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Mar rosso

Per sfuggire al freddo dell’inverno decidemmo di passare 15 giorni di vacanza a Sharm El Sheik.
I primi due giorni sono stati di relax assoluto: sole mare e abbondanti abbuffate al ristorante, quello che ci voleva per ricaricarsi dopo mesi di lavoro. Il terzo giorno belli riposati decidemmo di passare la serata in un paesino, che dista 10 km circa dal villaggio; un caratteristico taxi a sette posti ci condusse dopo cena nella zona ricca di negozi e bar del paese.
L’autista ci affermò che per il ritorno non avremmo avuto problemi nel trovare un taxi, dato che ad ogni angolo di strada c’erano autisti in cerca di turisti da riaccompagnare nei vari villaggi. Nonostante fosse gennaio e fosse sera non faceva freddo, girammo così tranquillamente per i vari negozi assillati da venditori che cercavano di interessarti alla loro merce. Con qualcuno ci fermammo a parlare, e rimanemmo sorpresi da come parlavano bene l’italiano. Non ci sfuggì che erano attratti da Anna che era vestita con un lungo abito con ampi spacchi sui lati. Verso le 23 decidemmo di ritornare al villaggio, ad un incrocio trovammo un tizio che ci chiese se cercavamo un taxi. Rispondemmo di si e lui ci accompagnò in una piazzetta dove sostavano alcune auto.
Salimmo su una vecchia Peugeot guidata da un uomo di circa 40 anni, era molto loquace e nei venti minuti che impiegò ad arrivare al villaggio ci informò su tutto ciò che avremmo potuto acquistare col suo aiuto pagando un giusto prezzo.
Mentre guidava più che la strada guarda nello specchietto retrovisore le gambe di Anna.
Una volta in camera facemmo l’amore scambiandoci le sensazioni che avevamo provato nel paesino e sul taxi. Anna era rimasta colpita dagli sguardi degli uomini, disse che si sentiva spogliata con gli occhi e alla mia domanda se si sarebbe fatta coinvolgere in qualche gioco con qualcuno mi rispose di si. Le sue parole ci eccitarono e fantasticammo su cosa avremmo potuto combinare.
A lei sarebbe piaciuto coinvolgere il tassista, a me coinvolgere qualche venditore… il risultato fu… una scopata memorabile.
Il giorno dopo passammo un’altra giornata di assoluto relax, mentre cenavamo chiesi ad Anna se era d’accordo di passare una notte intrigante cercando di coinvolgere qualche egiziano nei nostri giochi. Rispose di si, che si poteva ritornare nel paesino; ritornammo in camera a prepararci, lei indossò una camicia trasparente che lasciò sbottonata per permettere ai seni di uscire in modo malizioso, una mini gonna nera che evidenziava le sue gambe abbronzate e ricoprì il tutto con un lungo spolverino per uscire dal villaggio senza dare troppo nell’occhio.
Il ragazzo della reception ci chiamò un taxi, arrivammo al paese e iniziammo a girare nei vari negozi. Anna aveva sbottonato solo alcuni bottoni dello spolverino, c’erano troppi turisti in giro per aprirlo completamente. Finalmente
finimmo in un vicolo laterale dove c’erano pochi negozi e soprattutto pochi turisti, approfittando di un momento favorevole aprì completamente lo spolverino. La guardai: era molto eccitante, ad ogni passo la camicetta si apriva e si intravedevano i seni, le indicai un negozio di spezie ed entrammo.
All’interno c’era un buon profumo di incenso bruciato, il negoziante ci sorrise e iniziò la solita solfa sulle sue merci, si accorse subito dell’abbigliamento di Anna e i suoi occhi rimanevano fissi su di lei. In quel momento entrò un altro uomo, Anna non si scompose e continuò nella sua eccitante esibizione, insomma la situazione si faceva interessante.
Anche il secondo uomo si accorse subito che la mia gentile signora stava mostrando con fare disinvolto seni e gambe, stavo pensando che forse si poteva combinare qualcosa quando la porta si aprì ed entrò un gruppetto di turisti.
Anna con mossa fulminea richiuse lo spolverino, aspettammo circa cinque minuti poi visto che non se ne andavano uscimmo dal negozio. Chiesi ad Anna se era eccitata e che cosa volesse fare, mi rispose che aveva voglia di scopare e indicandomi due uomini fermi in fondo al vicolo mi disse “che nedici se passiamo davanti a quei due e vediamo cosa succede? ” le sorrisi… allora lei aprì completamente lo spolverino e la camicetta.
Camminando lentamente arrivammo vicino a loro, erano due uomini di 30 o 40 anni circa, uno dei due ci chiese se volevamo un taxi, rispondemmo che eravamo indecisi se rimanere ancora li o ritornare al villaggio. Notarono subito che Anna era praticamente seminuda: i suoi seni, infatti, erano quasi completamente fuori dalla camicetta e la mini gonna a malapena copriva il tanga.
Erano due tipi molto svegli ed avevano capito che per loro la serata prometteva qualcosa di interessante, ci chiesero se eravamo interessati all’acquisto di qualcosa di particolare dato che erano in grado di portarci da amici loro che vendevano qualsiasi merce a prezzo scontato. Rispondemmo di no perché volevamo comprare solamente prima di partire, loro insistevano dicendo che se volevamo potevamo solo guardare e poi comprare nei giorni successivi. Ci chiesero se volevamo andare a fumare il narghilè in un posto tranquillo, questa cosa ci incuriosì ed Anna precedendomi rispose di si. Il locale era lì vicino, un tipico locale. Prima di entrare Anna afferrò i lembi dello spolverino con le mani e si coprì.
Uno dei due parlò in egiziano con un cameriere che ci condusse in una sala interna. L’ambiente era accogliente, pieno di cuscini, così ci sedemmo sopra di essi.
Erano molto loquaci e ci spiegarono pure loro cosa comprare di tipico, i loro occhi erano fissi sulla mia mogliettina che continuava a rimanere coperta dallo spolverino e in cuor loro credo che sperassero che lei lo aprisse come in strada. Cominciammo a fumare, in bocca rimaneva un piacevole sapore di mela, ci spiegarono che si trattava di tabacco speciale anche se nel loro italiano stentano non capivamo bene di che si trattasse. Il cameriere ci portò del té caldo, era molto buono ed Anna lo bevve di colpo e disse che le era venuto caldo; si alzò e tolse lo spolverino, lasciando naturalmente la camicetta sbottonata. Sedendosi la minigonna salì e lasciò che il tanga fosse ben visibile. Anna dava evidenti segni di eccitazione: faceva ogni mossa utile a far vedere i seni ai due.
Ad un certo punto la tetta sinistra rimase completamente fuori e lei non si curò di nasconderla.
I due mi dissero che avevo una bella moglie, chiesi loro cosa gli piacesse di lei e mi indicarono le tette, le gambe e mi indicarono la figa. Stavo per chiedere loro se volevano che Anna si togliesse il tanga per vedergliela meglio quando ritornò il cameriere con dell’altro té, anche lui si soffermò a guardarla, e uno dei due in egiziano gli disse qualcosa, lui accennò ad un sorriso e si allontanò.
Chiesi loro se gradivano vedere la figa di Anna, naturalmente risposero di si, allora lei si alzò sollevò la gonna sopra i fianchi e tolse il tanga, si sedette tenendo le gambe aperte per permettere loro un primo piano della figa. Il gioco si faceva molto interessante, i due erano molto decisi e non persero tempo ed andarono a sedersi ai due lati di lei.
Le loro mani furono subito sul suo corpo, le toccavano le tette le cosce e la figa, Anna era eccitata e stavano togliendole la camicetta quando entrarono due uomini. Andarono a sedersi di fronte a noi, uno era distinto sui 50 anni, l’altro molto robusto, 30 anni circa. Anna cercò di coprirsi, ma i due la bloccarono e ripresero a toccarla. Le tolsero la camicetta e poi la gonna, lei godeva sotto quelle mani che la toccavano, ad un tratto uno dei due ultimi arrivati, quello robusto si alzò e cominciò a spogliarsi; era alto circa 190 cm, grasso, capelli rasati, rimase nudo ed aveva un grosso cazzo e due palle enormi.
Andò verso Anna, la prese per mano e la sdraiò sopra dei cuscini, le si mise sopra e la penetrò con violenza. Uno dei due che avevamo incontrato per strada mi venne vicino e mi disse di stare tranquillo si sarebbero divertiti con Anna e poi ci avrebbero riportati al villaggio.
La monta di Anna da parte dell’energumeno durò una ventina di minuti: la colpiva con forti spinte incitato dall’altro uomo, la mia mogliettina dava evidenti segni di godimento: sin da ragazzina aveva sempre gradito i super dotati, poi lui godette dentro di lei facendola urlare. Fu poi la volta di uno dei due tassisti, non era dotato come l’altro ma le fece un ottimo servizio. La scopò a lungo e si fece succhiare il cazzo, le sborrò in bocca cosa che Anna ama molto fare. Poi toccò al terzo…
Questi, forse troppo eccitato, non durò a lungo e dopo poche cappellate le sborrò in figa.
Fu la volta del quarto, il 50 enne distinto fece girare Anna e la inculò.
Anche lui troppo eccitato non durò a lungo e godette dentro il suo intestino.
Ci offrirono altro té, poi ci avviammo verso il taxi. Anna era una maschera di eccitazione: dal suo volto traspariva una libidine perversa. I due le chiesero se le era piaciuto, lei rispose di si. Uno dei due per strada le toccava il culo e lei lo lasciava fare, poi salimmo in auto e la fecero salire dietro assieme ad uno di loro. La toccava e lei dava segni di averne ancora voglia, parlarono tra loro e risero, poi ci fermammo ad un incrocio, l’autista scese ed andò a parlare con un uomo fermo di fianco ad un taxi.
Ritornò e rimise in moto, mentre l’altro continuava a toccare Anna. Avevamo preso la strada che portava al villaggio quando dietro di noi vidi un’auto che ci lampeggiava.
Il taxi deviò su una strada laterale e gli chiesi dove ci portava lui rise e mi disse guarda tua moglie ne ha ancora voglia e dietro ci sono amici che la soddisferanno.
Mi voltai verso Anna era tutta intenta a farsi masturbare dall’altro uomo, fermò il taxi dietro ad una casa in costruzione, l’altra auto ci raggiunse e si fermò di fianco a noi a bordo c’era l’uomo dell’incrocio assieme ad un altro. Nel frattempo Anna era rimasta completamente nuda, l’autista parlò con i nuovi arrivati, naturalmente in egiziano, poi si girò verso Anna e le disse ” vai da loro” … lei ebbe un attimo di incertezza, allora quello seduto di fianco a lei la fece scendere e salire sull’altra auto. Appena lei salì misero in moto e si fermarono a circa 20/30 metri da noi. Il nostro autista mi disse di stare tranquillo, si erano spostati perché non gli piaceva farsi vedere da altri mentre scopavano, appena finito sarebbe tornati da noi.
Dai gemiti di Anna che ci arrivavano era chiaro che se la stesse spassando, poi ad un tratto lei urlò, probabilmente pensai la stanno inculando… lei continuò ad urlare pensai allora che non gradisse la sodomizzazione e che quindi la stessero violentando. La situazione mi eccitò da matti.
Poi dopo circa mezz’ora rimisero in moto e ritornarono vicino a noi.
Accesero la luce interna e ci fecero segno di scendere Anna era riversa sul sedile posteriore, loro ridevano e le fecero segno di girarsi; alzò la gamba sinistra e con un’espressione di estrema libidine ci mostrò cosa le avessero infilato nella fica: un enorme manico di una mazza.
Ci riportarono al villaggio e Anna dopo una doccia mi raccontò quello che le avevano fatto: prima l’avevano scopata poi inculata e visto che lei aveva fatto
difficoltà dopo l’avevano scopata con il manico della mazza. FINE

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