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Mia moglie troia e gli operai

Un sabato pomeriggio usciamo per andare a vedere degli specchi da mettere in corridoio conosciamo un laboratorio artigianale che ha articoli molto carini, Sonia si veste sexy tacchi a spillo calze autoreggenti minigonna e giacca sotto un body trasparente senza reggiseno e con le sue tettone!!! Suoniamo alla porta entriamo e dal piccolo atrio una scala a chiocciola fa scendere nel laboratorio va avanti lei, noto subito gli sguardi verso l’alto dei due uomini, posso solo immaginare cosa vedono senz’altro le cosce chiare dove finiscono le calze.. Sono molto gentili ci mostrano parecchie loro opere cosi definiscono i loro specchi, mia moglie troieggia molto con loro per nulla imbarazzata dal pavimento a fatto di specchi e luci!! Si ho scritto giusto il pavimento era fatto a scacchiera quadri bianchi con sotto le luci e quadri a specchio il tutto ricoperto da una lastra di vetro, i due spesso erano intenti a guardare il pavimento!! E mia moglie si soffermava sulle mattonelle di specchio non portava le mutandine lo spettacolo era veramente eccitante, insomma una buona ora per scegliere quattro “opere” da appendere nel corridoio della sala, poi ci siamo accordati per quando potevano consegnarceli mia moglie che con voce maliziosa chiedeva

“Potete venire lunedì mattina a portarceli? ”

“Io non ci sono lunedì, non posso aiutarli a montarceli”

“Per voi è un problema…. Se sono da sola… ” Il tutto detto con una vocina da mogliettina in calore loro chiaramente erano molto contenti di venire Lunedì a portarli. Il Lunedì mattina stavamo ancora dormendo l’appuntamento era previsto per 10. 00 io sarei uscito intorno alle 9. 00 Driiin.

“Cazzo ma sono già’ arrivati, che ore sono? ”

“Le otto e mezza amore… vai tu ad aprire? ” Mi vesto in fretta e vado ad aprire la porta.

“Grazie siete un po’ in anticipo ma, entrate… ”

“Un attimo che andiamo a prendere gli specchi nel furgone… ”

“Vi posso fare un caffè’? ”

“No, grazie non si disturbi… ”

“Nessun disturbo, lo devo fare anche per mia moglie… ”

“Allora grazie” Dopo qualche minuto i due uomini, appoggiati gli specchi si bevono il caffè’ comodamente seduti sugli sgabelli in cucina.

“Buongiorno a tutti… ”

“Buongiorno cara, stavo per portarti il caffè’… ”

“Buongiorno… ” esclamano strabuzzando gli occhi. Lidia infatti è entrata in cucina con una vestaglia rosa di raso corta e non completamente chiusa che lascia scoperte le sue gambe abbronzate la sottoveste di seta fatica a contenere i grossi seni. io sorrido vedendo l’imbarazzo negli sguardi dei due soprattutto quando Lidia si siede sullo sgabello di fronte a loro la vestaglia scivola sulle cosce e mostrando il folto pelo della passera.

“Ora sarebbe meglio che ci mettessimo al lavoro, … andiamo… ” dicono, con lo sguardo fisso nella scollatura di Lidia e tra le sue cosce.

“Ti sei già’ bagnata eh? ” dico appena sento iniziare i rumori nell’ingresso. “Mmhh, si mi hanno già’ messo una voglia addosso… ”

“Fammi sentire… ” mi avvicino, la prendo e la faccio sedere sul tavolo, gli alzo la sottoveste e

“si sente dall’odore… ”

“Infilami due dita… ” eseguo, scosto la folta e setosa peluria nera e introduco l’indice e il medio nella figa bagnata di mia moglie.

“Spingi, spingi, dai… ” Lidia si agita aggrappata alla mia mano.

“Non vedi l’ora di scoparteli eh? ”

“Sssi… ” la appoggio sul banco della cucina la scopo e intanto gli dico

“Uno alla volta o tutti e due insieme? ”

“Mmhh, si, si insieme … aahh… ”

“E non vedi l’ora di bere il loro sperma… ”

“Si, si voglio tutta la loro sborra… ” quelle parole scatenano la Troia che ce in lei che si eccita al solo pensiero dei due su di lei.

“Dai, godi, godi, pensa che tra un po’ li avrai tutti e due… ”

“Aahh… godooo… ” l’immagine dei due uomini nudi che le schizzano sul viso, sulla bocca e sui seni tutto il loro sperma la porta velocemente all’orgasmo. Abbandonata sul tavolo, cerca di ricomporsi, si siede sulla sedia e allunga le mani sui miei pantaloni.

“Vieni qui, che devo fare colazione… ”

“Sei una vera maialina… ” mi scappella il cazzo già’ in piena erezione lo guarda avidamente muovendone la pelle su e giù’.

“Dai piccolino, dammi tutta la tua cremina… ” Estrae la lingua con cui comincia a picchiettare la punta, poi la passa sulla cappella e la fa scorrere per tutta la lunghezza dell’asta.

“Mettilo in bocca… ” Ubbidiente, Lidia appoggia il cazzo sulla lingua spingendo la bocca spalancata verso il pube. Le piace sentirsi riempire da quel pezzo di carne, sentirlo spingere sul palato e scivolare in gola. La mia mano si posa sulla sua nuca e comincia a spingerla, per scoparla in bocca. Lidia si sente soffocare ma la sua eccitazione nell’averlo sprofondato e fremente tra le sue labbra è più’ forte, si porta una mano sotto la vestaglia prendendo il clitoride tra le dita.

“Mmhh… Mmhh… ”

“Si, continua… ”

“Sto per venire… ”

“Si, dai sborrami addosso… la voglio tutta… ” Il cazzo di è teso e vibrante tra le mani di mia moglie che lo guarda implorante, ansiosa di bere a quella fonte, lo stringe dolcemente per capire l’attimo preciso in cui lo sperma sarebbe passato nel condotto prima di esploderle in bocca. Lo masturba lentamente sulla lingua.

“Ecco, si… si… ” Percepisce precisamente la contrazione che permette l’eiaculazione, lo sperma correre sotto le sue dita. Poi il primo violento schizzo direttamente in gola. Con gli occhi chiusi riceve tutto il seme nella bocca, serra le labbra intorno al cazzo che continua a riempirla e comincia ad ingoiare golosamente aprendo gli occhi e guardandomi, deglutisce leccandosi le labbra impiastricciate di sperma.

“Mmhh, buono… ”

“E di prima mattina fa anche bene… ”

“E… per pranzo? ” Ci sono i due di là……… Io adesso devo proprio scappare al lavoro

“Ok, amore, io vado a seguire i lavori” si ricompone e và in corridoio a salutare i due al lavoro.

“Come procede? ”

“Benissimo signora, tra non molto avremo finito… ”

“Fate pure con calma, non c’è fretta… ” risponde allontanandosi dopo aver sorriso maliziosamente. I due continuando prendere le misure dove montare gli specchi ma non possono fare a meno di commentare il passaggio di Lidia.

“Hai visto che tette… ”

“E che, sono cieco? ”

“è proprio una gran sorca… ”

“Secondo me anche un bel po’ Troia… ”

“Si, vabbè, a quella piace solo farla annusare per divertirsi… ”

“Shh, sta arrivando il marito” Io dopo essermi velocemente vestito percorro il corridoio verso l’ingresso.

“Amore… ! ”

“Si, sono in bagno… ”

“Io esco”

“Ciao tesoro” Attraverso l’ingresso ingombro di attrezzi, martelli, viti, trapano.

“Salve e buon lavoro… montatemeli bene… ”

“Buongiorno… ” Appena uscito origlio un attimo alla porta..

“Dai, muoviti, prendimi il metro”

“lai sentito.. montatemeli bene .. io gli monterei qualcos’altro” risatina dei due “Senti, Gianni, non ce la faccio più’, devo andare al bagno… ”

“Vai, che cazzo vuoi da me? ”

“scusi signora posso usare il bagno”

“si certo vieni è di qui” Lidia stava svuotando la lavatrice

“fai pure io non ti guardo ma devo togliere i vestiti prima che mi vadano insieme i colori” Roberto si mette a pisciare ma non può non guardarla mentre si china per mettere i panni nel secchio la vestaglia cortissima sale mostrando il culo e la figa pelosa della mia signora, ovviamente Lidia è ben conscia e lo fa apposta, finito di pisciare è ancora li con il cazzo in mano, lei si gira lo guarda..

“lo vuoi risciacquare nel lavandino? ”

“Ehmm… si si grazie” le va accanto lo appoggia la lavandino apre l’acqua e la fa scorrere il cazzo non è ancora in erezione ma è già ben formato Lidia finge di non osservarlo ma vorrebbe subito prenderglielo in bocca.. ma si trattiene vuole giocare più a lungo con i due, quindi continua a sbalottargli le tette davanti mentre svuota il secchio, e appende allo stendi biancheria la sua lingerie molto sexy… Lui torna dal collega..

“quanta ne avevi da fare”

“non ho parole che vacca quella lì”

“taci va sai quanto la chiaverei volentieri” In quell’istante arriva nel corridoio Lidia finge di non aver sentito, si china a raccogliere una vite la cintura allentata della vestaglia permette al seno di uscire, gliela passa ai due

“Opss scusate” e si rimette apposto la tetta

“Avete bisogno di me? ”

“no signora non si preoccupi”

“vado a vestirmi se avete bisogno sono in stanza”

Una volta in stanza si accorge che gli specchi sono appoggiati al muro nel corridoio proprio di fronte alla stanza, lei lascia la porta aperta si toglie la vestaglia si infila le calze con il reggicalze si accorge con la coda dell’occhio che i due la guardano indossa una minigonna ovviamente tralascia di mettere le mutandine poi un camicetta senza reggiseno generosamente aperta, infine le scarpe nere con i tacchi sottili, riesce nel corridoio a controllare i lavori quasi al termine, cammina sculettando va in sala si siede sulla poltrona accavalla le gambe mostrando le cosce prende il telefono e mi chiama mi racconta sottovoce cosa ha combinato fino adesso, mentre mi racconta i due che nel frattempo hanno finito la raggiungono si fermano davanti all’ingresso della sala, stanno in silenzio per non disturbarla al telefono, ammirano le sue cosce, lei maliziosamente le accavalla e le scavalla, io capisco la situazione la saluto augurandogli una bella chiavata.

“Abbiamo finito signora”

“Bravi posso offrirvi qualcosa da bere, , ”

“Si grazie magari un altro caffè, , Li accompagna in cucina i due si accomodano di nuovo sugli sgabelli, lei mette su il caffè, i due malgrado saranno eccitati come tori non hanno il coraggio di fare la prima mossa e lei vorrebbe essere presa da loro fingendosi non consenziente per poi lasciarsi invece andare, si risiede sullo sgabello a le cosce aperte ed è praticamente impossibile che non gli vedano la bella passera umida di voglia i due sono rigidi non si decidono a saltargli addosso, versa i caffè il tempo corre fra poco usciranno lei pensa senza aver potuto assaggiare i due cazzoni, tenta l’ultima mossa e di fronte a lei si china a gambe tese per cercare nell’ultimo cassetto in basso una penna per firmare le bolle di consegna, nel chinarsi la minigonna sale molto.. molto.. resta a culo teso davanti ai due a pochi centimetri da loro, ormai è troppo anche per due imbranati ed è Gianni ad alzarsi e mettergli le mani sul culo, lei per il colpo perde l’equilibrio e si appoggia al lavandino Gianni e Roberto senza parlare gli sollevano la minigonna la palpano, il tutto avviene per il primo momento in silenzio lei attaccata al lavandino li lascia fare, sente le dita esplorargli la passera umida, poi si gira verso Roberto senza fiatare gli slaccia la cerniera tira fuori il cazzo che comincia ad ingrossarsi anche Lui non parla, dalla bocca non riesce a far uscire alcun suono. Gli sembra di star vedendo un film, qualcosa che non sta accadendo a lui. Vede il suo cazzo scomparire nella bocca di quella troia di donna, sensazioni paradisiache gli attraversano il cervello. Lidia comincia a masturbarlo, muove su e giù’ la pelle, a scoprire e ricoprire la cappella e osserva affascinata lo spettacolo di quel cazzo che le cresce tra le mani. Avvicina la bocca e tirando fuori la lingua ne lecca la punta. Golosamente.

“Mmhh” geme mia moglie con la cappella che le spinge sul palato e due dita della mano di Gianni infilate nella figa. Roberto gode in silenzio di quel pompino inaspettato che lo fa sentire al settimo cielo, sente montare nei testicoli tutto quello sperma che da tempo non eiacula, dall’ultima sega fatta una settimana prima.

“Eccola… ” intanto cerca un appoggio, sente le gambe farsi leggere e quasi incapaci di sorreggere l’intero corpo ormai concentrato solo al piacere del pompino che sta subendo. Con la mano, Lidia masturba sulla lingua quel cazzo di cui serra la cappella tra le labbra, poi scende con la lingua a leccargli i testicoli enormemente gonfi.

“Dai, dammi la tua sborra… ” incita Lidia ormai senza ritegno e vogliosamente rivolta al piccolo buchino sulla punta della cappella che sta succhiando.

“Che puttana… che sei, , gli dice da dietro Gianni, intanto Roberto si sente esplodere, tremare le gambe, perdere l’equilibrio. lei accelera il movimento della mano. Su e giù’ ancora un paio di volte e Lidia sente la bocca riempirsi, gli schizzi sembrano non finire più’. Dischiude un po’ le labbra per far uscire la sborra che non riesce a deglutire, ma da quel cazzo continua a uscire liquido denso e vischioso, così lo tira fuori e se lo strofina sul viso imbrattandoselo compiaciuta. Continua a masturbarlo, a far uscire le ultime gocce di quello sperma che tanto le piace sentirsi in bocca, Roberto è svuotato, crolla seduto sullo sgabello.

“Eri proprio pieno eh… ? ” gli dice Lidia ingoiando esplicitamente e leccandosi le labbra mentre si rialza Lidia si alza Gianni intanto si è tirato fuori il cazzo dai pantaloni Lidia si è tolta il magione e sfilata la minigonna è completamente nuda se non per il reggicalze e le calze, non riesce a staccare gli occhi da quelle enormi tette, rimane come paralizzato ancora con il cazzo duro in mano. Lidia gli si inginocchia davanti prendendoglielo tra le mani.

“Avevo proprio voglia di un altro bel cazzone… ” prende in bocca l’asta, la succhia voracemente, la insaliva e la masturba sotto gli occhi attenti di Roberto che si sta rieccitando Gianni si gode le meravigliose sensazioni che l’abile pompinara di mia moglie gli procura Lidia affonda il cazzo nella gola, ne tortura il filetto con la lingua, succhia il glande mentre con una mano lo masturba delicatamente e con l’ altra gli accarezza le palle. Sente che l’uomo non ne può’ più’, che sta per crollare. Rallenta il ritmo assaporando sulle labbra ogni centimetro di quel’ cazzone che tanto la fa godere, e quando sente il gemito strozzato si allontana con il viso e continuando a masturbarlo. Con una mano lo scappella e con l’altra si tocca il seno e i capezzoli inturgiditi.

“Dai, dai… ” Roberto stringe i pugni, contrae l’addome ed esplode.

“Si, dai… riempimi di sborra … ” mormora lei mentre un violento fiotto la colpisce sulla lingua lei continua dirigendo gli schizzi in piena bocca Lo sperma esce copioso da quel cazzo, e quando la bocca è piena le cola sul mento, scende giù per il collo, e sul seno. Scivola sui capezzoli. Lidia lo guarda, tira fuori la lingua e raccoglie le ultime gocce direttamente dal buchino, assaporandole. Sente il muscolo afflosciarsi nella sua mano, lo prende tra le labbra e lo succhia. Lidia si massaggia il seno con sperma, se lo spalma sull’aureola scura e si strizza i capezzoli leccandosi le labbra.

“Anche tu era un pezzo che non godevi eh ! ” dice all’uomo intanto Roberto che se lo stava menando guardandoli lo ha di nuovo in piena erezione, Lidia apre un cassetto tira fuori un pacchetto di preservativi lo passa a loro, l’uomo già pronto lo infila Lidia si sdraia sul bancone si tiene al bordo con le mani mentre il cazzone di Roberto la penetra, viene risucchiato senza fatica nella calda e fradicia sorca della mia signora Anche per Gianni è uno spettacolo da sogno vedere il suo amico scopare una splendida maiala a gambe aperte inguainate nelle calze nere sdraiata sul bancone mentre lui in piedi la fotte le tettone ancora impiastricciate di sperma ballare per il movimento della scopata, si avvicina con il cazzo ancora moscio a lei che non si lascia scappare l’occasione di tapparsi la bocca per non far sentire i suoi gemiti ai vicini, è vicina all’orgasmo il cazzo di Roberto la stantufa e quello di Gianni sta ricrescendo tra le sue labbra, è grosso pensa mentre lo sente picchiare contro le ovaie mentre i coglioni gli sbattono contro le chiappe, le cosce tenute ben spalancata dalle mani forti di Roberto, il liquido lubrificante gli cola dalla passerina fino all’ano, lo percepisce si sente troia all’ennesima potenza e basta che si sfiora con le dita l’orifizio che viene con gemiti forti, sentirla cosi ansimare fa prendere vigore di nuovo a Gianni che con il cazzo di nuovo turgido si mette il preservativo e prende il posto di Roberto..

“prendi il mio adesso bella vaccona , , Lidia non lo sente ormai si sta godendo il momento il calore che le sale dal ventre le mani di Roberto che gli stropicciano le tette mentre tolto il preservativo se lo mena, Gianni continua a pomparla lo toglie prova a metterglielo nel culo spinge l’orifizio cede lo lascia entrare mia moglie stringe i denti fa male ma le piace da morire dietro, i muscoli si rilassano e il cazzo di Gianni scivola su e giù per l’intestino della mia signora che raggiunge un secondo orgasmo, anche Roberto sta per venire la prende per la nuca la chiava in bocca e gli riversa la sua seconda sborrata in gola a quella vista anche Gianni sborra riempiendo il preservativo nel culo di mia moglie. Sono svuotati si ricompongono si rivestono.

“Ciao e grazie del lavoro… gli specchi sono splendidi”

“Vienici a trovare in laboratorio….. che ci divertiamo, , mentre la salutano lei è ancora nuda e sporca di sperma. Quando rientro loro sono appena usciti, lei è ancora sporca mi racconta tutto nei minimi particolari e appena lo tiro fuori sborro nelle mie mani. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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