniziò a fare un pompino al protagonista in maniera veramente arrapante.
Non ci furono commenti da parte nostra, appena il protagonista inondò il viso della ragazza con il suo sperma sentii un brivido lungo la schiena.
< < Dev’essere una sensazione bellissima> > dissi io con un filo di voce.
< < Povero caro nessuno ti ha mai succhiato il pisellino? Cosa aspetti a trovare una ragazza che ti faccia felice? > >
Scherzava ma non troppo.
< < E che sono delle stronze… > > mia madre scoppiò a ridere.
< < Bisogna porre rimedio a questa incresciosa situazione. Vuoi che ci pensi la tua mamma. Togliti questi inutili pantaloni. > >
Non riuscivo a crederle ma ubbidii, lei intanto si era tolta slip e reggiseno.
< < Ti è cresciuto dall’ultima volta che te l’ho visto o è stata la biondina del film? > >
Era bellissima così nuda e provocante, per la prima volta vedevo in lei una donna in tutta la sua femminilità.
Si abbassò su me e dolcemente se lo mise in bocca.
Credevo di morire, ma quando iniziò a succhiare mi sentii in paradiso.
L’avvertii che stavo per venire, non volevo venirle in bocca, ma lei accelerò il ritmo e io esplosi.
Si sollevò e si sedette sul divano. Io ero in estasi. Lei si mise comoda mi guardò fisso negli occhi e spalancando le gambe davanti al mio viso mi sussurrò:
< < Adesso tesoro fai venire anche la tua mamma> > . FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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