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Modus

Sono appena rientrato, fuori è quasi buio, ma non accendo nessuna luce, mi dirigo verso la veranda, le sue finestre danno sulla città, della quale ho una vista perfetta. Da qui la via che porta alla stazione sembra un albero di natale, ci sono molte macchine parcheggiate in seconda fila con le quattro frecce accese. Guardando il mondo da qui mi sento un piccolo dio, una giornata cosi non capita tante volte nella vita e la mia soddisfazione è giustificata. Appoggio la testa al vetro della finestra, è freddo, ripenso a quali sono le tappe fondamentali che mi hanno portato a questo successo, rapidamente, la scuola, le amicizie, le persone che mi hanno reso quello che sono.
Già, Simona, devo subito chiamarla, sarà contentissima anche lei. Sollevo il vecchio telefono a disco, l’ho recuperato in casa di mia nonna, stava per essere buttato, ma a me piace, adoro stare al telefono passeggiando per casa trascinandomi dietro la prolunga, e faccio il numero.
“Pronto”
“Ciao Caterina, sono Giacomo come va? ”
“Bene, Simona è sotto la doccia, ti faccio richiamare a casa? ”
“Si grazie, dille che sarò a casa ancora per un’oretta, ciao. ”
“Va bene, ci vediamo, a presto. ”
Vado in camera e mi levo il vestito, scarico la posta elettronica e confermo a Carlo l’ora dell’uscita serale. Appena mi scollego arriva la chiamata di Simona.
“Ciao amore, come va? ”
“Tieniti forte ho un notizione: oggi, dopo pranzo, Riccardo mi ha chiamato nel suo ufficio, e mi ha fatto un lungo discorso sul futuro del progetto al quale sto lavorando anche io, mi ha detto che l’azienda crede molto in questo nuovo processo produttivo e che per renderlo esecutivo secondo loro ci vuole una persona con delle capacità notevoli. Io mi aspettavo che mi chiedesse un parere da collaboratore esterno quale sono, un’indicazione, e invece mi ha chiesto se voglio essere assunto per passare alla guida del progetto. ”
“Ma come, ti fanno passare da collaboratore esterno a capo progetto? È fantastico! Sei contento? ”
“Si molto, so che non si sente, ma ti giuro che mi sento benissimo, si sta avverando tutto quello che avevo sperato, i miei sforzi e le mie fatiche stanno dando i loro frutti. Mi sento fortissimo, e un po’ lo devo anche a te. ”
“Allora se sai cosi bene di essere in debito con me perché non vieni a trovarmi questa sera? ”
“Mi spiace, ma ho già preso un impegno con Carlo e poi sono un po’ stanco per farmi tre ore di macchina tra andata e ritorno, domani vorrei essere in forma per il mio primo giorno da capo progetto. ”
“OK, ci sentiamo domani sera cosi ti dico le mie intenzioni per il week-end? ”
“Si, perfetto ti chiamo verso le dieci? ”
“Ah, no, mi stavo dimenticando che domani sera esco con le mie amiche, ti chiamo io prima di uscire cosi vediamo di organizzare qualcosa, bisognerà festeggiare! ”
Sono le otto quando Simona mi chiama:
“Ciao, allora com’è andato il primo giorno da dominatore? ”
“Benone, ho dovuto leggere un po’ di scartoffie, ma sono tutti felici della mia assunzione. Hai pensato al fine settimana? ”
“Si, avevo una proposta da farti, perché non vieni a B. per il week-end? Caterina torna a casa, e noi potremmo stare qua in santa pace. E poi avevo voglia di fare un giro allo spaccio aziendale, mi hanno detto che sono arrivati i nuovi prodotti. ”
“Io non so bene a che ora finirò domani sera, ma vedo di liberarmi e appena posso monto in macchina e vengo a B. ”
“Ti aspetto per cena, ciao. ”
“Passa una bella serata. ”
Sono stanco morto e il pensiero di dovermi fare da cena mi fa ribrezzo, mi sdraio sul divano e accendo la TV, in fondo non ho tanta fame. Dopo un po’ mi sento perseguitato, è una di quelle sere dove ogni donna che appare sullo schermo ha una carica sessuale incredibile, per fortuna dopo un po’ mi addormento e mi risveglio solo a mezzanotte. Faccio un giro sui canali del satellite, ma non trovo niente di interessante, allora tento la carta Telegiulia, un canale sul quale ultimamente trasmettono film porno soft per bene. Trovo quello che pensavo, nel film una segretaria viene per cosi dire ammaliata dal dirigente di turno. È divertente, ma la stanchezza si fa sentire anche se sento qualcosa di rigido nei boxer, e decido di andare a letto.
La mattina mi alzo e preparo la borsa per andare da Simona, non voglio tornare a casa, perderei un sacco di tempo.
Alle sette esco dall’ufficio, faccio uno squillo a Simona e mi metto in macchina, c’è traffico sulla tangenziale, la solita coda, ma un bel CD e il pensiero di passare due giorni solo con Simona mi fanno restare sereno.
Finalmente alle otto e venti sono sotto casa sua a B. , parcheggio poco distante dal portone, anche se l’appartamento è in centro, a quest’ora non ci sono problemi di solito.
Percorro veloce i duecento metri che mi separano dalla cena, suono e salgo le scale dove trovo Caterina.
“Ciao Giacomo, buon fine settimana io torno a casa dai miei, se vieni a trovarci una delle prossime settimane possiamo vederci con più calma. ”
“Veramente non so se potrò venire, ma vedrò di fare il possibile. ”
“Ecco! Vedi di farlo. ”
Appoggio la borsa nell’ingresso e bacio Simona che mi sta aspettando.
“Ciao Giacomo, la cena è pronta. ”
Mangiamo parlando del più e del meno, ci raccontiamo le cose che abbiamo fatto durante la settimana e cosi il tempo passa in fretta, arrivano le undici e siamo ancora seduti a tavola.
“Simona, andrei a farmi una doccia. ”
“Vai pure, io intanto metto a posto in cucina e dopo possiamo fare qualcosa, vuoi uscire? ”
“Sinceramente non ne avrei tanta voglia, guarderei un po’ di TV e poi andrei a letto, usciamo domani, va bene? ”
“Certo! ”
Mi alzo da tavola e vado in bagno a farmi la doccia, come al solito passo un sacco di tempo a far scorrere l’acqua sulla schiena, anche perché la doccia della casa di B. di Simona ha una pressione tale che sembra proprio di essere massaggiati. Quando esco dalla doccia il bagno è pieno do vapore e apro leggermente la porta per farlo uscire, accendo l’asciugacapelli e lo uso per asciugarmi dappertutto. Mentre mi guardo allo specchio nudo, mi accorgo che Simona sta sbirciando dalla porta, faccio finta di non essermene accorto, passo una mano sul mio pene e mi accarezzo, Simona sta sempre guardando e dallo specchio riesco a vedere che si è fatta ancora più attenta, mi accarezzo facendo attenzione alla mia posizione, tento di farmi vedere il più possibile, la mia eccitazione si fa presto evidente, gioco con il mio membro, gli faccio raggiungere la lunghezza massima massaggiandomi dolcemente, mi passo la mano in mezzo alle gambe, mi piace pensare a Simona che mi guarda, mi eccita e credo che anche lei si stia toccando, mentre mi guarda.
Ormai sono asciutto, spengo l’asciugacapelli ed esco dal bagno, fuori dalla porta trovo Simona, che si è cambiata, si è messa una camicia da notte che ha la sola funzione di velare la sua nudità, è bianca e le arriva fino a metà coscia.
“Guardiamo un po’ di televisione, Giacomo? ”
Anche se la voglia di fare l’amore è tanta lascio che Simona mi porti in soggiorno, ci sediamo sul divano uno affianco all’altro, io nel frattempo mi sono infilato i boxer e dei pantaloni che uso per stare a casa di solito e chiedo a lei di spalmarmi della crema sulla schiena. Mi fa girare con la schiena verso lo schermo, non mi oppongo, tanto non c’era niente di interessante e Simona stava girovagando per i canali. Le sue mani incominciano a passare con ampi movimenti dalle spalle al centro della schiena, mi rilasso e sto quasi assopendomi quando il volume della TV che era bassissimo si alza improvvisamente. Voltandomi verso lo schermo vedo che Simona è rossa in faccia, accenna un sorriso ma evita che i nostri sguardi si incrocino, due donne sullo schermo stanno facendo l’amore con l’ausilio di un fallo doppio.
“Sembra che si divertano molto, non ti pare Simona? ”
“In effetti, sembra che stiano avendo un bell’orgasmo. ”
Ora sono rivolto verso lo schermo e do le spalle a Simona che mi massaggia rimanendo seduta alla mia sinistra, aggiunge altra crema sulla schiena, passa alla zona lombare e scende sempre più vicina al bordo dei pantaloni, infila un mano sotto i pantaloni e anche sotto i boxer, prende il mio sedere tra le mani e lo accarezza, prima lentamente e poi con più forze ed energia, facendo scorrere le unghie lunghe sulla pelle. Mi sollevo dal divano e Simona fa scendere i miei vestiti lungo le gambe, mi lascia nudo. Con una leggera pressione della mano mi invita a rimanere sollevato ed ad allargare le gambe, non mi oppongo e sposto i piedi per fare quello che mi ha indicato, la sua mano raggiunge il pene che pur non essendo in erezione è diventato ben più grande del normale. Le mani di Simona sono ancora piene di crema, le passa sul mio buco e lo unge esercitando una leggera pressione, la guardo, e capisce dalla mia espressione che può continuare se lo desidera. Con un gesto deciso infila due dita della sua mano destra dentro me, provo un po’ di dolore, ma la sensazione di riempimento mi fa eccitare e cosi prendo in mano la mia erezione. Mi masturbo lentamente mostrandole il mio membro in tutta la sua grandezza. Continuiamo a dedicare attenzioni al mio corpo per qualche minuto, nel quale mi sembra di essere sul punto di provare un orgasmo più di una volta.
“Adesso voglio massaggiarti io. ”
Simona esce da me, si alza e io mi siedo, prendo la crema e la distribuisco sulle sue gambe, parto a massaggiarla dai piedi, e risalgo un po’ alla volta fino ad arrivare sotto la camicia da notte, ridiscendo mentre lei esprime tutto il dispiacere per il contatto mancato, si sta eccitando e quando la mia mano ritorna vicino alla vagina sento che è talmente bagnata che i suoi umori stanno scendendo lungo le gambe. Massaggio il suo sesso con entrambe le mani e vi introduco due dita, con la mano bagnata inumidisco anche l’ano, Simona si piega porta le mani sulle natiche e le allarga, l’invito è chiaro e la penetro anche dietro. La mia erezione è ancora viva, anzi visto lo spettacolo che stiamo facendo io e Simona la voglia di averla completamente diventa sempre più forte.
Infilo la mia testa fra le sue gambe fino a trovarmi con la bocca davanti alla vagina, la lecco e ne gusto il sapore, il mio pene è grossissimo, duro e ha la punta violacea, faccio uscire le mie dita da Simona, e mi metto dietro lei, bagno il membro passandolo in mezzo alle sue gambe, lo appoggio all’ano, lei ripete il gesto di prima e io con un colpo deciso la penetro. Sento i muscoli che si ribellano e vogliono farmi uscire, ma non riesco a scivolare e l’unico effetto che ottengono è quello di eccitarmi maggiormente. Simona si deve appoggiare al tavolino che ha davanti perché le mie spinte la fanno barcollare, con una mano sfioro il capezzolo del suo seno destro, con l’altra massaggio il clitoride. Dopo poco Simona smette di essere passiva e fa il possibile per essere penetrata completamente, spingendosi contro il mio bacino, arrivo ad essere totalmente in lei e mentre vengo dentro lei, giunge anche il suo orgasmo che la fa urlare come mai aveva fatto. Per uscire da lei devo aspettare che il mio pene torni alla grandezza normale, intanto Simona scherza sulla nostra posizione.
“Non pensavo che mi sarebbe piaciuto cosi tanto avere il tuo membro dentro me, là dietro, è diverso dalle altre volte in cui mi penetravi con le dita. Mi è piaciuto molto, e per essere stata la prima volta che lo facevamo seriamente non ho neanche sentito malissimo. ”
“Probabilmente l’averti penetrata qualche volta con le dita ti ha permesso di raggiungere una certa elasticità. ”
Quando apro gli occhi, vedo Simona che mi sta fissando:
“Hai dormito bene, Giacomo? ” Si avvicina e mi bacia sulle labbra.
La abbraccio, la stringo forte a me e ci riaddormentiamo per qualche minuto.
“Cosa facciamo oggi amore? ”
“Dobbiamo andare a festeggiare questa sera, e prima mi piacerebbe fare un giro in centro, guardare qualche negozio, magari possiamo andare a cercare quei jeans che avevi visto sul giornale. Io non ho bisogno di comprare niente, ma se troviamo qualcosa di bello…”
“Bene, usciamo verso le quattro! ”
Passiamo il resto della mattinata tra il letto e le faccende di casa, aiuto Simona a fare le pulizie ed a mettere in ordine. Verso ora di pranzo Simona riceve una telefonata e mi dice:
“Era Elisa che mi chiedeva se posso accompagnarla nel primo pomeriggio in un negozio dove ha visto una cosa che vorrebbe comprare, ma le serve un mio parere. Ti dispiace se ci vado da sola? Ci si potrebbe incontrare verso le quattro e mezza in centro. ”
“Per me va bene, ma si può sapere cosa andate a comprare? ”
“No, Elisa mi ha detto di tenermelo per me. E poi lo sai che non mi piace che ti intrometti nei miei affari, quando lo riterrò opportuno ti dirò tutto. ”
Pranziamo velocemente e mentre Simona si prepara per uscire mi sdraio sul divano a sonnecchiare invogliato dalla stanchezza residua e dal caldo che per fortuna non manca mai in questo appartamento.
“Amore, Giacomo…. Io esco, ti chiamo quando mi libero così mi raggiungi. ”
Con gli occhi ancora chiusi, ricevo il bacio di Simona, e annuisco continuando imperterrito il mio dormiveglia.
Sono le cinque quando esco dalla casa, è buio ma non freddissimo. Mi avvio verso il luogo dell’appuntamento con Simona, che in realtà dista circa quindici minuti a piedi. Per strada è pieno di gente, sono tutti intenti nello shopping prefestivo, che mi ha sempre infastidito, ma dopo pochi passi sono già perso nei miei pensieri: la cena di questa sera. In lontananza vedo due ragazze molto appariscenti davanti a me, noto che molti ragazzi si girano a guardarle e rimango stupito quando avvicinatomi, scopro che sono Simona ed Elisa. La mia ragazza è vestita con colori vivaci, ma è Elisa, che non avevo mai visto prima ad attrarre l’attenzione di tutti. Il suo viso è splendido, molto curato, sembra quasi una divinità; indossa un piumino lungo che tiene slacciato, cosicché si nota tranquillamente la cortissima gonna che lasciar intravedere ad ogni passo il pizzo delle calze autoreggenti.
Elisa risulta anche simpatica e non se la tira per niente, anche se rimane con noi non più di cinque minuti. Quando ci lascia Simona sembra molto contenta, evidentemente si sono divertite; entriamo in un negozio di abbigliamento per uomo. Ci separiamo quasi immediatamente, ma quando sto per entrare nel camerino per provarmi un paio di pantaloni Simona arriva con le braccia piene di vestiti da farmi provare. I pantaloni scelti da me le piacciono e dopo comincio una specie di sfilata, prima una camicia blu cangiante, molto bella, poi provo una maglietta a maniche lunghe aderente, quando la faccio vedere a Simona lei comincia a ridere.
“Cosa c’è che non va? L’ho messa storta, mi sta così male? ”
Lei mi risponde sottovoce: “No, te lo dico dopo. ”
Continuo a provare altri vestiti e alla fine compro due paia di pantaloni, un paio di jeans e la camicia che mi aveva proposto Simona. Una volta usciti finalmente scopro la ragione della risata:
“Quando ti propongo qualche vestito mi immagine che ti possa stare bene, ma alle volte il risultato è nettamente superiore alle aspettative, stavi benissimo con quella maglietta sembravi un’altra persona e mi faceva ridere vederti così cambiato. La cosa assurda è che non te ne accorgi, ma cambia anche lo sguardo che hai negli occhi, si vede quando indossi qualcosa che ti fa sentire bene. ”
Ormai è tardi, e ci dirigiamo verso casa, dove ci facciamo la doccia e ci prepariamo per uscire. I miei abiti sono nella camera di Caterina, mi metto un paio di jeans con la camicia blu appena acquistata e vado in camera da Simona:
“Vado bene così? ”
Quando ho finito la domanda mi accorgo della sua inutilità, lo sguardo di Simona è eloquente, e i vestiti appoggiati sul letto lasciano presumere che sarà una serata formale. Torno in camera di Caterina, e mi metto un completo grigio scuro. Sono piegato per allacciare le scarpe quando entra in camera Simona, che si ferma davanti a me: ha un nuovo paio di stivali, neri di pelle; il tacco è molto alto, circa dieci centimetri, squadrato e stretto e arrivano fin sotto il ginocchio. Indossa una gonna al ginocchio, di raso che le cade benissimo, e dei gemelli neri molto scollati, ha messo attorno alla vita una catena dorata che la rende ancora più sensuale. Il trucco non è per niente pesante, ma valorizza molto i suoi lineamenti, dando luce al suo viso incorniciato dai capelli scuri.
“Devo essere COSÌ bello stasera? ”
“Non preoccuparti, tu sei sempre bellissimo, e con questo vestito mi piaci da matti. ”
Usciamo di casa e per fare le scale Simona si appoggia a me per non cadere, quando entriamo in macchina mi guarda negli occhi e con uno sguardo riesce a farmi capire che mi ama e che sono la persona per la quale vive.
“Mi fai felice, Giacomo. Tutti i giorni. ”
Ci baciamo e partiamo alla volta del ristorante che si trova fuori B. di qualche chilometro. Il posto che Simona ha scelto è molto bello, glielo ha consigliato Caterina che ci va spesso col suo ragazzo che anche la scorsa settimana è passato da B. a trovarla. Mi ingelosisco pensando che magari ci possa essere stato qualcosa tra Simona e Pietro, ma mi passa subito. Durante la cena parliamo di Caterina e in generale delle amiche che Simona frequenta a B. , finendo a parlare di Elisa.
“Oggi pomeriggio mi ha chiamato perché voleva andare a comprare dell’intimo un po’ strano, ma si vergognava da sola. Ha una nuova conquista sotto mano e aveva in progetto una serata speciale in casa, così voleva lasciarlo a bocca aperta. ”
“Mi sembra già molto bella, cosa voleva comprare per valorizzarsi? Perché si vergognava tanto? ”
“Ecco, voleva prendere un reggicalze e delle calze con la riga, ma pensava di fare la figura della puttana ad andare in un normale negozio di intimo, così io l’ho accompagnata e la signora è stata molto gentile. Ha subito capito qual era il problema e ci ha rassicurate, dicendoci che lei vende molti articoli come reggicalze guêpiere e calze, e che le persone che le acquistano non sono così strane, anzi, spesso sono donne insospettabili che a loro volta si vergognano. Insomma ha fatto apparire la cosa come se fosse normalissima, pensa che ci ha fatto vedere che anche lei indossava delle calze col reggicalze, ma né io né Elisa ci eravamo accorte di nulla. C’è stata molta complicità, ci siamo divertite e non ci lasciava andare più via. ”
Il racconto stava divertendo anche me, forse Simona sta creando intorno a se un gruppo di amiche che l’aiuta a vivere meglio la nostra lontananza durante la settimana. In più le sue amiche sono belle e frequentano bella gente, che non mi dispiace affatto.
Dopo alcune grappe, saldiamo il conto ed usciamo dal ristorante che è nella piazza di un borgo, per arrivare alla macchina dobbiamo passare in un vicolo quasi buio, non c’è nessuno per le strade e noi siamo stati gli ultimi clienti del ristorante ad uscire. Appoggio la mia mano sul sedere di Simona che emette un suono di piacere.
“Per aiutarmi a camminare meglio con questi stivali dovresti appoggiarla un po’ più in basso quella mano. ”
Porto la mia mano sotto il sedere e la massaggio tra le gambe, Simona appoggia la schiena contro il corrimano, apre il giaccone e allarga leggermente le gambe.
“Forse dovrei darti qualche lezione in casa su come vanno usati questi stivali, non pensi? ”
“Quello lo puoi fare domani, adesso continua a fare quello che stavi facendo mentre camminavo. Toccami ti prego. ”
Le mie mani fanno salire la gonna per liberare le gambe che Simona allarga il più possibile. Risalgo all’interno delle cosce e scopro che non sono fasciate dalle autoreggenti, ma da u paio di calze molto lisce che non avevo notato perché nascoste dagli stivali e dalla gonna. Mi avvicino piano alle labbra gonfie, è chiaro che la mia lentezza la sta esasperando, ma so anche che è una fonte di piacere. Scosto il perizoma e bagno due dita del succo di Simona, la sfioro prima e poi spingo con più decisione, sposto le dita verso il buchetto, inumidisco anche quello e intanto la penetro davanti col pollice. L’indice è puntato sull’ano, ma non sapendo se Simona ha voglia di essere penetrata anche dietro, aspetto che sia lei a dirmi qualcosa, e non spingo. Improvvisamente sento che lo sfintere si allarga e Simona si lascia cadere sull’indice. Mi muovo lentamente dentro lei, sia davanti che dietro, i piacere che sta provando la fa mugolare e mi da una gioia immensa.
“Giacomo, nessuno mi sa far godere come fai tu!!! Sto venendo. ”
Le contrazioni dei muscoli sono fortissime, tanto da provocarmi dolore; devo aiutare Simona a stare in piedi perché l’orgasmo sembra privarla di tutte le forze. Esco da lei, mi abbraccia e ci dirigiamo verso la macchina.
Allungandomi una salvietta mi dice: “Tieni, pulisciti la mano, non puoi sapere già di donna nel locale dove andiamo ora” e mi fa seguire le indicazioni per un paese vicino.
Quando parcheggiamo nel piazzale non ho ancora le idee chiare, Simona non mi ha voluto dire niente e durante il viaggio si è sistemata il trucco e le calze, provocandomi un’evidente erezione, che persiste fino a quando arriviamo alla porta del locale. Ci impiego tre secondi a realizzare che si tratta di un night, i manifesti appesi alle pareti sono eloquenti e la ragazza alla cassa in topless, non lascia molto spazio a diverse interpretazioni. Lasciamo le giacche al guardaroba ed entriamo nella sala dove, su una passerella si svolgono gli spettacoli, un signore in giacca e cravatta ci porta ad un tavolino in seconda fila. Simona deve averlo prenotato visto che intorno è tutto occupato. Mi sento a disagio, sono già stato in posti come questo, ma mai con la mia ragazza, e la sua presenza mi imbarazza, so che desiderava assistere a uno di questi spettacoli, ma mi preoccupo per quello che possono pensare le persone che ci sono attorno nel locale, non vorrei che la scambiassero per una che lavora li.
Le ragazze che stanno ballando e spogliandosi sulla passerella scendono tra i tavoli per l’american tour, passano tra i tavoli e quando un cliente le chiama si fanno infilare i soldi nel perizoma e gli concedono il loro corpo per qualche istante.
“Allora cosa ne pensi? È come pensavi che fosse? ”
“No, è meglio. Pensavo che l’ambiente fosse molto squallido e fosse pieno di affamatoni che sbavano appena vedono una tipa. Hai visto quella ragazza alta coi capelli neri a caschetto? ”
“No, ero intento a guardare le facce dei clienti, mi fanno ridere quelli che sventolano i soldi in aria per chiamare le ragazze, c’è chi lo fa con classe e chi non ne ha per niente. ”
“Ecco la ragazza che dicevo io è quella che fa lo spogliarello integrale ora. Ti piace? ”
In effetti, sulla passerella sta passando una ragazza bellissima, il suo modo di spogliarsi è molto sensuale e mi eccita, ogni tanto mi giro a guardare le reazioni di Simona che pare interessata quanto me.
“Se devo essere sincero non trovo nulla fuori posto in lei. ”
“Vorresti toccarla? ”
“No, io ho te, non ho bisogno di toccare nessun’altra. ”
“Se non fossimo assieme e se non fossi davanti a tutte queste persone faresti del sesso con lei? ”
“Credo proprio di si! ”
Lo spettacolo continua, fino a quando la ragazza si spoglia completamente e simula un amplesso con un fallo di plastica enorme. Ordiniamo un paio di drink a testa, che surriscaldano l’atmosfera, sarei pronto ad andare a casa a fare l’amore con Simona per tutta la notte. Il deejay annuncia l’inizio di un nuovo american tour, le ragazze scendono tra i tavoli e si avvicina a noi proprio quella che avevamo notato poco prima, Simona senza che me ne accorgessi ha estratto dalla borsetta bordeaux alcune banconote, e le sta sventolando, fa cenno alla ragazza di chinarsi perché vuole parlarle, le infila una banconota nella calza; io non sento niente, ma quando la ragazza si rialza annuisce e mi guarda. Gira intorno al tavolo, mi appoggia le mani sulle spalle e mette la mia testa tra i suoi seni, sono enormi, probabilmente artificiali, ma bellissimi. Mi volto verso Simona e tento di chiederle scusa con uno sguardo, ma non sembra arrabbiata. Le mani della ragazza passano sulle mie gambe fino ad arrivare a cingere il mio membro che ormai è duro. Purtroppo finisce tutto nell’arco di trenta secondi, guardo la ragazza farsi toccare da altri uomini nella sala, ma prima della fine Simona la richiama e infilandole altri soldi nelle calze le dà ulteriori istruzioni. Dandomi la schiena si siede sopra le mia gambe, io poso le mani sulle sue ginocchia e risalgo fino al sesso allargando le sue gambe, si appoggia con la schiena a me, abbandona la testa sulla mia spalla e mi morde un orecchio. Si rialza, si gira e questa volta si siede guardandomi in faccia, mi obbliga a leccarle il seno, mentre mi cavalca strofinando il perizoma contro i miei pantaloni gonfiati dal mio membro. Quando finisce la musica e si alzano leggermente le luci lei è ancora li, rimane su di me, fino a quando non arriva l’uomo che ci aveva portati fino al tavolo, che le intima di andarsene.
Sono sconvolto, la ragazza è bellissima, ma non so bene cosa passi per la mente a Simona.
“Mi sembra di poter affermare che ti sei divertito negli ultimi 10 minuti? ! ? ! ? ”
“Eh, si…” rispondo imbarazzatissimo.
“Anche lei ha gradito molto, te ne sei accorto? ”
“Sinceramente non credo che cambi molto per lei tra un uomo e l’altro, l’importante è che la paghino. ”
“Giacomo, l’hai fatta godere. Te lo assicuro, quando si è alzata aveva il perizoma bagnato e poi hai visto anche tu che si è fermata più delle altre, non credo che lo abbia fatto per farmi un piacere. ”
“Non so, sicuramente sa come prendermi. ”
“Io vado un attimo al bagno, ti ritrovo quando torno o ti fai rapire da una di queste belle? ”
“Faccio il possibile per restare qua fermo, ma non posso giurarti che ci sarò quando torni. ”
Simona si alza, non riesco a toglierle gli occhi di dosso, è molto elegante, sensuale ma per niente volgare, ha classe. La vedo tornare dopo qualche minuto, si avvicina a me e mi chiede di seguirla. Usciti dalla sala principale, ci fermiamo davanti a una porta gialla, che si apre dopo pochi secondi. Saliamo una rampa di scale ed entriamo in una stanza nella quale ci sono due sedie e un divano sul quale ci sediamo.
Ci abbracciamo e ci baciamo, non so bene cosa facciamo li, ma sono un po’ brillo e neanche me lo chiedo. Sono immerso nella sua scollatura quando si apre la porta ed entra la ragazza di prima, ci saluta e ci presentiamo, lei si chiama Alexa. Simona si sposta, deve aver organizzato uno strip privato per noi due, infatti, mi trovo in breve con i seni di Alexa tra le mani, le tolgo la sottoveste e rimane con il perizoma, gli stivali e le calze, si siede sopra di me, allargando le gambe, mi fa succhiare il suo seno e poi avvicinando la sua vagina alle mie labbra scivola con le mani tra le mie gambe, in un secondo apre la cerniera dei pantaloni e ne estrae il mio membro in erezione. Passa la punta sul suo perizoma e godo al contatto con il tessuto liscio, mi giro verso Simona, ha sollevato la gonna, ci sta guardando e masturbandosi con le mani e con la catena che portava in vita, anche Alexa si gira e la nota. Si alza, le si avvicina, inizia a leccarla tra le gambe e con mio stupore Simona si eccita ancora di più. Mi avvicino anche io a Simona che appena può prende tra le labbra il mio pene e comincia a succhiarlo avidamente, mentre Alexa le tocca i seni. La sua lingua si muove sempre più velocemente, la penetra e si ritira, Simona allarga le gambe e si sposta in modo da farsi penetrare il più possibile, mentre continua a succhiarlo. Il suo respiro si fa affannoso smette di leccare il mio sesso per riuscire a godersi l’orgasmo che le sta procurando Alexa, io mi godo la scena osservando la mia splendida ragazza fare sesso con un’altra donna, una fantasia che mi ha sempre eccitato molto. I capezzoli di Simona sono turgidi, sono una tentazione troppo forte, non resisto e li accarezzo con la lingua, Simona viene, stringe la testa di Alexa tra le gambe e lascia uscire dalla bocca dei gemiti che mi eccitano.
Una volta liberatasi della presa delle gambe di Simona, Alexa si sdraia sul pavimento e mi invita a raggiungerla, mi sdraio su lei, facendo in modo che il mio membro vada ad occupare lo spazio tra i suoi seni, colma le sue mani coi seni e inizia a massaggiarmi, mentre con la lingua stuzzica la punta. Simona ci guarda seduta a fianco di Alexa, dopo un po’ si avvicina timidamente al mio membro, si intromette nel rapporto che stiamo avendo io e Alexa, lo prende in bocca, lo succhia, poi lo offre ad Alexa che con le labbra circonda la punta che ormai è violacea, la sua lingua ci gira attorno. Sto impazzendo dal piacere, fremiti continui percorrono la mia schiena e raggiungono il mio cervello, vengo dentro la bocca di Alexa, quando la apre per lasciarmi uscire, del liquido cade sui suoi seni e Simona si affretta a leccarlo, le loro bocche si avvicinano si guardano negli occhi, Simona si gira per cercare il mio assenso e si baciano; l’ultimo brivido percorre la mia schiena quando Simona pulisce con la lingua tutto il mio sesso.
“Mi sono divertita molto con voi, solitamente non facciamo sesso in questo locale, ma mi avete fatto eccitare appena vi ho visti e non ho resistito. Siete bellissimi insieme. ”
Io e Simona ci guardiamo negli occhi, sorridiamo, nonostante la situazione non sia normale, nessuno dei due ha dubbi sui sentimenti che ci legano.
“Grazie Alexa, credo che Giacomo non ti dimenticherà tanto facilmente, ma guai a te se me lo rubi. ”
“Ciao Alexa, sono contento che tu ti sia divertita. ”

Usciamo dalla stanza, scendiamo le scale e rientriamo nel locale che ormai si sta svuotando, ci avviamo verso l’uscita, prendiamo le giacche e saldiamo il conto, Alexa non ci ha fatto mettere in conto lo strip privato. Usciamo dal locale e raggiungiamo la macchina ci sediamo, ci baciamo e incominciamo a ridere, ci siamo regalati delle sensazioni bellissime in questo week-end.
“Sono felice che ti sia piaciuto il mio modo di festeggiare. ”
“Mi piace da matti quando mi stupisci, ti voglio bene. ” FINE

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