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Miria e le giapponesi

Mi rilasso nella vasca da bagno colma di schiuma profumata, dopo una giornata di lavoro piuttosto stressante.
Penso che domani dovrò cambiare programma perché la Sig. ra TAKAITO, la moglie del nostro partner giapponese e la figlia giungono da OSAKA, devo prelevarle all’aeroporto.
La Sig. a. Takaito, profonda conoscitrice della storia, dell’arte e della lingua Italiana che parla perfettamente, ha deciso di trascorrere una settimana in Italia con la figlia ventenne per vedere a Parma la mostra che la città dedica al Parmigianino .
“è anche l’occasione, ” mi ha scritto la Sig. a Takaito, ” per scoprire il Rinascimento nel territorio della Provincia di Parma attraverso l’itinerario primaverile che consentirebbe in un paio di giorni, di riscoprire la piccola sontuosa capitale, amata nei tempi, da personaggi illustri. ”
Difatti Parma celebra il V Centenario della nascita del Parmigianino portando ” a casa” le opere sparse per il mondo di un “suo figlio” grande genio del Rinascimento: “Il maestro del sorriso”.
Nelle sale della Galleria Nazionale, sono esposte le opere provenienti da una ventina di Musei del mondo, dalla “Madonna con il Bambino” all'” Autoritratto allo specchio”; poi la sezione grafica, quella del manierismo tosco-Romano (le tele dipinte dopo che il Parmigianino ha visto quelle di Michelangelo e Raffaello), il Manierismo Veneto con i rosoni indorati, le ghirlande fiorite, i panni porpora, i vasi ambrati. La mostra continua con i capolavori di grandi artisti che hanno influenzato il Parmigianino, compreso il Correggio.
La mostra è affiancata da un itinerario in 12 tappe intitolato “LE ARTI E LE CORTI” per ripercorrere ville e castelli. Dodici tappe per narrare il ‘500 a Parma come in un racconto illustrato dove i protagonisti sono le famiglie nobiliari e gli artisti (fra i quali il Parmigianino) chiamati ad abbellire ed arricchire le magioni.
Questo itinerario scopre: Soragna, Fontanellato, Colorno ecc. Rocche, chiese, affreschi, palazzi, i tratti del Correggio o il gioiello di Fontanellato dove ritroviamo il tocco del Parmigianino, interprete del mito di DIANA E ATTENONE forse il più grande dei suoi dipinti.

Le ho promesso che avrei fatto da guida volentieri dal momento che anch’io sono appassionato d’arte e di storia in particolare, dedicandomi a loro per tutta la settimana.
L’ultima volta che è stata in Italia la Sig. ra Takaito si affidò a me, ne rimase entusiasta e da allora mi scrive lunghe e mail, parlandomi di storia, di arte e mi ringrazia sempre della mia pazienza e disponibilità che le dimostrai.
In quel periodo dovetti trascurare Miria, la quale ne risentì, mostrandosi irritata e gelosa della Giapponese, che a suo dire mi ebbe tutto per se. Allora la Signora Takaito era con il marito e la delegazione giapponese per trattare la loro partecipazione nella nostra azienda.
Miria non volle sentire ragioni, nel suo egoismo, proprio agli inizi della conquista dell’amore di suo cugino, dopo tanto tempo d’attesa.
Sono così assorto in queste considerazioni quando sento lo scampanellio dell’ingresso. Decido di ignorarlo.
Non aspetto nessuno ed i miei sono fuori per qualche giorno.
Il campanello non smette, continua insistentemente. Sono costretto quindi ad alzarmi, indosso l’accappatoio e vado ad aprire.
La sorpresa è Miria! Raggiante, felice di vedermi. Non mi da il tempo di riprendermi dalla sorpresa che è gia avvinta a me, con le labbra sulle mie in un bacio mozzafiato. Mi stringe, si strofina sul mio corpo tutto umido che ha già accuratamente liberato dall’accappatoio.
La mia risposta è altrettanta infuocata nel bacio violento e nel stringere a me il corpo flessuoso della Dea mi procuro un’immediata formidabile erezione.
Sono dieci giorni che non vedo Miria, dieci lunghi giorni senza gustare, godere del suo profumo, del suo corpo, della sua natura accogliente sempre pronta ad ogni mio assalto ai quali lei è capace di tenere testa con energico vigore.
Non pronunciamo una parola, faccio solo in tempo a chiudere la porta con una pedata e già mi ritrovo riverso per terra, sul mio stesso accappatoio, con Miria addosso e con il mio membro già alloggiato in quella bocca di rosa.
Ha iniziato uno dei suoi favolosi pompini mentre io tento di sfilarle collant e mutandine insieme, per renderle la pariglia ed addentare la sua calda natura.
Ci riesco, finalmente, mentre mi sta dolcemente torturando; riesco a succhiare, mordicchiare le labbra gonfie della sua micetta avendo assunto la classica posizione del 69.
Cominciano i lamenti della cuginetta, lei è particolarmente ricettiva ai miei lappamenti clitoridei ed al dito medio che ho insinuato, nel contempo, nel delizioso buco del sedere.
So che questo trattamento fa partire la fata in quarta e perdere il controllo. So che a questo punto non può più resistere senza essere occupata dal membro ora rigido come il marmo.
Si gira di scatto ed in un baleno si posizione per rimanere impalata dal bastone per tutta la lunghezza.
Inizia una cavalcata furiosa, accompagnata da incitamenti e grida come:
“Oh Vani! … Come è bello…. mi trapani tutta! Ohh fottimi. amore… dai.. godi con me.. non ti preoccupare… inondami.. adesso.. oraaa… godoooooo!!! ”
Anch’io sono arrivato al capolinea e scarico tutta la linfa accumulata in dieci giorni nell’attesa di alloggiare in quel paradiso terrestre.
Finalmente ci calmiamo, rimaniamo per un po’ boccheggianti per la furiosa tenzone, poi apriamo la bocca.. contemporaneamente per parlare:
“Miria!! ” “Vani!! ”
Sto zitto per far parlare lei.
Sta zitta per far parlare me.
Ci osserviamo e scoppiamo in una sonora risata.
Parlo io: “Miria, che sorpresa! Ti avrei telefonato più tardi perché domani sarei venuto a Parma… e tu sei qui!!! ”
“Si amore, mi mancavi e visto che ho una settimana libera da lezioni ho pensato di farti la sorpresa, poi mi mancava il mio usignolo!! “. Scuote il bacino sul membro ancora ficcato nella fica.

Nelle continue telefonate, ho rinviato di informarla della Giapponesi, prevedendo la reazione, ma ora non posso più rimandare. Approfitto della calma. Ma è solo apparente perché appena sente la notizia, si alza di scatto e si mette ad urlare per la delusione:
“E non mi hai detto niente? Lo sapevo…lo sapevo tu sei rimasto incantato da quella santarellina di giapponese! Ed ora c’è anche la figlia!! Ed io che volevo trascorrere la settimana solo con te!! ”
“Miria calmati, non fare la bambina, sai benissimo che la Sig. ra Takaito è la moglie del nostro partner nell’azienda, cosa avrei potuto fare, è anche mio dovere.. poi lei mi ha espressamente chiesto di farle da guida! ”
“Ah… e già è un tuo dovere ! Gia che ci sei scopatela pure.. tanto non ti faresti pregare.. ti conosco io? Saresti pronto a buttarti fra le braccia di una che ti fa le smancerie come quella. Ma devi fare prima i conti con me!! “.. URLA.
” Miria! Non ci penso neanche, non la conosci la Sig. ra Takaito! . è una vera Sig, ra e non fa smancerie”.
“Ah si? E cosa sono tutte quell’ e-mail che ricevi, da quella, piene di complimenti e salamelecchi? ”
“Ma è la connaturata gentilezza nipponica ! Non ti arrabbiare! In fondo dovendo intrattenerla non dovrò andare in ufficio e per tutta la settimana sono libero di stare anche con te, anzi potrai fare la guida insieme a me. Alloggeremo nella casa a Parma e sono certo che le sarai simpatica. Inoltre la figlia Aiko ha 20 anni come te. Ti prego amore!! Lo so che se vuoi non mi deluderai. Come vedi saremo insieme lo stesso, anzi saremo più liberi di amarci a Parma che qui. Che ne dici? ”
La cuginetta a questa proposta si calma di colpo, si rianima, mi si butta addosso ed abbracciandomi:
“Oh Vani, sei un tesoro! Potrò starti vicino e poi credimi non sarei gelosa se tu lo dai ad un’altra con la mia assistenza! ” Ammicca sorridendomi. Poi proseguendo:
“Perdonami! ” e accompagna la richiesta con fatti concreti avventandosi di nuovo sull’uccello a riposo rialloggiandolo nella sua splendida bocca. Appena si accorge che il membro prende quota, si spoglia completamente e si lascia impalare nuovamente, chinandosi a baciarmi strofinando il suo marmoreo seno sul mio petto.
Stringo con amore la mia fata, così incastrata: è ritornata per donarmi la gioia che solo lei sa darmi per cui decido di ripagarla adeguatamente facendola ” soffrire di piacere”.
Ora la mia resistenza sarà più lunga e controllata, quindi giro sotto di me la fata , ben impalata, ed inizio il mio repertorio al quale è avvezza ormai. Porto le sue gambe sulle mie spalla e con me in ginocchio il perno s’introduce più in fondo nell’alloggiamento più teso e stretto per la tensione muscolare. So che in questa maniera lei gode molto intensamente e rumorosamente. I lamenti di piacere diventano grida di incitamento e quando l’orgasmo sopraggiunge, urla! senza freni.
In casa non c’è nessuno, per fortuna, avrebbe attirato chiunque in suo aiuto.
Per il resto della serata Miria non si stanca di essere presa in tutte le maniere. Me lo ordina. Afferma che vuole sfinirmi. Vuole rifarsi per tutto il tempo che è rimasta senza. Non è possibile resisterle!
Ci lasciamo con l’intesa che il giorno dopo, alle due precise lei si farà trovare pronta per condurla con me e le giapponesi a Parma.

Il giorno successivo mi reco all’aeroporto, dopo un po’ che l’aereo è atterrato, scorgo nell’atrio le due figure tipicamente orientali.
La Sig. ra Takaito, la conosco già, una donna intorno ai 40 anni, non molto alta, sebbene superiore alla media della sua razza, sopracciglia appena pronunciate sulle ampie palpebre che appena lasciano intravedere le fessure degli occhi ovali. Lunghissimi capelli neri che porta raccolti sulla nuca. Viso dolce, affilato lievemente truccato con labbra insolitamente pronunciate velate dal rossetto. Indossa un tailleur classico da sotto il quale si può indovinare il profilo di un corpo perfetto. Cerco subito di immaginare come sia seducente quel corpo. Man mano che viene avanti con il suo incedere elegante, posso ricordare la dolcezza ed il sorriso che già l’anno scorso aveva catturato la mia mente. Indubbiamente è una figura che incanta.
La gelosia di Miria era ben riposta, le sue sensazioni tipicamente femminili le avevano fatto intuire la mia ammirazione per la giapponese, da qualche mia frase di apprezzamento che incautamente mi era sfuggita.
Affianco alla Signora Takaito con incedere altrettante elegante osservo la ragazza che se non sapessi fosse la figlia l’avrei scambiata per la sorella gemella. Sarà perché le sembianze di quest’ultima sono la copia della madre, gli stessi capelli, la stessa forma delle sopracciglia e degli occhi. Da vicino noto il viso più affilato, senza ombra di trucco, più fresco. Bella come la madre!
La signora Takaito, con la cortesia tutta giapponese, con la sua voce suadente, accompagnata da uno smagliante sorriso, in perfetto italiano si rivolge a me nel porgermi elegantemente la mano: ” è un piacere rivederla, Sig. Vani, sa ricordo perfettamente la sua gentilezza e la sua disponibilità e.. complimenti! La vedo perfettamente in forma. Ho raccontato tanto di lei a mia figlia qui presente”
La ragazza si rivolge alla madre, in giapponese con un filino di voce ed un sorriso accompagnato da un leggero rossore sul visino.
La madre sorride a sua volta e rivolgendosi a me traduce:
“Mia figlia è incantata, non immaginava di incontrare un così bel ragazzo occidentale! ”
“La ringrazio, non ho difficoltà a contraccambiare, ammirato della bellezza di sua figlia e di lei naturalmente. Non è soltanto un complimento è la pura verità”.
Dopo una timida stretta alla piccola mano di Aiko, così è il nome della ragazza, ed il ritiro dei bagagli ci avviamo alla mia macchina.
Giungiamo alla villa in collina alle due in punto. Avevo già informato la Signora Takaito che Miria, la mia ragazza, ci avrebbe accompagnato a Parma, raccontandole un po’ di lei.
Vado a chiamare la cuginetta, che come al solito si fa attendere. Io impaziente ed innervosito passeggio giù nell’atrio.
Finalmente appare, bella e seducente più che mai, appariscente nella sua luminosità risaltata dalla chioma bionda sciolta. L’ammirazione della sua bellezza accentuata dal magnifico corpo avvolto in un elegante pantalone rosa attillato sopra una maglietta bianca stretta che evidenzia i suoi seni perfetti, fa scomparire di colpa il nervosismo dell’attesa, distogliendomi dai propositi di rimproveri che ero pronto a farle.
Si butta fra le mie braccia con la solita gioia nel rivedermi.. Sono orgoglioso dell’amore che nutre per me e che esterna liberamente ormai.
La Signora Takaito si mostra affascinata dalla fresca, bionda bellezza della mia ragazza, così sembra per Aiko che le si rivolge in perfetto inglese e che Miria padroneggia altrettanto bene. Le due ragazze si siedono vicino nel sedile posteriore e cominciano a chiacchierare come due vecchie amiche.
Il viaggio verso Parma è piacevole. Miria non delude con la sua esuberanza, la sua spontaneità e le sue espressioni condite da risate argentine che contagiano di allegria le due giapponesi.
La Signora Takaito è pronta a soddisfare tutte le domande di Miria: sul Giappone, sulle donne e sugli uomini, sull’occidentalizzazione della vita giapponese.. Takaito si esprime più o meno così:

Bisogna aspettare l’occupazione militare americana dopo la 2° guerra mondiale per osservare il fenomeno di occidentalizzazione della vita giapponese, nell’ abbigliamento, nella musica nell’attività sportiva ecc.
La donna giapponese culturalmente abituata alla sottomissione all’uomo, vedeva nel ragazzo americano un estroverso ed educato gentiluomo pronto a metterla su un piedistallo perché l’uomo americano, proveniente invece da una società fondamentalmente matriarcale trovava nella donna giapponese una femminilità fatta di sorrisi e cose delicate, forse sconosciute alle sue connazionali.
Takaito, forse, per adularci, afferma che le ragazze giapponesi di oggi amano tutto ciò che è italiano, scarpe, indumenti, occhiali ecc. Sempre più numerose vengono in Italia in vacanza, amano molto le caratteristiche tipicamente italiane che non trovano nei giapponesi. Ad esempio, sorridendo dice: il pelo sul petto che raramente si trova su quello degli uomini giapponesi.
Poi comincia a parlare a ruota libera entrando un po’ negli aspetti intimi della donna giapponese che non conosce la nozione cattolica della morale e del peccato. In genere le donne emancipate considerano il sesso occasionale, specialmente con gli occidentali, qualcosa che ” fa bene alla pelle”, la rende notoriamente burrosa e fragrante.
Forse questo concetto se lo è portato dietro da quando ragazza in college, insieme ad altre , ha frequentato un insegnante di lingua italiana che si è portato a letto buona parte delle ragazze. Ciò non destava scandalo, mentre fu scandaloso il gesto dell’insegnante che un giorno palpò il sedere ad una ragazza che non lo trovava gradevole. La ragazza si senti umiliata e non tornò più a scuola.
Fece insomma più scandalo quel gesto volgare che il sesso diretto con diverse ragazze.
Tutti i ragionamenti in italiano venivano regolarmente tradotti ad Aiko da Miria la quale condiva le traduzioni con qualche frase birichina tanto da far scoppiare di risate la giapponesina.

Giungiamo a Parma con ancora la luce del sole. Ci rinfreschiamo un po’ nell’appartamento di Miria poi facciamo un giro per il centro storico. Raccogliamo un po’ di depliants sulla mostra e vediamo ammiccare da ogni vetrina l’icona della mostra stessa che è il celebre ritratto della giovane donna soprannominata “La schiava turca” con il suo enigmatico, strabico sguardo.
Le due ragazze si mostrano perfettamente affiatate e sono sempre allegre. Takaito mi affianca ed è ammirata e felice della contentezza della figlia mentre non si stanca di elogiare la bellezza di Miria e la mia fortuna di averla.
Trascorriamo la serata a casa nell’atmosfera amichevole e gioviale che si è instaurata fra noi. Le ragazze si ritirano nella camera di Miria da dove ogni tanto udiamo scoppi di risa argentine. Takaito si sofferma a chiacchierare con me, di arte, di storia, di noi entrando in argomenti sempre più intimi.
Mi accorgo che Takaito si affianca sempre più vicino a me sul divano ed il suo particolare profumo che già l’ultima volta mi aveva turbato, ora mi sta eccitando. La giapponese lo sa, questo, conosce l’arte della seduzione e non ci vuole molto perché io, in uno slancio impulsivo, posa le mie labbra sulle quelle socchiuse della donna che non aspettava altro. Il bacio è breve ed intenso, mentre le mani della giapponese avvolgono la mia testa scombussolando i capelli.
Ci distacchiamo subito, guardandoci negli occhi desiderosi di più, ma timorosi.
Le ragazze non si odono. Mi alzo un attimo per andare a vedere dove esse siano, seguita da Takaito. Siamo nell’atrio e stiamo per entrare nella stanza di Miria ma ci fermiamo sulla soglia socchiusa.
Un quadro affascinante si presenta ai nostri occhi. è un capolavoro della natura. Nessuno artista avrebbe potuto rappresentare la bellezza, i contrasti di colori di un simile quadro.
Miria, completamente nuda, i capelli sciolti che avvolgono le candide spalle, girata di fianco alla porta mette in mostra i due seni, dritti, marmorei mentre Aiko, anch’essa tutta nuda, con la piccola mano affusolata accarezza un candido rotondo seno soffermandosi sul capezzolo sporgente.
Il corpo della giapponesina, pure di fianco, seduta ai bordi del letto mostra nel suo colore scuro abbronzato il contrasto col il candore di quello di Miria. Il corpo di Aiko, minuto, proporzionato sembra quello di una fanciulla appena in sboccio. Miria accarezza una coscia andando su verso l’inguine dove si nota una leggerissima peluria che avvolge il sesso appena percettibile. Il sesso di Miria invece è più in evidenza, è quello adorato che conosco alla perfezione.
Ci fermiamo ad osservare. Takaito è dietro di me silenziosa. Ci guardiamo ammirati ed eccitati. Le ragazze si sono estraniate da tutto e da tutti. Io afferro la mano di Takaito e la conduco nella stanza accanto, adagiandola sul grande letto, che ha conosciuto ben altre performance erotiche.
Takaito lascia fare a me, la spoglio lentamente con gesti misurati e precisi mentre la bacio sulle palpebre, sul viso, sul collo sulle spalle, sul corpo messo a nudo, sbucciato come una banana.
è un corpo perfetto, tornito, proporzionato un seno delizioso che viene avvolto dalle mie mani procurandomi un fremito di piacere.
Sono eccitato il membro stretto nei miei pantaloni preme prepotentemente. Takaito se ne accorge e mi aiuta, mi libera lentamente di tutto e con delicatezza sfiora con la mano vellutata i testicoli soppesandoli ed accarezzando il pene dal basso verso l’alto.
Raggiunge la vita, le spalle poi i capezzoli rigidi circondandovi le dita leggera, afferra fra le punte delle dita ciuffetti di peli tirandoli leggermente.
L’abbraccio e con la lingua inizio a seguire il contorno dei capezzoli, soffermandomi nel solco del seno per poi passare all’altra parte.
Il suo corpo, ora, è abbandonato sul letto, con le braccia aperte, come incapace di qualsiasi reazione. Scendo verso l’incavo delle cosce dove una peluria nerissima allargata sul pube, come un pennacchio nasconde il solco della natura e dove avverto l’umido di un’eccitazione incombente.
M’inginocchio e allargo con le dita le labbra umide, stuzzico il clitoride, poi affondo la lingua saettante nel solco aperto.
Mi accorgo che sale la sua impazienza dai movimenti dei fianchi .. Per intensificare il suo piacere penetro con il dito medio all’interno di quell’alveare di carne, scorrendovi dentro con lentezza.
Odo i suoi gemiti impercettibili mentre mi afferra la testa spingendola sul ventre. Mi prendo una pausa e la faccio girare mettendola in ginocchio.
Davanti agli occhi mi appare il suo sedere rotondo come la luna, con carni per tornite e frementi. Le apro le natiche scoprendo il fiorellino dischiuso sulla fessura aperta a corolla. Vi affondo la lingua mentre con le dita stuzzico il clitoride. Sento che la sua eccitazione è al culmine e non trattiene oltre il suo orgasmo intenso di fluidi.
è un orgasmo continuo che produce maggiore umore quanto maggiore è il movimento della mia lingua nella fessura.
Ecco che si gira di scatto e s’inginocchia di fronte a me incontrando la mia lingua sui capezzoli.. Abbandona la testa all’indietro spingendo i seni contro di me. Ora le mie carezze con una mano scorrono sulla sua pelle di velluto mentre il medio dell’altra non abbandona la postazione dentro di lei.
Un secondo orgasmo la lascia cadere distesa sul letto, con la pelle imperlata di sudore.
Mi guarda con un sorriso pieno di dolcezza e gratitudine. Mi chino su di lei e la bacio sulla bocca ancora leggermente affannata dal recente piacere.
Per un po’ rimaniamo distesi con la sua testa appoggiata sulla mia spalla. Posso aspirare il profumo delicato dei capelli.
Lentamente la sua testa scivola sul membro teso, sento la sua bocca calda avvolgerne la punta con la lingua turbinante mentre la mano accompagna i movimenti della sua lingua procurandomi un piacere insopportabilmente delizioso.
Il controllo sta per abbandonarmi e spingo la sua testa quasi per penetrarla più nel profondo quando il mio piacere riempie la sua bocca del mio fluido. Lei beve avida mentre continuo a godere.
Ci fermiamo esausti, sdraiati uno affianco all’altro e silenziosi udiamo da lontano degli impercettibili lamenti provenire dalla stanza di Miria.
Takaito sorride e mi dice : “Aika è rimasta affascinata da Miria che è di una bellezza accecante, è un’opera d’arte la tua ragazza Vani. Aika è amante dell’arte, del bello, dei fiori come me, è di natura generosa, delicata. Non ha potuto resistere alla tentazione, ne sono sicura. Mi sono accorta come ammirava quella bellezza bionda. ”
“Oh si Takaito, anche Miria è generosa, ricettiva di natura passionale e le carezze delicate la circuiscono facilmente. Ho notato la delicatezza di Aiko, l’ammirazione e la passione in quel visino delicato. è deliziosa quella bambina! ”
“Si sembra ancora una bambina, e non ha ancora conosciuto l’uomo, che non gli è indifferente te lo assicuro e credo che abbia messo gli occhi su di te, lei non ha mai ceduto alle insidie dei maschi che ha conosciuto. ”
Non rispondo di esserne lusingato, le rispondo ricominciando ad accarezzargli le caviglie, indugiando sulle ginocchia e sollevandomi le massaggio le cosce. Poi l’inguine. Poi la sua natura stringendola nella mia mano quasi a strizzarla.
Si solleva, scende dal letto e mi costringe ad alzarmi con lei. Si aggrappa al mio collo, lei è più bassa di me di 20 cm. circa e con un balzo avvolge le sue gambe ai miei fianchi. è leggera. Tenendola così avvinta mi avvicino alla parete più prossima per sorreggerla meglio, mentre il mio pene sta riprendendo quota, sensibile alla vulva umida a cui è adagiato.
Desidero possederla ora, subito, quindi mi piego in avanti passo le braccia sotto le sue cosce e la penetro, meravigliato di aver trovato la strada con tanta facilità. La sua vagina, invasa dal bastone al massimo si adatta perfettamente.
Comincio la danza, affondando e ritraendomi lentamente. Il suo respiro diventa più veloce, socchiude le labbra con una smorfia di piacere mentre le sue dita puntano aggrappate sul mio collo.
Lo sforzo comincia a farsi sentire per me, allora lentamente scivoliamo a terra, sul tappeto morbido affianco al letto, le sue gambe non perdono la presa ed io continuo imperterrito a stantuffare dentro di lei. Ora libero dal peso e con le mani libere afferro i seni dirigendo con essi il movimento di affondi sempre più veloci. Noto che comincia a mordersi le labbra, sta per raggiungere un nuovo orgasmo, io mi rilasso per unirmi a lei e godere all’unisono.
Sembra inesauribile il nettare che la invade mentre mi adagio sul suo petto affannoso.
Rimaniamo così a lungo, avvolti nella pace del piacere appena consumato e così ci addormentiamo.

Mi sveglio, avrò dormito un paio d’ore. Nell’appartamento c’è assoluto silenzio. Takaito è ancora addormentata. Mi alzo, vago per la camera, esco mi avvicino all’uscio della camera di Miria. Le due ragazze dormono abbracciate, rilassate. Ammiro un po’ il contrasto di colori di quei sue magnifici corpi nudi e sorridendo mi allontano.
Sollevo Takaito delicatamente , la adagio sul letto e mi ritiro in un’altra stanza.

Il risveglio del mattino è piacevole, abbagliato dalla luce del sole che entra dalla finestra. Devo essere rimasto abbandonato in un sonno profondo perché per un po’ non riesco a percepire la realtà e dove mi trovo.
Un po’ per volta, stropicciandomi gli occhi, ritorno alla realtà ed in un lampo mi sovvengono tutte le immagini ed i fatti della sera precedente.
Mi reco in bagno e dopo la doccia indosso una leggera vestaglia con la quale attraverso l’atrio dove incontro Miria che indossa un pigiama color fuxia abbagliante. Mi abbraccia stretta al suo corpo, completamente nudo sotto il soffice pigiama e mi dice:
” Amore, non ci siamo salutati ieri sera! Mi sono addormentata insieme ad Aiko. ”
” Si me ne sono accorto, non vi ho voluto svegliare eravate splendide! ”
Mi scruta sott’occhi, senza dire altro e ci rechiamo in cucina. Ho una fame da lupo.
Le giapponesi dormono ancora, mentre Miria si accinge a preparare una sostanziosa colazione di cui è maestra, chissà se sarà gradita alle nostre ospiti, abituate a cibi diversi.
Per primo ci raggiunge Aiko, anche lei in un pigiama giallo canarino sgargiante, prestatogli da Miria, ci sguazza dentro in quanto di due o tre taglie superiori.
Mi saluta sorridente in Italiano, sono le poche frasi che ha imparato meglio e si siede di fronte a Miria osservando la colazione sul tavolo, composta da tante buone cose, forse sconosciute alla ragazza.
Sopraggiunge Takaito, splendida, avvolta in una specie di Kimono rosso fuoco, è perfettamente truccata cancellando o i segni della stanchezza della sera precedente.
Ci saluta festosa, mi sorride con sguardo complice, si siede al tavolo e rivolgendosi alla figlia, in giapponese, le spiega additando cosa è il cibo che non conosce.
Divoriamo tutto, allegramente, dai vari tipi di brioshe di cui Miria è sempre ben fornita, ai vari tipi di confetture spalmate sul pane imburrato e fette biscottate, che Aiko mostra di apprezzare molto. Il tutto viene innaffiato da the e latte completando la colazione con quattro tazzine di caffè espresso preparato da me, ben ristretto.
Così, ben rifocillati ci rivestiamo per recarci alla mostra del Parmigianino.

Ci accoglie una giornata spensierata, felice.
Ci soffermiamo molto nelle sale della Galleria Nazionale. Miria ed Aiko si attardano per conto loro e commentano insieme taluni quadri esposti.
Io e Takaito facciamo altrettanto. Ci soffermiamo in particolare ad ammirare i due autoritratti del Parmigianino:
Il primo un’opera insolita, che desta notevole stupore, eseguito dall’artista guardandosi in uno specchio convesso, da l’impressione di osservare una immagine riflessa e non dipinta. In quell’autoritratto forse c’è un po’ di vanità dell’artista che sembra guardare se stesso sorridente, quasi contemplandosi. L’artista aveva dipinto quest’autoritratto a 20 anni, già famoso.
Il secondo autoritratto rappresenta un vecchio (eppure il Parmigianino muore a soli 37 anni) Sotto un ridicolo cappellino rosso spuntano i capelli arruffati, lo sguardo stanco sembra un uomo sconfitto, forse questo perché il Parmigianino fu un campione della disavventura specialmente negli ultimi anni della sua vita.
Contempliamo il sorriso aperto della cosiddetta Schiava Turca; il sorriso sereno e celestiale della famosa Madonna dal collo lungo; il sorriso dell’Arcangelo Michele tra la Madonna con il Bambino e Santa Margherita.
Il sorriso che traspare in tutti quelle opere rende quasi vivi i tanti splendidi ritratti.
Non per niente il Parmigianino è denominato il maestro del sorriso.
La giornata vola via in contemplazione di tutte le opere esposte.

Rientriamo a casa stanchi ed affamati.
Aiko esprime il desiderio di gustare gli spaghetti che non ha mai assaggiato. Miria si presta ad accontentarla e in poco tempo ci serve un piatto fumante di spaghetti conditi con polpa di pomodoro pelati. Emanano un profumo delizioso, sono appetitosi.
Aika ci fa divertire e si diverte con il suo impaccio nell’arrotolare gli spaghetti. Completiamo la cena con un piatto di mozzarelle con pomodoro fresco, un’altra novità per le giapponesi, oltre naturalmente all’immancabile parmigiano.
Aiko è contenta, entusiasta, ma ciò che la rende particolarmente allegra ed euforica è il vino che non ha mai bevuto e che dopo un po’ la fa cascare letteralmente dal sonno.
La sollevo di peso per condurla sul letto, dove la madre la spoglia infilandole il pigiama abbondante del mattino.
Noi tre continuiamo a chiacchierare, a commentare la giornata trascorsa, ad ascoltare i complimenti di Marika per la nostra disponibilità, della bellezza delle opere che abbiamo contemplato e rivolgendosi a Miria afferma:
“Sai che di tutte le opere che ho ammirato tu sei la più bella? è fortunato Vani a goderne. ”
“Anche tu nel tuo genere sei un’opera d’arte Takaito ed Aiko è la tua copia. Sai ero gelosa che Vani si mostrasse così entusiasta e ammirato per te. Ma ora sono felice di avervi conosciute. Tu ed Aiko siete deliziose… capisco i turbamenti di Vani… lui è fatto così.. è ultrasensibile alla bellezza, alla gentilezza…. E ti posso assicurare che non posso esserne gelosa. Sono invece orgogliosa che Vani possa destare in una splendida donna come te un particolare interesse. Non è vero? Ed anche Aiko non è insensibile al suo fascino. Ti assicuro che il mio Vani è straordinario.
Takaito la guarda annuendo e con un filo di voce: “Ne sono certa! ” ed allunga la mano porgendo una leggera carezza sul dolce viso della cuginetta.
Miria, sorprendentemente, afferra per mano Takaito e me e ci trascina con lei:
“Andiamo in salotto, staremo più comodi…. sistemerò poi in cucina. ”
Lei si accoccola sull’ampio tappeto ed io e Takaito ci accomodiamo sul divano.
Ricominciamo la conversazione che sfocia, come temevo nella sfera intima di ciascuno di noi. Miria con la testa appoggiata sulle mie ginocchia lentamente mi accarezza le cosce prendendo nel contempo la mano affusolata di Takaito. Continuiamo a discutere sereni, quando mi accorgo delle manovre bizzarre di Miria.
Spinge lentamente la mano di Takaito verso il mio inguine, la giapponese la guarda sorpresa ed indecisa, ma incoraggiata continua da sola. Anzi fa di più, sotto lo sguardo consenziente di Miria. Slaccia la patta del pantalone e libera il membro nel suo normale stato di riposo.
è quello a cui mirava la perfida cuginetta:
“è bello il mio usignolo.. Takaito.. dovresti ascoltare le sue melodie.. sono celestiali… aspetta e vedrai!! ”
La mia fata è felice di condividere il suo gioiello.
Tacitamente io e Takaito siamo consapevoli di non informare Miria di ciò che già c’è stato tra noi, potrebbe essere controproducente.
Stiamo al piacevole gioco diretto dalla fata bionda.
Takaito s’impadronisce dell’usignolo. Miria a sua volta si occupa di spogliare Takaito che continua a non trascurare il membro già consistente nelle sue mani vellutate.
Siamo completamente nudi quando si forma sull’ampio tappeto, un groviglio di membra: le candide cosce della cuginetta palpeggiate dalle mie mani fino a raggiungere la succosa micetta, il delizioso seno di Takaito accarezzato e vezzeggiato con leggeri morsettini dalla fatina bionda, il mio membro di marmo leccato con agilità dalla saettante lingua della giapponese.
La sceneggiatura cambia, con Miria che mi bacia sulla bocca mentre Takaito accarezza i seni della fatina in mezzo a noi due ed io che allungo le braccia sul sedere di luna di Takaito fino ad infilare le dita nella fica gia fradicia e un altro nel buco più stretto che porta in visibilio la giapponese.
Tutti insieme intoniamo una melodia di lamenti di piacere.
Miria dirige magistralmente ogni scena che cambia in continuazione fino a quando invita, in un lampo di generosità, Takaito a farsi impalare dal membro ormai ansioso di un alloggiamento più dilettevole.
Takaito è eccitatissima e men che non si dica si è già lasciata trafiggere.
Miria non rimane a guardare, si accomoda dietro Takaito gaudente del palo ben incastrato, e con una mano le stuzzica i capezzoli e con l’altra riesce ad afferrare la base pendula dei miei testicoli, unici a rimanere fuori dalla caverna nipponica, procurandomi un piacere indicibile.
Takaito strabuzza gli occhi, passa la lingua sulle rosse labbra, aumenta il movimento sussultorio fino a scoppiare in un orgasmo rumoroso: proviene uno sciaqquio strano dalla sua vagina allagata del suo stesso umore.
Resisto e non godo, come vorrei, perché mi accorgo dello stato di eccitazione della mia Miria che riversa si è portato la mano sulla fica e si tintilla oscenamente.
Accosto Maria boccheggiante e mi posizione fra le cosce spalancate della mia cuginetta infilzandola in un sol colpo.
Mi ringrazia con gli occhi strabici dal piacere ed in pochissimo tempo urla, letteralmente, l’orgasmo. Io la seguo inondandola sfinito fra le sue braccia.
Abbiamo fatto abbastanza rumore, perché vediamo in piedi sulla soglia Aiko, che ci osserva con gli occhi stralunati.
Sembra sorpresa.. ma si avvicina lentamente, noto che i suoi occhi sono fissati sul mio membro a riposo adagiato su una coscia, si china ed allunga la mano verso di esso, soppesandone la punta.
Pronuncia qualcosa che non capisco, Takaito traduce sorridente:
“Che bello? Non ho mai visto un gioiello simile! – è più o meno quello che ha detto. ”
La ragazza continua a tenere sollevato il membro, lo gira, lo solleva, lo scappella e continua a farfugliare in Giapponese.
“Non ho mai toccato un membro così, mamma, è meraviglioso” Traduce la madre.
Miria si avvicina ad Aiko ed accarezzandola le dice in inglese:
” Ti piace? Adesso è a riposo! Aspetta un po’ e vedrai! ”
Intanto Miria aiuta Aiko a liberarsi del pigiama ed il corpicino meraviglioso della donnina giapponese appare in tutta la sua bellezza.
Miria l’abbraccia felice.. mentre la ragazza non distoglie lo sguardo dal membro che Takaito sta riportando in vita con magistrali colpi di lingua.
Lo sta preparando per Aiko? Il pensiero mi eccita ancora di più .
La ragazza si mostra affascinata , si accosta e impugna il bastone nella manina delicata. Prova a stringere un po’. è deliziosa quella stretta, mi fa rabbrividire dal piacere. Poi guarda Miria e sua Madre, come per chiedere il permesso di continuare.
Le due la incoraggiano con gli occhi.
Afferra la base del pene con l’altra mano. L’uccello è ormai al massimo del suo turgore, le morbide mani lo impugnano decise lasciandone libero una buona parte della cappella paonazza. Si spinge in avanti, abbassa lentamente la testa ed impagliata tenta di assaggiare la punta con circospezione.
Intanto Miria e Takaito l’accarezzano per tutto il corpo mentre io osservo, inerte, gustando la delizia di quella boccuccia tutta spalancata che tenta di imboccare il palo il più possibile.
è un momento celestiale, siamo tutti protesi a compiacere la tenera fanciulla.
La ragazza acquista coraggio, comincia ad interessarsi anche del resto del mio corpo, mi accarezza il torace peloso, mi strizza i capezzoli, tenta di strapparmi qualche pelo, mi bacia i capezzoli, si avvicina al collo e decisamente posa sulla mia bocca le sue labbra socchiuse ricevendo da me un bacio rovente che fa fremere le fragile membra della fanciulla.
Comincio ad agire anch’io, mi sento in debito per le delizie che sto ricevendo. Sdraio Aiko sul tappeto coadiuvato dalle due aiutanti. Ci dividiamo equamente gli spazi del delizioso corpo della vittima.
Io m’impadronisco dei piccoli seni, dove spadroneggio con le mani, la bocca, la lingue.
Miria si sofferma sulle coscie, sul ventre titillandole il clitoride eretto fra le labbra gonfie della micetta.
Takaito le carezza il viso e le parla dolcemente mentre la figlia la guarda estatica.
Aika è completamente rilassata e si aspetta di tutto, il suo respiro è affannoso. I agita aumentando i lamenti per le carezze che riceve.
è una gioia immensa constatare come la fanciulla stia per raggiungere le massime vette del piacere.
Contemplando la sua fichetta spalancata, stretta completamente depilata mi assale il folle desiderio di possederla. Credo che lei non immagina ancora una simile eventualità. Lo capisce quando io mi assesto in ginocchio e chiedo il tacito consenso di Takaito e Miria. Loro due intuiscono e mettendosi ai fianchi assentono a sacrificio.
La mia voglia di invadere quel dolce sito è spasmodica sebbene sappia che non ha ancora subito simile invasione nella sua intimità.
Mi attardo a proseguire per introdurmi in quella acerba bellezza, ma sono vicino, in ginocchia fra le sue cosce.
Tengo sollevato il bacino, dirigendo il mio dardo teso sulle labbra rosee, una mano lo afferra, è quella di Miria mentre Takaito si stringe al corpo teso di Aiko.
L’operazione è di una lentezza esasperante, se ascoltassi il mio istinto sprofonderei immediatamente in quel bocciolo umido di rugiada che sembra schiudersi alla mia vista. Miria tenendo fermo il membro con un mano nel solco allargato, con l’altra mi spinge da dietro più da vicino all’ ambita soglia. La punta allarga il buchetto che la avvolge strettamente. Aiko è affannata nell’attesa. Un’altra spinta di Miria fa in modo che il piolo vada più a fondo. Quel tanto che fa contrarre la ragazza per un po’. Ma si rilassa subito ed io ne approfitto per introdurmi ancora di più nella fessura ben lubrificata.
è una sensazione esaltante l’ansia spasmodica di sprofondare ma rimango lucido e mi ritraggo un attimo per sferrare il colpo decisivo sbaragliando la fragile fortificazione.
Un .. ohhhhh profondo di sorpresa e di dolore esce dalla bocca spalancata della fanciulla che tenta una strenua difesa, un tentativo di fuga.
Conosco il momento, mi contengo sebbene la mia voglia è di infierire in quel meraviglioso fortilizio appena conquistato. Sono ben piantato dentro, le contrazione del bacino della ragazza si allentano, comincia ad abituarsi al corpo estraneo che la invade, comincia a saggiarne la consistenza, si adegua, è lei che inizia ad avanzare venendo incontro ai miei timidi colpi che man mano si fanno più decisi. Adesso mormora qualcosa, dice parole strane, di invocazioni credo perché Takaito sorride e bacia sulla fronte la fanciulla.
Ciò mi da più sicurezza ed inizio un martellamento progressivo nelle tenere carni, mi sforzo di resistere per non scoppiarle dentro prima di portare all’epilogo la fanciulla. Infatti Aiko comincia a gemere più rumorosamente ed urla il suo piacere mentre io teso come un arco sto per scoccare la mia freccia. Ciò non me lo consente la dolce cuginetta perché la sua mano s’impadronisce del mio dardo infuocato e sostituisce la sua bocca al bocciolo appena lasciato.
L’orgasmo di Aiko continua ed io comincio a sentire il mio sopraggiungere. La bocca di Miria ha acquistato un’abilità unica nel stringersi intorno al mio membro.
Takaito affascinata dalla scena, desidera partecipare e cerca di contendere il trofeo a Miria la quale non fa in tempo a cederlo e riceve le prime bordate. Takaito si sostituisce a Miria con la sua bocca e riceve il resto. Quest’ultima ha dimostrato già di essere particolarmente golosa di simili leccornie.
Sono sfinito ed orgoglioso. Le tre donne mi osservano soddisfatte. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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